giovedì 25 luglio 2013

Season finale + Indietracks Festival 2013 radio special!

Indietracks 2012Il blog è in partenza, ci trasferiamo tutti all'Indietracks Festival! Prima però vi lascio la puntata conclusiva della dodicesima stagione di "polaroid - un blog alla radio", come sempre in onda dalle frequenze di Radio Città del Capo di Bologna.
E il finale di stagione è proprio tutto dedicato all'evento indiepop dell'estate britannica. Oltre a una playlist interamente composta dalle band che calcheranno i palchi del i palchi del Midland Railway Trust, il museo a cielo aperto tutto dedicato ai treni a vapore (funzionanti!) che ospita il festival, ho avuto il piacere di avere in collegamento telefonico due appassionati e intenditori come Stefano Bartolotta, di Indie-Roccia.it, e Luca Pasi, collaboratore di Onda Rock e Frigopop.
Questa qui sotto è la scaletta che ne è venuta fuori, tra i brindisi e la mia solita confusione.
Ci si vede a banco, sul primo binario!

The Pastels – Night Time Made Us
Pale Spectre – Better Than Love
Fear Of Men – Mosaic
Haiku Salut – Glockenbach
Northern Spies – Swanwick Junction
The Flowers – You Held My Hand
Without Feathers – Scared And Worried
Another Sunny Day – Anorak City
Camera Obscura – Break It To You Gently

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(foto di Lucio Pellacani)

martedì 23 luglio 2013

I see the void

Sonny & The Sunsets - Antenna To The Afterworld

Non me ne ero accorto, ma dentro Antenna To The Afterworld, l'ultimo album di Sonny and The Sunsets c'è una canzone che era già presente dentro Longtime Companion dello scorso anno: Void, là in una dolente versione folk, qui quasi spensierata e molto più rock'n'roll. In Void Sonny canta uno dei versi che meglio riassume tutto l'umore del disco: "It's a funny kind of sad joy: I see the void". E il cambio di prospettiva nei due arrangiamenti aiuta a capire il racconto di Antenna.
Se è vero che l'ispirazione del nuovo disco arriva dalla morte di un caro amico, quello che ne segue sembra piuttosto imprevedibile. A differenza di Longtime Companion, dove la fine di una storia d'amore portava comprensibilmente a dolenti ballate country, qui l'incontro con la morte e la ricerca di un significato della vita fanno nascere una specie di fantascienza da b-movie d'altri tempi, storie da fumetti undeground che non abbiamo mai visto e di cui magari non sappiamo nemmeno più avere nostalgia, come la meravigliosa Green Blood in chiusura, con il colpo di fulmine tra il viaggiatore spaziale e la bellissima aliena, l'avventurosa fuga insieme e il finale triste ma forse aperto.
La percezione di quanto sia minuscolo questo pianeta e di quanto appaia sconclusionato il nostro affannarci fingendo di essere indaffarati posa sopra a ognuna di queste canzoni un sorriso trasparente, luminoso anche nei momenti più cupi. In bilico tra la consapevolezza che ogni cosa è una messa in scena e la fiducia che "the afterworld" è qualcosa per cui vale la pena lottare. E Sonny non è uno che si abbatte, anzi: Dark Corners in apertura proclama "I can't wait to find my little place in the real world". E poco più avanti Primitive descrive un attaccamento quasi animalesco alla vita e all'amore.
Alle chitarre polverose di garage e a quelle più squillanti e jangling si sovrappongono spesso synth acidi e organi psichedelici, lasciando l'impressione di una raccolta di canzoni lontane nel tempo ma scoperte per la prima volta ora, slegate da un'era precisa. Sonny vedrà anche il vuoto intorno a lui, ma album dopo album sa come riempirlo di magnifica musica.

