lunedì 31 dicembre 2018

Passing observations: l'ultimo podcast dell'anno!

SLEAP-E - POLAROID – UN BLOG ALLA RADIO S18E07

In extremis, l’ultimo appuntamento dell’anno con il podcast di "polaroid – un blog alla radio", il programma in onda ogni settimana da Bologna su NEU Radio, pieno di novità indiepop, indie rock, brindisi e rifugi alpini.
Questa puntata è tutta protesa in avanti, secondo il più classico assioma del “peso a valle e sci a monte avanzato”, e chiude il 2018 suonando soltanto dischi del 2019, tra anteprime e buoni propositi.
Da qualche vetta delle Dolomiti, via improbabili messaggi vocali a bordo pista, ecco la playlist della serata, per farvi i migliori auguri di Buon Anno!



"polaroid - un blog alla radio" S18E07

Tullycraft – Passing Observations
Guided By Voices – You Own The Night
Harlem – Swervin’
Angelic Milk – Acid & Coca-Cola
Be Forest – Bengala
Attic Lights – Never By Myself
The Lemonheads – Old Man Blank (Bevis Frond cover)
Dylan Rodrigue – Self Love
J. McFarlane’s Reality Guest – Do You Like What I’m Sayin
Sleap-e – Maybe
Chris Cohen – Edit Out

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martedì 25 dicembre 2018

The Tuesday Tapes & polaroid XMAS Party @ Radio Raheem!

The Tuesday Tapes & polaroid XMAS Party @ Radio Raheem!
Foto di Nur Al Habash :)

"Noi che a Milano ci andiamo per la moda e la radio" (cit.) ogni tanto ci torniamo anche per scambiarci auguri di Natale, brindare con i vecchi amici e suonare un po' di dischi assieme. La colonna sonora del 25 dicembre, qui sull'antico blogghetto di polaroid, è offerta dal dj-set a quattro mani che la settimana scorsa ho avuto l'onore e il piacere di fare con Fabio De Luca in persona, ovvero The Tuesday Tapes, nella scintillante vetrina di Radio Raheem (e per di più sotto l'albero abbiamo trovato anche un nuovo numero della fanzine Musica Per AperiTweevi!).
Dopo Charlie Brown e Linus pensierosi davanti al muretto mentre scende la neve, dopo Eddie Murphy e Dan Aykroyd che saltano di gioia a Wall Street, eccoci pronti per il ruolo di nuovo classico delle feste!
Buon Natale a tutti!



Playlist:
  • Vince Guaraldi Trio - Christmas Time Is Here (Baht remix)
  • Boyracer - Merry Xmas Everyone
  • Heike Has The Giggles - All I Want For Christmas Is You (Mariah Carey cover)
  • The Kinks - Father Christmas
  • The M.V.P.'s - Turnin' My Heartbeat Up
  • Manic Street Preachers - Slash'n'Burn
  • Flying Vaginas - Santa Bring Me A Dinosaur (Bob Brown cover)
  • The Long Blondes - Christmas Is Cancelled
  • Sally Shapiro - Anorak Christmas
  • Elastica - Connection
  • Zounds - War (JD Twitch edit)
  • Animal Collective - My Girls (Hatchmatik bootleg)
  • Le Sport, Montt Mardié & Mr Suitcase - Last Christmas
  • Naughty Betsy - All I Want For Xmas (Yeah Yeah Yeahs cover)
  • Neverending Mojitos - Be Young, Be Foolish, Be Happy (The Tams cover)
  • Primal Scream - Don't Fight It, Feel It (Andrew Weatherall 7" mix)
  • Inspiral Carpets - Caravan (SSR69 edit)
  • Parquet Courts - Wide Awake (Danny Krivit 7" edit)
  • Wavves - Emo Christmas
  • Hund - I'll Be Stoned For Christmas (Dent May cover)
  • The Hannah Barberas - Christmas Time Is Here (Vince Guaraldi Trio cover)
  • Simon Dupree & The Big Sound - 60 Minutes (Of Your Love)
  • Young Wrists - Merry Christmas (Ramones cover)
  • Julian Nation - Xeroxed Diary Entries Fanzine, or St Lucy's Day in Montreal
  • His Clancyness - Buying Pine Scents

domenica 23 dicembre 2018

La Classifica dei Dischi dell'Anno 2018!

 La Classifica dei Dischi dell'Anno 2018!

