martedì 29 gennaio 2013

His Clancyness tour diary!

His Clancyness band

His Clancyness è uno che non sta mai fermo. Il sottotitolo del suo blog è "on the streets in your town", e mi piace questo atteggiamento. Uno stile che è anche una presa di posizione. È notizia di ieri, poi, che torneranno presto negli USA per una serie di date e un probabile passaggio al SXSW.
La band è da poco stata in tour in Europa, una settimana appena ma importante, sia perché la formazione è rinnovata e al momento vede la Ema degli Heike Has The Giggles al basso al posto dello storico Paul Pieretto, sia perché in pratica hanno fatto fare il rodaggio su strada alle canzoni del disco registrato lo scorso settembre a Detroit, disco che vedrà la luce quest'anno (siamo impazienti!).
Jonathan e il resto della banda hanno tenuto un diario di questo viaggio, e scattato un sacco di fantastiche fotografie, e sono davvero felicissimo di poterlo pubblicare qui su polaroid. Comincia così:

«È il primo vero e proprio tour di His Clancyness in Europa, ci sono nuove canzoni da suonare...» [CONTINUA A LEGGERE]


martedì 22 gennaio 2013

Lie down and let the music play

Teleman

Amo la voce di Thomas Sanders da quando si faceva chiamare Sir ed era il presunto frontman della misteriosa band Tap Tap (cavoli: sette anni fa!). Le nervose canzoni di quel suo progetto solista mostravano già una scrittura che riusciva ad essere sensuale e al tempo stesso maledettamente malinconica. Poi vennero i Pete & The Pirates, che nel nostro Paese conobbero pure una discreta fortuna, scendendo in tour diverse volte, e un paio di album davvero buoni. Non ne sentivo parlare da un po', e ora scopro (grazie Sunday Girl!) che tre reduci di quella formazione hanno dato vita a una nuova band, i Teleman ed è da poco uscito un singolo su Moshi Moshi.
Cristina è tutta giocata su una linea di basso scandita e cristallina, quasi Fifties, mentre sul perimetro un suono di synth crea uno scenario neutro e nelle retrovie una scarna drum machine detta la cadenza. L'intensità cresce giro dopo giro, in circolo, su sé stessa, "I'm coming back to where I started / I never meant to be the bad kid". C'è una rabbia adolescenziale che fa buttare all'aria tutta la stanza, la sensazione di essere lì senza essere stato invitato, la vena sempre irrequeita di quella voce, e quasi se ne sta per andare ma c'è una sfida, c'è Cristina, e qualcosa nel crescendo della canzone si placa. "Cristina is so good / she makes me go across town / she makes me to lie down / there's nothing in the way now". E infine, al culmine, "lie down and let the music play", nel momento perfetto.
Mentre la b-side In Your Fur ricorda più da vicino le produzioni precedenti di Sanders, questa Cristina mi affascina perché forse mostra una nuova direzione che prenderà la musica dei Teleman, dove questa freddezza elettronica potrebbe avere più spazio. Finora il risultato è davvero eccellente.

(mp3) Teleman - Cristina

lunedì 21 gennaio 2013

Bright moments of sincere smiles

Brothers In Law - 'Leave Me (Shadow II)'

Dopo tre teaser decisamente emozionanti, continua la marcia di avvicinamento a uno dei dischi di debutto dell'anno, almeno per quanto riguarda il panorama indie nazionale. Hard Times For Dreamers dei pesaresi Brothers In Law uscirà tra un paio di settimane, ma oggi (tramite il blog di Seattle Finest Kiss) è arrivato il video di Leave Me (Shadow II), il primo estratto dell'album, di cui la settimana scorsa era stato diffuso anche il free download.