(mp3) Sonny & The Sunsets - Green Blood

lunedì 22 luglio 2013

Il (penultimo) podcast con il nastrone dentro

Terry Malts / Shannon & The Clams / Wolther Goes Stranger / Woods

Terry Malts – I Was Not There
SPLASHH – Lemonade
Old Monk – Fowl And Foe
Club 8 – Hot Sun (feat. Misfit Mod)
Wolther Goes Stranger – Sixteen
Catnaps – Pictures Of You
Sourpatch – You Knew
Mood Rings – Promise Me Eternity
Horrible Present – Fired By The Sun’s Pure Light
Making Marks – Barcodes (Soup Mix)
Smith Westerns – Glossed
Part Time – I Want To Go
Goochi Boiz – You’re Melting
Holograms – Meditations
WOODS – Be All Be Easy (Kinks cover)
Shannon & The Clams – Into A Dream
BoardWalk – I Am To Blame
Tempelhof – City Airport

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“polaroid – un blog alla radio” – s12e32

A living, breathing thing

mixtape love

"A mixtape isn't a toaster or a tennis racquet or any other inanimate gift you might receive. It's weighted by a unique and vast world of emotions, thoughts and feelings, memories or shared memories, hopes and dreams. There are (very often) romantic intentions or a sea of otherwise hidden messages you hope to convey. Even if you manage to strip out all the weighty stuff and make a tape with 'just some songs' on it, it's still a living, breathing thing with some kind of narrative behind it. And, because of that, the people who give and receive mixtapes possess and inherit more responsibilities than those who get a salad shooter or appliance as a gift. All of which is to say if someone makes you one, you owe them one back. If you give a mixtape to someone and get nothing in return, the unique exchange of our mysterious human experience dies. Basic Mixtape Etiquette 101."

"The Good Listener: Does Ignoring A Friend's Mix Make You A Bad Person?"

venerdì 19 luglio 2013

Are you on fire?

Una di quelle notti in cui non andrei mai a dormire perché c'è troppa nuova musica fantastica da ascoltare, mille link dietro a cui perdersi, tutti da approfondire, da segnalare, da appuntare. Ogni cosa è una figata, come diceva il titolo di quel romanzo, e ho il frigo pieno di pesche col marsala.


Crystal Stilts - 'Star Crawl'

Dopo l'annuncio di qualche settimana fa circa l'arrivo del prossimo e atteso album dei Crystal Stilts Nature Noir, ancora su Sacred Bones, finalmente questa sera abbiamo potuto sentirne una prima anticipazione, Star Crawl, una ballata in cui l'indolenza della band newyorkese tocca nuove vette. Io sono così felice che come un adolescente vado su quei siti dove ti rippano gli mp3 da youtube e me lo riascolto e mi ci perdo dentro.
(mp3) Crystal Stilts - Star Crawl

Math and Physics Club

Dopo tre anni tornano a farsi vivi anche i Math and Physics Club, per ora solo con un nuovo singolo, ovviamente su Matinée, intitolato Long Drag. Invece l'album Our Hearts Beat Out Loud è previsto per l'autunno. La band di Seattle, che è sempre stata considerata tra gli eredi più limpidi e schietti dei Lucksmiths, ora sembra avere irrobustito il suono (complice forse aver lavorato ai Dub Narcotic Studio di Olympia?), e la canzone promette davvero bene:


Math and Physics Club - Long Drag


Moon King

I Moon King sono un duo di Toronto il cui suono dream pop è stato definito "simultaneously delicate and forceful". Stanno per pubblicare un album, Obsession, a settembre su Tough Love, ma per ora c'è questa interessante Only Child:


Moon King - Only Child


Amida

Dopo tutti questi anni, ormai agli Amida sono affezionato, anche se tutti ti dicono che non andranno mai da nessuna parte. Ma con quel suono da totali loser, come puoi non volergli bene? Ora pare che a fine settembre uscirà un 7 pollici (e sarebbe il primo vinile dopo quasi dieci anni per la band di Manchester!) intitolato Are You On Fire per la beneamata Dufflecoat Records.
Questa è la fulminea title track, lesta e risoluta, come piace a noi giovani slacker:


Amida - Are You On Fire

mercoledì 17 luglio 2013

Indietracks 2013 radio special!

