venerdì 16 febbraio 2007

Some (too) loud thunder?

 Clap Your Hands Say Yeah - 'Some Loud Thunder' Cercavo in rete se qualcuno avesse idea del perché diavolo Some Loud Thunder, canzone di apertura del nuovo album di Clap Your Hands Say Yeah, un pezzettone dal potenziale devastante, fosse stata incisa così da schifo, e mi sono imbattuto in questa curiosa intervista rilasciata qualche settimana fa dal leader della band Alec Ounsworth al quotidiano Independent.
Ho scoperto due cose:
- Ounsworth immagina che il nuovo disco debba essere ascoltato in vinile: una giustificazione talmente finta e debole che nemmeno Pitchfork riesce a inventarsi qualcosa di ironico per sostenerla;
- Ounsworth si è sposato.

La mia opinione è che ai ragazzi semplicemente non andava di darci una canzone come Some Loud Thunder nel modo in cui ce la aspettavamo. I CYHSY, da quel poco che ho potuto vedere, sono persone schive, insofferenti, e non hanno avuto la voglia o la forza di entrare in competizione con sé stessi.
Devono essersi detti che era una battaglia persa in partenza: la clessidra dell'hype che li aveva "creati" si sarebbe in ogni caso capovolta nel backlash, e ogni sforzo sarebbe stato criticato. Perciò tanto valeva togliersi qualche soddisfazione, compresa quella di pubblicare un vecchio "shitty demo" in apertura di album invece, per esempio, della versione tirata e live che avevano già inciso per l'EP precedente. E l'hanno fatto.
L'album è un buon disco dei Clap Your Hands Say Yeah: ha almento quattro grandi canzoni (e mezzo, contando la prima), non conquisterà nessun nuovo fan, la produzione si è parecchio raffinata, anche se alcuni passaggi sul termometro dei lamenti vocali si spostano a tratti dal settore Byrne a quello Thom Yorke (cosa che per me non rappresenta un miglioramento). In generale, però, è la passione per i Velvet Undeground e Bob Dylan a conquistare la maggior parte dello spettro sonoro, e funziona.

E alla fine forse non importa cercare altre spiegazioni del perché Some Loud Thunder suona a quel modo, oltre a quelle contenute nella parole della canzone stessa:

All this talking
You'd think I'd have something to say
But I'm just talking
Like a siren getting louder and farther away
From the energetic kids in the park
Yes that was me breaking glass and pretending to start
Something big
Some new taste

[..]
Tell me when do mouths close
And people gracefully retreat...



>>(mp3) Some Loud Thunder (album version)
>>(mp3) Some Loud Thunder ("Fall 2006 Tour EP" version - live)

18 commenti:

Jukka ha detto...

enzo non ti ho mai visto cosi...

arrampicatore di specchi.
ehehe

ebi ha detto...

Mah, che ti devo dire, alla fine per me il disco è da sei e mezzo pieno, certo però che comincia proprio sputando nel piatto dove mangia, e non è mai facile capire perché qualcuno si comporta così.
Con la prima suonata decentemente, e un paio di ballate in meno sarebbe stato perfetto. Ma si vede che non volevano rendersi la vita troppo facile...

anabeta ha detto...

la prima sembra uscita dallo stereo della mia macchina quando alzo troppo il volume. non fa del tutto cagare giusto perchè immagini come potrebbe essere se avessi uno stereo decente.
mah

anabeta ha detto...

ah, un'altra cosa, il tizio di boogie nights ha capito tutto della vita

Hattori Hanzo ha detto...

bravo enzo! finalmente mi hai dato un sollievo! La storia: ho comprato il cd da insound.com con l'opzione maglietta e "scarica in anteprima l'album in formato mp3". Bene. Scarico e la prima traccia si sente veramente male, strano, ma giustifico il fatto che sia stato salvato ad un bitrate basso... vabbè basta attendere il pacchetto con il cd. Brutta sorpresa, però, anche nel cd suona male!
Non è una cosa bella... mi è rimasta una sensazione di aver preso un pacco... anche se ho capito subito che era una cosa per "fare gli strani". Insomma concludendo non ho ancora capito se il cd mi piace, sicuramente richiede più ascolti del precedente (quel cd ti si appiccicava addosso al primo ascolto) la terza traccia la trovo adorabile, la farò ascoltare ai miei futuri figli nelle belle giornate di sole primaverili. Ciao un saluto e complimenti per il blog e il thermos del venerdì!

pullo ha detto...

