mercoledì 31 ottobre 2012

Tearing your heart out, one string at a time

Bos Angeles

Dai pochi link trovati in giro non ho ben capito se i Bos Angeles si sono sciolti. In caso, mi dispiacerebbe perché sembravano promettenti. La cosa certa è che sta per uscire un'antologia di 4 EP inediti. Ovviamente, dato il marchio di bassa fedeltà della band inglese, Taking Out The Trash uscirà solo su cassetta per TyeDie Tapes. Ad anticipare l'antologia, questo pezzone da ascoltare in loop a volume spropositato:

(mp3) Bos Angeles - Tearing Your Heart Out, One String At A Time

lunedì 29 ottobre 2012

"Sexy, but sparkly"

Chris Cohen

Come ogni lunedì (e finora mi è andata bene), da questa mattina è on-line il podcast di "polaroid - un blog alla radio". Questa è la prima puntata della stagione in cui mi ritrovavo tutto solo ai microfoni: si sentiva che ero un po' arrugginito e ci ho messo mezz'ora per dire "stasera poche chiacchiere e molta musica". Comunque alla fine qualcosa di buono spero sia venuto fuori, se non altro per la scaletta, con dentro nomi come Chris Cohen, Tamaryn, Pains Of Being Pure At Heart, Deerhoof e Laser Geyser.
Se vi siete persi la diretta sulle frequenze di Città Del Capo Radio Metropolitana (disponibile anche in streaming e su app!), potete iscrivervi al feed oppure se preferite abbonarvi su iTunes, mentre qui trovate tutto l'archivio in comodi mp3!

"Preppy-tennis meets skater-cool-girl"

X-GIRL. HERE, THE STORY OF KIM GORDON AND DAISY VON FURTH'S SHORT-LIVED CLOTHING LINE.

Avevo deciso di non scrivere niente a propostio di quanto sono diventato insofferente verso certe forme di sciatteria nella scrittura, come ad esempio l'ultimo articoletto sugli Anni Novanta pubblicato da VICE (no link, grazie). Perché a me sta bene leggere l'opinione di chi sostiene che è insignificante un certo revival, anche quando si tratta del revival di qualcosa a cui sono in maniera ambigua, conflittuale e faticosa affezionato. Ma se mandi tutto in vacca dopo tre parole, parole che non sai mettere assieme né scegliere (mentre si capisce che vorresti essere divertente), allora no, tutto l'ambiguo e il conflittuale dentro di me svaniscono e divento un talebano, e posso sostenere a spada tratta anche i Novanta, MTV e perfino il grunge.
E poi stamattina mi capita davanti questa foto, mi risveglia qualche neurone e risalgo a un articolone dello scorso agosto su Papermag. E mi tuffo per qualche minuto nella storia (effimera e snobbissima finché volete, ma esemplare nel suo Zeitgeist) della X-Girl, la linea di moda creata a New York da Kim Gordon e Daisy von Furth e durata una manciata di stagioni. Una roba che più Novanta di così non si può proprio immaginare. E alla fine mi dico che: 1) il revival di un certo spirito oggi è definitivamente impossibile; 2) i Novanta "sfigati"? Boh, ne avessi oggi di sfiga così.

domenica 28 ottobre 2012

Gatsby - temporary mixtape #2

Mini-playlist della domenica sera per aspettare il secondo appuntamento con Gatsby alla Galleria Ono: ovvero l'Anna di Sunday Girl e io a mettere un po' di dischi tra indiepop e Motown, gli immancabili aperitivi e la magnifica mostra di Kevin Cummins ancora in corso. Schiacciate play!

sabato 27 ottobre 2012

Alpaca Sports in Italia!

