Non-post no.1

Suppergiù la mia compagna di stanza mi ha suggerito di andarmene a dormire se non volevo arrivare a mattina senza unghie e senza dita, per dire che non sarei nemmeno riuscita ad infilarmi i jeans. Per farmi addormentare, da non credersi, mi ha raccontato del suo gatto ciccione e così è rimasta sveglia pure lei vagheggiando del gatto ripescando succedanei: immagini diffuse di scoiattoli metropolitani, col rimpianto, un po', d'aver lasciato a casa l'enciclopedia illustrata degli animali. Il punto è che non si fa un post da almeno qualche settimana. Spunti ce ne è? Può darsi. Di tipo estetico e ludico (chissà se si trova ancora l'abbecedario) da un' intervista a Munari su Tutto libri? Di tipo divulgativo per l'inaugurazione del ciclo di conferenze di Bartezzaghi all'Aula Absidale di Santa Lucia (da ieri sera alle 18.00)? Di tipo favolistico e virtuoso: piacere di struttura narrativa nell'inferno degli adulti da un articolo su Italo Calvino sul Sole prima e, manco a dirlo, segue intervista sulla Stampa poi?
Il punto è che non ho niente da dire.

Qui non si dice nulla, in effetti, ma ci giro attorno, giusto così per comunicarlo.
A tutti i grandi artisti succede.
S'arenano, nella rena fino alle ginocchia come il buon Ulrich, dibattendosi, salvo poi farne uscire un' opera d'arte.
Mi viene in mente otto e mezzo a proposito. Ma a tal fine aspetto la mia Claudia Cardinale, e mentre aspetto, cerco, un po' assonnata.

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