mercoledì 28 maggio 2014

"Too old to be a punk rock prodigy"

Lo scorso weekend a New York c'è stata una di quelle serate che sembrano uscite da un sogno di polaroid, una di quelle per cui anche il mio più classico "ci si vede a banco" sarebbe suonato riduttivo. La tristezza di non poter partecipare è stata almeno in parte mitigata quando ho saputo che Valeria Capra di Trees Of Dreaming (sempiterna gratitudine!) mi avrebbe spedito da là un po' di foto, raccontandomi per filo e per segno come era andata. Ecco i miei occhi lucidi, ed ecco la sua puntuale cronaca:

Silent Barn - New York

Silent Barn - New YorkIl concerto è al Silent Barn, un localino in apparenza chiuso e cadente su Bushwick Avenue, a Brooklyn. Un cartello ci dice di entrare dal back yard, ma facendo il giro di tutto l'isolato non lo troviamo. In compenso incontriamo due gruppetti di ragazzini, scopriremo più tardi tutti minorenni, che si uniscono a noi nella ricerca, vana. Torniamo all'ingresso e un ragazzo ci apre la porta principale, dice che il concerto comincia alle sette, sono ancora le sei e mezza. Dai facci entrare sta cominciando a fare davvero freddo, ok fuori gli ID. Tutti tranne noi vengono marchiati con una grande X nera sul dorso della mano, hanno meno di 21 anni e non possono ordinare alcolici. Entriamo e vedo subito Dean dei QUARTERBACKS che suona note a caso mentre parla con qualcuno.
Silent Barn - New YorkFacciamo un giro: ci sono quadri appesi alle pareti con i nomi degli autori scritti su post-it colorati. Altri post-it vuoti, tantissimi, e una scritta che chiede "let us know what you think!". Tutto il locale sembra basato sulla condivisione di pensieri e cose.C'è la "Free Shelf", lo scaffale dove puoi semplicemente prendere quello che vuoi: c'è una copia di Lemony Snicket, un frullatore, una felpa, una spilletta degli Hey Exit, che non conosco ma mi piace e quindi me la prendo, e altro ciarpame che però sembra bellissimo. Quasi quasi voglio anche il frullatore. In una sala c'è una sedia da barbiere e un tizio si sta facendo tagliare i capelli da un altro (mi informo: non è un parrucchiere). Sogno. C'è un frigo con una mela mezza mangiata sopra. Una porta che recita sullo stipite "Please keep the winter out" scritto di fretta a pennarello. Nella sala principale comincia ad affollarsi gente. Facciamo amicizia con qualcuno, sembra che siano tutti qui soprattutto per sentire Frankie Cosmos. Mi avvicino a Dean dei QUARTERBACKS e mi presento, è gentilissimo, chiacchieriamo, si dice incredulo che io arrivi dall'Italia.

Adult MomIl primo gruppo sale sul palco e sistema gli strumenti: sono gli Adult Mom. La cantante è bellissima e alta circa un metro e novanta e la presenza sul palco è notevole. Ha una voce che ti culla, proprio come quella di una madre, tutti i pezzi sono godibilissimi anche se cominciamo a renderci conto che l'impianto audio è veramente un disastro. Lei è dolce ma non è una ragazzina, te lo precisa subito con il primo pezzo I Think I'm Old Enough e anche a metà scaletta, "the next song is about fucking" dice arricciando il naso con un sorrisetto malizioso e gli occhi che brillano prima di cominciare Ode To One Night Stands. Finisce l'ultimo pezzo, andiamo a salutarla e dirle che ci è piaciuta e ci abbraccia ringraziandoci. Alta com'è e con il suo abbraccio sicuro mi fa sentire un po' sua figlia anche se ha tre anni meno di me.

QUARTERBACKSI prossimi sono i QUARTERBACKS, che qua non interessano quasi a nessuno. Tranne che a me che sono venuta soprattutto per loro. Nel frattempo la temperatura della stanza comincia ad aggirarsi intorno ai venticinque gradi. Dean sale sul palco e fanno un rapido sound check, se così si può chiamare. Sembra che stiano per provare tranquilli nel loro garage. Il primo pezzo è Prove Me Wrong e io comincio a saltellare subito, sono quasi l'unica che sa i testi. Subito dopo Center, in versione non acustica che un po' mi dispiace ma viene davvero bene. Stessa cosa per Pool. Fanno dieci pezzi in tutto, quasi tutti da SPORTSCENTER, solo Last Boy da LOVESEAT. È tutto scapicollato, frenetico, esattamente come si sente dai dischi. Ed è chiaro che non è solo una scelta musicale, sono proprio loro. Finiscono di suonare e non ringraziano né salutano, staccano solo gli strumenti e scendono. Il bassista è timido; il batterista, mi dirà poi Dean, ha l'ansia post-concerto: è venuto con la sua macchina apposta per andare via prima e rifare le due ore di macchina che li separano da New Paltz in solitudine, pur di non restare nella folla.