Indietracks 2012 - by Lucio Pellacani

Questa sera il season finale della dodicesima stagione di polaroid - un blog alla radio sarà tutto dedicato all'Indietracks Festival, uno dei principali eventi musicali dedicati all'indiepop a livello mondiale. L'edizione 2013 si terrà il prossimo fine settimana tra le quiete campagne del Derbyshire e ovviamente la redazione di polaroid non potrà mancare.
A rendere la puntata di questa sera più ricca (e di certo ad aumentare nettamente il livello di competenza musicale) ci saranno due ospiti speciali: Stefano Bartolotta, di Indie-Roccia.it, e Luca Pasi, collaboratore di Onda Rock e Frigopop. Proprio sulle pagine di Frigopop, Luca ha scritto "Road To una bella presentazione al programma di quest'anno.
Se volete avere un'idea di cosa vi aspetta c'è una notevole compilation su Bandcamp con tutte e 47 le band in cartellone, e in più tutti i proventi dei download andranno in donazione al Midland Railway Trust, il museo a cielo aperto tutto dedicato ai treni a vapore che ospita l'Indietracks Festival.
Appuntamento alle 21 su Radio Città del Capo, anche in streaming!

(foto di Lucio Pellacani)



MAP - Music Alliance Pact #58

Music Alliance Pact

Torna dopo una piccola pausa (chiedo venia) l'appuntamento con il progetto MAP - Music Alliance Pact: oltre una trentina di blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una nuova band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Un ottimo modo per scoprire nuova musica in modo non convenzionale. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.

A questo giro, molto opportinamente, un sacco di segnalazioni pop ed estive: comincio dai brasiliani Banda Uó, il cui pezzo ha la struttura del tormentone da spiaggia ma in qualche modo con quel cantato in portoghese sono disposto a tollerarlo; l'estone Barthol Lo Mejor suona electro fluorescente e senza fronzoli perfetta per muovere la testa mentre il barista pesta il ghiaccio del vostro mojito; i danesi Bodebrixensono una vecchia conoscenza di questo blog, dagli anni d'oro della Scandinavia, e questo nuovo singolo (esclusiva per il MAP) li vede più balearici che mai; i giapponesi k■nie suonano un'elettronica luminosa e piena di sorprese, assolutamente affascinante; l'australiano Kins viene giustamente presentato citando Local Natives e Alt-J e in effetti, nonostante l'effetto "già sentito", ha un buon potenziale commerciale; stessa cosa si può dire, in ambito cantautorale, per il portoghese Noiserv, bella voce e molta eleganza; e infine i già noti statunitensi Trails And Ways, con il loro sognante tropicalismo.

Gli italiani di questo mese sono i Wolther Goes Stranger. Se li avete già visti dal vivo sapete quale potenza e carica ormonale sanno sprigionare. Il loro album di debutto Love Can't Talk (pubblicato da La Barberia) è una bella sintesi del loro impetuoso electropop, ma sottile nel muoversi tra la festa del dancefloor e la complicità della dark room, e vede alcune prestigiose collaborazioni, da Federico Fiumani dei Diaframma ad Alessandro Raina, da Setti a Jonathan Clancy. Ed è proprio la canzone che vede alla voce quest'ultimo quella che ho scelto, una Sixteen che ha un tiro degno degli Handsome Furs.

Questa è la playlist del MAP di Luglio, compreso il link per scaricarla tutta in un colpo solo.   

(mp3) Wolther Goes Stranger - Sixteen

lunedì 15 luglio 2013

Kick back and have a rest / Don't forget to take a breath

È stato un fine settimana abbastanza faticoso dalle parti di casapolaroid, per fortuna c'erano un po' di canzoni nuove e cariche a tenermi su.

Terry Malts

Qualche giorno fa è uscita la prima anticipazione dell'atteso secondo album dei Terry Malts. Il trio di San Francisco tornerà il 10 settembre con Nobody Realizes This Is Nowhere, ovviamente su Slumberland Records. Il comunicato di presentazione la mette giù in maniera piuttosto netta: "the Malts tropes you’ve come to know and love haven’t gone anywhere: anger, hatred, exhaustion, delusion, seclusion, consumption, life, death, breathing, eating, and probably some sensitivity or something". Non vedo l'ora!
(mp3) Terry Malts - I Was Not There


The Julie Ruin

Tendo a non sopportare il modo di dire "un personaggio che non ha bisogno di presentazioni", però nel caso di Kathleen Hanna direi che si può fare un'eccezione. Se le presentazioni occorressero proprio, ecco almeno un link a Wikipedia per cominciare. In ogni caso, la notizia che è la Hanna sta per tornare in pista con il vecchio/nuovo progetto The Julie Ruin. Il 3 settembre arriverà l'album Run Fast via Dischord e a spianare la strada (nel vero senso della parola) c'è questa Oh Come On.