Alpaca Sports in tour in Italia

Questa sera si va in trasferta a Milano per vedere dal vivo gli Alpaca Sports. Un po' per supportare l'iniziativa fai-da-te del tour italiano organizzato da Unplugged in Monti e Il Cielo Sotto Milano, e un po' per sentire dal vivo una delle non tante nuove band che negli ultimi tempi ha messo universalmente d'accordo la piccola scena indiepop. Provengono da Göteborg, hanno pubblicato appena tre singoli ma hanno subito indovinato la formula magica della canzonetta che ti fa sentire la primavera.
Qui c'è una bella intervista di qualche tempo fa a Frigopop, qui l’evento facebook con le varie info, e qui sotto un paio di ottimi esempi del loro sound. Ci si vede a banco!




venerdì 26 ottobre 2012

The greatest feeling

Pop Singles

Ancora per la serie "In Australia adesso è primavera", un disco che negli ultimi tempi ho ascoltato davvero tanto, e che mi pare meriti più attenzioni, è il debutto dei Pop Singles, asciutto ma niente affatto avaro. All Gone è un album che sembra partire tra indiepop e post-punk, brillante e risoluto (nome più ricorrente nelle recensioni: Go-Betweens), ma schiude a poco a poco forme meno concilianti, quasi amare. "There’s a world so bright / and full of things / that I’ll never do". Spuntano piccoli spigoli appuntiti dove pensavi fosse tutto già spiegato. È uno di quei dischi in cui la scaletta secondo me è stata ragionata molto bene. Canzone dopo canzone, la band di Melbourne lascia filtrare un'ostinata inquietudine, e le melodie diventano sottili giochi di equilibrismo. "Maybe I'm here, maybe I'm not" canta Field In Flames, ma conclude rivolgendo una sfida alla probabile causa di questa sospensione "You can't make me leave, you just can't". E le due anime del disco si conciliano così, in questo antagonismo sentimentale, nervoso ma appassionato.
Qui sotto lo streaming integrale dell'album:



mercoledì 24 ottobre 2012

Un'adolescenza lunga un secolo (reprise)

A Century of Covers - Belle and Sebasian Tribute - by Kirsten's Postcard

Non ho ricordi molto felici del 2006, ma a volte ti accorgi che da lontano tante cose sbiadiscono e alcune addirittura sembrano migliori. Così, quando qualche attimo fa mi sono ritrovato sullo schermo questa copertina così familiare ho avuto un sussulto di tenerezza.
A Century of Covers, la compilation tributo ai Belle & Sebastian che all'epoca mise assieme (e in free download!) la piccola net-label Kirsten's Postcard (un'avventura finita troppo presto) fu un momento davvero bello, di quelli che uniscono tra molti sorrisi persone lontane, come abbiamo imparato che succedeva all'epoca dei blog.
Molti di quei blog poi si sono persi, molti link oggi non collegano più nulla. Ma le canzoni per fortuna sono un'altra cosa, e Breakfast Jumpers (blog oggi iperattivo e indispensabile per seguire cosa succede nella scena indipendente italiana) ha fatto benissimo a proporre una "ristampa digitale" di quella compilation. In scaletta c'erano nomi come Perturbazione, Billie The Vision & The Dancers, Mixtapes & Cellmates, Bob Corn, Le Man Avec Les Lunettes, Canadians e molti altri, insieme a una introduzione di Carlo Bordone.
Trovate tutte le info qui, compreso streaming e download. E grazie di cuore, ancora dopo un sacco di anni, a tutti quelli che contribuirono.


martedì 23 ottobre 2012

The past is another country

Dot Dash - Winter Garden Light

«The record is ‘heard’ differently by different people. I.e. ‘Pop’ people hear it as pop; people into punkier stuff hear it as punky». A parlare sono i Dot Dash, giunti al secondo album consapevoli delle due anime della loro musica. Il nuovo Winter Garden Light mette a fuoco ancora meglio quanto già mostrato dal debutto spark>flame>ember>ash l'anno scorso: un suono sempre sul punto di essere travolto dalla propria elettrica irruenza, sempre in bilico tra adrenalina e melodia. Del resto, non sarà un caso che la band di Washington (che, ricordiamo, vede al suo interno membri di Julie Ocean, Swervedriver, Saturday People e Youth Brigade) prenda il nome da un pezzo dei Wire, e che alcune tra le canzoni più riuscite di questo lavoro (Countdown, La-La Land, The Past Is Another Country) possano sembrare ispirate a certe cose dei Wedding Present.
Winter Garden Lights si può ascoltare in streaming e scaricare su Bandcamp, oppure acquistare sul sito della label canadese The Beautiful Music.


