venerdì 1 luglio 2016

Just as long as you don't want it, you can have it all

FAILED FLOWERS

Forse quando saremo più vecchi, quando qualcuno si deciderà a pagarci, magari troveremo un posto che noi due potremo chiamare casa. Sembra un piccolo pensiero dolce, un appunto ai margini di una storia d'amore, ma in questo momento ti guardo parlare, non ti sto ascoltando, non mi importa quello che dici, continuo a pensare a questa scena: mattino presto bloccati dentro un supermercato. Ecco, le canzoni dei Failed Flowers sono quasi sempre un po' così: credi che siano semplici racconti sentimentali e poi mostrano in un attimo una punta acuminata che potrebbe ferire. In qualche modo, la cosa è talmente repentina che non sembra possibile separare le due facce.
In altri momenti, sembrano cantare da ogni punto di vista l'esatto istante in cui ti trovi sull'orlo di qualcosa di irreparabile. Basterebbe decidere di spingersi poco più in là, chiudere gli occhi, arrendersi e lasciarsi andare: "I'm ready for the break, I'm ready for catastrophe, I'm ready for the bleak bannishment of possibilities". Eppure, nonostante tutto, riescono a restare con i piedi per terra: "But it's just another day with nothing much in front of me, the regular malaise, the regular mundane anxiety". E alla fine sembrano ripensarci, non ne vale la pena, facciamo finta che non sia successo niente: "Just kidding, I feel fine".
Quando un paio d'anni fa abbiamo scoperto che Fred Thomas degli storici Saturday Looks Good To Me aveva un nuovo progetto indiepop, e che suonava piuttosto differente dalla band che ce lo aveva fatto conoscere, la curiosità era molto alta. Dopo quei Demo ora è arrivato il primo album, e le attese sono ampiamente mantenute: nove canzoni che di rado superano i due minuti, attitudine risoluta, scrittura senza fronzoli, guitar pop brillante, secco e tagliente. Una raccolta concisa e scorrevole che ha uno dei suoi punti di forza nel gioco delle due voci, tra Thomas e la chitarrista Autumn Wetli (già nei Bad Indians e solista come Rebel Kind). Con l'aggiunta di Erin Davis e Miles Haney (City Center e Evenings) la formazione suona compatta e perfettamente a proprio agio dentro questi piccoli quadri agrodolci, pieni di ombre e tenerezza.



Failed Flowers - Beatiful Shadow

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