Qui a “polaroid – un blog alla radio” siamo piuttosto rispettosi di certe tradizioni quando si avvicina la fine di dicembre, e perciò, anche se un po' più tardi del solito, ecco la tradizionale Classifica dei Dischi dell’Anno. Il consueto e trascurabile diario in forma di playlist dei dodici mesi che stiamo per lasciarci alle spalle, tra innamoramenti, fraintendimenti, ripensamenti e ritrovamenti. Magari a molti non sembreranno tutti dischi così importanti, ma sono quelli che mi ricorderanno che forma ha avuto questo curioso anno di musica per me. Un anno in cui non mi sono ancora deciso ad abbracciare le piattaforme di streaming e in cui però ho trasmesso in streaming sempre di più; un anno in cui ho lasciato una vecchia radio in FM ma anche quello in cui ho comprato più vinili che mai; un anno in cui ho scritto molto meno ma in cui ho scritto cose a cui tengo di più. Alla fine restano queste canzoni, questi dischi, un lungo intreccio di parole e giri a banco che porta a questa sera, a questa trasmissione: spero che vi piacciano.
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Très Oui- Poised To Flourish (Slumberland)
10) Très Oui- Poised To Flourish (Slumberland)
Dopo l'esperienza con i Literature, Nate Cardaci ha messo in piedi questi nuovo trio, smussato certe chitarre più irruenti, aggiunto un tocco di synth e ci ha regalato uno dei dischi indiepop più divertenti e scanzonati dell'anno.



Superorganism - Superorganism (Domino)
9) Superorganism - Superorganism (Domino)
Il disco con la più alta densità di arcobaleni (e hype) che era possibile ascoltare nel 2018! Avrebbe potuto trovare tranquillamente posto nel catalogo della vecchia Grand Royale, e invece riesce a parlare benissimo al presente. Finisce di diritto in classifica, non fosse altro per l'incredibile (anacronistico?) ottimismo che riesce a sprigionare.



Castlebeat - VHS (Spirit Goth Records)
8) Castlebeat - VHS (Spirit Goth Records)
Tutta un'agitata genealogia di chitarre che scende dai Cure fin giù ai Beach Fossils e che qui trova una sintesi praticamente impeccabile. Disco che non poteva mancare dalla mia classifica dell'anno, non fosse altro per le ore che ci ho passato dentro.



 Say Sue Me - Where We Were Together
7) Say Sue Me - Where We Were Together (Damnably)

L'anno della consacrazione per la band sud-coreana, che con il suo indie rock agrodolce e colorato di surf riesce a tenere assieme influenze classiche, come Yo La Tengo e Pastels, con chitarre veloci Anni Duemila. "Il fatto che uno dei dischi indiepop migliori e più entusiasmanti di quest'anno riveli con la massima legerezza, tra i versi e le canzoni, questo atteggiamento sospeso tra il fatalista e il distaccato, forse ci dice qualcosa anche dello stato di salute dell'indiepop stesso".



6) Young Scum - Young Scum (Citrus City / Pretty Olivia Records)
"La voce morbida di Chris Smith ha esattamente quel colore da fine domenica pomeriggio, quando il senso del dovere torna a presentarci il conto di tutta la nostra inadeguatezza. Ma una cosa che mi piace molto degli Young Scum è che a contrastare tutta questa inarrestabile ansia arrivano chitarre scintillanti e agrodolci, al servizio di una scrittura degna delle migliori uscite di Lucksmiths, Field Mice o Brighter, per darvi un’idea delle atmosfere. Insomma jangle pop di primissima qualità."



The Spook School - Could It Be Different?
5) The Spook School - Could It Be Different? (Slumberland / Alcopop)
"Possiamo ballare e divertirci, possiamo lasciarci prendere la mano dalla nostra interminabile adolescenza, possiamo parlare d'amore e corpo (la consueta limpidezza quando trattano di "vita da transgender"), ma la politica di fondo nella musica degli Spook School non cambia, resiste, ed è netta. E questa forse è la vera ragione per cui questo loro disco di pop-punk molto Nineties regge così bene ed è ancora oggi così importante, in questo 2018 che speravamo meglio."



Setti - Arto
4) SettiArto (La Barberia Records / Vaccino Dischi)
Il disco italiano che ho cantato di più quest'anno (e che continuo a cantare), un disco che qui è praticamente diventato uno di famiglia, scritto e suonato con amore tra indiepop, cantautorato e surreale malinconia.