(mp3) Dot Dash - La-La Land

lunedì 22 ottobre 2012

"Quello che succedeva di notte un po' di tempo fa"

Alessandro Baronciani - Alternative heavy rotation

[continua su "Alternative heavy rotation" di Alessandro Baronciani]

She Said Destroy live a polaroid!

She Said Destroy live a polaroid

Come ogni lunedì è online il podcast di "polaroid - un blog alla radio", e questa mattina sono ancora più contento di segnalarvelo perché nell'ultima puntata erano graditissime ospiti in studio le She Said Destroy, duo bolognese (almeno d’adozione) che avevamo conosciuto la scorsa primavera.
Da rumoroso duo basso e batteria, però, Ste e Emy si sono presentate a Città del Capo Radio Metropolitana soltanto chitarra e voce, rivelando un'inaspettata propensione per i ritmi in levare e una segreta vena indiepop.
Le SSD hanno pubblicato l’EP Conflicting Landscape e lo trovate in free download sul loro bandcamp. Intanto ascoltatevi la puntata, i brindisi e le chiacchiere insieme a loro, e qui sotto le quattro canzoni live unplugged che ci hanno regalato:

1. Polaroid Me
2. Brigitte
3. Bad Girls (M.I.A. cover)
4. I Fell In Love

domenica 21 ottobre 2012

I quit girls


I Japandroids salgono sul palco dei Be Forest venerdì sera al Covo per la cover di I Quit Girls (già uscita su Rolling Stone lo scorso marzo, pubblicata come bonus track nell'edizione giapponese di Cold e inclusa nella recente cassetta per Barberia).
Quelle voci come fantasmi. Le urla intorno quando parte la batteria. Le chitarre che fischiano. Gli abbracci alla fine, dopo il tour europeo insieme.
Ho i brividi.

(mp3) Be Forest - I Quit Girls (Japandroids cover)

Kanye Wes

Kanye Wes Anderson

Il tumblr-scemo-ma-che-mi-fa-ridere-la-domenica-pomeriggio di oggi è Kanye Wes, ovvero il "match made in heaven" tra fotogrammi dei film di Wes Anderson e versi di Kanye West. Assurdo, tutto fatto ovviamente senza altro motivo che non sia il LOL, ma funziona, e in più, come sottolinea Kottke, Kanye e Wes "totally hang out together".

Lonely hipster planet


Lonely hipster planet

(via Icepick)

venerdì 19 ottobre 2012

Japandroids + Be Forest @ Covo Club!

Japandroids + Be Forest @ Covo Club!

Questa sera, h.22 @ Covo Club
Japandroids + Be Forest
Info su facebook
Poster a tiratura limitata by Winstonmcnamara
Ci si vede a banco!

Big Wave

Big Wave

In certi momenti tutto quello di cui bisogno è soltanto di una canzone power pop abbastanza rumorosa da riempirti le orecchie e non sentire nient'altro, e abbastanza allegra da farti dimenticare ogni tedio per due minuti. Ovvero una canzone come Only You, il debutto dei Big Wave, con un tiro semplice ma efficace alla Buzzcocks, il coro che fa pa-pa-pa nel bridge e la voce che starebbe bene su qualche nastrone dopo i Flatmates, sono semplicemente la carica che mi servirebbe ora. Il sette pollici del quintetto londinese esce "on beer coloured vinyl" su Beautiful Strange. Qui sotto il soundcloud:

giovedì 18 ottobre 2012

Cave Cat

Cave Cat

Se provieni da Göteborg, il tuo sette pollici di debutto è un vinile trasparente pubblicato dalla svedese Luxury insieme alla britannica Dufflecoat Records, e nel mio feed sei citato almeno una volta al mese da Alistair Fitchett, la probabilità che tu faccia musica che ho voglia di ascoltare e riascoltare è davvero molto alta.
E i Cave Cat non fanno eccezione, con due canzoni dalle chitarre abrasive che lasciano però filtrare una malinconia d'altri tempi: la b-side The Abject ricorda addirittura qualcosa dei primi Interpol (o se vogliamo risalire alle origini, si potrebbbero citare i Chameleons), ma è Deception che per me quasi sfiora la perfezione, con un post-punk che si incupisce di shoegaze e mentre vola sembra sempre sul punto di lacerarsi:

"Mo' me lo segno"


«Indie pop is a dying art»

(Jacob Graham, The Drums, via facebook)

martedì 16 ottobre 2012

Gatsby @ Ono!