Clap your hands say yeah:'Forse sarò un deviato mentale io, ma ritengo il nuovo lavoro della band americana un vero e proprio CAPOLAVORO. Apparte 2 canzoni il resto dell'album ti colpisce ascolto dopo ascolto e piano piano non puoi farne più a meno(a me fà questo effetto)e inizi ad alzare il volume e finisci per ballare qualsiasi canzone(2-3 stupende!!!) ma il meglio arriva alla traccia numero 9'YANKEE GO HOME' una potenza micidiale e dopo averli visti dal vivo nel nuovo tour vi assicuro che funziona alla GRANDISSIMA. L'unica cosa che mi ha un pò deluso è il cambiamento della sua voce in alcune tratti un pò troppo THOM YORK ma del resto è tutto ok. Sicuramente non è un album facile come il primo(per fortuna!!) e ha bisogno di molti ascoti e in cuffia ancora meglio. Spero di beccarci una sera tutti noi amanti dei clap e ballare come indemoniati YANKEE GO HOME...in loop continuo...ciao grande zio a presto...bzzzzzz

Anonimo ha detto...

some loud thunder, mado' la versione dell'album nun se po' senti'......

Anonimo ha detto...

la cosa strana è che a me questo disco piace molto! Quasi più del primo per la forza di alcune canzoni. Ricordiamoci che a produrre è Fridmann, mica uno nuovo per quanto riguarda i pezzi sbilanciati, distorti ecc. Già nei Flaming Lips aveva fatto alcune cose simili.
jc.

federico ha detto...

Per me è bellissimo, molto molto meglio dell'altro. Si può tranquillamente usare la parola capolavoro. ;)

Zonda ha detto...

A me il primo non mi ha per niente entusiasmato, a parte qualche singolo. Il secondo me lo volevo risparmiare... ma ora mi avete incuriosito :P

marina ha detto...

mi unisco al coro:
nella sua maniera "storta" è meglio del precedente.

sOUNDVERITE ha detto...

vabbe' anch'io ho storto un po' il naso a sentire quei bassi in distorsione però alla fine mi ci sono affezionato anche a quella canzone. per me è un buon disco e 'yankee go home' spacca.
!g

len ha detto...

Io non credo che sia meglio del precedente, ma è un bellissimo album. Pullo ha espresso anche la mia opinione, a parte che la voce a volte uguale a thom, (satan said dance ne è un palese esempio), non lo considero un punto a sfavore. Le mie preferite le prime tre e le ultime tre..
e rimangono, a mio parere, uno dei migliori gruppi di questi ultimi (2) anni. bye enzo. quando vieni in qua che abbiamo voglia di ospitarti?

dado ha detto...

ecco finalemnte me ne ero quasi dimenticato... al primo ascolto pensi sia il tuo cd, poi pensi sia colpa dello stereo della macchina troppo alto, poi capisci che fatta così e io l'ho giustificata come richiamo in qualche modo all'elettricità (avete presente come quando sei sotto i piloni dell'alta tensione, quel brusio lì).

cmq discreto album molto al di sotto del primo, imho...

crush ha detto...

da queste parti il disco in questione è stato accolto con perplessità atque scrollatina di spalle, il brillante e intraprendente songwriting dell'esordio pare andato perduto, si consiglia di aspettare quattro o cinque anni nell'attesa che la Santa Ispirazione ritorni.
Sei e mezzo pieno, sì, anche sette, alla fine si lascia ascoltare, ma è il classico duro impatto contro lo scoglio del secondo album, anche se di quelli che ti fanno rientrare in porto piuttosto che affondarti.
Ma forse il problema è in chi ascolta, che vorrebbe vedere mantenute e superate tutte le belle promesse, o forse il problema è in un ambiente musicale ipersaturo dove se non fai un capolavoro (o al limite un mezzo capolavoro, via) ti perdi immantinente nell'aurea mediocritas del consueto milione di dischi carini che arrivano, via posta o hard disk, a intervalli regolari e sempre più frequenti.

P.S: la prolissità nasconde una grande verità, l'inno all'ermetismo ha riaperto i battenti (semiscrivi.wordpress.com)

leonardo ha detto...

In fin dei conti è distorsione.
E' da vent'anni, anche da trenta, che ci riempiamo la bocca di panc, ma forse ci siamo dimenticati che in principio fu la distorsione.

Rischiamo di sembrare quei trentenni che nel 1976 non riuscivano a sentire Anarchy in the UK perché... era solo casino, distorsione. E magari i nostri nipoti ascolteranno soltanto suoni così.

Zonda ha detto...

A parte l'incredibile eclettismo (quasi)sempre e comunque ispirato di Bowie, gli unici che sono riusciti a spiazzarmi positivamente con un secondo album che prendeva in parte le distanze dal primo sono stati gli Weezer con Pinkerton. Poi hanno sbattuto contro lo scoglio delle vendite e non si sono tornati all'ovile...

Gèép ha detto...

Mi imbatto per caso nel tuo blog cercando notizie sulla registrazione del pezzo e soprattutto dopo aver scritto un'email di protesta a cdwow... cazzo. comunque ottimo blog, tornero`.