martedì 24 dicembre 2013

Jingle Jens

Göteborgs Indiekör & Jens Lekman - Jingle Bells

(foto via instagram /severinasvedberg)

Spettrale e un po' malinconica, come a volte può sembrare anche il Natale, questa cover di Jingle Bells cantata da Jens Lekman insieme al Göteborgs Indiekör nella Annedalskyrkan della città svedese. Come spiega lo stesso Lekman, l'originale arrangiamento è stato curato da Bill Wells per il suo National Jazz Trio Of Scotland. Un altro modo per augurarvi Buon Natale!

lunedì 23 dicembre 2013

Last (minute) Christmas

'Merry Christmas' by Daniele Giovannini @ Plenum
[photo by Daniele Giovannini @ PLENUM]

- Mi ero perso il singolo natalizio dei !!!, And Anyway It's Christmas uscito qualche giorno fa in sette pollici edizione limitata. A dire il vero ho qualche perplessità sul provare ad aggiungere un po' di funkeggiante electropop all'aria del Natale, e anche la presentazione del pezzo tenta di rimescolare le carte: "this unlikely Christmas single feels like Tim Burton directing Boogie Nights":


Chk Chk Chk (!!!) - And Anyway It's Christmas

- In alternativa, il batterista della band di Brooklyn Paul Quattrone ha confezionato un'ottima oretta di mixato di stagione:


!!!'s Paul Quattrone Holiday Mix

- Uno dei primi dischi belli belli che ascolterete nel 2014 sarà quello dei New Mendicants, la nuova band di Norman Blake dei Teenage Fanclub e Joe Pernice dei Pernice Brothers insieme a Mike Belitsky dei Sadies (ne avevamo parlato quasi un annetto fa qui). Prima anticipazione da Into The Lime (in uscita il 20 gennaio su One Little Indian) è questa A Very Sorry Christmas:


The New Mendicants - A Very Sorry Christmas

- Helen Love "nos regala una canción por Navidad"! La rivisitazione del classico Hark The Herald Angels farcita di campionamenti e namedropping lo trovate in free download sul sito della Elefant Records!


- La band di Melbourne Slum Sociable ha realizzato una cover del classico Have Yoursel A Merry Little Christmas che sembra quasi passato per le mani degli Avalanches:



- Hymns è una compilation forse un po' cupa ma molto interessante realizzata dalla label di Manchester Haus Of Pins che raccoglie inediti di nomi come September Girls, Pins e Post War Glamour Girls. L'edizione fisica è già sold-out ma c'è sempre il download (qui lo streaming) e i proventi andranno comunque in beneficenza:


September Girls ft The #1's - I Want You Back (For Christmas)

- Quest'anno mi è un po' mancata la Svezia sotto l'Albero. Per fortuna la Adrian Recordings ha rimediato regalandoci due pezzi davvero molto carini: il primo degli YAST (avevo segnalato il loro album di debutto qualche mese fa) insieme alla cantautrice Alice Borman, e ora un nuovo singolo delle vecchie glorie Brainpool:


YAST - If Santa Ain't Real (with Alice Boman)


Brainpool - The Last Christmas

Sports

SPORTS | A MUSIC FILM - Music & Lyrics: Love The Unicorn

Lo so, per almeno una decina di giorni nessuno si azzarderà a prendere in considerazione la parola "sport", a meno che non sia quello visto dal divano. Ma Sports è anche il titolo di un bell'ep uscito quest'anno a firma Love The Unicorn, giovane e promettente band romana. La settimana scorsa su Wired è stato presentato un cortometraggio (chiamarlo solo videoclip mi pare un po' riduttivo) ispirato proprio alla musica dei Love The Unicorn e realizzato da Pietro Borzì. Atmosfere sospese, fotografia cristallina e un intreccio tra sogno e ricordi che in effetti si adatta bene anche a quel che rimane del mio rapporto con lo sport. Fate play qui sotto.

venerdì 20 dicembre 2013

"Blogs are for 40-somethings with kids"

Chromewaves - blog

Per una curiosa coincidenza, dopo undici anni di blog ad alto livello, Chromewaves ha chiuso i battenti nello stesso giorno in cui Jason Kottke pubblicava un articolo dall'eloquente titolo "The blog is dead, long live the blog".
Sono sinceramente dispiaciuto per il blogger Frank Yang: ho cominciato "polaroid alla radio" pochi mesi dopo di lui, e l'ho sempre guardato come un tipo dalle idee molto più chiare in materia di blog, dotato di invidiabile costanza oltre che di ottimi gusti musicali. È stato un riferimento fisso per news e link interessanti. Inoltre, a differenza di molti altri "sopravvissuti" dell'era pre-feed, non è diventato un professionista dell'informazione/marchette, né si è trasformato in una webzine solo a caccia di link, ma ha mantenuto la voce "personale", competente e appassionata al tempo stesso che mi è sempre piaciuto cercare in un blog musicale.
Eppure il suo commiato sembra essere un perfetto esempio per la tesi di Kottke: la "general tiredness, industry fatigue, declining metrics, a lack of interest" sono il risultato, da un lato, dell'erosione della forma blog da parte dei social network; dall'altro il superamento stesso delle vecchie idee intorno allo scrivere di musica che arriverà nell'epoca post-social.
E a sua volta, la tesi di Kottke è in fondo solo una sintesi di qualcosa che conosciamo abbastanza bene da ormai un paio d'anni o forse più: "the function of the blog, the nebulous informational task we all agreed the blog was fulfilling for the past decade, is increasingly being handled by a growing number of disparate media forms that are blog-like but also decidedly not blogs. [...] The primary mode for the distribution of links has moved from the loosely connected network of blogs to tightly integrated services".
Per qualcuno la sfida ovviamente è "restare al passo", spingere, aggregare, pubblicizzare... Per altri come Yang è venuto il momento di "dedicarsi alla vita reale". In mezzo, proveremo a restare (almeno ancora per un po') noi, qualcosa tra gli happy few e soliti quattro sfigatissimi gatti, per l'anacronistico amore della musica.

Burger Records Holiday Mix!

Burger Records Holiday Mix!

La Burger Records non vi lascia soli nemmeno a Natale. L'infaticabile label californiana ha pubblicato un'incredibile compilation a tema natalizio su Soundcloud con oltre tre ore di musica (75 canzoni!), e dentro ci trovate nomi come Dressy Bessy, Shanon & The Clams e The Memories. Se il cenone va per le lunghe, qui sotto avete almeno un'ottima colonna sonora:

giovedì 19 dicembre 2013

Il Natale di Setti

l'EP di Natale di Setti

Su questa segnalazione purtroppo arrivo lungo: l'EP di Natale di Setti infatti è andato esaurito ieri sera, nella prima data del suo mini-tour di dicembre. A me dispiace un botto, perché nel cd c'erano due canzoni di Natale ("in versione demo, casalinghe, grezze, terrificanti") insieme a un racconto natalizio e a dei gancetti per appendere il tutto all'albero, tra le palline e le luci colorate: "tutto fatto a mano con tanto amore".
L'ep ovviamente è uscito per La Barberia Records. Le due canzoni si possono trovare fino al 6 gennaio su Soundcloud, invece del racconto per ora non c'è traccia online. A questo punto non resta che sperare in una seconda ristampa e andare a vessare Setti ai prossimi concerti.

mercoledì 18 dicembre 2013

La Classifica dei Dischi dell'Anno 2013!

La Classifica dei Dischi dell'Anno del 2013!

Non so perché ma in questo 2013 mi è sembrato più facile del solito raccogliere i dieci dischi della tradizionale classifica di fine anno. Al netto delle cose che sono rimaste fuori e che pure mi sono piaciute un sacco (penso a Math & Physics Club, Sat.Nite Duets, Deerhunter, Terry Malts, Waxahatchee, Ocean Party, The Stevens: in pratica un'altra Top10...), mi sembra sia stato una buona annata per i suoni che di solito passano su questo blog e alla radio.
Qui trovate il podcast della classifica andata in onda l'altra sera. Come ribadisco ogni volta, non ho la pretesa di ritenere questi "i migliori dischi dell'anno": sono soltanto quelli che mi hanno tenuto più compagnia, quelli che mi sono arrivati addosso e che - a volerla sparare un po' grossa - un po' mi hanno anche cambiato. La solita polaroid fatta di canzoni, per ricordarci questi mesi ormai passati.



10) Tiger! Shit! Tiger! Tiger! - Forever Young (To Lose La Track)
«...nonostante qualcuno voglia descriverlo in termini di chitarra basso e batteria io credo sia tutto soltanto una imponente e fenomenale scarica elettrica...» (*)
(mp3) Broken

9) Veronica Falls - Waiting For Something To Happen (Bella Union / Slumberland)
«...la formula del loro indie-pop fra Talulah Gosh e Wedding Present, che si diverte a impolverare dolci melodie con atmosfere cimiteriali...» (*)
(mp3) Teenage

8) Golden Grrrls - Golden Grrrls (Night School / Slumberland)
«...I long ago got over being at practice and somebody saying "that sounds a bit like..." and seeing that as a negative thing. I’m happy to embrace it...» (*)
(mp3) Older Today

7) His Clancyness - Vicious (FatCat)
«...Vicious è uno di quei dischi di cui puoi avere una nuova canzone preferita ogni settimana. Per me è stato così...» (*)
(mp3) Zenith Diamond 

6) Tullycraft - Lost In Light Rotation (Magic Marker / Fortuna POP!)
«...una guerra di resistenza sui confini del territorio accidentato dell'indiepop...» (*)
(mp3) Agincourt

5) Brothers In Law - Hard Times For Dreamers (We Were Never Being Boring collective)
«...nei Brothers In Law rivivono le chitarre frementi e i riverberi elettrici di certo post-punk inglese Anni Ottanta, più quella sensibilità indiepop che è stata in seguito tramandata e filtrata da etichette contemporanee come la Captured Tracks, giusto per citarne una...» (*)
(mp3) Leave Me (Shadow II)

4) The Pastels - Slow Summits (Domino)
«...La naturalezza elegante e generosa che i Pastels riescono oggi, dopo tre decenni di carriera, a distillare in forma di canzoni fa quasi commuovere...» (*)
(mp3) Night Time Made Us

3) Beach Fossils - Clash The Truth (Captured Tracks)
«...Un lungo racconto in bilico tra la tensione della maturità da poco conquistata e la spavalderia di una sfida, deliberatamente incosciente...» (*)
(mp3) Clash The Truth

2) of Montreal - Lousy with Sylvianbriar (Polyvinyl)
«...una calcolatissima leggerezza. Un piacere bizantino, sottile, sempre sul punto di traboccare ma mai eccessivo...» (*)
(mp3) Triumph Of Disintegration

1) Vampire Weekend - Modern Vampires Of The City (XL Recordings)
«...i Vampire riescono a raccontare non tanto il "diventare adulti" quanto piuttosto il ritrovarsi adulti, la sorpresa del vedersi dentro gesti che, non lo sapevamo ancora, sono ormai nostri...» (*)
(mp3) Ya Hey

martedì 17 dicembre 2013

MAP - Music Alliance Pact #63

Music Alliance Pact

Ultimo appuntamento dell'anno con il progetto MAP - Music Alliance Pact, ovvero una trentina di blog di tutto il mondo che selezionano per voi una nuova band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Un ottimo modo per scoprire nuova musica in modo non convenzionale. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.

Tra i nomi che mi hanno incuriosito a questo giro: i cileni Ali B & The Mayan Warrior, che mi hanno ricordato quella gag di Uffie; l'electropop natalizio dei polacchi Armando Suzette; la voce del brasiliano Castello Branco, magari non troppo originale ma che fa venire voglia di mare; il folk intimo e al tempo stesso magniloquente del peruviano Daniel & The Dead End; gli austriaci Hella Comet, con il loro indie rock un po' Nineties; i dominicani Whitest Taino Alive che sembrano un po' la risposta latina a Tyler the Creator; e il doo-wop mutante della canadese Rebekah Higgs.

Gli italiani di questo mese sono i  Tempelhof, ovvero il duo di Mantova composto da Luciano Ermondi e Paolo Mazzacani. Il loro nuovo album Frozen Dancers uscito su Hell Yeah è un raccolta di suoni elettronici che non si pone limiti e parte per un lungo viaggio nello spazio profondo, riuscendo a tenere assieme IDM, shoegaze, house, ambient e tutto quel che serve a emozionare in assenza di gravità. Se non li avete ancora visti dal vivo questo disco è la cosa che, finora, meglio si avvicina ai loro concerti.

Questa è la playlist del MAP di Dicembre, compreso il link per scaricarla tutta in un colpo solo.  

(mp3) Tempelhof - Change

lunedì 16 dicembre 2013

Triumph of disintegration

of Montreal: Lousy with Sylvianbriar

Parecchie recensioni di Lousy With Sylvianbriar si sono sforzate di analizzare e commentare il posto che il disco occuperebbe nella lunga carriera degli Of Montreal. La cosa ha anche un suo senso: dodici album e una quantità di EP e singoli in oltre quindici anni, più tutti i cambi di maschera di Kevin Barnes, offrono un sacco di "contesto" dentro cui inventarsi strade e connessioni. Eppure io continuo a leggere tra le righe di questi articoli la genuina disperazione in cui un disco del genere può scaraventare chi ha il compito di scriverne più o meno subito per duemila battute.
Barnes si conferma un autore dalla penna raffinatissima, la barocca verbosità delle sue composizioni non ha quasi mai niente di immediato, e la sua scrittura funziona come un mostruoso macchinario di precisione, abnorme ed eccessivo, il cui scopo si intravede solo a tratti. Una musica che riesce a diventare tanto sofisticata quanto, altre volte, dissoluta, spensierata e licenziosa.
Eppure stiamo parlando "soltanto" di rock. Barnes lo ha dichiarato in ogni modo possibile: dentro questo suo ultimo lavoro dobbiamo ritrovarci i Rolling Stones di Beggars Banquet e Let It Bleed, e poi Neil Young, Bob Dylan, John Lennon, Gram Parsons e pure i Grateful Dead. Immagino desse per scontato che i T-Rex e David Bowie li avrebbero nominati tutti in ogni caso. Ok, siamo d'accordo, magnifico, ma io mi sono accorto di tornare e tornare ancora tra queste canzoni per perdermi ad ascoltare (e leggere) versi impossibili come:
from your first psychotic episode to your drug induced schizophrenia it’s your dysphoric mania that makes you so like-able and everybody wanna save you (save you just for themself)
Breve vertigine. E il bello è che Barnes riesce a utilizzare queste piroette infinite per raccontare a tutti gli effetti delle storie. Che sia il quadretto delle suore che ti rubano la cocaina in Belle Glade Missionaries ("lasciano scoppiare i ragazzini nelle scuole così poi possono farli tornare nelle fabbriche, e mi provoca dolore vedervi tutti traditi a questo modo, ma immagino non lo verrete mai a sapere e quindi non importa davvero"), oppure l'autoanalisi senza pietà ma al tempo stesso ironica di Triumph Of Disintegration ("sono stato obbligato a trasformarmi in un mostro solo per sentire qualcosa di brutto abbastanza da essere vero"), cui fa eco quella di Obsidian Currents ("you like to think that you can live beyond good and evil / amputated from humanity on some life long intellectual retreat"), o magari il malsano amore di Colossus (ispirato a quanto pare alla poesia di Sylvia Plath), Barnes non lascia passare una strofa senza colmarla di immagini inattese e temerarie costruzioni grammaticali.
Eppure la sensazione che ti rimane addosso alla fine del disco è di una calcolatissima leggerezza. Un piacere bizantino, sottile, sempre sul punto di traboccare ma mai eccessivo. Merito in gran parte dei continui e strategici cambi di passo e di umore tra le varie canzoni: dal glam luccicante alle intime ballate folk, passando per un rock sanguigno e diretto, suonato dal vivo in studio. E merito anche della lucidità non banale con cui Barnes mette in fila i propri pensieri e riesce a fare poesia.
Uno potrebbe dire che in realtà il mondo degli of Montreal non viene illuminato da molti raggi di speranza ("of all the evil in the universe there are no victims only participants"), e che la nota su cui si conclude il disco, Imbecile Rages, suona parecchio negativa e non sembra riferita soltanto a una relazione finita male. Ma io credo che per il solo fatto di avere concepito Lousy with Sylvianbriar in maniera così ambiziosa, di averlo stipato di tante e tali idee che chiunque altro ne avrebbe tirato fuori almeno tre dischi, e ciò nonostante non riuscire ad annoiare mai per mezzo secondo, sia la prova migliore che Kevin Barnes è ben lontano da qualunque intenzione di resa, anzi rialza la posta, e a noi che lo ascoltiamo non resta che accettare la sfida.

(mp3) of Montreal - Triumph Of Disintegration
(mp3) of Montreal - Fugitive Air

venerdì 13 dicembre 2013

A polaroid for Christmas 2013

A polaroid for Christmas 2013

IT La mattina del 13 dicembre le ragazze scandinave indossano vesti candide e una corona di candele accese. L'oscurità della notte di Santa Lucia, che secondo il Calendario Giuliano era la notte più lunga dell'anno, è ormai alle spalle e la luce può ritornare. Ci si scambia doni, si preparano dolci tradizionali, si canta in coro e prende il via il periodo delle festività.
Come già gli anni scorsi, anche "polaroid alla radio" ha deciso di entrare nello spirito natalizio e di provare a farvi un piccolo regalo. Ho chiamato un po' di amici e di band e ho chiesto se volevano scrivere una canzone adatta a questa stagione, o almeno suonare una canzone che mi facesse compagnia mentre addobbavo l'albero di Natale. Ancora una volta, le risposte sono state superiori a ogni aspettativa.
Ringrazio tutti i musicisti che hanno partecipato, sono stati fantastici: qui sotto trovate tutti i link. Spero che vi piaccia. È una polaroid per Natale, per fare un po' di auguri a tutti.

ENG On the morning of December 13th, scandinavian girls wear white robes and a crown of candles. The darkness of the night of Saint Lucia, which according to the Julian Calendar was the longest night of the year, is now behind us and light can return. People exchange gifts, prepare traditional sweets, sing in choir and kick off the holiday period.
Like we did the last years, polaroid blog decides to enter Christmas spirit and tries to bring you a small gift. I called some friends and some bands, and asked them if they wanted to write a song for this season, or at least play a song that could keep me company while decorating the Christmas tree. Once again, the responses exceeded all expectations.
I thank all the musicians who participated, they were fantastic. Below you can find all the links. I hope you like it. It's just a polaroid for Christmas to send some greetings to everyone.


1) The Lovecats - Oh, So Kind
2) Absolut Red - XMAS97
3) The Clothes - The Night Before Christmas
4) The Choo Choo Trains - Blue Christmas (Elvis Presley cover)
5) Le Man Avec Les Lunettes - A Year
6) Sangue - Jardin Du Luxemburg
7) Costa Brava & Friends - Christmas Time Is Here
8) Echopark - Winter
9) Prague - Alternative Ulcer (Further cover)
10) Blackie Drago - B&S
11) Shemmio - Blue
12) Sam Regan - Santa On The Bleach
13) In.Versione Clotinsky - Lucy And The Sun
14) Horrible Present - Optimist High (Chris Cohen cover)

Bonus track:
15) Slow Shot - Sitting By The Fireplace On Christmas Eve

giovedì 12 dicembre 2013

The last of the famous international pants

Morrissey: The Nobel Peace Prize Concert at the Oslo Spektrum

A dire la verità, non avevo idea che esistesse un "Nobel Peace Prize Concert" e che, a giudicare dalle foto, fosse un mega-evento pomposo tipo MTV Awards e simili. Sarò provinciale ma, uhm, che c'entra con il Nobel? Però visto che ieri sera ci ha suonato Morrissey diventa subito una cosa FIGHISSIMA.
A parte le magliette di "Hustler" (e vabbè) e la toccante cover di Satellite of Love di Lou Reed piazzata in mezzo a People Are The Same Everywhere e Irish Blood, English Heart (due canzoni a loro modo antitetiche, la cui scelta deve certamente essere dovuta all'imperscrutabile sense of humour del Moz), la cosa che sta tenendo banco oggi sui forum sono i suoi sbalorditivi pantaloni. Da domani anche io indosserò solo "baggy sweatpants", oppure direttamente il pigiama.

mercoledì 11 dicembre 2013

Boyracer Christmas!


