venerdì 24 marzo 2006

The last days of my winter coat

 Umlaut Nervosi nervosi nervosi. Ripartiamo nervosi come le canzoni degli Umlaut, quartetto proveniente da Sheffield che ha pubblicato un solo singolo su Fantastic Plastic nell'ottobre dell'anno scorso e dopo si è sciolto.
E già solo per questo rimandare a un'estetica radicalmente indie di altri tempi si fanno amare.
La scelta dell'etichetta poi, casa di Bearsuit e Help She Can't Swim!, per dire due nomi, insomma gente non proprio tranquilla, è una garanzia. E anche se non ci sono più da un pezzo, i loro amici su myspace continuano crescere di numero.
Jonathan Clancy dei Settlefish, raggiunto al telefono, ancora si ricorda di una data insieme, l'anno scorso a casa loro: "dal vivo erano ultra naif, e la tastierista sembrava uscita dalla terza media. Davvero si sono sciolti? Grandi, tipo Sarah Records allora".

Nervosi nervosi nervosi e frenetici, le melodie taglienti, le sei corde grattate di corsa, la voce buttata fuori con accento impresentabile. Quella degli Umlaut è una fragilità irruenta. È un'adolescenza a primavera. Descrivono così la loro musica: «tales of girls, small towns and school trips put to the sound of quirky guitar pop interspersed with heavy bits of grrrrrrr...»
Non c'è nient'altro da aggiungere. Queste sono le canzoni. Stringere i pugni e ballare.

- First Song
- Lea Green
- Winter Coat
- Professionals

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