lunedì 22 ottobre 2018

Always looking for your approval

Candy - Under The Weather

Non so mai se quello che dico o faccio è abbastanza per te, se a un certo punto deciderai che hai semplicemente preso la decisione sbagliata e te ne andrai. Stare insieme a te è soltanto una costante ricerca della tua approvazione.
Validation, la canzone che apre Under The Weather, il nuovo album di Candy, racconta una specie di storia d'amore che per metà si basa sull'insicurezza, su una dipendenza tutta a senso unico. Ma quello che sembra alludere, tra le righe, è che questo continuo bisogno di alimentare una fragile autostima, alla fine, è anche quello che tiene in piedi il protagonista. E chi siamo noi per giudicare se questo amore è migliore o peggiore di quello che conosciamo, soprattutto se funziona?

Candy è il nome d'arte di Calum Newton, da Melbourne, già nelle formazioni dei Lunatics On Pogosticks e degli Amyl + The Sniffers. Con questo progetto solista si dedica a un bedroom pop che ha fatto propria la lezione di DIIV e Beach Fossils, abbastanza vicino a certi suoni di High Sunn. La presentazione dell'album Under The Weather non risparmia understatement: "It's a pretty moppy and depressive album but maybe you'll like it - who knows". In realtà, io direi che bilancia molto bene atmosfere sognanti con colori più cupi e post-punk, e che suona alla perfezione in questo autunno ormai arrivato.




venerdì 19 ottobre 2018

"Noi che a Milano ci andiamo per la moda e la radio" (5)

Musica Per AperiTweevi VS Radio Raheem



Musica Per AperiTweevi VS Radio Raheem (2018/10/16)

Comet Gain - I Was More Of A Mess Then
Crystal Stilts - Radiant Door
Evans The Death - Telling Lies
The Homesick - Gucci Gucci
Kevin Krauter - Suddenly
Primal Scream - Sonic Sister Love
The Goon Sax - Love Lost
Amida - Absolute Reality
Pre Nup - The Grudge
Sourpatch - Moved On
The Manhattan Love Suicides - Anything But Satisfied
Let's Wrestle - I Wish I Was In Husker Dü
The City Yelps - Light & Classical
Say Sue Me - Beginning To See The Light (The Velvet Underground cover)
Horrible Present - Jolly Roger's Blues
Young Scum - Freak Out
Grrrl Gang - Love Song
Frida And Ale - Hidden Song

(l'illustrazione sulla copertina della fanzine è di Claudia Ferrario)

giovedì 18 ottobre 2018

One of these nights I’m going to be your friend

Sasami - Not The Time

La canzone che ho ascoltato di più nell'ultima settimana, e con cui avevo anche aperto l'ultima puntata di "polaroid - un blog alla radio", è stata Not The Time, il singolo d'esordio di Sasami, pubblicato nientemeno che da Domino. Un singolo d'esordio nonostante Sasami Ashworth esordiente non lo sia affatto, avendo fatto parte negli ultimi anni degli Cherry Glazzer e avendo collaborato con musicisti come Wild Nothing, Curtis Harding e Hand Habits. Musicista di formazione classica, Sasami non ha paura di presentarsi nella sua bio come una "all-around musical badass". A giudicare dal suono di questo suo primo sette pollici, del resto, sono disposto a concederle ampio credito. Mentre la b-side Callous è una languida ballata notturna, con una melodia che si avvolge e si espande tra chiaroscuri, Not The Time è un clamoroso pezzone indie rock alla Yo La Tengo, capace di tenere assieme un carattere sognante e romantico con un ritmo incalzante e chitarre che si fanno via via più lancinanti. Mi ricorda molto le atmosfere di un'altra musicista con cui Sasami è andata in tour, ovvero Mitski, ma con certi spigoli in qualche modo smussati.
Nel comunicato che presenta il sette pollici, Sasami definisce le due tracce "a mix of a diary and a collection of letters; written but never sent, to people I've been intimately involved with in one way or another. Ok, maybe they're more like over-dramatic drafts of texts that you compose in the Notes section of your iPhone, but either way they come from a place of getting something off my chest". Ecco, questa loro natura "over-dramatic" e questo loro essere strappate "off her chest", tra i versi, i feedback e gli innesti di synth si percepisce benissimo. Sulla lunga distanza di un album riusciremo a reggere l'impatto emotivo? Non vedo l'ora di scoprirlo.