I Boyracer sono una delle band più sottovalutate nella trascurata storia dell'indiepop, genere pure stracolmo di recuperi, rivalutazioni e reunion. Stewart Anderson da anni si è trasferito negli Stati Uniti. Insieme alla moglie Jen Turrell cura il sito Jen & Stew dedicato sia alle loro attività musicali (tra ristampe varie e il recente lancio della label Emotional Response), sia alle loro due figlie autistiche, con alcune toccanti cronache di vita quotidiana, fatta di battaglie e speranze.
Questo Natale la famiglia Boyracer ci regala un ep in free download di tre cover: Space Christmas degli Shonen Knife, Hard Candy Christmas di Dolly Parton (!) e Joy (di Tracey Thorn). Già che fate un giro sul sito, supportate!




Boyracer Christmas! EP

martedì 10 dicembre 2013

"The theoretical position of the David Bowie album"


VICE non è proprio la mia rivista preferita, ma il pezzo "meta" sulle classifiche di fine anno firmato da Gavin Haynes mi ha fatto abbastanza ridere. Lo so, è roba da nerd ma qui ci si diverte con poco, e poi tra le tag del post buttano apertamente "clickbait, pointless discussions".



David Bowie - Where Are We Now (Donmatias overview)

Codeine and marshmallows

Let's Wrestle - Codeine and Marshmallows

Dopo un ennesimo cambio di formazione e di etichetta, non me lo sarei mai aspettato ma il prossimo album dei Let's Wrestle uscirà per Fortuna POP!. Si intitolerà semplicemente Let's Wrestle e arriverà il prossimo 10 febbraio. C'è già una canzone ad anticiparlo, e qui sta l'altra novità: l'attacco di questa Codeine And Marshmallows sembra addirittura portarci verso suoni placidi alla Real Estate, poi arriva l'inconfondibile e indolente voce di Patrick Wesley Gonzales accompagnata da arrangiamenti di archi e fiati, abbastanza inusuali per la sgangherata band londinese. Pare che le principali ispirazioni del nuovo disco stiano dalle parti dei Kinks e di Harry Nilsson, e che tra i collaboratori ci sarà anche Roxanne Clifford dei Veronica Falls. Accontentiamoci per ora di questo singolo struggente:

Let's Wrestle - Codeine And Marshmallows

lunedì 9 dicembre 2013

Christmas is in the air!

The Tuts - Christmas Is In The Air

Kate Nash ha pubblicato un EP natalizio intitolato Have Faith With Kate Nash e all'interno c'è una canzone delle adorabili Tuts. Oggi è uscito il video e nonostante il pezzo cominci acustico e morbido, presto si trasforma nella festa che ci si può proprio aspettare dalle tre scatenate fanciulle:

"Death to Los Campesinos!"

Gareth Campesinos twitter / HAIM

Se mi chiedessero "vuoi più bene ai Los Campesinos! o alle HAIM?" non avrei dubbi sulla risposta. Le sorelline californiane, carinissime e tutto il resto, non mi hanno mai detto nulla. I Los Campesinos!, nonostante l'ultimo No Blues non sia tra le loro cose più memorabili, hanno avuto un ruolo di primo piano nell'indiepop degli Anni Zero.
Detto questo, Gareth Campesinos, cantante della band britannica, ieri sera se l'è giocata piuttosto male su twitter. Al suo trascurabile messaggio con foto (frustrazione? noia? LOL?) che vedete qui sopra, le HAIM hanno risposto tirando fuori l'artiglieria pesante e scatenando il prevedibile flame:


Interesse musicale pari a zero: figure molto modeste per tutti; alta probabilità di scenario "guerra-tra-poveri" in vista: passiamo oltre per favore.