Gatsby - selezioni musicali
@ ONO Arte Contemporanea - Bologna

Oggi pomeriggio alle 18.30 sarò da Ono Arte Contemporanea (Via Santa Margherita 10, Bologna) per il primo appuntamento con Gatsby, ovvero un po' di selezioni musicali per accompagnare l'aperitivo in galleria curate da me e dall'Anna di Sunday Girl (il rotocalco femminile e domenicale di Città del Capo Radio Metropolitana).
Qui trovate l'evento facebook e qui una piccola playlist a fare da "introduzione". Vi ricordo infine che alla Ono è ancora in corso la magnifica mostra di Kevin Cummins, "Sound and Vision from Manchester".
Ci si vede a banco!

Brothers in podcast!

Sea PinksMi fanno presente dalla regia che ieri non ho segnalato qui che il podcast della seconda puntata della dodicesima stagione di "polaroid - un blog alla radio" era già on line.
Ma dico io, c'è il blog apposta, ci sono i feed e ci si può pure abbonare su Itunes: vuoi che i quattro gatti a cui interessa non l'abbiano già visto?
Sì, ma gliel'hai spiegato che alla fine, dopo tutte le vostre segnalazioni di novità discografiche, di concerti e serate, dopo tutti i vostri brindisi e chiacchiere, proprio in fondo in fondo alla scaletta c'è anche una canzone nuova nuovissima dei Brothers In Law, contenuta nella cassettina in split con i Be Forest pubblicata dalla Barberia e che anticipa l'album atteso per l'inizio dell'anno prossimo?
No, ecco, forse quello era il caso di scriverlo.
Bene, hai ragione, fatto.

(si scarica o ascolta in streaming qui)

MAP - Music Alliance Pact #49

Music Alliance Pact

Eccoci al consueto appuntamento mensile, il primo per questo autunno, con il progetto MAP - Music Alliance Pact: la bellezza di 39 blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una nuova band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Un ottimo modo per scoprire nuova musica in modo non convenzionale. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.

Questo mese devo confessare che sono stato un po' sopraffatto dall'eterogeneità della playlist, comunque non sono mancate belle chicche: il russo Anton Malinen, tra robe pop classiche alla Coldplay e qualcosa di certe ballate di Alex Turner; gli svizzeri Monotales, tra folk e grandi pianure americane; l'elettronica sontuosa ed enigmatica del giapponese mus.hiba; la voce della peruviana Pamela Rodríguez , abbastanza imprevedibile; i finlandesi Paperfangs con una cover sorprendete che non vi svelerò.
Oltre ovviamente a un paio di nomi già noti ma pur sempre interessanti, come i canadesi The Wilderness Of Manitoba, e l'austriaco B. Fleischmann, questa volta forse non all'altezza della sua fama.

A rappresentare l'Italia a questo giro ho scelto i Montgomery, nuovo progetto di Duccio Simbeni dei Canadians accompagnato da un po' di amici musicisti, tra cui anche Daniela Savoldi dei Le Man Avec Les Lunettes. Pop orchestrale, elegante e curato che mostra felici intuizioni per le melodie e predilige le atmosfere distese, magari in chiaroscuro. E visto che il gran bel demo Montgomery EP risale ormai a qualche mese fa e non ho fatto in tempo a parlarne qui sul blog, ho scelto una canzone tratta dal nuovo For The Hallway Between Two Bedrooms, ep in free download pubblicato in split tra Montgomery e ED (cantautore di Modena che tornerà a breve su queste pagine). Refrigerator, la canzone scelta per la scaletta, è una delle più belle canzoni della buonanotte che mi è capitato di ascoltare da un sacco di tempo.

Questa è la playlist di ottobre, compreso il link per scaricala tutta in un colpo solo.

(mp3) Montgomery - Refrigerator

I'm so sick of feeling everything

Fantasy Rainbow

Quando ho sentito i primi pezzi di Fantasy Rainbow ero certo si trattasse di qualche band statunitense. Ma poi, per quel luogo comune alla rovescia secondo il quale negli ultimi anni molte delle band che suonano più americane provengono proprio dagli UK, ho scoperto che si tratta del progetto di Oliver Catt, diciannovenne di Manchester. Dopo qualche buon sette pollici, Catt è stato spedito dall'etichetta Heist or Hit allo Sputnik Sound Studio di Nashville a registrare un album insieme a Ed Spear (già collaboratore di Jack White). Ne è uscito questo suono lo-fi ma con misura, un tocco più slacker di certe cose di Cloud Nothings ma meno abrasivo e autodistruttivo di Wavves. Insomma, mi sembra interessante. Bos Taurus uscirà il prossimo 5 novembre, e ad anticiparlo c'è questa Condominium, con uno sbragatissimo video fai-da-te che mi fa simpatia.

(mp3) Fantasy Rainbow - Condominium


lunedì 15 ottobre 2012

Johan Hedberg remix på Making Marks

Johan Hedberg remix på Making Marks

Avevo segnalato poche settimane fa il ritorno dei Making Marks con il nuovo singolo Ticket Machine, e oggi è finalmente uscito. La bella notizia è che per oggi è in free download la b-side del singolo, il remix realizzato da Johan Hedberg dei nostri cari Suburban Kids With Biblical Names. Il lavoro porta l'indiepop della band norvegese verso un pop elettronico che ha quasi il colore di certi Saint Etienne, molto interessante. Qui sotto download e video del remix, realizzato da Jørgen Nordby, che lo definisce una "videographic ode to Oslo road junction".

domenica 14 ottobre 2012

Gatsby: capitolo primo


Mini-playlist della domenica mattina messa assieme preparando i dischi da portare martedì alla Galleria Ono, per la prima (ma ce ne saranno altre?) serata di Gatsby: il sottoscritto e l'Anna di Sunday Girl a selezionare un po' di musica, gli opportuni aperitivi e la magnifica mostra di Kevin Cummins ancora in corso.

sabato 13 ottobre 2012

25 anni a suon di idee

Ieri Radio Città del Capo ha compiuto 25 anni. Il motto che ha scelto per festeggiare queste "nozze d'argento" con Bologna è "25 anni a suon di idee", che mi pare davvero un bel modo per coniugare le due anime dell'emittente: quella dedicata alla parte musicale, indipendente ed eclettica, e quella votata all'informazione, sempre attenta e mai conformista.
E mi piace che oggi l'articolo di Cristiano Governa sul Fatto Quotidiano ricordi una delle cose per me più importanti di questa lunga storia: il legame con la città, e soprattutto con i suoi cittadini-abbonati, che non sono mai semplice "pubblico" o "audience".
Per festeggiare il suo primo quarto di secolo nell'etere, RCDC ha organizzato un happening a porte aperte nella propria sede di Via Mura di Porta Galliera 1/2: a partire dalle 6 di oggi pomeriggio ci saranno le performance degli artisti Eva Geatti, Valentina Medda, Annalisa Cattani, Teatro dell’Argine, Clavette Or Die e Officina Duende e non mancherà ovviamente la la diretta radio dell’evento (come sempre, anche in streaming).

venerdì 12 ottobre 2012

"Can you hear it?"