venerdì 12 ottobre 2018

"The whole world is made of honey”

polaroid - un blog alla radio S18E01 - il podcast

"polaroid - un blog alla radio" S18E01 @ NEU Radio

Massage – Kevin’s Coming Over
Magic Potion – Shock Proof
Motorama – No More Time
Woolen Men – Hollow World
[“Bastonate per posta alla radio" – a cura di Francesco Farabegoli]
The Wave Pictures – Roosevelt Sykes
Hater – Things To Keep Up With
Operazione San Gennaro – Don’t Say I Love You
Comet Gain – I Was More Of A Mess Then
Peel Dream Magazine – Qi Velocity

Download / Streaming / Iscriviti al podcast / iTunes / Mixcloud







giovedì 11 ottobre 2018

She’s wondering if she’ll feel that way again

The Pantones - Shades Of Blue

Shades Of Blue è un piccolo racconto in terza persona: lei se ne sta andando via, una stanza vuota lasciata alle spalle, su quel treno cerca di non pensare a niente, soprattutto a lui, e a poco a poco gli occhi si chiudono mentre l'alba comincia a dipingere la città di blu. Una domanda si ripete alla fine del ritornello: "she’s wondering if she’ll feel that way again". E tu non sai decidere se si riferisce al provare di nuovo qualcosa come un innamoramento, oppure al timore di soffrire ancora per un'ultima separazione.
Tre minuti di canzone che si cullano in mezzo ad arpeggi autunnali, due note di synth quasi rubate ai Cure e la voce morbida di Isabel Salinas: The Pantones sono tutte qui, e ovviamente mi hanno subito incantato. Formazione dream pop proveniente da Los Angeles, con le sorelle Angeline e Madeline Doctor, basso e chitarra, a curare la scrittura dei pezzi e in più, a quanto pare di capire tra le tag di Instagram, a volte una drum machine, altre volte invece Harley Hill-Richmond della band Harley And The Hummingbirds alla batteria.
L'anno scorso avevano registrato il loro primo e parecchio Smithsiano demo EP For The Ones Who Love You tra la classica cameretta e un'aula della loro high school, e ora arriva questo primo singolo Shades Of Blue​ / Corruption, che segna un netto e incoraggiante passo avanti. Se il lato A, così dondolante e malinconico, aggiorna la lezione Sarah alle fragilità del presente, la traccia sul lato B mette in luce tutto il lato post-punk del loro carattere (o quanto meno, la loro interpretazione più mitigata del post-punk), con un evidente debito verso i Joy Division e i New Order.
Le loro storie sono quelle di un'adolescenza comune, sopraffatta dall'over-thinking, a tratti scontrosa, a tratti in preda a sincero smarrimento ("She longs for something with value / but isolates herself in solitude"), ma che non si rassegna a smettere di cercare ovunque chiari riflessi di felicità.
Teniamo d'occhio queste promettenti ragazze: come recita il loro nome, potrebbero portare presto un arcobaleno di nuovi colori all'indiepop.