Sidney Gish – No Dogs Allowed (self-released)
3) Sidney GishNo Dogs Allowed (self-released)
Sidney Gish racconta con incantevole acutezza la vita quotidiana di una quasi ventenne dalle idee chiare e multiformi, ricca di talenti e immaginazione, e al tempo stesso non può fare a meno di annotare il proprio farsi strada nel mondo per tentativi, a volte comici, a volte più faticosi e dolorosi. Alzi la mano chi non si potrebbe riconoscere in una strofa schietta e disarmante come: "every other day I’m wondering / what’s a human being gotta be like / what’s a way to just be competent".



Parquet Courts - Wide Awake (Rough Trade)
2) Parquet Courts - Wide Awake (Rough Trade)
L’ermetismo iper-analitico e frenetico, ma al tempo stesso spietato, combattivo e denso di proclami, di Andrew Savage è una delle cose più esaltanti successe nella musica di questi ultimi anni. E poi c’è il suono, o per meglio dire: i suoni. I Parquet Courts sono maestri nel gestire un assortimento di influenze e riferimenti, a tirarli fuori di volta in volta, secondo lo scopo, con cambi fulminei da una canzone all’altra, o anche all’interno della stessa traccia, con scarti che mi lasciano steso.

(mp3) Total Football

The Goon Sax - We're Not Talking (Chapter Music)
01) The Goon Sax - We're Not Talking (Chapter Music / Wichita)
L'eleganza scintillante Postcard, le giravolte beffarde Flying Nun, certe inaspettate dolcezze di archi Belle & Sebastian, un'innocenza Jonathan Richman ma anche un'arguzia un po' primi Delgados: insomma, un clamoroso album "in between" che dimostra quanto, in appena due anni, siano già maturati questi irresistibili ventenni.



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mercoledì 19 dicembre 2018

The Tuesday Tapes & polaroid blog MERRY X-MAS POP UP Party!

The Tuesday Tapes & polaroid blog MERRY X-MAS POP UP Party!

Il regalo di Natale anticipato che non avrei mai sperato di ricevere: il dj-set a quattro mani con Fabio De Luca direttamente dalla vetrina di Radio Raheem!


Questa sera, dalle 19 alle 20, al RAL8022 in via Corsico sui Navigli di Milano, oppure live streaming su www.radioraheem.it
Un party poco impegnativo, perfetto per darvi appuntamento e fare gli auguri a tutti quelli cui non riuscireste altrimenti a farli (perché viviamo tempi a bassa soglia d'attenzione!), e soprattutto un party che dura un’ora esatta e poi liberi tutti. So Milano!
Ci si vede a banco!

venerdì 14 dicembre 2018

The simple ways of the season

Gary Olson - The Old Twin

La "canzone in copertina" nell'ultima puntata di "polaroid un blog alla radio" era un sette pollici verde trasparente per me molto prezioso: The Old Twin, il magnifico debutto solista di Gary Olson, uno che onestamente è tutto tranne che un debuttante.
Il nome di Gary Olson dovreste conoscerlo già abbastanza bene, dato che è stato il fondatore dei Ladybug Transistors e soprattutto negli ultimi due decenni ha prodotto, registrato e, in parte, anche suonato una quantità incredibile di dischi che abbiamo ascoltato in questi anni qui a polaroid: dai Crystal Stilts agli Alpaca Sports, dagli Essex Green a Mark Monnone, passando per Cinema Red and Blue, Cause Co-Motion, Burnt Palms, e anche i nostri Dizzyride e Le Man Avec Les Lunettes.
Ora Gary Olson sta per tornare e lo fa per la prima volta con un album a suo nome, previsto per l'estate 2019, e l’etichetta tedesca Kleine Untergrund Schallplatten ce lo anticipa con questo singolo a tiratura limitata. Due canzoni che nascono dalla collaborazione di Olson con la band norvegese The Loch Ness Mouse, e che vedono anche la partecipazione di Julia Rydholm, già collega di Olson nei Ladybug Transistor, e di Suzanne Nienaber dei Great Lakes nonché dei Pale Lights (altra band prodotta da Olson).
Suoni morbidissimi e autunnali, indiepop di grande classe, il timbro inconfondibile della sua tromba, una malinconia che resta sempre trattenuta dietro il suo sorriso incantevole.




