mercoledì 29 maggio 2013

You made me realise

My Bloody Valentine live @ Estragon, Bologna - 2013/05/27

My Bloody Valentine live @ Estragon, Bologna - 2013/05/27

L'altra sera nel pieno del concerto dei My Bloody Valentine all’Estragon di Bologna, mentre la musica ci sommergeva, ho visto un signore fare delle foto non più alla band sul palco ma ai cavi che uscivano dagli amplificatori a lato. Era una foto molto zoomata e con il flash: evidentemente voleva proprio portarsi a casa quell'immagine lì. Non so che tipo di ricordo dell’evento possa essere, ma ho pensato che magari aveva ragione lui, e che tutta la serata in fondo era anche una monumentale, ambiziosa e avventata celebrazione dell'elettricità pura e semplice, quel miracolo che riusciva a trasformare pezzi di metallo, fili e scariche scomposte in musica, sublime musica.
Del resto, un concerto dei My Bloody Valentine è molte cose assieme. Non corri il rischio di annoiarti, neanche quando le canzoni sembrano non finire mai e continuano a rivoltarsi su sé stesse, in circolo, ancora e ancora. Un suono psichedelico, quello dei MBV, che non riesce ad abbandonarsi all'estasi ma si affanna a inseguire per sempre chissà quale forma o perfezione. Non più attraverso la melodia pop, alla Brian Wilson per intenderci, ma nel sovrapporsi di rumore, rumore e tensione. Il suono si arrampicava, si gonfiava, straripava, perdevi il nesso tra la sezione ritmica (piuttosto isolata) e tutti gli strati superiori, ma tu non ti perdevi mai, e ti restava addosso come un disagio sottile, una domanda fastidiosa che non riuscivi a dimenticare.
Anche Kevin Shields deve essere stato malissimo. Vederlo lì davanti, quasi immobile (ogni tanto si voltava appena verso il banco per chiedere di alzare il volume della sua chitarra in spia) mentre quelle canzoni che onestamente qualche volta ho fatto fatica a distinguere gli si dilaniavano tra le mani, faceva pensare a quanto deve essere frustrante lavorare all'infinito sui My Bloody Valentine.
Il concerto era anche la commemorazione di quando quell'idea di suono assoluto, quell'illusione di totalità, ci aveva riempito il cuore e le orecchie. E per paradosso, allora lo ascoltavamo nella nostra cameretta o in cuffia, e ci stendeva. E invece ieri sera, mentre ci trovavamo davanti a muri di amplificatori e watt, e volevamo spingerci sempre più vicino, ci sembrava non fosse mai abbastanza potente. Non a caso, il primo vero boato del pubblico direi che è arrivato almeno dopo cinque o sei pezzi, come se anche noi dovessimo mettere a fuoco quel che stava succedendo.
I dieci minuti della coda di You Made Me Realise, l'assalto noise senza pietà, finalmente accecante, ci ha lasciato intravedere cosa c'è dall'altra parte, dove è possibile arrivare per questa strada. Ma a quel punto si potrebbe anche dire che non è più musica, o forse non è più solo questione di musica. Mentre mi ci cullavo dentro mi è venuto in mente che la presunta fascinazione di Shields per la jungle qualche anno fa (e tramandata a noi da Wonder 2 piazzata in chiusura di live: scelta opinabile) deve essere stata provocata dal rendersi conto che non era più il Rock a spingersi tanto lontano, ma un'elettronica nuova. Chissà che avrebbe detto di certe serate gabber viste vent'anni fa e mai più ritrovate così istintive.
All'uscita del concerto, ho colto al volo qualche commento: When You Sleep piazzata troppo presto in scaletta, Sometimes ingiustamente assente, le voci troppo sperdute (vabè ma...), l'atmosfera dell'Estragon che resta sempre un po' fredda, i volumi non all'altezza. I famigerati tappi per le orecchie non mi pare fossero necessari, ma ammettiamolo: ci è piaciuto portarceli dietro. La domanda sottintesa di tutti era: ne valeva la pena (visti anche il costo del biglietto e la serata di lunedì)? Io mi sono risposto di sì, perché comunque la si pensi i My Bloody Valentine restano dei capostipiti, e se hai l'occasione di vederli bisogna farlo. Poi certo, sono umani e fallibili come tutti, ma è stato comunque quanto di più vicino potessimo arrivare all'idea, all'origine di un suono che non ha eguali, soltanto epigoni.

(mp3) My Bloody Valentine - New You

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