(mp3) The Julie Ruin - Oh Come On

The Courtneys - 90210

Il primo link era arrivato dalla redazione di Glamorama, e da lì in avanti è stata una vera ossessione. Le Courtneys da Vancouver avevano pubblicato il singolo dal glorioso titolo 90210 già questo inverno (con annesso magnifico video che invece faceva venire voglia spiagge e vacanze), era seguito il 12'' sulla misconosciuta Hockey Dad Records e ora arriva la consacrazione con la ristampa su cassetta per la inarrestabile Burger Records. Suoni indie rock Novanta, pop e rumore felicemente abbracciati e melodie stese a prendere il sole. Un candore che i ha conquistato. Se volete, le ha intervistate anche ROOKIE, fatto che si adatta alla perfezione al loro essere un soggetto ideale da teen magazine deviato, ma qualche notizia in più la trovate anche su Noisey.
(mp3) The Courtneys - 90210


sabato 13 luglio 2013

Major Leagues

Major Leagues

Quando mi è capitato sotto gli occhi il nome dei Major Leagues non ho potuto fare a meno di sperare per un attimo che c'entrassero in qualche modo i Pavement. Anche se la giovane band di Brisbane, Australia, finora ha messo fuori soltanto tre canzoni, credo di poter dire che hanno in mente un suono molto più diretto e solare rispetto a quello di Malkmus e soci. Immaginate una versione indiepop di Wavves con voce femminile, aggiungete chitarre fuzzy che non vedono l'ora di finire in un video di surf e un sacco di voglia di divertirsi senza pretese. Nuovo singolo che più estivo non si può, anche se ripete un mantra un po' cinico: "You're an endless drain / And I’m a waste of space".

(mp3) Major Leagues - Endless Drain

venerdì 12 luglio 2013

Slow classics

Fuck Buttons - 'Slow Focus'

Ascoltare Slow Focus, il nuovo album dei Fuck Buttons, mi ha fatto sentire come quando giravo in macchina di notte con la cassetta dei Classics di Aphex Twin, quasi vent’anni fa. Andavo alla deriva per la Bassa, alzavo di continuo il volume inquieto, la musica era lo spazio vettoriale, nero e cristallino, che la mia testa chiedeva per perdere le coordinate. Le sette lunghe tracce del nuovo Fuck Buttons mi pare attingano alla stessa tavolozza dei Classics. Stessi suoni duri e freddi, stesse atmosfere oscure. Mi spingo a dire che l’attacco di Sentients è esemplare, praticamente un omaggio al maestro Richard D. James.
In Slow Focus è come se si percepisse che la violenza e l’aggressività stanno su un altro piano, distanti, smisurate, non arrivano a toccare da vicino il minuscolo te. Il disco si apre con Brainfreeze ed è subito come assistere a una lotta titanica, c’è qualcosa di grandioso che combatte, viene continuamente sopraffatto e risorge, eppure sul fondo una carcassa di ritmica mantiene un’andatura pigra, indifferente. In qualche modo resti aggrappato a quella, e non perdi mai del tutto la serenità.
Ecco, se uno volesse fare un appunto a questo disco è proprio che la potenza non arriva quasi mai al punto di rottura. Ci sono parecchie esplosioni (il blocco centrale di Red Wing, il momento “shoegaze” di Stalker) ma non avviene mai una conflagrazione finale, definitiva. Ogni minaccia si ritira, torna a inabissarsi. Il finale della conclusiva Hidden XS si spegne con grazia: macchina dopo macchina, tutte abbandonano il campo di battaglia, un fade out che non sai se prendere come una resa o una pausa prima del prossimo attacco.
Forse ai Fuck Buttons non interessava spingersi troppo oltre, e a me sta bene così, e non mi interessa fare paragoni con Tarot Sport. Tenere il nemico sotto scacco, non lasciargli mai capire se e quando colpirai, è già un primo passo verso la vittoria. Lo sbarbo che guidava e confondeva il piano padano e il piano cartesiano sono sicuro che avrebbe apprezzato e si sarebbe goduto lo spettacolo.