giovedì 13 dicembre 2018

A polaroid for Christmas 2018

A polaroid for Christmas 2018

IT  La mattina del 13 dicembre le ragazze scandinave indossano vesti candide e una corona di candele accese. L'oscurità della notte di Santa Lucia, che secondo il Calendario Giuliano era la notte più lunga dell'anno, è ormai alle spalle e la luce può ritornare. Ci si scambia doni, si preparano dolci tradizionali, si canta in coro e prende il via il periodo delle festività.
Come già gli anni scorsi, anche "polaroid - un blog alla radio" ha deciso di entrare nello spirito natalizio e di provare a farvi un piccolo regalo. Ho chiamato un po' di amici e di band, e ho chiesto se volevano scrivere una canzone adatta a questa stagione, o almeno suonare una canzone che mi facesse compagnia mentre addobbavo l'albero di Natale. Ancora una volta, le risposte sono state superiori a ogni aspettativa.
Ringrazio tutti i musicisti che hanno partecipato, sono stati fantastici: qui sotto trovate tutti i link. Spero che vi piaccia: è solo una polaroid per Natale, per fare un po' di auguri a tutti.

ENG  On the morning of December 13th, scandinavian girls wear white robes and a crown of candles. The darkness of the night of Saint Lucia, which according to the Julian Calendar was the longest night of the year, is now behind us and light can return. People exchange gifts, prepare traditional sweets, sing in choirs and kick off the holiday period.
Like we did the last years, polaroid blog has decided to enter into the Christmas spirit and brings you a small gift. I called some friends and some bands, and asked them if they wanted to write a song for this season, or at least play a song that could keep me company while decorating the Christmas tree. Once again, the responses exceeded all expectations.
I thank all the musicians who participated, they were fantastic. Below you can find all the links. I hope you like it: it's just a polaroid for Christmas to send some greetings to everyone.

[artwork by Claudia Ferrario]


01) Catholic Block - Not Comfy
02) Ghost Hotel - Blue Christmas
03) Mouse Trap - Little Saint Nick (Beach Boys cover)
04) Charles Wallace - I Have to Work On Christmas Eve
05) Sleap-e - A Fair Hell
06) Gang Clouds - Say No More
07) Dressed Like Wolves - It Doesn't Snow Much Here Because Of ICI (demo)
08) Les Bicyclettes de Belsize - Under The Mistletoe
09) Lennard Rubra - Amore semestrale
10) Postal Blue - I Always Knew (acoustic)
11) Setti - Click baita
12) A Big Silent Elephant - A Man And His Broken Christmas
13) Catalog - Magic Monster
14) Steven Lipsticks - 25 (Handmade Lullaby)
15) Le Hen - Ossì
16) Featherfin - The Moon Is Our Sun
17) Hofame - Noi non siamo
18) James Whetzel - God Rest Ye Funky Bhangra (Sarod & Beats)

Bonus track: The Vapour Trails - The Christmas Con




martedì 11 dicembre 2018

Nastrone per la fine dell'autunno

Nastrone per la fine dell'autunno - NEU Radio - mixcloud

Sì, lo so: ormai mancano un paio di settimane a Natale e state pensando soltanto alle feste e alle liste dei migliori dischi dell’anno, ma tecnicamente è ancora autunno, perciò per gli amici di NEU Radio ho recuperato in extremis il consueto nastrone stagionale, questa volta più di "fine stagione" diciamo: un’ora di musica dagli umori nebbiosi e malinconici, tra indie rock e folk più intimo, pieno di ballate sconsolate e abbracci all’imbrunire.



Jeff Tweedy - Warm (When The Sun Has Died)
Tomorrows Tulips - Flaccid Guitar
Pedro The Lion - Model Homes
Giardini di Mirò - Hold On (feat. Robin Proper-Sheppard)
New Adventures in Lo-Fi - Anarchist Canine
Hairband - Bubble Sword
Disq - Communication
J Mascis - I Went Dust
The Lemonheads – Can't Forget (Yo La Tengo Cover)
Papercuts - All Along St. Mary's
Lala Lala - Destroyer
The Ocean Party - Rain On Tin
Post Lovers - Tiger
Josephine Foster - Challenger
Chad VanGaalen - Friendly Aliens
Adrianne Lenker - Abyss Kiss
Girlpool - Hire
Boygenius - Ketchum, ID
Grandaddy - Bison On The Plains

