lunedì 5 ottobre 2015

«There's no such thing as “First” anymore»

There's no such thing as 'First' anymore

Qualche giorno fa Jon Caramanica (critico musicale per il New York Times, Rolling Stone e altri) ha scritto un pezzo davvero interessante su The Fader a proposito del concetto di "firstie", quel fenomeno per cui sembrava che sul web fosse vitale arrivare primi (su una canzone, una band, una recensione, un commento). La sua tesi è che non funziona più così:
«Everything is aggregated and reblogged. When something is truly viral, it’s pointless for someone to claim first — once a thing is created, it belongs to the world. [...] People will never not want ways to set themselves apart, but what that means in an environment of total flooding will have to evolve. For some, it might mean finding a way to re-enforce scarcity, though that only solves the problem of message, not medium. Mostly, taste will evolve.»
Le parole chiave qui per me sono ovviamente "flood" e "taste". Nel teso contrasto fra queste due (la contemporaneità), l'idea del "first" per come l'abbiamo "vissuta" dall'inizio dell'epoca dei blog finisce per essere abbastanza superata.
L'articolo racchiude spunti per cento ragionamenti, ma come spesso mi succede qui era rimasto tutto in bozza. Per fortuna è arrivato Gianluigi Peccerillo che ha voluto riprendere il discorso sulle pagine di Dance Like Shaquille O'Neal, coinvolgendo anche me e Francesco "Bastonate" Farabegoli.
Non credo di essere riuscito a spiegare tutto quello che volevo (il first contrapposto al piacere, per esempio, oppure come sopravvive un'idea di gusto), ma il pezzo è già un bel mattone così. Spero si capisca almeno qualcosa, perché il tema mi sta molto a cuore!
Tutta questa fretta per essere poi nel mucchio con altri diecimila blog. C’è una certa contraddizione, ma rivela anche qualcosa del meccanismo stesso con cui si è comunicata la musica negli ultimi dieci, quindici anni. [...] Ma, per parlare in prima persona singolare ─ interessante fino a un certo punto─ io non mi ci ritrovo più da un po’ di tempo. Sia come persona, sia come tizio che ha un blog che del tutto accidentalmente è online dal 2001. (continua...)

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