Vi ricordo che il pre-order l'album è già disponibile sulla apposita pagina di Musicraiser, dove al tempo stesso è possibile sostenere la trasferta dei Brothers In Law al celebre festival SXSW di Austin, Texas!
Qui sotto il video, diretto da Ryan Ohm:

Winter make way

'polaroid – un blog alla radio' – s12e12 - il podcast

Diiv - Doused
Beach fossils - In Vertigo (feat. Kazu Makino)
Whorl - Maybe It's Better
Golden Grrrls - Past Tense
The Wake - On Our Honeymoon
Christopher Owens - New York City
Unknown Mortal Orchestra - So Good At Being In Trouble
Lorelei - Sorry For The Patience
Ela Orleans - I Know
Grouper - Living Room
Molly Nilsoon - Hey Moon!
Verity Susman - To Make You Afraid
Sally Shapiro feat. Electic Youth - Starman
Tullycraft - Lost In Light Rotation
The Death Of Pop - Nowhere
Northern Portrait - I Feel Even Better
Beach Fossils - Birthday
Sauna Youth – False Jesii Pt.II
The Wolfhounds - Cheer Up
Generationals - Spinoza
Sleepy Dreamers - Winter Make Way
Swiss Alps - Penpals
Tashaki Miyaki - Sweet Child Of Mine (Guns'n'Roses cover)

giovedì 17 gennaio 2013

MAP - Music Alliance Pact #52


Music Alliance Pact

Siamo al primo episodio del 2013 con il progetto MAP - Music Alliance Pact e siamo già in ritardo!: comunque anche questo mese la bellezza di 35 blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una nuova band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Un ottimo modo per scoprire nuova musica in modo non convenzionale. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.

La playlist inaugurale dell'anno registra una delle percentuali più basse di sempre di canzoni cantate in inglese: magari è un buon segno, ma d'altra parte non è sempre facile lasciarsi coinvolgere. Un rap come quello dell'equadoreno Fabrikante (farcito di beatbox), o quello old-skool di Dkano, dalla Repubblica Dominicana, comunque restano per me curiosissime istantanee da altri pianeti. Venendo a suoni più familiari, sono di sicuro da segnalare il dream-folk dell'olandese Herrek, l'immancabile twee indonesiano di Rumah Sakit e l'elettronica un po' lounge e un po' astratta del russo Muc J. Infine troviamo un paio di vecchie conoscenze come gli svedesi Simian Ghost, sempre eleganti, o Dragon Inn 3, che sarebbe un side-project di Philip Dickey dei Someone Still Loves You Boris Yeltsin.

Paisley ReichGli italiani di questo mese sono i Paisley Reich, e devo ringraziare Colas per il suggerimento. La giovane band di Roma ha da poco pubblicato l'ep di debutto |Dive| (free download su Bandcamp), che lascia intendere riferimenti parecchio interessanti, tra shoegaze e pop psichedelico (o "weird", come si preferisce dire ora), e promette molto bene quando si dimostra capace di realizzare anche una meraviglia di indiepop rumoroso e disperato come questa Margot.

Questa è la playlist di Gennaio, compreso il link per scaricala tutta in un colpo solo. 

(mp3) Paisley Reich - Margot

lunedì 14 gennaio 2013

Tempi duri per i sognatori?

Brothers In Law

Fin troppo facile oggi scegliere questa foto dei Brothers In Law scattata da Tommy. I ragazzi stanno guardando l'orizzonte, il cielo è nuvoloso ma un raggio di sole sembra farsi avanti, un mare di possibilità si apre lì, a pochi passi. Già, troppo facile immaginarla così la giovane band di Pesaro: ma il fatto è che oggi è uscita in free download sulla webzine inglese The 405 la prima anticipazione del loro album di debutto Hard Times For Dreamers, e in parallelo è stata lanciata anche la pagina di Musicraiser per supportare la loro prossima trasferta negli USA per il SXSW Festival.
Proprio lì link potete anche effettuare il pre-order dell'album, ma anche accaparrarvi alcuni oggetti da collezione, tipo il press test del vinile a 33 giri (pezzo unico!) o l'originale coperta di lana usata per la fotografia in copertina.
Non fateveli sfuggire, e non fatevi sfuggire l'occasione per far diventare realtà uno dei sogni più belli capitati negli ultimi tempi all'indie rock italiano.