La foto di copertina è di Marta Mariani, che ringrazio.

mercoledì 5 dicembre 2018

Indiepop Jukebox: l'inevitabile edizione natalizia

 WAVVES - Emo Christmas

"Something about Christmas makes me cry" forse non è il verso migliore per aprire questa rubrica, ma se la canzone si intitola Emo Christmas e a cantarla è Wavves ci sono buone ragioni per credere che tutto sommato sia solo per strappare un sorriso durante le feste. Niente male anche la b-side So Glad It's Christmas, scritta dal suo bassista Stephen Pope. Melodie e feedback un po' surf/Weezer, un po' Ramones/Spector, molto adatte a chi sotto l'albero troverà proprio la sua prima chitarra: "two new sad songs for your fireside chatting, egg nog drinking, Christmas tree smoking pleasure".





The Beths - Have Yourself A Merry Little Christmas

L'album di debutto dei neozelandesi The Beths, l'acclamato Future Me Hates Me è già presente in diverse classifiche di fine anno (meritatamente) e così la band di Auckland ha deciso di ringraziare i fan per questa annata clamorosa con un singolo natalizio. Non sono andati per il sottile, hanno scelto un super classico come Have Yourself a Merry Little Christmas e ne hanno dato una versione calligrafica, con tanto di cori sontuosi, tappetoni di archi e pomposo assolo di chitarra centrale. Un po' sfoggio di bravura, ma per me portano a casa il (sentimentale) risultato.





 The Hannah Barberas - The Hannah Barberas' Christmas Bandwagon

Quartetto abbastanza misterioso di South London formato da Lucy, Damien, Doug e Matthew ("the boys have all played in other bands, but this is my first"...), The Hannah Barberas sono nati appena lo scorso maggio ma hanno all'attivo già tre EP e un account Instagram con una decina di foto tra cui: la Signora In Giallo, John Peel e dei gattini. Ora decidono di "buttarsi sul carrozzone del Natale" e pubblicano questo quarto lavoro, intitolato appunto The Hannah Barberas' Christmas Bandwagon. Si definiscono "DIY Pop Partisans" e le travolgenti jangling guitars, i suoni a bassa fedeltà, e il divertimento che si percepisce a ogni nota lo confermano. Queste quattro canzoni, tra le altre cose, si segnalo per una cover strepitosa di Christmas Time Is Here di Vince Guaraldi e soprattutto per la buona causa: i proventi dell'EP andranno infatti in beneficenza a favore dell'associazione Shelter, che si occupa dei senzatetto britannici. Insomma, io con questi Hannah Barberas avrei voglia di fare una festa di Natale.







Remington Super 60 – A Winter Song

I norvegesi Remington Super 60 arrivano da un'altra epoca dell'indiepop. Si sono formati nel 1998, hanno attraversato una quantità di formazioni e sono passati per innumerevoli etichette (tra cui anche l'italian S.H.A.D.O.!), riuscendo a mantenersi sempre inconfondibili. Avevano già un loro classico natalizio (Here Comes Christmas del 2006), ma quest'anno sono tornati con A Winter Song e hanno fatto benissimo: le parole parlano di neve ma il suono è morbido e caldo, una melodia limpida e serena si distende senza fretta, con un'atmosfera quasi lounge che aleggia appena accennata. Piccola canzone di grande classe.





Bubble & Squeak - The Christmas Stick

Nella lunga tradizione dei duetti natalizi, quest'anno si ritagliano un posto anche Poppy delle Girl Ray e Jof Owen dei The Boy Least Likely To (freschi di "Greatest Hits") con il loro progetto (estemporaneo?) Bubble & Squeak. Il loro singolo The Christmas Stick racconta una storia d'amore che nasce proprio a Natale, quando la tristezza e la solitudine possono colpire più pesante. Colpo di scena, uno scambio di sguardi, comincia a scendere la neve e la settimana dopo siamo già lì a comprare l'albero assieme. Tutto sdolcinato al punto giusto, intesa perfetta tra le due voci, coretti e campanellini fino all'ultima strofa, quando il ritornello sente il bisogno di diventare "meta" così all'improvviso: "I never thought that this would be a Christmas hit / Ooh baby just imagine all the royalties / That we’ll be living off some day". Ma in fondo non è veramente Natale senza un po' di ironia sullo spirito del Natale.





martedì 4 dicembre 2018

"Now when the sky speaks I’m going to listen"

