lunedì 18 dicembre 2006

Jakobínarína!




Voi non avete idea di quanto ho guardato a ripetizione il video di questi ragazzini islandesi. È perfetto, non c'è niente, solo quella luce, il colore di quella pelle, i capelli corti, i riflessi sulle chitarre, questa canzone da ballare e loro che ballano.
Le-e-e-e-ave this island, for good!
Si chiamano Jakobínarína, hanno tra i sedici e i diciannove anni, e grazie al cielo vogliono suonare solo "fresh body movin electro indie rock". Ora, voi che ascoltate tutto e scaricate tutto, ditemi dove siete stati negli ultimi dodici mesi e perché nessuno mi ha detto dell'esistenza di questa band. Io ne avevo bisogno.
Votati tra migliori live acts dell'ultimo festival SXSW di Austin, elogiati da Rolling Stone USA, sono stati messi sotto contratto dalla Rough Trade che ha ripubblicato il loro singolo d'esordio.
Tre canzoni brucianti e fenomenali per impeto e immediatezza, roba da mandare a casa un'intera generazione di band inglesi, dagli Arctic Monkeys in giù. Un bel gusto alla Mark E. Smith per le reiterazioni e il tono declamatorio, qualche bel coro che rimanda ai Futureheads, e idee molto chiare: "Nice Guys Don't Play Good Music": ecco la ricetta elementare ma dannatamente efficace per lo spigoloso pop punk dei Jakobínarína (Jako per gli amici). Si attende con trepidazione l'album per i primi mesi del 2007.

>>> (mp3): Jakobínarína - His Lyrics Are Disastrous

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