(mp3) Fuck Buttons - Sentients

giovedì 11 luglio 2013

You're gonna be blue again


Ogni singola nota mai suonata dai Comet Gain è capace di regalarmi un brivido. Così appena esce qualche notizia di nuovi dischi o nuovi tour ho sempre un momento di euforia. Oggi addirittura razione doppia. L'altro giorno il frontman David Feck è stato ospite del festival East End Live e prima del suo set ha suonato una versione acustica di Confessions Of A Daydream, inedito che sarà contenuto nel prossimo album, non ancora annunciato e di cui non si sa ancora nulla.
E poi  a settembre, nel singles club 7777777 curato dalla label Where Is At Is Where You Are arriverà un nuovo sette pollici, Avenue Girls / Envelopes. Anche in questo caso, i dettagli trapelati sono come sempre molto esaustivi: "so the 45 is gonna be Avenue Girls, a Rachel sung beat pop song with the Avenue Girl backing choir, and Envelopes, a ballad about envelopes". Vabè, che importa, comunque brividi:

martedì 9 luglio 2013

When you’re happy you won’t understand

Beaches - 'She Beats'

Deerhunter – Dream Captain
Beaches – Out Of Mind
Jacuzzi Boys – Domino Moon
The Mantles – Marbled Birds
Sonny & The Sunsets – Path Of Orbit
The Pastels – Summer Rain
Monnone Alone – When You’re Happy You Won’t Understand (The Bartlebees cover)
Connections – On Your Mind
The Ballet – Is Anybody Out There?
YAST – I Wanna Be Young (DÖDEN remix)
Dent May – Born Too Late

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“polaroid – un blog alla radio” – s12e30

lunedì 8 luglio 2013

Why, oh why, I think I love you

Shannon and the Clams - 'Dreams in the Rat House'

Il primo fine settimana di luglio ha emesso il suo verdetto: il mio disco-da-braccio-fuori-dal-finestrino di questa estate 2013 sarà Dreams In The Rat House di Shannon & The Clams. Certo, sarebbe più appropriato se la macchina fosse una Cadillac e la strada una statale che scende verso il mare di Santa Monica. Ma l'energia di queste dodici canzoni è così travolgente che tutto funziona a meraviglia lo stesso. Doo-woop, rock'n'roll, surf, garage... qui dentro c'è di tutto, da Buddy Holly alla Motown, le feste di fine anno della high-school e Wolfman Jack alla radio, ma non ridurrei la musica del trio proveniente da Oakland a "semplice" revival. La voce della bassista Shannon Shaw è qualcosa che dovete sentire, si strappa via da chitarre polverose e 45 giri sepolti dentro juke-box abbandonati e tornati miracolosamente in vita. Quando poi le fa da contrappunto il canto beffardo di Cody Blanchard la combinazione è irresistibile. Cuori infranti e motori al massimo, notti insonni da adolescenti e gang di teppisti, dolci sogni in bianco e nero e ritmi frenetici in technicolor. Sarà soltanto un disco ma l'estate dovrebbe essere proprio così. Come riassume la delirante presentazione scritta da Nobunny sul sito della label Hardly Art: "cry-yi-yi if you want to, but be sure to surf a splish-splash with a laugh later".

(mp3) Shannon & The Clams - Hey Willy
(mp3) Rip Van Winkle
(mp3) Into A Dream

venerdì 5 luglio 2013

Swapping spit

Big Deal - 'June Gloom'

Due voci: il californiano Kacey Underwood e la britannica Alice Costelloe. Due chitarre: una elettrica, una acustica. Per essere una band etichettata in passato anche come “dream pop”, i Big Deal hanno parecchio irrobustito il loro suono, virando in maniera drammatica questo loro secondo album verso un indie rock Anni Novanta compatto e senza fronzoli (come nel singolo Teradoctol). Potremmo quasi ricordare nomi lontani come Swervedriver e Lush (mentre Pillow cita abbastanza apertamente i Nirvana), oppure per restare tra i contemporanei gli Asobi Seksu (vedi Swapping Spit), ma con meno interesse per i muri di rumore shoegaze e più per le melodie ad alto impatto emotivo. Se questo è un nuovo inizio, promette bene. Come nota PopMatters con una battuta, June Gloom è un "perfect summery album that combines the wet feel of unpredictable English weather with the airy, breezy feel of something born out of California".