Radiator HospitalIl prossimo a suonare sale subito sul palco dato che è da solo con una chitarra acustica e basta e non userà neanche il microfono e chiede infatti di fare silenzio. È il cantante dei Radiator Hospital, un tipo grassottello con barba e capelli rossi su un faccione da bambino. Il pubblico ridacchia per questo personaggio un po' sfigato ma tutti si ricredono dopo circa trenta secondi. Canta con una voce incredibilmente altissima, sudando come un disperato. Appena lo sentono persone che erano fuori rientrano e sgomitano per arrivare davanti e capisco che erano fuori ad aspettare e sono venuti proprio sentire lui. Sanno i testi, cantano insieme, richiedono i pezzi e lui li fa, tutti. Su Your Boyfriend vedo un ragazzone di colore dietro di me che canta piangendo. Alla fine di ogni pezzo applausi e grida di approvazione.

Silent Barn - New YorkFinisce e tutti cercano di uscire per prendere aria. La temperatura è ora di almeno trenta gradi. Passo davanti al banchetto del merchandising dei QUARTERBACKS, l'unico visto in tutta la serata il che mi dispiace dato che avrei comprato le cassette e magliette di tutti, e mi viene immediatamente regalata una copia di QUARTERBOY. Ci fermiamo in una sala di mezzo e chiacchieriamo con dei tipi dell'Arizona che sono venuti in macchina, facciamo foto, arriva di nuovo Dean a parlare, gli chiedo di venire in Italia, dice che vorrebbe tantissimo, ci scambiamo tutti i contatti possibili, chiede di fare una foto insieme e io mi sento una fangirl quindicenne e accetto con gioia, anche perché comunque gliel'avrei chiesto io. Fuori sta diluviando.

Free Cake For Every CreaturesTorniamo dentro che i Free Cake For Every Creatures hanno già cominciato a suonare. Lei è "too old to be a punk rock prodigy" ma è comunque "too young to be a college graduate and far from her family ". Tutti carini, lei ha una voce leggera, accennano qualche saltello ma comunque è la performance più tranquilla della scaletta, nonostante quella dei Radiator Hospital fosse unplugged. Sebbene la serata sia per loro infatti, sono quelli che entusiasmano di meno, sarà anche che ormai la temperatura si aggira intorno a quella di una fornace e che entrando ti attacca un caldo bollente che quasi ti brucia la faccia e un po' tutti cominciano a soffrirne. Per fortuna che l'acqua è free (se invece vuoi fare "una donazione di 10 dollari al Silent Barn ricevi una birra in omaggio" ). I Free Cake suonano una decina di pezzi, ringraziano per essere li per loro, dicono di comprare il loro tape ma il banchetto in realtà non c'è, oppure hanno venduto tutto mentre ero da un'altra parte.

Frankie CosmosAdesso nonostante le temperature vulcaniche nessuno si muove più perché c'è Frankie Cosmos e chi sta vicino al palco non molla il posto. Noi riusciamo miracolosamente a tornare davanti. Frankie ha una maglietta a righine e una pettinatura da chi si è appena svegliata. Ci dice che lei non ha comprato il tape dei Free Cake ma che dovremmo comprarlo perché è "awesome". Hanno problemi con l'audio, la tastiera spara a volume altissimo, si fermano a sistemare lì per lì con il tecnico che gli urla dal capo opposto della sala. Finalmente cominciano e subito ci trasportano in un'atmosfera sognante fatta di coretti e "oooh" in falsetto. Tutti ondeggiano, tanti cantano, alcuni fanno foto, nessuno esce. Avendo una band alle spalle i pezzi sono molto più strutturati rispetto a come siamo abituati a sentirli in cameretta, con solo lei e uno strumento, e un minimo perde ma ci piace lo stesso. Tra un pezzo e l'altro ridacchia, alza un dito medio durante I Look At Me I Am Happy perché qualcuno inspiegabilmente ha strillato "fuck off", termina il pezzo e invita chi fa casino a levarsi di torno e andare fuori che piove e magari si calma.

Silent Barn New YorkFinisce tutto in una decina di pezzi. La gente sciama verso l'uscita. Ora aprono le porte e torna un po' di ossigeno. Chiacchieriamo con chi è rimasto, dei liceali ci chiedono se vogliamo andare a un free concert di Mac DeMarco a metà giugno, non ricordano quando, restiamo d'accordo che ci sentiamo. Dean viene a salutare un'ultima volta prima di mettersi in macchina per New Paltz, ci vedremo presto. Ci avviamo fuori e sta ancora diluviando, non abbiamo un ombrello. Cominciamo a correre sotto la pioggia verso la stazione di Myrtle Avenue. Dal ponte di Williamsburg, New York scintilla fradicia da ogni lato.

(mp3) Adult Mom - Sorry I Even Asked
(mp3) Free Cake For Every Creature - Too Old To Be A Punk Rock Prodigy
(mp3) Radiator Hospital - Your Boyfriend
(mp3) QUARTERBACKS - Last Boy
(mp3) Frankie Cosmos - I Look At Me I Am Happy

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