giovedì 12 settembre 2013

How can I tell you I was wrong?

Franz Ferdinand: Right Thoughts, Right Words, Right Action

Ascoltando Right Thoughts, Right Words, Right Action, il nuovo album dei Franz Ferdinand, uno potrebbe anche trovarsi ad ammirare tanta perserveranza e resistenza. Solo a nominare "punk-funk" alla fine del 2013 ti senti piombare sulla schiena il peso di una vecchiaia che ti tramortisce. Invece l'attacco della title track in apertura di scaletta rimbalza agile sopra un basso gommoso, tra lampi di synth acido e coretti senza parole troppo difficili: è subito un invito. Forse il rischio è quello di assomigliare a quelle belle donne ormai di una certà età che sarebbero ancora più belle se smettesero di andare in palestra in pausa pranzo e di raccontarlo ogni momento a chiunque. Quello che intendo dire non è che i Franz Ferdinand "sono vecchi". Non c'è recensione di questo disco che non cominci da "sono passati dieci anni" o si senta in dovere di tracciare ricostruzioni storiche, rivolgendosi a "those who can remember that far back". Va bene. Ma la band scozzese in Right Thoughts... sembra voler proprio raccontare come continuare a ballare nonostante tutto questo, nonostante il trucco un po' pesante e il fiato più corto in pista. Love Illumination spiega "we could love you / if you need somebody to love you / while you're looking for somebody to love". Come a dire, avete ormai altro per la testa, lo sappiamo, noi eravamo quelli stilosissimi fino a ieri, ma siamo ancora capaci di pestare sull'acceleratore. Salvo poi uscirsene con numeri tipo Evil Eye, una roba che sembra un mash-up venuto male tra My Name Is di Eminem, Another One Bites The Dust e una canzone dei Backstreet Boys che non ho voglia di andare a cercare. Sì, anche i composti Franz Ferdinand sbracano. Meglio quando restano fedeli alla loro formula, come nella frenetica Bullet, o quando si fanno quasi beatlesiani in Fresh Strawberries, oppure quando "deviano" con maggiore consapevolezza, come nella seconda parte tutta LCD Soundsystem di Stand On The Horizon. Tra parentesi, sarei curioso di sentire come suonavano queste canzoni prima dell'intervento in produzione di nomi pesanti come Bjorn Yttling, Todd Terje e Hot Chip. Ma Kapranos non gira intorno ai concetti, vuole affermare sé stesso e la propria band, e con un vocabolario ridotto all'osso che ha fatto storcere il naso a più di un recensore arriva dritto al punto che gli interessa consegnare a questo disco: "All that we know to make us see the point of living is to live".

(mp3) Franz Ferdinand - Stand on the Horizon (Todd Terje Extended Mix)

1 commento:

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