L’mtvday in tivù

L’ho fatto. Ho visto tutto l’mtvday alla tivù. Un po’ per lavoro, un po’ perchè era domenica e sabato, anche se per poco, al festival antagonista c’ero stata pure io.
Per andare all’antimtvday (superbamente recensito qui sotto) ho scelto i vestiti bendata, per la suggestione del fashion aleatorio e per far intendere che mi disinteresso del mio aspetto, così da poter passare inosservata. Ma, come diceva Pavese, ciò che più segretamente temi accade sempre e, nonostante gli sforzi, avrei fatto meglio andare a una cena sociale del Soroptimist.
Lo stile dimesso non funziona in situazioni così estreme, cioè nello sgabuzzino della nicchia (il metodo semiprobabilistico spacca, ma applicato alla cassetta degli attrezzi e non all’armadio), e così ti ritrovi sola in un angolo a mangiare pasta e fagioli per restare lontana dai campi magnetici.
Invece, guardare la tivù la domenica è un vero sballo, specie se prima hai fatto dieci chilometri di corsa, tre lavatrici, due ore di radiotre e una di rassegna stampa su qualche radio locale, e a patto che continui a fare yoga non meditativo sul tappeto e stiri almeno due camice e una sottana.
E guardare l’mtv day è ancora meglio, lo giuro.
In anteprima press il primo buon motivo per farsi lobotomizzare, specialmente di domenica (il resto su ZIC, questo venerdi. Dove l'ho già sentito?).

1. Il corpo: la tattica della vigei e la fortuna passiva del vigei.

Quando vai ai concerti ti tocca bere una quantità imprecisata di birre in lattina, fumare in maniera compulsiva, flagellarti le orecchie a volumi da acciaieria della Ruhr. Devi sopportare il fatto che tutte le ragazze che ci sono (di solito meno di due), sono molto più magre di te, nonostante stiano mangiando una pizza da asporto alla salsiccia, e sono anni luce più fiche di te.
All’mtv day le ragazze sono normali, hanno gli zaini colorati ed eccesso di sebo, in più tu sei a casa e grazie al cielo non ti devi paragonare a chi sta in tivù.
Le femmine vigei poi: ormai hanno trent’anni e sono quasi sovrappeso (persino per giorgia è finito l’embargo). E’ così che va, all’inizio: digiuni, parli poco, per non dire fesserie, fai un sacco di palestra e la gente non ti caga anche perché porti il reggiseno. Quando diventi una vigei in vista, puoi abbandonare la cura del tuo corpo, metterti cappelli da imbecille e fare salotto bevendo nescafè e la cosa più spiacevole che ti può capitare è baciare in bocca richard gere (tipo come fa victoria divenuta celebre al tempo in cui sapere l’inglese era discriminante).
Bisogna portare pazienza: quando diventeremo famose potremo fottercene della dieta e baciare chi ci pare.
Il vigei maschio non fa mai niente per il suo aspetto (imbarazzante), né per nascondere la sua stupidità (abissale) e si veste come un deficiente (tipo Silvestrin, col polsino), e aspetta femmine in grappoli (una cosa che l’indie boy non capirà mai).
Fabio Volo ne è l’ipostasi, anche se per l’occasione non parla, perché teme che si pensi che è venduto, quando è chiaro che non lo fa per i soldi ma per la gnocca (quindi poteva evitare di mettersi la maglietta dei Sud Sound System).

continua...

Commenti