(mp3) Los Campesinos! - Avocado Baby
(mp3) HAIM - Forever (Giorgio Moroder remix)

giovedì 5 dicembre 2013

Polaroids From the Web

I think there’s a problem with the word "twee"

THE HOLLYBERRIES - 'I WANNA GO SURFIN’ WITH SANTA'

- Mentre ero via dal blog sono successe un sacco di cose, la prima è che è arrivato dicembre e quindi si è aperta ufficialmente la stagione delle canzoni di Natale sui blog musicali. La prima che mi è capitato di sentire è stata questa geniale I Wanna Go Surfin' With Santa degli Hollyberries, che in realtà di qualche anno fa ma ora è stata ristampa in vinele 7'' (ovviamente blu con le onde) che arriva via Freakbeat Records. Gli Hollyberries sono il progetto "natalizio" di Kip Brown degli Shock, punk band di Los Angeles degli Anni Settanta, e coinvolge anche componenti di Knack, Paley Brothers fra gli altri.

(mp3) The Hollyberries - I Wanna Go Surfin' With Santa

- L'altro giorno i nostri Be Forest sono finiti su Stereogum, e anche se ci sono già cento notizie sopra, è una piccola cosa che mi rende felicissimo. Il loro nuovo album Earthbeat arriverà il prossimo 4 febbraio via We Were Never Being Boring, e dopo Captured Heart questa Colours è la nuova anticipazione:


Be Forest - Colours

- Nonostante sia già stagione di classifiche di fine anno un po' ovunque, non riesco ancora a pensarci. Intanto mi leggo quella abbastanza curiosa delle migliori uscite su cassetta del 2013 secondo FACT.

- «Al funerale dell'indie non c’era nessuno. Che vergogna, a ripensarci oggi. Tutti quei bravi picciotti di famiglia, che fino a poche settimane prima avevano intasato le nostre timeline con gli ultimi video dei Vaccines e dei Black Keys, se l’erano svignata e quella sera la passarono accapigliandosi su chi dovesse andare in finale tra i concorrenti di X-Factor. I Drums erano ormai più noti ai clienti di H&M che agli ex blogger della passata generazione.
Anche io ero altrove, del resto. Avevo smesso di seguire e di commentare da un pezzo (però non seguivo e non commentavo neanche X-Factor)»: Max aka "Il Blog Della Domenica" da un po' di tempo ha aperto un nuovo blog e non le manda a dire (e questo bel post lo trovate anche nel podcast di questa settimana).

- «I think there’s a problem with the word "twee" because it implies something quite passive. A lot of reviews of our band for some reason call Lan really passive, and for one thing it’s not really true, and it’s a bit sexist on some level, I think-- this idea of someone being twee. We’ve had a lot of problems with it. We wouldn’t think of twee and indie pop as the same thing. [...] It started as a derogatory term for that particular kind of music, and it strips it of its political, kind of anti-macho elements. It’s a term that misses the point, really»: i Joanna Gruesome dicono la loro sulla parola "twee" in una intervista su Ad Hoc.

Joanna Gruesome - Sugarcrush

- Ha chiuso l'aggregatore di mp3-blog Elbo.ws: peccato, anche se non l'avevo mai usato portava sempre un po' di traffico anche qui. Che come commento in memoriam fa abbastanza schifo, me ne rendo conto, ma i social network ti rendono arido, scusate.

- A proposito, «A vast amount of time and money is currently spent on maintaining and engaging fans via various social media platforms. [...] With the decline in teen users and an overwhelming sense that Facebook as a network is peaking, shifting that time, energy and budget back toward the artist’s own properties and output, and ensuring this work is as shareable as possible, may yield a more productive, more artistic and ultimately more direct and meaningful connection with fans»: interessantissimo (anche se forse un po' troppo ottimista) pezzo a proposito di social network e marketing musicale su Drowned In Sound (da leggere anche l'annessa discussione).

- E alla fine della lista, non poteva mancare il bel pezzo del New Yorker, "A List of Reasons Why Our Brains Love Lists".