Quella vecchia rubrica con dentro un po' di rassegna stampa che una volta si chiamava "Polaroids From The Web" [*]

Jeff Tweedy - Warm

▶️ Da qualche giorno è uscito Warm, il disco solista di Jeff Tweedy dei Wilco, e contemporaneamente è anche arrivato in libreria il suo libro di memorie Let’s Go (So We Can Get Back).
Sull'Atlantic, un bell'articolo di Spencer Kornhaber mette in relazione le due cose: "Jeff Tweedy Says It’s Okay to Be Okay", e lo stesso fa Laura Barton nell'intervista sul Guardian: "Wilco's Jeff Tweedy on addiction, obsession and politics: 'White men are very fragile'". Se invece un'intervista preferite ascoltarla, trovate la voce di Tweedy su NPR: "On 'Warm,' Jeff Tweedy Confronts His Shadow Self".




▶️ «The radio of the past is in fact ‘dead’, but to dwell on the negative conclusion is to ignore some very interesting developments and facts. Even the industry is starting to move away from the term ‘radio’, now often referring to it as ‘audio’. As young people move away from the term, radio creatives are moving with them»: interessantissimo reportage di Drowned In Sound dall'International Radio Festival di Malta - "How The World Sounds: The Future Of Radio"

▶️ «By the time you finish reading this sentence, three new songs will have been uploaded onto Spotify. This time tomorrow, the number will have risen above 20,000 songs — a daily deluge of music which would take you a month and a half to listen to . . . without sleep [...] Where this explosion in music content has created the biggest impact, though, is in front of music fans. With such a crazy volume of music being uploaded, the art of recommending tracks — and having the public trust in those recommendations — has become a precious commodity»: "We’re All Drowning in Entertainment. Who’s Going to Rescue Us?"

▶️ A proposito: "Spotify just released 2018's most streamed artists and yup, it's all dudes" (e direi che il titolo è già parecchio eloquente sui progressi del music business).

▶️ Anche Mixcloud lancia il suo servizio premium a pagamento, Select, "that allows listeners to subscribe directly to individual Mixcloud channels, allowing them to directly support the creators they love". Qualche approfondimento e dettaglio in più (tipo che si parte da 2.99 dollari al mese) su Billboard.

▶️ Appuntamento ormai imperdibile, ogni anno su PopMatters, "The Best Indie Pop of 2018" (e questa volta mi trovo anche più d'accordo del solito).

▶️ "What Your Favorite Album of 2018 Says About You": devo ammettere che il giochino mi ha strappato un sorriso in un paio d'occasioni, e soprattutto mi ha preso in contropiede perché infila nella lista di nomi più che mainstream anche la nostra amata Sidney Gish.

▶️ 15 things we learned at From Me To You for independent musicians: «"From Me To You" is unlike most music-industry conferences in that it’s aimed squarely at independent artists. Indeed, it was founded by one, British musician Roxanne de Bastion, and makes a point of having artists moderate each of its sessions».

▶️ «We never had a conversation about that specific line, but I’m sure Yauch was referencing himself or us as a band. Or men in rap, or men in general. We said some stupid stuff when we were younger, and it’s nice to know that now, in a way, we’re looked upon as men who can actually change and learn from mistakes. I hope that’s part of what that line means to people»: sul Wall Street Journal i Beastie Boys ricordano come hanno scritto Sure Shot - "How One Verse Helped the Beastie Boys Atone for a Bad-Boy Past", un bell'articolo che diventa anche la scusa random per tirare fuori da Soundcloud un quintetto base di mashup assurdi:









Human life

polaroid - un blog alla radio S18E05 - podcast

"polaroid - un blog alla radio" S18E05 @ NEU Radio

Gary Olson – The Old Twin
The Reds, Pinks & Purples – Human Life (demo)
J Mascis – Picking Out The Seeds
Yawyaw – When I’m Relax
[in collegamento dentro Radio Sverso con Andrea “Benty” Bentivoglio per la rubrica “Troppa Braga“]
High Sunn – Grateful
Holiday Ghosts – Booksmart
Tomorrows Tulips – Overnight Obsession
Ladroga – C Is the Heavenly Option (Heavenly cover)
Math And Physics Club – Indian Summer (live – Beat Happening Cover)
The Orielles – Bobbi’s Second World
Рыцарь Диких Яблок – Конец каникул
Dressed Like Wolves – Slush Puppies

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