martedì 11 dicembre 2001

...e pensare che l'unica scena dei Fiumi di porpora che mi aveva fatto pensare che quel film avesse un capo e una coda era quella del kung fu, altrimenti il povero kassel come faceva a tenere testa allo strafigo detective reno. cristo ma allora c'è una coppia sullo schermo: tutto filava da dio! insomma io pensavo il contrario, cioè che tutta la menata delle sorelle, dell'assassino iperatleta, del ghiacciaio ecc. ecc. fossero una scusa per girare la rissa e le due o tre battute alla Starsky e Hutch che tengono un po' su te che guardi e danno al regista l'occasione, come si dice a Modena, per esprimersi. no, pensavo, forse le mie tredicimila non le avevo proprio regalate al magnaccia del Raffaello, non le avevo solo buttate nelle tasche dell'ennesimo tentativo di kolossal europeo (Quinto elemento a parte) che poi qualcuno avrebbe paragonato tipo a Nirvana additandolo ad esempio perché, primo è di kassovitz, secondo è ben girato (ben girato? i fiumi di porpora? diciamo che è girato), terzo è almeno un furbo prodotto cinematografico (perché il cinema, occorre ricordarlo, è anche un'industria) e, quarto, è un film 'significativo', che coglie un non so che del nostro immaginario. A me viene sempre la curiosità di sapere se i "corsivisti malinconici del cinema italiano degli anni d'oro" (ripeto: i "malinconici del cinema italiano degli anni d'oro", tipo, non so, Sommaruga, Cinecittà, il Neorealismo), se questi credono che il pubblico di quei tempi andasse a vedere i film italiani? non so se lo credono. comunque non ci andavano più di oggi. Anzi, nei fatti, fra metà anni Venti e anni Cinquanta il solito cinema americano raccoglieva circa il 40% di spettatori in più di oggi. Non riuscì a invertire la tendenza neppure il protezionismo fascista, che se non sbaglio viene applicato ancora oggi, in maniera morbida, in Francia, con la limitazione del numero di film usa distribuibili nelle sale. In fondo, chi se ne frega, ho conosciuto studiosi che mi hanno battuto a concorsi universitari (di basso rango, per carità) sostenendo in pubblico che Godard viene dai surrealisti. Io chiesi mellifluo "neorealisti"; no, no, che scherzi ai neorealisti interessava la realtà, lo dice la parola stessa, in Godard è tutto così ellittico, così complesso, dicevo proprio "surrealisti". Ma sono solo magagne inutili. E' il rimuginare di noi "global" che poi si fa spallucce e si va con la morosa a vedere iI Casanova di Fellini...

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