mercoledì 2 dicembre 2015

Polaroids From The Web

"Forget flannel" edition

Forget Flannel: Seattle's New Artistic Hope Is its Feminist Punk Scene

- "Forget Flannel: Seattle's New Artistic Hope Is its Feminist Punk Scene": al netto del consueto stile Vice, buon reportage sulle pagine di Noisey intorno a una certa nuova scena, con nomi che suoniamo anche da queste parti come Tacocat, Chastity Belt, Childbirth, La Luz e Mommy Long Legs (più l'interessante scoperta - almeno per me - Mombutt).






- Un po' dappertutto, è già tempo di classifiche di fine anno. Una che di solito mi piace segnalare è quella di Popmatters tutta dedicata all'indiepop. Sebbene parziale e discutibile come tutte le classifiche, mi interessa perché tiene conto del fatto che "in 2015 a broad range of significant music could be considered indie pop through some lense".



- Anche quest'anno, mi sono ascoltato le 15 band segnalate nella "BBC Music Sound Of 2016" e anche quest'anno ne sono uscito ben poco ottimista. A margine, noto che l'unica band con le chitarre sono i Blossoms di Manchester: MEH.



- Qualche spunto un più, se non altro per i neuroni, tra le "10 People To Watch In 2016" di The Fader, con intersezioni tra musica, moda e arte.

- Ancora sul Guardian, da leggere anche "Making one album a year is no longer enough (unless you're Adele)": niente di troppo nuovo ma la (possibile) fine del formato album come "momento fondante" della vita di una band/artista è un passaggio verso il futuro che mi incuriosisce.

- A questo proposito: "How to release a record in 2015: An A-Z Guide", pezzo simpatico scritto da Ian Roebuck / Dirty Bingo Records.

- “Whatever works for people to hear the music. I think that it's great that music is so accessible now. When K started, actually hearing the music... that was the challenge. And in the modern world, hearing music is not a challenge. It's extremely accessible. And that's exciting, that people can hear music whenever they want to and hear it from all different corners of the world. So the idea was that we start a label because we want to share music with people and now that has become much more of a reality than ever before”: sempre positivo, Calvin Johnson (Beat Happening / K Records) intervistato da Clash.

Nessun commento: