"Metric alone fails to tell the whole story"

Quella vecchia rubrica che una volta si chiamava "Polaroids From The Web" [*]

Bodega

▶️ «I think part of the reason the media was so happy to embrace Spotify is rooted in a distrust of the label system. For an older generation, record labels were the music industry’s primary boogie men: dressed in suits and digging their grubby hands into artist’s pockets and master tapes. Implicit in the charge that labels need to get with the program and join Spotify is the assumption that Spotify would, in the parlance of Silicon Valley, disrupt the major label system. The most optimistic view is that this disruption would ultimately benefit artists looking to get their music in front of the biggest audience possible. It didn’t quite work out that way. The streaming revolution didn’t disrupt the major label system, it fortified it»: "Editors’ Choice: Stream Bloody Gore" su Invisible Oranges (webzine che non conoscevo, anche perché parla di heavy metal).

▶️ E già che stiamo parlando di streaming, un interessante approfondimento su Billboard: "Millions of Followers? Yes, But Some Top Spotify Playlists Fall Short on Engagement" (articolo che si scontra un po' con la vaghezza di certe metriche intorno alla piattaforma).

▶️ La storica etichetta indiepop Slumberland Records sta per compiere trent'anni e lancia la SLR30 Singles Subscription Series, un classico "singles club" che promette di essere molto ricco, con tredici 45 inediti, esclusivi e a tiratura limitata, da qui a dicembre 2019. In programma band come Dolly Dream (con Meg Remy di U.S. Girls), Wildhoney, Pale Lights, Failed Flowers (Anna Burch insieme a Fred Thomas dei Saturday Looks Good To Me), solo per citare alcune di quelle già annunciate. Ovviamente si parla già di "exclusive color vinyl pressings, fun goodies throughout the series, and finally a bonus single at the conclusion of the subscription that will not be available elsewhere", mentre sono previste diverse soluzioni per le spedizioni (non proprio economiche). Aprono la serie i Rat Columns, che ci regalano anche la canzone che fa da antipasto a tutto il progetto, Sometimes We're Friends:



▶️ "Discover an Archive of Taped New York City-Area Punk & Indie Concerts from the 80s and 90s: The Pixies, Sonic Youth, The Replacements & Many More" (una vera miniera, ad avere qualche settimana di tempo).

▶️ Se invece avete soltanto una mezz'oretta, su BBC Radio4 si può ascoltare un documentario su Aphex Twin curato da John Doran, già editor di The Quietus.

▶️ A proposito della webzine britannica, "A Man Escaped: The Style Council’s Confessions Of A Pop Group 30 Years On": The Quietus riconsidera (e a ragione) uno degli album meno fortunati della carriera di Paul Weller.

▶️ I redivivi Essex Green sono tornati dopo più di dieci anni con un nuovo album (su Merge Records) intitolato Hardly Electronic e Louder Than War li ha intervistati (l'intervista, diciamolo, non è delle più memorabili, ma è già così raro trovare un po' di approfondimenti dedicati all'indiepop che ci accontentiamo).

▶️ "So many female artists get shunted to the side and it's tragic": Drowned In Sound qualche giorno fa ha pubblicato una bella intervista a Tanya Donelly delle storiche Belly (che da poco hanno pubblicato un nuovo album, Dove).

▶️ «Such is life in 2018; love stories increasingly begin online and are perpetuated through text conversations, Facebook relationship statuses, and Instagram couple photos. Hozie and Belfiglio are hyperaware of this, using the all-encompassing role of technology in our lives not only to describe their own experiences, but also to portray what being a resident in Brooklyn during the Trump era is like for the outside world»: se già non li avevate sul radar, sul Village Voice c'è un bel profilo per fare la conoscenza dei Bodega, nuova super hype band di casa What's Your Rupture (prodotta da Austin Brown dei Parquet Courts) che ha appena pubblicato Endless Scroll:



▶️ Una di quelle raccolte curate da Bandcamp che mi fanno impazzire: "Seven French Artists Putting a New Spin On Yé-Yé", e si apre ovviamente con le mie preferite Juniore. "Don’t expect pure nostalgia from the acts below, though. Their sound is very now".

▶️ Un po' telefonato, ma che vuoi farci, siamo nostalgici: sul Guardian un lungo pezzo per ricordare "Thirty years since the second summer of love".

▶️ "The Grandeur of Great Protest Music - Political art that outlasts its times needs more than just a powerful message" (via The Atlantic).

▶️ Non riguarda direttamente la musica, ma è una lettura che mi pare molto stimolante: "Did blogs ruin the web? Or did the web ruin blogs?" (via Kottke).

▶️ Per concludere una notizia di casa nostra: Birthh sta per tornare in tour negli Stati Uniti e Keeponlive la intervista. «Questo tour ha uno scopo preciso che è quello di provare i pezzi nuovi e vedere anche le reazioni del pubblico nei confronti dei brani. Li presenterò con l’arrangiamento delle demo quindi non saranno le versioni definitive. Prima ancora di iniziare la registrazione del nuovo album vorrei rodarli live, quest’aspetto mi è mancato con il primo album».






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