giovedì 29 agosto 2013

His Clancyness nell'arena

His Clancyness - Zenith Diamond

Da un paio di giorni è uscito il video di Zenith Diamond, nuova anticipazione da Vicious, l'atteso album che gli His Clancyness stanno per pubblicare sulla label britannica Fat Cat.
Del disco parleremo a tempo debito, dato che è una miniera di sorprese. Prima vorrei soffermarmi su questo video e sul luogo in cui è stato girato, perché è speciale: l'Arena Orfeonica di Bologna. Così ho rivolto qualche domanda al frontman Jonathan Clancy, e ai registi Giulia Mazza (anche tastierista della band) e Pietro Borzì.


Il video di Zenith Diamond è pieno di fumo, ombre, inquadrature sfuggenti e fuori fuoco: che tipo di immagini avevate in mente e come ha preso forma il soggetto?
Jonathan Clancy: Possono rispondere sicuramente meglio Giulia e Pietro, però so che l'input iniziale, che avevamo Giulia ed io, era l'idea di un sogno e soprattutto di una atmosfera. Siamo fan dei video "incasinati", dove solo alla terza o quarta visione inizi a scoprire tutti i dettagli e magari le stranezze che inizialmente non avevi notato. Per noi forse la parola mood è quella più importante.
Giulia Mazza: L'elemento "ballo" mi attrae sempre. E il pezzo me l'ha evocato immediatamente. Mi piaceva l'idea di mettere insieme i movimenti spensierati di Nick Cave & The Bad Seeds in Fifteen Feet Of Pure White Snow e il caos polveroso di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana.
Pietro Borzì: Ancor prima di lavorare su Zenith, avevo ben presente cosa avrebbe voluto Jon in un suo video. Con Giulia ci siamo scambiati parecchie idee e suggestioni, in video e in foto. La facilità nel vederla alla stessa maniera per tante cose ha facilitano non poco il raggiungimento di un immaginario che nella messa in scena di Zenith non poteva che essere scuro e offuscato, appunto come in un sogno. Il definito ed il reale non sono poi così allettanti del resto!

His Clancyness - Zenith Diamond - backstage

Tecnicamente poi come avete tradotto le idee che avevate? Sul set è andato tutto come previsto o le cose hanno preso un'altra piega?
GM: Sul set i nostri amici sono stati fantastici, c'era un'atmosfera rilassata ma allo stesso tempo seria nel momento in cui veniva chiesto il particolare contributo che avevamo pensato per ognuno di loro. È stato bello perchè l'imbarazzo iniziale di tutti si è sciolto naturalmente nello spirito di festa di quella serata.
PB: A parte qualcuno che è scomparso a metà riprese (molto preso dall'alcol...) tutto ok! Sono stati davvero tutti gentilissimi e presenti quando richiesto. Devo dire che in rare occasioni si riesce a lavorare in un clima che di lavorativo ha ben poco. Siamo arrivati a casa all'alba ma ancora parecchio entusiasti.
JC: Tra l'altro va detto che abbiamo iniziato circa alle nove di sera e abbiamo girato l'ultima scena, ovvero quella della nostra macchina (una vecchia Nissan Micra) alle quattro della mattina: il tutto in una caldissima notte di inizio Luglio.

Come è nata l'idea di ambientare il video all'Arena Orfeonica? Non credo sia un caso che si tratti di uno spazio quasi nascosto proprio nel cuore di Bologna
JC: È un posto totalmente nel nostro cuore. Io ed una amica (Alice di Radio Città del Capo) organizziamo lì da un paio di anni dei mercatini e tutte le volte che lo vedo o ci passo una giornata mi vengono in mente mille idee. Le signore dell'Associazione Orfeonica sono sempre gentilissime e percepisci proprio con le mani la passione che ci mettono nel tenere aperto uno spazio del genere. Mentre stavamo girando il video era bellissimo vedere come entravano delle signore e si sedevano casualmente a un tavolo per leggere il proprio giornale. È un posto che ti salva, che sai che c'è. Nel video poi volevamo metterci Bologna, senza i soliti stereotipi, e quelle mura prendevano benissimo il colore che avevamo in testa per le riprese.
PB: Credo non sia facile ambientare qualcosa nella nostra Bologna. Proprio perchè nostra da sempre è difficile farsi affascinare continuamente nel tempo da un posto della tua città quando lo vedi tutti i giorni. L'Orfeonica, come luogo chiuso, ti permette di trarne solo alcune sensazioni nei rari momenti passati al suo interno. Tutti molto piacevoli, quindi perché no!

His Clancyness - Zenith Diamond - backstage

Da una parte la città vecchia, i suoi mattoni e le sue storie dimenticate, dall'altra il rock'n'roll, la sua vocazione all'essere randagio e agitatore: si può dire che in qualche modo questo rapporto si riflette nella musica e nella band?
JC: Totalmente. Per me/noi i sogni sono alimentati al cento per cento dai viaggi, dai posti che vedi, da come te li immagini nel tempo e dall'impossibilità di ritornarci spesso.
GM: Le date in giro per il mondo sono uno sballo emotivo. Mi piace pensare che c'è una città come Bologna al rientro per mixare e veicolare l'eccitazione accumulata.

His Clancyness - Zenith Diamond - backstage

Infine un'inevitabile domanda sulla canzone: anche se il testo sembra avere l'andatura del sogno, si può tentare di definire che cosa rappresenta l'immagine dello "Zenith Diamond"?
JC: Il pezzo per me è uno dei più semplici, come tema intendo: parla di una persona rifiutata dal mondo ed è una sorta di autoesortazione a sentirsi speciale, un diamante. Non se può aiutare ma prima di girare il video mi ricordo di aver spedito a Pietro una parafrasi abbastanza da ridere. Te la metto qua sotto.

Ho preparato dei diamanti per farli risplendere
Ho preparato del carbone per seminare odio
Ho visto un cavallo nero
Ho visto un cavallo nero
Pronto

Non sputare mai su una giornata fredda
Cerca di raddrizzare le cose e di dire a te stesso
Tu sei puro
Tu sei puro
Diamante Zenith

Sospiri al cromo per sentirsi vivi
Ho preparato diamanti per farli risplendere
Pronto

Non sputare mai su una giornata fredda
Cerca di raddrizzare le cose e di dire a te stesso
Tu sei puro
Tu sei puro
Diamante Zenith






His Clancyness - Zenith Diamond

mercoledì 28 agosto 2013

Tutte cose nuove in Brescia!

Echopark live in Brescia

Qusta sera mi trovate a Brescia, in Piazza Paolo VI, a mettere due dischi in occasione dell'ultimo appuntamento con la rassegna "Tutte Cose Nuove", promossa da Headphonesman e Red Carpet Studio. Il piatto forte della serata sarà comunque il live di Echopark, ovvero il progetto musicale di Antonio Elia Forte, talentuoso fotografo pugliese trapiantato a Londra. Il suo album d'esordio Trees, nato nella piovosa capitale britannica ma registrato a Lecce insieme a Populous e Matilde Davoli, e poi masterizzato a New York da Alan Douches, ha richiamato paragoni con Animal Collective e Postal Service, anche se chi ha già visto Echopark in azione dal vivo racconta che sa trovare una forma più rock assolutamente travolgente.
Qui l'evento facebook. Come si dirà in bresciano "ci si vede a banco!"?



Echopark - Teleportation

I've got nasty ideas inside my brain

The Wild Ones - Nasty Habits

Quattro esuberanti ragazze californiane dalla spiaggia di Santa Cruz suonano a tutta birra garage super melodico e dichiarano di avere un sacco di pensieri sconci per la testa: certe mattine non domanderesti altro alla vita. Loro si fanno chiamare The Wild Ones (immagino che il riferimento al film con Marlon Brando non sia casuale) e hanno da poco pubblicato un ep di sei tracce davvero niente male. La title track Nasty Habits, con i suoi adorabili coretti Sixties, vi farà rimpiangere di non poter correre subito a qualche party insieme a loro.

