venerdì 20 aprile 2012

Tennis Bafra

Tennis Bafra
Ad ascoltare distratti Abulia Jubilee, uno potrebbe credere che i Tennis Bafra siano l'ennesimo gruppo di ragazzi che rispolvera certe chitarre pesanti Anni Novanta, revival di un'epoca che non hanno fatto in tempo a vedere eccetera, un po' alla Yuck o Cloud Nothings, giusto per citare due nomi che passano di frequente anche qui a polaroid. Invece vai a leggere e per prima cosa scopri che la band di Uppsala è in giro da 18 anni, e quindi certi suoni fanno parte del loro DNA. Seconda notizia, e questa ti colpisce ancora di più, questo è il loro album di debutto. I ragazzi se la sono presa comoda. Non passa indifferente, infatti, tanta sicurezza e disinvoltura sopra una materia tanto ruvida. Ma d'altra parte non è da tutti permettersi omaggi a un suono così apertamente Sonic Youth, per non parlare della voce di Johan B che pare campionata da Daydream Nation, vedi il nuovo singolo qui sotto Nascar Eyes oppure Albatross. Anche nelle digressioni più grunge (e forse più piatte) come Uninformed Uninformed non perdono mai di vista le melodie, ma è il modo in cui le seppelliscono di noise e riffoni (Halal Haircut) quello che gli riesce meglio e rende Abulia Jubille davvero divertente.



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