Is that enough

Yo La Tengo

Mi piaceva cominciare il nuovo anno del podcast con questi sguardi sereni, forse anche un po' sognanti degli Yo La Tengo. Negli studi di Radio Città del Capo ci sentivamo un po' così. Torneremo presto sul nuovo magnifico album Fade, ma per ora la romanticissima Is That Enough (insieme a un sacco di altre belle novità discografiche) non poteva mancare nella prima scaletta del 2013: link a streaming, mp3, feed e iTunes tutto qui.

domenica 13 gennaio 2013

The Death Of Pop

The Death Of Pop

"I’m in love with a girl who’s in love with a girl who’s in love with the boy next door / He’s in love with himself wants nobody else, I’m not going to take it no more”. Potrebbe essere soltanto un'altra canzoncina twee oppure il prossimo tormentone indie. Tiro alla Drums, coretti da Hidden Cameras: ecco i Death Of Pop, giovane duo londinese composto da Angus e Oliver James (fratelli?) che il primo giorno dell'anno ha messo in rete due canzoni incredibilmente contagiose. Don't Hang Around e Nowhere sono in free download dal loro Bandcamp.

(mp3) The Death Of Pop - Don't Hang Around

venerdì 11 gennaio 2013

Pop songs your old blogger’s too stupid to know about

Tullycraft

Mi era completamente perso la notizia che erano tornati in pista i Tullycraft! Eppure sul loro facebook lo avevano già annunciato addirittura l'estate scorsa. La band di Seattle pubblicherà in primavera un nuovo album, Lost In Light Rotation, per la storica Magic Marker in USA e per Fortuna POP! in Europa. Il disco, il primo dopo sei anni, è stato prodotto da Phil Ek (già al lavoro con Shins, Band Of Horses e Built To Spill, tra gli altri, nonché responsabile di Work degli Shout Out Louds). La title track è il primo assaggio delle nuove canzoni che i Tullycraft hanno messo in rete, e la band che mi ha fatto conoscere la parola "twee" si annuncia in splendida forma:

(mp3) Tullycraft - Lost In Light Rotation

giovedì 10 gennaio 2013

"A compelling sense of mystique"

Mike Sniper

«I think back to 2009's Captured Tracks Festival, held in a gritty empty lot in Bushwick, only a few months after the label seemed to spontaneously erupt from the energy of the DIY community in Brooklyn at the time. It was the fourth of July, my 20th birthday, and a band called the Dum Dum Girls played their first show, backed by Mike Sniper on bass and Frankie Rose on drums. Woods played songs from my favorite record at the time, Songs of Shame. Later, as the JMZ train rolled by overhead and the sun set, the Vivian Girls played backed by fireworks. Those were the days when Sniper still ran Captured Tracks out of the basement of Academy Records on North 6th in Williamsburg, hand-assembling tapes. The drummer of Crystal Stilts helped with silk-screening.»
[da "Label Made: The story of Captured Tracks" by Liz Pelly]

mercoledì 9 gennaio 2013

Atlantide R-esiste!

Atlantide Occupata - Bologna

Comincia oggi con una assemblea cittadina una serie di mobilitazioni promosse da Atlantide Occupata per difendere lo spazio nel cassero di Porta Santo Stefano, e in generale il proprio spazio all'interno della città. L'Atlantide è "sede di gruppi femministi, lesbici, gay, queer e punk dal 1998", ma è anche un posto dove si organizzano un sacco di concerti d.i.y., con uno spirito che ho sempre ammirato nonostante certi suoni e scene siano abbastanza lontani da me. E poi mi fa davvero piacere che Atlantide sia proprio qui a due passi, conficcata in mezzo a questo quartiere così perbene. Sul blog "Atlantide R-esiste" trovate il punto della situazione "nella tranquilla Bologna", mentre qui c'è la petizione da firmare. Fatelo: non lasciamo che Atlantide affondi!