martedì 9 ottobre 2018

I was looking for a way outside

Massage - Oh Boy

All'inizio dell'estate avevamo sentito un paio di ottimi singoli dei Massage e, vuoi per quelle evidentri influenze Go-Betweens, vuoi perché alla voce c'è anche Alex Naidus, che conoscevamo già dalla prima formazione dei Pains Of Being Pure At Heart, era impossibile non trovarli subito adorabili. Le aspettative erano abbastanza alte per l'album d'esordio (registrato da Jason Quever dei Papercuts "on random weekends over the course of two years") ma bisogna riconoscere che il risultato finale di questo Oh Boy è stato decisamente sorprendente. Per riassumere in una parola, si percepisce una tale spontaneità in queste melodie, una tale naturalezza nella scrittura, che già alle prime note sembra di avere sempre avuto questo disco da qualche parte nel cuore. Indiepop allo stato puro, tra rimandi Flying Nun (vedi la title track oppure I'm Trying, degne di Bats o Clean), e momenti più irrequeiti e frenetici, tra Feelies e R.E.M.
La maniera assolutamente felice in cui si intrecciano e si alternano le voci del chitarrista Andrew Romano, della tastierista Gabrielle Ferrer e del citato Naidus, fa sembrare questo album molto più ricco di quanto già sia, e al tempo stesso lo rende veloce e scorrevole quanto un EP. Si respira una tale aria allegra e fresca tra queste note che quando si spegne la conclusiva ninna-nanna di At Your Door ti chiedi proprio "ma come: è già finito?". Sono sinceramente ammirato da come Oh Boy, un album che "da fuori" non sembra avere altre pretese se non quella di regalarti una buona mezz'oretta di indiepop, riesca a installarsi nei tuoi ascolti, a diventare uno di quei dischi che fai partire quasi sovrappensiero, perché hai bisogno di quella leggerezza che sanno regalarti senza alcuno sforzo.



mercoledì 3 ottobre 2018

Don't pick up slackers

Peel Dream Magazine - Modern Meta Physic

Certi titoli sfasati come Levitating Between 2 Chords o Upper Body Calaesthetics, una citazione di Tommaso d'Aquino piazzata in copertina, suoni ovattati di organi che sembrano arrivare dalla stanza accanto, voci a volte sussurrate, a volte perse tra polverosi riverberi. E soprattutto quel nome: Peel Dream Magazine, un omaggio dichiarato alla figura leggendaria e pionieristica di John Peel, subito però accoppiato con una dimensione onirica. La giovane band di Brooklyn, guidata da Joe Stevens (che ha suonato e registrato tutto in cameretta da solo) ce la mette tutta per ritagliarsi uno spazio immaginario tutto per sé, e ci riesce molto bene, tra palesi rimandi agli Stereolab e ipnotiche ritmiche Kraut a abssa fedeltà (vedi l'apertura di Qi Velocity, Interiors o l'ammiccante Anorak), ma anche con invenzioni che possono richiamare alla mente nomi più vicini e contemporanei, come Proper Ornaments e Ultimate Painting (Shenandoah e Deetjen's), o raffinatezze alla Chris Cohen (Art Today), il tutto ottimamente amalgamato dentro il debutto Modern Meta Physic, altro titolo graziosamente avant-Sadier.
Sono stati "scoperti" da Shaun Durkan (Weekend / Tamaryn) e hanno la benedizione di Mike Schulman della Slumberland Records: mi pare sia già un curriculum notevole per degli esordienti. In più, Stevens sembra mostrare una buona consapevolezza dei propri mezzi e del proprio ruolo di musicista oggi: "Pop music and art in general can be very political when you bend rules. Seeking out new territory and breaking violating old maxims is very exciting. Indie Pop needs that right now".




lunedì 1 ottobre 2018

Aspettando la diciottesima stagione di "polaroid - un blog alla radio"

polaroid - un blog alla radio S18E00 - il podcast


"polaroid - un blog alla radio" S18E00

The Fortuna POP! All-Stars – You Can Hide Your Love Forever
Alpaca Sports – Summer Days
Monnone Alone – Cut Knuckle
Girl In Red – Forget Her
Sea Pinks – Watermelon Sugar (Alcohol)
Ladroga – Arty
Setti – Wisconsin
The Goon Sax – Make Time 4 Love
Trust Fund – Blue X
Bodega Sisters – Footnote Static

Download / Streaming / Iscriviti al podcast / iTunes / Mixcloud