lunedì 22 gennaio 2018

You don't like me, I don't look like you

SHOPPING - THE OFFICIAL BODY

Arrivati ormai al terzo album, siamo convinti di sapere cosa aspettarci dagli Shopping: canzoni tese, asciutte e frenetiche, tra influenze Slits, ESG, Au Pairs o Tom Tom Club, zeppe di proclami anti-consumismo, critiche feroci alla società contemporanea e umorismo amaro. Se è solo questo che cercate, sarete accontentati anche dal nuovo incalzante lavoro The Official Body, in uscita per Fat Cat. Ma se andate oltre i pregiudizi di noi tutti esperti e sopraffini selezionatori di playlist, gli Shopping vi riserveranno qualche sorpresa.
Intanto, il nuovo album è stato registrato insieme a Edwyn Collins. Sì, il signor Orange Juice in persona si è messo alla regia e ha portato il trio ad espandere la loro classica e ormai rodata tavolozza di suoni. Ci troviamo dunque davanti a un suono che ha arricchito la formula basso-chitarra-batteria con l'innesto di synth e l'aggiunta di ritmiche elettroniche e campionamenti. Prendi uno dei singoli di punta della scaletta, Wild Child: le tastiere sono il controcanto principale del ritornello e creano letteralmente tutto lo spazio intorno alla voce. Oppure lasciati spiazzare dagli attacchi di Discover o New Values, dai colori freddi e cupi, quasi new wave.
Il comunicato che presenta il disco sottolinea come, nei mesi in cui la band stava scrivendo e registrando, il contesto politico ed economico sia nella loro Gran Bretagna che nel resto del mondo stesse peggiornado giorno dopo giorno, tra Brexit, Trump e crisi ormai permanente. Eppure i testi secchi e minimali non ripondono direttamente alla cronaca del quotidiano, ma sembrano spingersi verso qualcosa che assomiglia ad aforismi motivazionali ("Don't believe! Ask questions!" oppure "Let go of everything / Wild child / Melt down your wedding ring!”) per giovani generazioni dall'animo in rivolta. In questo senso, il tono in generale dell'album risulta molto più ottimista, risoluto e agguerrito di quanto ci si possa aspettare. Sarà per quella voglia di party senza compromessi che ti mette sempre addosso il caro vecchio punk-funk; sarà perché un "anarchic, flamboyant spirit is really important to queer culture"; o magari - voglio sperare - sarà perché gli Shopping sanno vederci più lontano.





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