I feel even better

Northern Portrait - Pretty Decent Swimmers

Se devi suonare del pop smithsiano, lo devi fare bene fino in fondo, e non è affatto semplice. Mi vengono in mente pochi nomi, penso ai Cats On Fire quando non sono troppo folk, a volte i Wake the President o magari certi Holiday Crowd. Di sicuro i Northern Portrait sono nella lista dei migliori. Il nuovo EP Pretty Decent Swimmers uscito ieri per Matinée (in vinile 10 pollici azzurro trasparente) ha fatto istantaneamente il giro dei blog di mezzo mondo. Perché la band danese riesce a catturare lo spirito di questo suono in maniera spontanea e al tempo stesso precisa. E non è soltanto per quelle melodie distese e quel tocco di sofferenza che non abbandona mai la voce di Stefan Larsen, ma negli scintillanti giri di chitarra degni del migliore Johnny Marr. Tra citazioni dei Wannadies e di Cheers, un biglietto d'auguri natalizio e una cartolina da Parigi (trovate lo streaming integrale qui), la mia preferita è proprio la traccia che chiude la raccolta, in arrivo direttamente dalla Manchester di trent'anni fa.

(mp3) Northern Portrait - I Feel Even Better

lunedì 7 gennaio 2013

100 Records!


Quello dei 100 Records di Sonny Smith ha più le caratteristiche del progetto artistico che del "semplice" album di canzoni, ma l’incredibile talento del rocker di San Francisco riesce a coinvolgerti anche nelle idee più improbabili. In pratica Sonny Smith si è inventato 100 nomi di band, ognuna con la propria storia e personalità, ha scritto e inciso altrettanti singoli (lato A e lato B!), ha invitato 100 artisti a disegnare 100 copertine di 45 giri e infine li ha messi dentro un juke-box nella galleria dell’Headlands Center for the Arts di Sausalito, in California. Ad aiutarlo nell’impresa un po’ dei tanti amici musicisti, come Kelley Stoltz delle Sandwitches e Tim Cohen dei Fresh & Onlys.
I tre volumi sono ora disponibili in cassetta e digitale su Polyvinyl, mentre l'ultimo arriverà anche in vinile bianco. Questa anteprima di If You Don't Make A Change che esce a nome Don Adora'e, è solo una delle tante sfaccettature di questa divertente raccolta:


Weird

Weird

Debuttano oggi con un singolo in free download intitolato A New Beginning i romani Weird. Il giovane trio, nato nel 2011, suona uno shoegaze dalle tinte fosche ("basso autunnale e batteria sepolcrale" scrivono loro) ma sotto coltri di riverberi e deragliamenti psichedelici custodiscono melodie grandiose e decadenti. Il singolo anticipa l'album Desert Love for Lonely Graves, in arrivo il prossimo 15 gennaio.
Streaming del singolo qui sotto e download via Bancamp:

venerdì 4 gennaio 2013

This time will (not) be the last time

Norman Blake (Teenage Fanclub) and Joe Pernice (Pernice Brothers) are The New Mendicants

Due vecchie glorie come Norman Blake dei Teenage Fanclub e Joe Pernice dei Pernice Brothers si sono trovati vicini di casa in Ontario, Canada, e così hanno deciso di mettere in piedi (assieme a Mike Belitsky) un nuovo progetto musicale chiamato The New Mendicants. Al momento non c'è nemmeno una paginetta ufficiosa su facebook, ma non credo occorrano biglietti da visita a questi due giovanotti, vista la loro carriera ultraventennale.
Secondo la cosa che sembra avvicinarsi di più a un comunicato stampa (riportato dal sito di Joe Pernice), il nome deriva da quello dei frati mendicanti "an order of Catholic monks who depend entirely upon charity for their livelihood". Se volete contribuire alla causa, comunque, non si tratta esattamente di carità, dato che i due musicisti, in occasione di un prossimo tour australiano hanno appena pubblicato un EP di debutto intitolato con molta immaginazione Australia 2013 E.P.. "It contains 3 brand new songs, plus 2 instances of Joe and Norman covering themselves (how postmodern) and one INXS cover (The Australian government requires musicians wishing to tour Australia release an INXS cover before they will issue the necessary work visas. But luckily, they had some good songs)". L'anteprima di This Time, pur con i tutti i suoni classici lì dove te li aspetti, promette molto bene:

(mp3) The New Mendicants - This Time



T-Shirt Weather

T-Shirt Weather

Vabbè, se una band decide di chiamarsi T-Shirt Weather proprio come l'inno dei Lucksmiths è già a buon punto per conquistarsi le mie simpatie. Se poi hanno anche una canzone che ammiccando agli Only Ones si intitola Another Pizza, Another Planet il play parte all'istante.
Detto questo, il sound del giovane trio punk-pop di Durham non c'entra niente con i due gruppi citati sopra, ma non è grave. Anzi! Molto divertimento, chitarre che sgasano come vecchi motorini truccati, e cori adolescenziali, tipo quello di Beyoncé Eyes che proclama senza pudore "I wish that I was better than / Some lyrics on a status". Qui sotto il singolo in streaming e download. Da recuperare4 anche il precedente ep Is This The End For Zombie Shakespeare?


giovedì 3 gennaio 2013

Giornata nera per l'indiepop


Due brutte notizie in fila ad aprire il nuovo anno, almeno per chi segue le piccole vicende dell'indiepop. La prima risale a ieri sera ed è lo scioglimento degli Shrag, annunciato dalla stessa band in diretta radio su BBC6, dove erano ospiti di Marc Riley per una session dal vivo. La band non ha ancora scritto nulla di ufficiale sul proprio sito, ma pare che a marzo, dopo gli ultimi concerti, termineranno proprio le attività. Il loro ultimo Canines è un ottimo album ed è finito in molte classifiche di fine anno, mentre il nuovo (e a questo punto definitivo) singolo On The Spines Of Old Cathedrals è in free download sul sito della Fortuna Pop. Davvero un peccato.

Altro scioglimento abbastanza a sorpresa, quello degli Standard Fare, soprattutto visto come era stato accolto il loro ultimo album Out Of Sight Out Of Town e che tipo di feedback avevano ai loro concerti in patria. Con poche righe su facebook oggi pomeriggio la band di Sheffield ha salutato e ringraziato amici, label e pubblico, senza chiarire molto le motivazioni, non che poi ne senta il bisogno. Si tratta però di un'altra band divertente che non vedremo mai più. In attesa di sapere in cosa si trasformeranno (magari un impossibile mash-up), l'ultima occasione per entrambe a questo punto è il London Popfest di marzo. Trasferta?

mercoledì 2 gennaio 2013

The International Velvet

Stuart MurodchCominciamo il 2013 di questo blog con una notizia di vent'anni fa, mi pare molto "polaroid".
Non ne sapevo nulla (e non che in giro si trovino troppe informazioni) ma la settimana scorsa sulla mailing list Indiepop è saltata fuori questa storia abbastanza clamorosa. Stuart Murdoch dei Belle & Sebastian nel 1993 (quindi tre anni prima dell'esordio di Tigermilk) visse per qualche mese a San Francisco. La cosa era già nota; quello che invece lo era meno era che i suoi progetti musicali avessero già una forma così definita. Racconta Mike Schulman (il signor Slumberland Records): "lo incontrammo a un concerto dei Teenage Fanclub e cominciammo a parlare della Scozia e della scena musicale di quelle parti. Ci disse che scriveva canzoni e che ogni tanto faceva il busker, e ci chiese se poteva venire come ospite nel programma radiofonico di Nommi [Alouf]. Sembrava un bel tipo e così si misero d'accordo per un concerto qualche giorno dopo. [...] Quando qualche anno dopo uscì Tigermilk Stuart ce ne spedì un paio di copie in regalo, e ci mettemmo una vita a capire chi fosse e perché ci mandava quei dischi".
Dopo quella session alla radio KALX di Berkeley, di cui non è certo esista una registrazione, ce ne fu almeno un'altra alla KAOS FM di Olympia insieme a Jeff Fuccillo alla batteria. Quella fu in seguito pubblicata su cassetta dalla Union Pole Tapes, piccola tape label di Portland ed è anche in free download!
Purtroppo non è dato sapere (almeno per ora) l'origine del nome International Velvet e che fine abbia fatto, godiamoci allora le tre canzoni in streaming qui sotto: