martedì 31 luglio 2007

"Demolizioni gratuite"

Non sono sicuro che avrei dedicato la stessa attenzione a The Mix Up se invece di essere il nuovo album dei Beastie Boys fosse stato una qualsiasi jam dei Funk Inc. di trentacinque anni fa. Poi mi dico di essere un po' meno spocchioso e penso che per questo pomeriggio e per la mia testa che rimbomba dub va benissimo.
Mi sto godendo calmo la quieta poesia della Strada Statale 253, detta "la San Vitale", nel deserto dell'ultima domenica pomeriggio di luglio. Un sorridente hang over steso da Marina di Ravenna a Bologna, guidando tra la campagna e le zone industriali, con le colline a chiudere l'orizzonte giù a sinistra e un cielo grigio sbiadito che viene incontro portando un po' di vento.
Per come sono messo adesso, vedrei poesia più o meno ovunque, anche nelle parole in blocchi da 160 caratteri che questo fine settimana sono rimbalzate numerose tra Svezia e Romagna (per un attimo era sembrato che qualcuno le avesse scambiate di posto). Su a nord raccontano che Emmaboda ha segnato una svolta nella propria storia, mentre noi qui abbiamo giocato alla piccola Hana-boda.
Cerco nell'ipod Julian Nation, un disco che mi tiene il cuore tra le mani, ci infila dentro i pollici e lo apre in due come un'albicocca matura. Non ho bisogno di altro. Penso alle ultime maracas che qualcuno mi ha preso mentre mettevo i dischi e si è poi dimenticato di restituirmi. Penso alle magliette e alle camicie piene di sudore nel mio zaino. Dovevo essere davvero impresentabile a un certo punto ieri notte. Ma che importa? Mi è bastato trovarmi ancora una volta sotto la veranda di legno davanti alla spiaggia ("you know, this is a treehouse!"), salutare una quantità di amici arrivati anche da lontano, mi è bastato esaudire qualche richiesta dei Barcelonas e chiacchierare di quelle mancate. Qui c'erano già tutte le premesse per una festa memorabile.
Mi è bastato tenere il tempo battendo le mani e sgolandomi insieme a tutti voi quando è andata via la luce per la seconda volta, proprio all'inizio del concerto (l'impianto aveva avuto un primo collasso durante l'escalation del set di apertura, spalla a spalla con la Len, sulla collaudata sequenza Amato The Greengrocer, Me And The Washing Machine, Such Great Heights). Mi è bastato che Johan mi tenesse per la nuca sulla strofa "Love is a feeling that we don't understand / but we're gonna give it to ya". Mi è bastato protendere le braccia nello stage diving. Mi è bastato guardarmi intorno mille volte e vedere gente in piedi fin sopra la duna. Tutti i mesi passati, ancora una volta, si stavano riavvolgendo e di colpo, senza voce e fradicio di sudore, mi sono domandato di quanta adolescenza ancora abbiamo bisogno.

Ammettilo: delle canzoni degli I'm From Barcelona "in sé" ti importa fino a un certo punto. Piuttosto, è in quello che vogliono raccontare, è l'idea della musica che hanno, l'idea di festa che presuppongono, che ti coinvolge e ti trascina. E ti viene il sospetto che senza di noi, lì, sudati e scalpitanti, tutti stretti intorno a loro, quelle canzoni resterebbero quasi mute. E che d'altra parte, noi senza di loro saremmo più sordi. Perché quando le incontriamo, non le stiamo soltanto ascoltando. Stiamo partecipando, alle canzoni.

E adesso guido e guardo tutti questi anziani seduti davanti a casa a prendere il fresco della fine del pomeriggio, e mi chiedo cosa pensano mentre mi vedono passare, una macchina lungo il via vai della strada per il mare. Che bello andare in giro così, tranquilli.
Julian Nation canta the death of all the romance.
Mi accontento di quello che mi ricordo.
Cisco, Pullo e io avevamo portato per caso tre magliette degli Shout Out Louds diverse.
Corvetta è riuscita ad arrivare in tempo.
Ho acceso stelle filanti come fosse capodanno.
Una ragazza mi ha passato sopra i dischi un biglietto con scritto Cats On Fire.
Emanuel è saltato sulla pedana accanto al mixer e ha cominciato a cantare No Cars Go dentro a un megafono.
I cartelloni e le spille fatti a mano (qualcuno ci ha lavorato per ore) erano bellissimi, come tutti noi.

A un certo punto, forse dalle parti di Lugo, in mezzo a un campo nudo vedo questa enorme scritta a vernice nera: "demolizioni gratuite" e un numero di telefono che non faccio in tempo a leggere.
Mi viene in mente che oggi il settore delle demolizioni deve essere così saturo che oramai te le vengono a fare anche gratis.
Sempre pochi, invece, quelli capaci di costruire qualcosa.