(mp3) Big Deal - Swapping Spit

giovedì 4 luglio 2013

"How musicians are using instagram" e viceversa

Madonna on Instagram

Per qualche sottile ironia dei link che a volte seguo a caso, subito dopo aver letto uno di quei post che sembrano un po' delle reti a strascico (non solo per la SEO ma anche per il tipo di discorso che vorrebbero rappresentare) dal pretenzioso titolo "How Musicians Are Using Video On Instagram", sono capitato sulla seconda puntata della rubrica di Drowned In Sound "Modem Life Is Rubbish" (non è un refuso). E stavolta il tema era proprio la vittoria totale dei social network sulla musica, con band e fan tutti colpevoli allo stesso livello. Articolo enfatico e prevedibile, d'accordo, "da véz", ma nella sua brevità abbastanza efficace nel puntare il dito su tutti i "contro":

So are the band writing music? No, they’re arguing about photo-shoots, because someone told them that photos are the best way to get the most clicks if they post them at 10:25am on a Thursday.
Are the fans excited about the upcoming gig? Not really. They’ve already seen the fuzzy pictures and the set list from the night before and let’s face it, they know exactly what it’ll be like.
Are we all guilty of handing over something as precious as our enthusiasm to a bunch of geeks who are selling it click by click to anyone and everyone prepared to pay for it? Yes.


Shopping

Shopping - 'In Other Words'

Non sapevo di conoscere già da tempo Rachel Aggs fino a ieri sera, quando mi sono messo a racimolare in rete le poche info su questi Shopping, il cui singolo di debutto mi ha fatto decisamente saltare dalla sedia. Rachel deve essere una di quelle persone che non stanno ferme un attimo: la lista delle band di cui fa parte (e che sono passate anche dalle parti di questo blog) è notevole: Golden Grrrls, Trash Kit, Sacred Paws, Covergirl e di sicuro qualche altra prima che finisca di scrivere questo post. Ovviamente pubblica anche una sua fanzine, "I trust my guitar", il cui primo numero potete scaricare qui.
Negli Shopping insieme a lei ci sono Billy Easter dei Wet Dog e Andrew Milk della Milk Records che pubblica anche questo primo dirompente sette pollici. Il trio londinese si è formato appena alla fine dell'anno scorso ma sembra avere già le idee chiare: post-punk secco e votato al dancefloor, dai riferimenti abbastanza evidenti, tra Slits, Au Pairs e Gang Of Four. Oppure, se volete, anche qualcosa delle Liechtenstein, ma con meno austerità e una bella voglia di scatenarsi.

(mp3) Shopping - In Other Words

mercoledì 3 luglio 2013

"The most expensive fan letter in history"

Wyatt Shears - The Garden - Saint Laurent Spring/Summer 2014 fashion show
Zachary Cole Smith - DIIV - Saint Laurent Spring/Summer 2014 fashion show Matthew Hitt - Drowners - Saint Laurent Spring/Summer 2014 fashion show

Continua la formidabile storia d'amore tra la Burger Records e Hedi Slimane, niente meno che il designer di casa Saint Laurent. L'altra sera a Parigi, alla sfilata di presentazione della collezione Uomo Primavera/Estate 2014, la colonna sonora era una versione da venti minuti di Fire Doesn't Burn Itself di Sam Flax, mentre in passerella hanno sfilato componenti di Garden e Dr. Skinnybones, oltre ai britannici High Tyde e Drowners (a prima vista i più promettenti della balotta). Non poteva poi mancare Zachary Cole Smith dei DIIV, sempre più compreso nel suo ruolo di artista a tutto tondo "voi-non-mi-capite", ribadito anche qualche giorno fa a Pitchfork in una intervista a dire il vero un po' spietata che ne mette in luce parecchie debolezze.
Se poi volete sapere come erano questi abiti "così indie" di Saint Laurent, la bibbia Style.com li ha definiti un incrocio tra un tributo ai New York Dolls e un set fotografico di Alasdair McLellan, tra citazioni di David Bowie e nostalgiche sfrontatezze rockabilly.

(mp3) Sam Flax - Fire Doesn't Burn Itself