martedì 19 novembre 2013

We are all men of emotion

Sat. Nite Duets

Breve abstract per chi non leggerà il post qui sotto dato che la band non vi sembra abbastanza hype: il disco di cui parliamo è stampato in un "Phoenix Suns PURPLE vinyl with ORANGE center". Per me vince già così.

Segue approssimativa recensione. Era già abbastanza evidente dall'anteprima di Stone Free che tutti i riferimenti Pavementiani spesi per Summer Of Punishment, il precedente disco dei Sat. Nite Duets, andassero fin troppo stretti alla band di Milwaukee. I ragazzi sono riusciti a stipare dentro questo nuovo Electric Manland una quantità di citazioni, allusioni, mutazioni e rimandi che le semplici parole "slacker" o "pazzi fradici di birra" non riescono a contenere abbastanza. Vedi anche la parata di volti più o meno celebri sulla copertina a metà strada fra Stg. Pepper's e La Ruota della Fortuna.
Progetto ambiziosissimo e al tempo stesso pervaso da un'aria di cazzeggio assoluto e inebriante, questo album vede ancora una volta i vari componenti alternarsi sia alla scrittura che alla voce. Ne esce un lavoro complesso ma coerente, capace di tenere assieme pezzi alla Pixies come la strepitosa Born To Walk (Springsteen pun intended) o alla Hives come I Have The Wine ("I wanna get too fucked up to die" + chitarra suonata con il trapano), in mezzo a cose che potrebbero sembrare Bowie tradotto da Frank Zappa, se mai questa cosa avesse un senso, tipo The Three Wiseman o Women's Prison, oppure strappi nervosi alla Modest Mouse come Process of Elimination.
Un rock compatto, a volte infuso di un elemento funk, vedi i vari omaggi a Hendrix (il migliore in Last Summer), che sa anche allargare lo spettro sonoro utilizzando synth e archi con estro. Quanto alla vena surreale dei testi, nonostante i Sat. Nite Duets credo non ne possano più dei paragoni ai Pavement, tocca dire che l'ironia imprevedibile di Malkmus torna in mente in più di un'occasione: "What if God was just a big worm?". Electric Manland è un disco scatenato e intelligentissimo, a prima vista forse fin troppo bizzarro e multiforme, ma che alla fine non mostra nemmeno un momento di incertezza e diverte tantissimo.

(mp3) Sat. Nite Duets - I Have The Wine


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