martedì 28 aprile 2015

You've been thinking about a joke too long

Dick Diver - Melbourne, Florida

"La guardia più forte è posta ai cancelli del nulla. Forse perché la condizione di vuoto è troppo vergognosa per venire divulgata": è una nota e pomposa citazione da Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald. La pronuncia Dick Diver, il protagonista del romanzo, e nonostante sia abbastanza chiaro a cosa si riferisce, il fatto è che salta fuori in una conversazione normalissima, una sentenza che sembra sparata con un certo grado di disperazione al solo scopo di disorientare le interlocutrici.
Non credo che questo abbia niente a che fare con la band australiana dei Dick Diver ma, in fondo, qualcosa di quella frase potrebbe tranquillamente finire dentro uno dei testi dell'ultimo disco Melbourne, Florida, tra un'annotazione sul tempo che passa e immagini di strade vuote, case in cui siamo rimasti fermi troppo a lungo e Paesi lontani in cui crediamo sempre accadrà il futuro. "Each year you think the next one is the future and then you're there" (Private Number). Nelle atmosfere di queste canzoni si percepisce che qualcosa è andato storto, non si aggiusterà più, ma forse ormai non fa più tutta questa differenza. "What’s the difference when the whole of the view will be gone" (Year In Pictures). Non si ricorda più nulla, ma si vive comunque nella memoria senza tregua. Non ci si scarica più del passato. E quello che resta da fare è raccogliere gli "avanzi del giorno", guardare il cielo passare dal blu al grigio, aspettare il momento per riprendere la strada e smettere di nutrire illusioni.
Le sfumature che i Dick Diver riescono a dare alla loro musica sono molte. Il loro indiepop raffinato e al tempo stesso aspro ha sempre richiamato alla mente il nome dei Go-Betweens, o a volte dei Pastels e degli Yo La Tengo (vedi qui la magnifica Tearing The Posters Down), e viene spesso accostato al suono dei colleghi di etichetta Twerps. In questo terzo album la band di Melbourne aggiunge arrangiamenti eleganti, come la sezione di fiati di Leftovers, che mi ha ricordato addirittura i Fanfarlo, o come certe tastiere morbide in Percentage Points, che ha qualcosa degli ultimi War On Drugs. Private Number è una ballata al pianoforte che potresti immaginare cantata da un giovane Elvis Costello, mentre Blue Time oscilla fragile e luminosa come i migliori Television Personalities.
Detto in maniera molto semplice, Melbourne, Florida è finora il lavoro migliore dei Dick Diver. È una tensione che non si spegne: ha solo avuto tutto il tempo, fin troppo tempo, per prendere coscienza dei propri limiti, della propria complicata vanità, di quei "cancelli del nulla" da cui fatichiamo a staccarci.

(mp3) Dick Diver - Tearing The Posters Down

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