giovedì 4 settembre 2008

Chemical chords


Ho l'impressione che di Chemical Chords, ultimo album degli Stereolab pubblicato quest'estate da 4AD, se ne parlerà abbastanza poco. Il loro essere dei classici fuori dal tempo, ma al tempo stesso anche degli inesauribili inventori mi pare li renda poco duttili alle rapide semplificazioni dell'attualità.
Eppure, questo primo lavoro della band dal 2004, è dotato di una vivacità e una serenità di fondo che ne fanno una delle cose più pop dell'intera carriera della band.
Sarà per il differente metodo di composizione utilizzato questa volta, come ha meraviglisoamente spiegato Tim Gane qualche mese fa a Pitchfork. Oppure sarà perché per questo disco si è scelto di aggiungere anche influenze meno kraut-spaziali e più "leggere", tipo alcune cadenze Sixties e Motown (come nelle sorprendenti Self Portrait With Eectric Brain o Daisy Click Clack, o nella "bacharachiana" title track).
Ma devo ammettere che era un altro tarlo a tormentarmi, mentre nelle settimane passate ascoltavo a ripetizione Chemical Chords: cosa mi ricordava la fantastica canzone d'apertura, Neon Beanbag, da cui è stato tratto il nuovo video?
L'altra mattina la rivelazione: era Samuele Bersani.

>>>(mp3): Stereolab - Neon Beanbag
>>>(mp3): Samuele Bersani - Cosa vuoi da me?

3 commenti:

leonardo ha detto...

C'è proprio questo strano paradosso: se c'è un gruppo negli ultimi vent'anni che ha avuto una "storia", con tanto di svolte, sperimentazioni e involuzioni, guadagni e perdite (anche tragiche) sono proprio loro, eppure... appena premi play il loro disco suona esattamente come deve suonare un disco Stereolab. Con annesso il rischio di annoiare chiunque non abbia sviluppato una mania per loro.

A me il nuovo disco sembra che valga un decimo di Cobra... che Pitchfork stroncò in modo davvero supponente, perché era noioso, risaputo, ecc. Di questo invece parlano bene. Ci dev'essere una soglia di resistenza dopo la quale anche i critici più stronzi gettano la spugna; se sei in giro da tanti anni sei bravo a prescindere.

e. ha detto...

Eh vabbè, "Cobra" era un monolite... Beh, però mi pare che questo sia sicuramente meglio di "Margerine Eclipse"...

Nur ha detto...

Margerine Eclipse è intoccabile, dai. Questo ci piace di più solo perché è più pop.

E abbasso Bersani