giovedì 15 giugno 2006

"La felicità è un bene sopravvalutato"

 FR Luzzi - 'Happiness Is An Overestimated Value' Cara Francesca, da un po' di tempo volevo scrivere anch'io del tuo disco, anzi del disco di Fr Luzzi.
Sarei partito da questa mia recente infatuazione per il Friuli che mi è sconosciuto e, passando per il rammarico di non averti incontrata a Musica Nelle Valli per ringraziarti di persona, sarei andato a parare nelle citazioni dei riferimenti giusti per ogni canzone (Gentle Waves, Nina Nastasia e Kings Of Convenience i più utili, sento dire).
Ma ieri sera ero in cucina, la finestra aperta sul piccolo balcone, e cucinavo per me. Suonava ancora Happiness Is An Overestimated Value, e io cercavo di ricordare come DeLillo riesca a spiegare in tre righe che la solitudine non è affatto un vuoto, un'assenza, ma al contrario una certa somma di azioni che si compiono.
E tu eri quasi lì, da sola con la tua chitarra e la tua voce. Avrei voluto essere un po' il Genius Guy della canzone (sì, è vero, I sometimes close all the doors too). Avremmo aperto del vino. L'impalpabile bossa di Human Race si sarebbe trasformata in quella più sostenuta di Sugar Family. Due passi danzanti intorno alla tavola mezza apparecchiata. Brindisi. Poi fuori sarebbe sceso il buio.
Ho esitato un attimo prima di decidermi ad accendere la luce, e su I Might Talk To You mi sono domandato se "summer by the way brings back your essence to mine" siano parole che si possono ancora dire.
Il disco finisce con questa cover di Mark Eitzel registrata in un cortile e si sentono delle campane. Cucinare così piccante e mangiare senza compagnia mi è sembrato un controsenso. Pearls Before Swine. La finestra era ancora aperta, sono uscito sul balcone, luna calante e ho rimesso il tuo disco dall'inizio. La felicità è un bene sopravvalutato.

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