venerdì 22 gennaio 2010

"I think we should destroy the bogus capitalist process that is destroying youth culture"

The Radio Dept. - Clinging To A Scheme
Dobbiamo rendercene conto: i Radio Dept. non sono più da un pezzo quelli di Where Damage Isn't Already Done o di 1995.
Ha fatto la sua comparsa in rete una nuova anticipazione di Clinging to a Scheme, l'atteso con trepidazione e di continuo rimandato terzo album della band svedese. Heaven's On Fire, ancora più del singolo David, sembra fatta apposta per disattendere ogni ingenua aspettativa che un vecchio ammiratore potrebbe riporre nei Radio Dept.
Si parte con un campionamento della voce di Thurston Moore dei Sonic Youth (dal documentario 1991: The Year Punk Broke) e si finisce con una sezione di fiati da Club Tropicana che nemmeno il più balearico dei Jens Lekman. Nel mezzo, un ritmo assolutamente baggy (nel 2010!) con un riffettino funky disidratato, un pianoforte freddissimo, e come sempre la voce di Johan che canta da una cabina telefonica lontana e sperduta.
La melodia sembra cercare le strade consuete ma la mappa intorno ora è del tutto cambiata. Questa canzone è fatta apposta per disorientare il distratto ascoltatore da feed reader, che non riconosce l'indirizzo "shoegaze + JMC + Sweden" e skippa oltre. La malinconia si è fatta astuta. La canzone dice "when I look at you" ma non fa nulla per incrociare il tuo sguardo.
No, i Radio Dept. non sono più quelli di Against the Tide (che pure qui viene quasi citata per un istante), e nemmeno quelli di I Don't Need Love, I've Got My Band, ma forse il messaggio è proprio che nemmeno noi dovremmo essere più quelli che si rinchiudono in un Lesser Matters di comodo. "We should destroy", dicono, o qualcosa del genere. E io intanto ascolto e riascolto questa nuova Heaven's On Fire, mi lascio dondolare dal suo passo spedito, mi accorgo che mi lascio emozionare comunque, mi viene da sorridere e cerco di capire da che parte cominciare.

>>>(mp3): The Radio Dept. - Heaven's On Fire

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Il suono è senz'altro cambiato, tuttavia la poetica malinconia (che in "Pet grief" era scomparsa, cancellata da un'impersonale freddezza che aveva alienato non poco l'ascoltatore) pare essere ritornata.
In questa nuova canzone mi sembra nuovamente di avvertire un anelito di serenità che, per quanto intenso e insopprimibile, non potrà mai tradursi in realtà perchè il mondo e le persone sono quello che sono.
Mi sembra di intravvedere ancora l'alba infinità di un sole che comincia a sorgere senza mai raggiungere l'alto del cielo nè cancellare definitivamente il buio della notte.
Mi pare di udire di nuovo, tra le righe cantate da Johan, il lamento (comune a chissà quanti tra noi) "vorrei poter essere felice e rivolgervi sempre un sorriso, ma, per quanto io ci provi, semplicemente, non mi è possibile".
Bentornati, Radio Dept.!

Anonimo ha detto...

bella enzino, torniamo alle radici!

and ha detto...

aspetto tutto l'album con trepidazione!

Francesco ha detto...

ciao enzo...non centra col post...ma so che ti piacciono

http://www.youtube.com/watch?v=llXZRRAu-zg