(mp3) The Wild Ones - Nasty Habits

martedì 27 agosto 2013

I feel it in my bones

Vampire Weekend - Modern Vampires Of The City

Anche in un rifugio a tremila metri d'altezza, l'ultimo disco dei Vampire Weekend ti fa sentire come se indossassi nuovissime boat shoes, fuori da quella porta ti aspettasse uno yacht e tutto il mondo stesse ballando un gioioso calypso. E questo, ovviamente, non ha niente a che fare con il livello di nitida accuratezza e solennità che la band ha raggiunto con Modern Vampires Of The City, lasciandosi alle spalle ogni luogo comune sulla propria biografia. Il talento che questi ragazzi hanno per racchiudere dentro irresistibili melodie e ancora più irresstibili ritmi la luce e il respiro dell'estate ha qualcosa di prodigioso. E anche se Modern Vampires Of The City è uscito tre mesi fa, è stato soltanto quando ho avuto addosso maglione di lana e scarponi, mentre il telefono non riceveva nessun segnale terrestre e le nuvole sotto di me nascondevano la vista del paese e della valle, che mi sono messo a pensare a cosa mi catturasse in questa musica.
Credo che in qualche misura c'entri il modo in cui i Vampire riescono a raccontare non tanto il "diventare adulti" quanto piuttosto il ritrovarsi adulti, la sorpresa del vedersi dentro gesti che, non lo sapevamo ancora, sono ormai nostri. "I want to know, does it bother you? The low click of a ticking clock. There's a lifetime right in front of you" canta Ezra Koenig in Don't Lie: un pensiero che, chissà perché, non viene mai a chi ha davvero tutta la vita davanti.
Ma l'ansia di non sembrare al posto giusto non abbandona mai del tutto i personaggi di queste canzoni. Diane Young dà fuoco a una Saab e poi confessa "you know I love the past, ’cause I hate suspense". Il singolo Step sembra prenderla con più filosofia: "Wisdom's a gift, but you'd trade it for youth. Age is an honor, it's still not the truth". E badate bene che riesce a farlo mentre dondola tra hip-hop rilassato, un cembalo barocco, scherzi con l'auto-tune e, di nuovo, una luce meravigliosa e piena, dentro cui ogni piccolo suono fa parte di un meccanismo perfetto (l'eleganza per i VW è non far sentire NULLA mai fuori luogo).
Poi arriva l'incredibile Ya Hey. Una canzone capace di mettere in scena il tentativo di un dialogo con Dio attraverso la figura di un dj sullo sfondo di un festival (quanti poi avranno subito provato a mixare Israelites di Desmond Dekker con 19th Nervous Breakdown degli Stones?). La situazione di disagio è ancora la stessa: "I can't help but feel that I've made some mistake. But I let it go". Ma questa volta Koenig non lascia cadere l'interrogativo su sé stesso, non è più un "first world problem" da ragazzino bianco benestante e beneducato. Questa volta chiede conto di "all the tension and fear" a chi "attraverso il fuoco e attraverso le fiamme" non pronuncia nemmeno il proprio nome, ma si annuncia soltanto con "Io sono colui che è". E non importa dove o come: quando arriva il giorno in cui ti domandi sul serio "come è possibile vivere in questo modo?" comincia una nuova pagina.

(mp3) Vampire Weekend - Ya Hey (Paranoid Styles mix)

lunedì 26 agosto 2013

The last of the famous international taylors

The autumn/winter 13 PS by Paul Smith collection takes inspiration from British musician Morrissey

Ad agosto i blogger più anziani non dovrebbero scrivere nulla, altrimenti va a finire che due post su tre contengono la parola "Smiths". Ma questa volta la notizia era troppo divertente: Paul Smith ha lanciato una collezione invernale ispirata nientemeno che a Morrissey.
"Known for his sartorial prowess, Morrissey defines alternative rock style. During his time as frontman of The Smiths his wardrobe was a mixture of vintage shirts, retro knits and tailored jackets. In the PS by Paul Smith autumn/winter 13 collection, these elements are reworked to create a contemporary men's wardrobe".
La collezione predilige accostamenti di colori come grigio, porpora e blu navy, e tessuti come il cotone pettinato e il velluto. Molte anche le stampe, le quali avrebbero la caratteristica di prendere il nome da località (ovviamente britanniche) care a Morrissey.
Ma i dettagli da fashionista per ora non sembrano interessare i fan più accaniti del Moz. Il problema più urgente sarebbe un altro: nella collezione è presente anche una giacca di pelle! Assassini! Meat is murder, ora e sempre!

(mp3) Morrissey - The Last Of The Famous International Playboys

sabato 17 agosto 2013

MAP - Music Alliance Pact #59

Music Alliance Pact

Nemmeno ad agosto si ferma l'appuntamento mensile con il progetto MAP - Music Alliance Pact. Di che si tratta? In pratica, una trentina di blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una nuova band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Un ottimo modo per scoprire nuova musica in modo non convenzionale. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.

A questo giro mi segno i nomi degli olandesi Earth Mk. II, per un certo tocco da "rock in miniatura" alla Kinks, i polacchi Łagodna Pianka, pop elegante che sembra una versione "leggera" dei National, i cileni Melié, post-rock che nonostante la mia scarsa tolleranza allo spagnolo cantato riesce a raggiungere l'obiettivo, gli indonesiani Sajama Cut, quasi Lucksmithsiani, e il giapponese Yoshino Yoshikawa, con la sua elettronica giocosa e primaverile. Già noti, ma in arrivo prossimamente con l'album nuovo Savior (via crowdfunding, i newyorkesi Shark?, indie rock per fan di Fresh & Onlys, Cloud Nothings, Smith Westerns e simili.

Gli italiani di questo mese sono gli M+A, anche loro in procinto di pubblicare il secondo lavoro, These Days, sulla label britannica Monotreme. Elettronica raffinatissima che non dimentica come si fa a sudare. Volendo a tutti i costi inventarsi una di quelle etichette che semplificano potrei suggerire "Phoenix glam meets Hot Chip beats", ma basta premere play qui sotto per rendersi conto. Non c'è bisogno certo che sia io a dirlo, ma questi ragazzi faranno strada.

