sabato 31 maggio 2014

Handmade Festival 2014 - settima edizione

Handmade Festival 2014 - settima edizione - Guastalla (RE)

In questi giorni ogni centimetro quadrato di social network è sommerso dalle foto, dai video e dai commenti di tutti i vostri amici al Primavera di Barcellona. Mettendo assieme la quantità di immagini delle Haim che ho visto nelle ultime ore riuscirei a costruire un modellino 3D della bassista, faccette buffe incluse. Potrei dire che sto rosicando, lontano da uno degli eventi musicali più grossi dell'anno, ma se devo essere sincero non è così. Il mio festival ideale è più a misura d'uomo, non solo per le dimensioni ridotte, o i palchi che ti permettono di goderti i concerti senza sovrapposizioni assurde, ma per il modo in cui è pensato e realizzato, a partire dalle selezioni artistiche fino a tutto quelle che c'è intorno: dalla location, al cibo, ai mercatini, alle piccole scelte di sostenibilità. Insomma, un festival "fatto a mano", come da sempre è l'Handmade Festival di Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Qui su polaroid e in radio lo seguo dalla prima edizione, ed è magnifico vedere com'è cambiato e cos'è diventato questo appuntamento dopo sette anni.
Per l'edizione 2014, ve ne sarete accorti, i ragazzi hanno deciso di fare un salto di qualità, con un cast che come mai in precedenza raccoglie sia alcune notevolissime band straniere, sia alcuni tra i più interessanti nomi nuovi italiani. Inoltre, per la prima volta, si aggiunge anche un terzo palco, curato niente meno che da un altro festival da sempre simbolo di questa attitudine e passione, Musica Nelle Valli, ovvero la Fooltribe.
Un giorno, lo so, finirò per lamentarmi che anche l'Handmade è diventato troppo grosso, che "non è più quello di una volta", e guarderò annoiato le foto degli altri su Instagram. Fino ad allora, però, sarà un piacere partecipare, tenendo a mente ogni volta che nel 2007 la parola "indie" nell'atto di nascita del festival non era lì per caso o per vezzo, ma era una dichiarazione d'intenti genuina e consapevole, un'autentica rivendicazione. E le band in cartellone anche quest'anno lo ribadiscono:


Massimo Volume - Semplicemente uno dei punti di riferimento per la musica italiana degli ultimi vent'anni;
Dirty Beaches (CAN) - Tra loop ipnotici, rock'n'roll maledetto e atmosfere oscure, il cantautore canadese arriverà a presentare il suo ultimo lavoro Drifters/Love Is The Devil e a evocare spettri;
Pow! (USA) - Garage rock a denominazione di origine controllata: provengono da San Francisco, sono stati scoperti da Thee Oh Sees, pubblicano su Castle Face Records, e suonano psichedelici come se i Devo fossero stati una gang di motociclisti;
La Femme (FR) - Per la prima volta in Italia, tra surf rock malizioso e colonne sonore di B-movies, new wave austera e un elegante tocco francese Sessanta, i più sensuali e irriverenti eredi degli Stereolab;
His Electro Blue Voice - Da Como alla SubPop, un suono fiero ed esplosivo che ti stende di frenetico post-punk, influenze kraut e muri di rumore;
My Awesome Mixtape - La reunion dell'anno! Una delle migliori nuove band nate in Italia nell'ultimo decennio torna insieme (sarà l'unica volta?) per farci ballare ancora assieme alla lavatrice;
DID - Ogni singola nota dei "bad boys" di Torino esiste allo scopo di aggredirti e trascinarti sul dancefloor e ricoprirti di Soul rovente;
Green Like July - Un pop raffinatissimo, pendolare sulla linea che collega Omaha e la Scozia, verde come la poesia, e che di Luglio possiede lo stesso calore che avvampa le guance, ed è la passione
Tara Jane O'Neil (USA) - L'artista statunitense (riduttivo infatti definirla soltanto cantautrice) arriva a presentare il suo nuovo Where Shine New Lights, pubblicato da Kranky, e a incantarci ancora una volta con la sua solenne presenza;
Machweo - Dicono i comunicati stampa che "machweo" in swahili significhi tramonto, ma per quanto riguarda questo giovane produttore e la sua elettronica imbottita di bassi e percussioni, questa è soltanto l'alba;
His Clancyness - I rocker di casa di FatCat apriranno il festival, faranno gli onori di casa e hanno in serbo un regalo speciale insieme agli organizzatori Welcome Back Sailors: arrivate presto!
Joyce In Pola - Come abiti cuciti a mano con preziose stoffe vintage, la collezione indiepop dei Joyce In Pola ispirata alla linea della Elephant6 vi conquisterà con il suo stile unico;
Chow - Due terzi dei vecchi Tunas, un terzo dei vecchi Classmates, aggiungere molto rock di flanella pesante e andarci pesante con la parola "psycho": ricetta ideale per veri regaz;
Own Boo - Se Syd Barrett ha dei nipoti dalle parti di Brescia che ascoltano parecchio Kurt Vile, devono essersi ritrovati tutti in questa promettente band dal suono acido e sognante al tempo stesso.

- Musica Nelle Valli stage
Memory Boys (USA) - Duo proveniente da Seattle, dal suono lieve e a tratti tenebroso, che vi farà domandare come sarebbero suonate certe cover dei Bedhead o dei Codeine fatte dai Velvet Undeground;
Bob Corn - Il cantore del "sad punk": la quantità di poesia che riesce a tirare fuori soltanto con una chitarra, la sua voce, la sua barba e un po' di lambrusco è una cosa che ancora dopo tutti questi anni non ha finito di stupirci;
Al Doum and The Faryds - Mescolare musica araba e africana con la psichedelia? Combinare l'esotico e l'elettronico? Il sestetto milanese lo fa da anni meglio di tutti
For Food - Il quartetto proveniente da Ferrara sta per debuttare con un album su Fooltribe che qualcuno potrebbe definire punk folk sperimentale, ma state sicuri che dal vivo ci spiazzeranno e saranno molto più imprevedibili
Ali Muhareb (USA) - Definito come una "stoned fusion of Animal Collective and Hot Chip", il cantautore californiano aggiunge il tocco bizzarro del primo Beck o di certi Flaming Lips

Qui l'evento facebook e qui sotto una playlist per ascoltarvi tutte le band assieme:

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