Grazie a Chris e a tutta lo staff dell'Hana-Bi
per avere messo in piedi una festa come questa.



>>(mp3): Funk Inc. - Smokin' At Tiffany's
>>(mp3): Julian Nation - 1992
>>(video): il filmato integrale del concerto grazie a Icepick
>>(video): la suspense prima dello stage diving grazie a Dhinus
>>(read): Violetta / Kay / Inkiostro

20 commenti:

maxcar ha detto...

grande invidia (lo scrivo qui, ma che valga anche per gli altri)

marina ha detto...

idem come maxcar. essere mancata mi fa sentire davvero di avere un pezzo mancante nella mia estate. so it goes. grazie per il bellissimo post.

kekkoz ha detto...

qui c'è gente che sta male, e voi ficcate la lama nella piaga e cospargete la ferita aperta con la pirite. maledetti.

bel post, però. uffa, ecco.

Icepick ha detto...

Quoto parola per parola il concetto centrale.
Io è da due giorni che con una certa apprensione mi domando: "quanto ancora può durare?".
Alcuni mi hanno detto fino ai quaranta.

°d°

Anais ha detto...

bello bello tutto.
la festa dell'estate.

Anais ha detto...

dimenticavo...
qui qualche "breve" foto

federico ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
federico ha detto...

Che gran serata. ancora oggi quando ci penso mi metto a ridere.
Il post rende perfettamente l'idea di ciò che abbiamo vissuto. L'importante non era la musica, ma l'atmosfera che si respirava.
Assieme a quello dei !!! all'Estragon quello di sabato è già concerto dell'anno.
Non ero io quello con cui hai parlato, ma ci stava lo stesso. Mi sa che ci si veda sabato a banco per gli Offlaga.
Un saluto. ;)

a. ha detto...

una festa meravigliosa: quando poi enzo si è tolto le mutande e faceva come tafazzi ma a tempo con gli i'm from barcelona! irripetibile. e cmq siete tutti mafiosi. l'unica cosa che vi invidio è il bagno in mare.

ebi ha detto...

Andrea non fare il geloso, la prossima volta scendi anche tu.
Poi, quando non ci sei, cosa vuoi che mi tolga le mutande a fare?

Per tutti gli altri: grazie, non credevo che qualcuno sarebbe arrivato in fondo a un mattone del genere :-)

ele ha detto...

a emmaboda ho deciso di guardarlo da fuori, il concerto degli i'm from barcelona. vederli la prima volta dal vivo lo scorso anno non aveva avuto un impatto particolarmente positivo su di me - se ti ricordi - soprattutto l'espressione da invasato di emanuel :P e insomma ho pensato che non era il casso di ripetere l'esperienza.
e così, ho capito qual è la cosa veramente bella dei loro live: i sorrisi che stampano in volto a chi sta davanti al palco. seduta su un qualche sasso (non quello rosa.. ;) non riuscivo a staccare gli occhi da tutte le persone lì intorno. che giocavano a rincorrersi, si lanciavano i palloncini, sparavano bolle di sapone da pistole acquistate (quasi) per l'occasione, eccetera.
non sono una fan sfegatata - anche se we're from barcelona è un pezzo della mia vita, ormai - ma chiunque sia capace di regalare tanti sentimenti belli a chi li ascolta.. beh, non può che meritare stima e gratitudine incondizionati.

Anonimo ha detto...

mi sa che lo abbiamo letto tutti fino in fondo questo post

Anonimo ha detto...

..."Perché quando le incontriamo, non le stiamo soltanto ascoltando. Stiamo partecipando, alle canzoni"...è proprio vero...che meraviglia...uh, grazie per Draw in the Reins :)
Frà

alessia ha detto...

per fortuna sono arrivata in tempo...concerto indimenticabile... e poi i sorrisi, e tutto il resto... voglio farmi adottare dagli I'm from Barcelona!

Kekko ha detto...

Da queste parti sono quattro o cinque giorni che non si parla d'altro. e io me la son persa.

fuck.

Zonda ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Zonda ha detto...

@ Ele: La penso esattamente alla stessa maniera parola per parola, impressioni che non avevo maturato prima del concerto precedente e qualche scambio di parole.

@ Ebi: Bel post :)

chris ha detto...

grazie a te e tutti gli altri.
è stato il party dell'estate e il blackout alla fine non ha fatto altro che contribuire

a. ha detto...

la nascita di una tubestella chiamata enzo
http://www.youtube.com/watch?v=egu2F1cB_rw

Nur ha detto...

Si parla in giro di quel concerto come di qualcosa di leggendario, beati a voi che c'eravate! [invidia]

Ma la cosa che mi ha commosso di più è stata: "Cerco nell'ipod Julian Nation, un disco che mi tiene il cuore tra le mani, ci infila dentro i pollici e lo apre in due come un'albicocca matura."
Io a d o r o quel disco e quella immagine è stupenda e rende appieno il tutto. grazie.