giovedì 24 novembre 2016

We are no better than the rest

The Ocean Party - Restless

Probabilmente abbiamo un numero di serie stampato da qualche parte tra le costole e il cuore. Uno speciale lettore di codici a barre può riconoscere il nostro nome, dirci con precisione marca e modello, e soprattutto indicare tra le varie specifiche tecniche quante volte possiamo accettare cambiamenti radicali nella nostra vita, elencare tutte le svolte e le scelte a cui può adattarsi la forma che immaginiamo abbia la nostra personalità. Dopo una certa età, dopo una lunga serie di reboot e revisioni, quello che siamo riusciti a diventare non può più permettersi profonde trasformazioni. Il sistema non accetta più upgrade e aggiornamenti, e continua a operare come ha sempre fatto. Si limiterà a processare le novità prendendosi il suo tempo, a poco a poco restando più sfasato rispetto all'evolversi degli eventi e a modelli più recenti. Tutto cambia e tu credevi che saresti stato capace di stare al passo per sempre, ma era un bug.
Non so perché l'ascolto del nuovo disco degli Ocean Party mi lascia addosso questa sensazione: qualcosa come la fine di una domenica pomeriggio lunga una vita, un vago sapore amaro in bocca e una scontentezza che non sapresti a cosa destinare. Dagli esordi più jangling che ricordavano certi Real Estate (e io aggiungevo da parte mia i Pants Yell), la profilica band australiana si è raffinata e fatta sempre più elegante. Restless, il loro sesto album in sette anni, racchiude atmosfere che possono spaziare dai Prefab Sprout ai Death Cab For Cutie. Anche se non mancano in scaletta pezzi più upbeat e carichi (Back Bar, West Koast, Second Guess), l'umore dominante è deciso da certi arrangiamenti di pianoforte che posano un velo di malinconia su ogni cosa (esemplare la title-track). In altri momenti, come in Teachers, è un assolo di chitarra acustica a conquistare a sorpresa la scena. Complice anche la morbidezza delle voci che si alternano, l'aria che si respira tra queste canzoni resta in qualche modo sempre ovattata, nonostante i suoni siano nitidi e ogni elemento sia in piena luce. Non s se Restless sia il loro disco migliore, ma quello che è certo è che gli Ocean Party hanno tradotto in musica in maniera perfetta quel lieve glitch del sistema che sperimentiamo quando trascorrono gli anni.



The Ocean Party - Back Bar



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