sabato 22 gennaio 2011

Anni Zero Party

Bronson - Ravenna
Questa sera al Bronson di Ravenna sarà in concerto Le Luci Della Centrale Elettrica. A seguire si terrà il primo "Anni Zero Party" e insieme ai resident del club ravennate, al nostro Fabio C'MON! Merighi e alla Ema degli Heike Has The Giggles avrò il piacere di mettere un po' di dischi anch'io.
Siamo abituati alle serate revival '70 e '80 un po' dappertutto, mentre al Bronson si tengono regolarmente le Feste Anni Novanta, ma "ricordare" già gli Anni Zero ancora mi mancava. Così ho pensato di chiedere direttamente a Chris Angiolini, "regista" del Bronson, dell'Hana-bi e di molte memorabili nottate di raccontarci un po' come gli è venuto in mente.

    Come nasce l'idea di fare una "Festa Anni Zero"? È solo per via del fatto che stasera sarà in concerto Le Luci Della Centrale Elettrica, e in qualche modo si rende omaggio al celebre verso di una sua canzone, oppure pensi che si possa portare avanti il discorso delle riuscite "Feste Anni Novanta" del Bronson?
L'idea originale di una Festa Anni Zero è della Benny, e risale circa ad un paio di anni fa. Nasceva dalla sua voglia di rivivere quelle scalette a base di El Guapo, Notwist, Grandaddy, Girls In Hawai, Fischerspooner, Postal Service, Calexico, Okkervil River, Calla...
L'ho tenuta in mente senza farne parola con nessuno aspettando che questo decennio perlomeno finisse. L'arrivo delLe Luci della Centrale Elettrica mi è sembrato sin da subito l'occasione giusta per il battesimo del nuovo nato in casa Bronson Produzioni. Ovviamente credo che l'Anno Zero Party sia indipendente da Vasco (Brondi), ma può essere considerato uno di quegli incroci/epifanie che spesso la musica offre. Un principio perfetto, ma credo sia solo l'inizio...

    Quasi una serata da "instant revival": hai anche tu l'impressione che il decennio appena chiuso sia passato "più in fretta" di quello precedente?
Sì, può essere. Gli anni 90 sembrano effettivamente più lunghi forse anche perché ci hanno marchiati in modo indelebile, rappresentando una fase della nostra vita più significativa dal punto di vista formativo. In fondo io sono del '72 e tu del '74. Ci si potrebbe anche addentrare in un ragionamento diverso e pensare che gli anni 90 rappresentino l'ultimo decennio dell'era analogica. Non era facile reperire tutti gli album di quel mondo, l'underground, che era ancora fatto di fanzine, cataloghi di vendita per corrispondenza e dischi d'importazione. C'era tutto il tempo per riflettere su fenomeni che non si susseguivano così velocemente come ora. Per contro, forse proprio per questa difficoltà di connessione da una parte all'altra del globo, non c'erano nemmeno tutti gli elementi a disposizione per un vero e proprio approfondimento. Infatti non credo sia casuale il fatto che non ci sia mai stata una proliferazione di libri musicali come ora, con tutti gli elementi a portata di Google. Negli Anni Zero grazie alla Rete, c'è stata un'accelerazione feroce, e il continuo susseguirsi di stimoli ci ha sicuramente tenuti così attivi che non ci siamo quasi accorti del tempo che scorreva. Improvvisamente abbiamo potuto disporre di tutto quello che solo pochi anni prima dovevamo cercare con tanta fatica e dedizione. Aggiungiamo pure che gli Anni Zero sono stati anche il decennio caratterizzato dai voli low-cost che hanno coinciso con la possibilità di andarsi a vedere i propri gruppi preferiti nelle capitali europee della musica. Insomma, si sono create le condizioni ideali per gli affamati di musica fino ad allora nascosta, indie. E quando ti diverti, il tempo vola.
Purtroppo ho idea che in questo decennio appena iniziato potremmo essere letteralmente travolti da quell'infinità di dati che rischiano di diventare una schiavitù. Più o meno consapevoli, andiamo incontro a un futuro dove sempre meno spazio è concesso alla riflessione e alla sedimentazione delle esperienze. In questo senso, forse, gli Anni Zero sono stati il miglior compromesso tra informa(tizza)zione e analisi.
Facebook ne è l'esempio più lampante e ci sta fagocitando tutti. Che sia proprio questa l'era dell'instant per eccellenza?!, dove pensiero schiaccia pensiero e alla fine non rimane più nulla. Come sempre, forse per motivi di anagrafe, preferisco mantenere un atteggiamento un po' retrò, adeguandomi a modo mio.

    Qualcuno scherzando ha fatto notare che in fondo per una Festa Anni Zero la playlist media dei dj potrebbe anche non cambiare di molto: è così?
Sì, è anche così. Anch'io ho letto commenti divertenti del tipo: la musica dell'altro ieri. E ovviamente li trovo sensati. Riprendendo il ragionamento della risposta precedente e applicandolo al dancefloor, si potrebbe considerare come un modo per dire: ok, fermiamoci un attimo, facciamo un passo indietro. Ma solo uno. Perchè in fondo c'è sempre questo cortocircuito che ci porta a cercare di proporre le ultimissime novità salvo poi rifugiarsi nei soliti classici triti e ritriti.
Per quel che riguarda il Bronson in fondo è un modo per ripercorrerne la storia, rivivere quelle atmosfere con cui tutto è iniziato.

    E per te, che hai radici musicali differenti e più lontane, cosa resterà di questi Anni Zero?
Per me gli Anni Zero rappresentano tutto il percorso di Bronson Produzioni, l'Hana-bi e lo Stevemcqueen, il Bronson e le Indie Electro Sessions, il blog e centinaia di concerti e incontri. Insomma, la fase più importante della mia vita tout court. Dove pubblico e privato, passione e lavoro hanno finito per coincidere.


(mp3): Le Luci della Centrale Elettrica - Quando tornerai dall'estero [PRXS remix]

3 commenti:

Anonimo ha detto...

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Dis estetiği