Questa è la playlist del MAP di Agosto, compreso il link per scaricarla tutta in un colpo solo. 

(mp3) M+A - When

giovedì 15 agosto 2013

This charming Charlie

The Smiths VS The Peanuts

This charming Charlie - The Smiths VS The Peanuts

La cosa più nerd che potevamo fare la notte di Ferragosto era perderci dentro un tumblr che inventa meravigliosi mash-up tra gli immortali versi degli Smiths e le immortali strisce dei Peanuts.
This charming Charlie è l'opera, geniale e dolcissima al tempo stesso, di Lauren LoPrete, che oltre a essere una graphic designer californiana è anche metà della Loglady Records, etichetta che qui a polaroid conosciamo bene per le uscite di Terry Malts, Grandma's Boyfriend e Dead Angle.
Ed ora, dopo la mia vignetta preferita, un gavettone di remix maragli degli Smiths a caso. Dopotutto è pur sempre Ferragosto.

This charming Charlie - The Smiths VS The Peanuts


The Smiths - This Charming Man (Alex Steez Remix)


The Smiths - This Charming Man (Midas Remix)


The Smiths - Panic (PLASTIC ALIEN mix)


The Smiths - How Soon Is Now (DNB Remix)


The Smiths X Sol Messiah - How Soon Is Now (remix in Africa)


The Smiths - Half A Person (Josh Patrick Remix)


The Smiths - There Is A Light That Never Goes Out (Funxol Brutha's Dubstep Remix)




Make it happen

Le Man Avec Les Lunettes - teaser

È apparso ieri sera su Soundcloud un primo, brevissimo teaser del prossimo album dei Le Man Avec Les Lunettes. Si intitolerà Make It Happen (ispirato a un verso degli Shout Out Louds) e l'uscita è prevista per l'inizio del 2014 su We Were Never Being Boring. Ad anticiparlo, a inizio novembre, un singolo (con due inediti) per ora misterioso e un nuovo video!


Le Man Avec Les Lunettes - "Make It Happen" teaser

martedì 6 agosto 2013

Rolling Stone Report: Indietracks 2013

Indietracks Festival 2013 report - Rolling Stone Italia

Finalmente è online sulle pagine di Rolling Stone il mio report dell'edizione 2013 dell'Indietracks Festival. Se non ricordo male avevo raccontate la prime sul glorioso Indiepop.it, ed è un onore poterlo fare di nuovo per un pubblico decisamente diverso.
Il pezzo è trooooppo lungo, lo so, ma se arrivate in fondo ci sono anche le foto di Lucio Pellacani,una cartolina perfetta dal Derbyshire. E a mia discolpa posso aggiungere che c'erano un sacco di cose da spiegare per un festival che si svolge in un museo a cielo aperto dedicato ai treni a vapore (!), e c'erano un sacco di band da ricordare. Ne ho lasciato fuori alcune, soprattutto quelle più squisitamente twee: le recuperò di sicuro con la prossima stagione radiofonica e i prossimi nastroni. Nel frattempo, a completare le mie lacune, ci sono per fortuna i report di Barto e quello di Luca per Frigopop, già miei complici nello speciale radiofonico su Radio Città del Capo.

sabato 3 agosto 2013

So good, so fun, so light, it's alright

Il nastrone di polaroid per l'estate 2013

So good, so fun, so light, it's alright - Il nastrone di polaroid per l'estate 2013

A volte hai l'impresione che l'estate cominci ogni anno sempre un po' più tardi e che duri sempre un po' di meno. Quasi mi stavo dimenticando del mio nastrone per le vacanze. Poi magari basta niente, un giro per i Giardini vuoti, una birretta ghiacciata al punto giusto, un sorriso mentre ti accorgi che la canzone che ascolti sta parlando a te.
So good, so fun, so light, it's alright, even when it's not alright.
E allora ti torna la voglia di fare un nastrone di stagione, fare ancora tardi come una volta per mettere assieme un regalo e per divertirti a trovare soltanto titoli con dentro la parola "surf" o "beach". Ti torna la voglia di aspettare l'estate, anche se è già estate da un pezzo.
Qui sotto la playlist e qui il link per scaricare lo zip completo.
Prendo un respiro profondo, e buone vacanze!

01 - Free Time - It's Alright
02 - The Mantles - Long Enough To Leave
03 - Beach Vacation - I Saw You
04 - Bubblegum Lemonade - Cool Guitar Girl
05 - Mikal Cronin - Shout It Out
06 - Westkust - Summer 3D
07 - Mood Rings - Promise Me Eternity
08 - Shannon & The Clams - Hey Willy
09 - Surf Club - Chloe Kelly
10 - Dead Ghost - Summer With Phil
11 - Sonny & The Sunsets - Path of Orbit