mercoledì 25 febbraio 2009

Time for shopping
DID vs Crimea X - (seconda parte)

Crimea X
A prima vista, il progetto musicale Crimea X potrebbe sembrare "una strana coppia", dato che coinvolge Jukka Reverberi, chitarra e voce Giardini di Mirò, e Luca Roccatagliati aka Dj Rocca, storico resident del Maffia Club di Reggio Emilia. Invece, la chimica fra i due a quanto pare funziona. Cominciano a circolare languide composizioni in battuta piuttosto lenta e dilatata, devote a una idea di italo disco d'altri tempi, e si attende un 12'' ad aprile sulla bollente label Hell Yeah.
L'ultimo remix per i giovani torinesi Did è stata un po' la goccia che ha fatto traboccare il vaso: andiamo a sentire che ci raccontano quei due.



La prima domanda è la più scontata: come si sono incontrati un chitarrista e un dj, e come gli è venuta l'idea di fare musica assieme?
Rocca: il locale Maffia è stato il comune denominatore, ed anche un po' il credo politico. A dire la verità siamo entrambi musicisti, ma negli ultimo 15 anni ho più dato spazio al DJing, per la mia passione per la dance. L'idea di fare musica assieme è nata in maniera spontanea, per il rispetto reciproco che ci unisce.
Jukka: il padre di Rocca e mio padre sono stati colleghi al lavoro negli Anni Settanta. Chissà se parlavano di musica cosmica e pippe varie. Sicuramente il Maffia è stato il luogo che ci ha messo in contatto. Parecchio tempo addietro c'era questa serata chiamata "Caffè Noir", organizzata da Valerio Tamagnini (ora Studio Blanco) ed Enrico Fontanelli (ODP), alla quale collaboravo anche io. Vennero un sacco di band interessanti e rischiose per un club come il Maffia, che ai tempi viveva il suo periodo d'oro. Spesso mi capitava di andare a lavorare alla porta il sabato sera. Quello era il luogo in cui parlavo di musica con Rocca, uno che ha una cultura musicale incredibile. La dance raccontata da lui ha sempre esercitato un grosso fascino su di me. Perché, dico, vi è mai capitato di parlare in dialetto reggiano stretto di disco music? Un'esperienzia... altro che Cosmic.

Come sono stati concretamente i primi giorni di prove? Cercavate suoni sulle macchine, ascoltavate dischi, portavate cose già scritte per conto vostro?
Rocca: abbiamo più che altro ascoltato molto kraut rock Anni 80, e le cose più cosmiche del periodo Baldelli... i suoni sulle macchine sono venuti di conseguenza.
Jukka: Luca è troppo buono e non vuole sputtanarmi, ma non fosse stata per la sua pazienza e tenacia Cimea X sarebbe ancora una chiacchiera da bar. Le prime prove e registrazioni risalgono al 2007 ma dopo parecchi mesi di pausa ci siamo rimessi al lavoro nell'estate del 2008, sfruttando anche il mio trasferimento in città. Un appuntamento fisso ogni settimana. Un bel po' di ascolti e di chiacchere ed un'ora di registrazioni al giorno.

Che tipo di attrezzatura usate e qual è la divisione del lavoro in studio?
Rocca: un computer con alcuni soft synth, più alcuni vintage synths hardware, come un Minimoog, un Pro One, un Juno60... Anche una drum machine TR808 ed uno Space Echo. Jukka suona il basso ed alcune linee melodiche, io programmo i beats e assemblo il tutto sul computer.

La musica dei Crimea X evoca atmosfere piuttosto dilatate, parola che si adatta sia al dancefloor sia al post rock e all'IDM. Si può quindi dire che Crimea X in realtà non è così lontano dai vostri percorsi musicali, per influenze e risultati, e che in realtà "siete sempre stati lì"?
Rocca: Crimea X è la vera sintesi delle nostre sensibilità musicali più intime, la ricerca del suono cosmico imbastardito dal rock e dal funk, quella parte del nostro retaggio musicale che ci accomuna
Jukka: sicuramente Luca è sempre stato da quelle parti. Io più come ascolti che come pratica musicale. Le atmosfere dilatate e l'utilizzo dell'elettronica hanno fatto parte del mio percorso musicale, però qui sono senza chitarra, senza voce e senza gruppo. Debbo dire che sono molto contento dei risultati e non avrei mai pensato di comprare un disco di Moroder ed ascoltarlo con molto gusto, studiandolo pure.

Come è nata l'idea del remix per i DID e quale obiettivo avevate destrutturando un pezzo punk funk così ballabile?
Rocca: il punk funk è il nostro amore giovanile. Personalmente sono cresciuto con i Liquid Liquid, e Jukka con i Clash. La musica dei DID ci è piaciuta immediatamente, e da li è nata la voglia di virare la loro estetica sul versante più moroderiano e carpenteriano della nostra anima Crimea X. Un aspetto punk della musica disco più malata e senza tempo, perfettamente calzante per il brano Time For Shopping.

1 commento:

Enrico ha detto...

ecco, arrivo in ritardo: questo mi piace veramente tanto, per esempio.

al di là delle polemiche di ieri, una dimostrazione di come, al solito, le situazioni siano molto più complesse di come in genere riusciamo a parlarne.
non è poco intanto.

la maleducazione necessaria insita in quella converazione, per me è anche questo: che la parzialità della cosa sia messa in risalto, e sono contento di contraddirmi, anche.