giovedì 30 novembre 2017

I grew tired of feeling nothing at all


Le canzoni che ti fanno venire voglia di svuotare al volo una lattina di birra e poi schiacciarla sulla fronte. Le canzoni che corrono come autostrade nel deserto, che puzzano come cessi di locali alla fine della notte, che hanno la stessa cocciuta e consumata consistenza di una giacca di pelle nera senza più età. Quei tre minuti di chitarre, basso e batteria che suonano come Non-Me-Ne-Frega-Un-Cazzo, taglia le stronzate, questo è ancora Rock'n'Roll. Quelle canzoni sono qui, vengono a prendermi per farmi perdere la testa davanti agli amplificatori, sudando e ballando e calciando.
A cosa serve ancora il Rock'n'Roll? Forse a farti uscire vivo da ogni nuovo giorno di rimpianti che l'inesorabile cielo schiaccia sulla tua schiena? Forse a farti credere che potrai trovare qualche riscatto in fondo? O serve invece a farti tornare con i tuoi proletari piedi per terra, per aiutarti a ragionare con la tua testa, modesto e onesto Rock'n'Roll di sempre?
"Well it’s a long and lonely life / But for me that’ll do just alright" cantano, con inattesa saggezza e misura, i Bed Wettin' Bad Boys in Stunned. Avevano esordito quattro anni fa con un album dal titolo Ready For Boredom e ora è uscito il nuovo Rot: aggiungi pure il nome da goliardi che si sono scelti, potresti pensare che siano dei disfattisti, dei ragazzetti confusi. Niente di più sbagliato: i Bed Wettin' Bad Boys, da Sydney, Australia, lungo i trenta minuti del loro nuovo lavoro mostrano di essere perfettamente consapevoli di quello che stanno facendo, e soprattutto determinati a spaccare dal principio alla fine. Possono perdere la voce nella rauca e infuocata Device ("Try to change your life but life changes you") oppure possono volare altissimo, sull'epica progressione di accordi di Victoria, un inno noise rock come pochi altri sentiti quest'anno; possono giocare a carte del tutto scoperte (Replacements, Kiss e New York Dolls comunemente citati nelle recensioni e nelle interviste), oppure lanciarsi in un'inarrestabile jam da sette minuti come la conclusiva Turn The Page, dove a un certo punto emerge anche uno sconvolto sassofono, senza mai perdere un briciolo della loro sicurezza e della padronanza del suono.
Joe Sukit dei Royal Headache, Nic Warnock della RIP Society Records (che insieme a What's Your Rupture pubblica l'album) e suo fratello Ben, già nei Red Red Kroovy, con l'aggiunta di Doug Gibson alla batteria, hanno messo a punto un'idea di band a dir poco entusiasmante: possenti senza mai essere pesanti, suoni sporchi ma essenziali, anima da party ma testa lucidissima, i Bed Wettin' Bad Boys sono un'espressione quasi miracolosa del Rock'n'Roll che riesce ancora a elettrizzare.





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