mercoledì 11 maggio 2016

"I thought the future would be cooler"

YACHT - I thought the future would be cooler

In giornate come questa sento la mancanza della voce di Carles, il protagonista di Hipster Runoff, un blog che a spiegarlo oggi fai la figura di un reduce della Guerra d’Abissinia. In giornate come questa, in cui piove a dirotto e nessuno ti risponde con gentilezza, tutto quello che ti piace ti fa soltanto venire dei dubbi. Carles avrebbe saputo unire i puntini con arguzia, e tirare le fila di un ragionamento che tenesse assieme la strategia sui social network dei Radiohead e l'imbarazzante farsa del fake sex tape degli Yacht.
Breve riassunto per chi non avesse seguito la notizia: gli Yacht, duo synth-pop di media popolarità negli Stati Uniti, prima rivela in tono drammatico di essere stato derubato di un sex tape; poi, nel giro di poche ore annuncia di aver deciso di ribaltare la situazione e, attraverso un sito creato apposta, di voler vendere in prima persona il filmato. Nel frattempo, di questo filmato non c'è ancora traccia e alla fine si scopre che si trattava di una specie di video di fantascienza a basso budget.
Tutto questo casino, tutta questa frana di prevedibili passaggi (in cui anche le scuse finiscono per suonare scontate e fasulle) solo per lanciare un video "artistico" di cui alla fine non ha parlato quasi nessuno, dato che la maggior parte delle discussioni si è concentrata sulla sgradevole messa in scena e sui suoi effetti collaterali a danno delle reali vittime di abusi e "revenge porn".
Lasciamo da parte se pensate che una trovata del genere sia o meno offensiva, o se gli Yacht vi risultino credibili quando dicono che si è trattato soltanto di una provocazione "to explore the intersection of privacy, media, and celebrity" (citando X-Files e i KLF tra le ispirazioni, mah). Non voglio qui soppesare la sensibilità e l'etica di nessuno. Vorrei, però, scrivere nero su bianco quello che continuo a chiedermi da un po' di tempo: perché sopporto sempre meno tutto quello che viene orchestrato, piani ben congegnati tanto quanto espedienti maldestri, per catturare l'attenzione sull'uscita di un disco? Lo so, è un'epoca di merda, e nessuno ascolta più niente davvero. Ma tu vuoi farmi capire che hai pubblicato un disco, e vuoi che io ti ascolti subito, e devi fare in modo che ogni rivista, ogni webzine, ogni mio amico su ogni social network, ne parli nello stesso momento, cioè ora. Perché fra una settimana sarà il turno di un altro disco, o morirà un altro cantante, o ci sarà un'altra fashion week, o inventeranno Snapchat Music, o succederà un Kanye West o una Beyoncé.
Tutto il rispetto che potevo avere per i Radiohead e la loro carriera, pur da non fan, è sbiadito un altro po', come la loro home page il giorno prima di Burn The Witch, ed è scomparso insieme a tutti i post che avevano cancellato dal loro archvio. Bella mossa: stavano davvero "abbandonando internet"? Sarebbe stato interessante! Dalla loro posizione di potere ci avrebbero indicato qualche nuova strada, un punto di vista "da fuori", libero. Invece no, era un teaser, anche loro stavano soltanto attirando l'attenzione. Stavano spegnendo la luce nella  stanza prima di far entrare la torta con le candeline accese. Ehi, buona la torta! Ma alla fine, se ci pensi, è solo un'altra torta. Riaccendi le luci e la festa continua uguale a prima, e dopo un po' hai solo voglia di andartene.
Quei poveretti degli Yacht mi sembrano solo interpreti di terza categoria della stessa recita che anche i Radiohead hanno dovuto allestire, e la loro sola colpa - al netto del diverso valore artistico - è non avere la stessa intelligenza di Thom Yorke e soci, e mancare totalmente di gusto. Ma tutto questo mi lascia comunque l'impressione che la musica finisca per essere relegata sempre più a casuale oggetto di scena, a fondale, via via più lontano. Nel primo patetico messaggio ai loro fan, gli Yacht avevano scritto "Music isn't art anymore, it's just content". Non so: esiste qualche replica migliore di "vaffanculo"? Ok, non è molto argomentato, e non fa nemmeno ridere, per quello ci sarebbe voluto Hipster Runoff. Ma è quello ho pensato all'istante io. Non ho nessuna strategia, non ho nessuna opinione illuminata su streaming e marketing, mi tengo stretto i miei pregiudizi, il mio Novecento e mi sforzo di ricordarmi qual è il mio passo. Ma se tutto quello che abbiamo imparato e guadagnato dal capovolgimento e dalle trasformazioni dell'industria discografica e del giornalismo musicale negli ultimi quindici anni (ehi, la stessa età di questo blog) si riduce alla parodia standard di un sito di gossip con un ritmo da catena di montaggio fordista, allora torna utile proprio il titolo dell'ultimo disco degli Yacht: "I thought the future would be cooler".



Candace - New Future


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