lunedì 24 luglio 2006

Un'adolescenza lunga un secolo
A Century of Covers - Belle & Sebastian Tribute (Kirsten's Postcard)


A volte mi chiedo se questo continuare a raccontarsi che siamo e resteremo una generazione di adolescenti sia, in un certo senso, un modo per convicersene, anche contro ogni evidenza. Così, giusto per metterci al riparo da questioni più importanti.
Poi mi chiedo se non siano proprio domande di questo tipo il genere di pensieri con cui un adolescente si riempie la testa, magari mentre ascolta canzoni di qualche band scozzese che poi gli farà compagnia per più di un decennio.

Per esempio, oggi: mettere in piedi una compilation con 20 canzoni suonate da musicisti di tutto il mondo, e renderla disponibile gratuitamente in rete, non mi sembra una cosa tanto adolescenziale. Decisamente Do It Yourself, forse addirittura un po' punk, questo sì. Ma adolescenziale, perché? Perché si tratta di un omaggio a quella stessa band scozzese che gli ha fatto compagnia per più di un decennio?

È finalmente uscita A Century of Covers, la compilation tributo ai Belle and Sebastian voluta dall'etichetta Kirten's Postcard che avevamo presentato in radio tempo fa.
Scavalcati quei Blue Meanies della Siae, e arrivate le note di copertina curate da Carlo Bordone (qui la versione originale), i ragazzi della meglio net label italiana hanno così compiuto un'impresa che mi fa commuovere per amore e passione.

Dentro A Century of Covers ci sono cose notevoli: i Mixtapes & Cellmates fanno loro una abrasiva e struggente Photo Jenny; i Perturbazione rendono in italiano a meraviglia Get Me Away From Here, I'm Dying; gli Austin Lace alle prese con Ease Your Feet, visto che si parla di mare, si trasformano nei Beach Boys; I'm a cuckoo sembra scritta apposta per una festa dei Billie The Vision; i nostri Le Man Avec Les Lunettes premono sull'acceleratore di Jonathan David e Bob Corn spoglia quella I'm Waking Up To Us che già aveva proposto dal vivo.
E ancora tanti altri, per un'ora e un quarto di musica, il cui valore sentimentale non risiede soltanto nella musica e nelle parole di splendide canzoni, ma nel tempo e nel tempo che abbiamo passato ad ascoltarle, riascoltarle e impararle. Quel tempo che porta proprio il nome di chi cresce.


(ps: il file compresso sul sito della Kirsten a me dava qualche problema. Finché non viene sistemato ho caricato una copia "restaurata" qui.)

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