corrado-nuccini-instagram-wilco.jpg

Ogni tot mesi Carles di Hipster Runoff pubblica qualche lungo post apocalittico sulle sorti della musica (e le sorti di chi parla di musica) in cui di solito se la prende con la perdita di significato di band e dischi oggi e, in ultima analisi, con il ciclo di vita sempre più breve delle notizie. Un ciclo nel quale comunque HRO è perfettamente inserito, con il suo ruolo di esasperata parodia o satira, anche se ormai un po’ più stanca e prevedibile. Ma a queste tirate ci abbiamo fatto l’abitudine, e così al massimo ci lasciamo scappare un mezzo sorriso cinico alla sua ennesima dichiarazione “questa volta è l’ultima”.
Sarà anche per questo che il suo post di qualche giorno fa, “How Indie finally officially died: the broken indie machine” non ha suscitato particolari discussioni o commenti. Da noi è stato citato su Inkiostro, mentre in giro ho letto un tentativo di risposta di Everett True che mi pare manchi clamorosamente il bersaglio. Eppure il pezzo di HRO, oltre al consueto uso spettacolare di lingua e retorica, è pieno di spunti. Ne metto in sequenza alcuni che mi pare riassumano almeno in parte il filo del discorso:
Here we are in the content farm era where Pitchfork, Rolling Stone, SPIN, HIPSTER RUNOFF [...] all generally post the same stuff. It’s just a matter of creating brand loyalty via aesthetics and the perception of premium content to lemming ass internet users.
[...]
The demand for ‘innovative’ content has formed a buzz bubble. [...] The buzz machine is broken because there is no trusted, fail proof mechanism to create pure buzz.
[...]
The Corrupt Indie Machine has forced us to digest the same meal over and over again for too long. Corrupt Content Farms are so quick to milk the life out of anything new.
[...]
If content farms have ruined the purity of internet content with listicles, contrived SEO-inspired Bleacher Report-wave think pieces, and other lame ass content that is still lucrative and successful, then it is clear that content farms have ruined artists.
[...]
Part of me wonders if the indie blogosphere was just some sort of ‘ultimate online advertising’ beta test, where we just worked to create innovative ways to facilitate sponsored experiences.

Ovviamente si può dare una risposta immediata, quasi candida, a questa analisi, ed è quella formulata da Newprof:

In music, everyone from the lowliest Blogspots to Pitchfork and MTV are spewing out content like a Pittsburgh smokestack in hopes of racking up more hits and ad revenue. [...] Of course, it doesn’t have to be this way. Music bloggers don’t have to accept the catnip offered by publicists. [...] The thrill of music discovery is open to everyone, including to music bloggers: click around some Bandcamp pages! Stumble around SoundCloud! Make 20 minutes a day to listen to baby bands and I guarantee once a week you will find music that will change your life. Interview those bands instead! Carles, if you’re getting bored of regurgitating Lana Del Rey clips, you can stop doing it.

Una frase di Fabrizio suggerisce invece la direzione opposta: "la mostruosa quantità di roba che viene prodotta e diffusa ogni giorno ha ormai portato un certo tipo di approccio musicale esplorativo al suo punto di non ritorno". E questo è verissimo, credo lo abbia sperimentato chiunque abbia o abbia avuto un blog per un po' di tempo. C'è ancora un senso nel mettersi a raccontare qualcosa di un bel disco o di una band appena scoperta quando là fuori ci sono streaming e download, dieci video di ogni minuto di ogni concerto, cento recensioni e altri mille link? Prendiamo ormai tutto dalla Rete, ma alla Rete abbiamo anche lasciato una grossa fetta di quello che abbiamo amato. La fase fanzinara e in un certo senso pionieristica dei blog musicali è ben lontana, e mi pare di notare che anche sullo stanco Facebook la gara ormai sia soltanto a chi posta video più veloce e a chi si fa la migliore pubblicità.
Nel suo post Fabrizio cita i Macchianera Awards (a cui era candidato anche polaroid, e a proposito: grazie di cuore per quella marea di voti! Ci sono un sacco di blog più giovani, attivi e aggiornati di questo, per cui ogni dimostrazione d'affetto come questa mi sembra un regalo ancora più bello).
Ma in quegli stessi giorni erano altri i numeri che ci restituivano un'ampia istantanea della blogosfera che suona in Italia. Li ha raccolti Indie-Eye a partire da una rilevazione Alexa. La prima cosa che mi è venuta in mente scorrendo una classifica del genere è stata proprio: ma dove sono finiti i blog? Superati, in tutti i sensi, dalle "redazioni" delle webzine, strutture di certo più organizzate (e più affidabili) delle paginette su Blogspot, che in fondo replicano le dinamiche della stampa e perpetuano il ciclo dell'informazione-per-accessi. Strutture che possono garantire una massa di pubblicazioni (non necessariamente scrittura) tale da restare a galla nell'onda di aggiornamenti quotidiani, e che in fondo "hanno bisogno" della massa di nuova musica disponibile ogni giorno. Per non parlare di tutti quelli che da qualche anno stanno producendo video di altissima qualità in maniera del tutto indipendente.
Mi torna in mente un'intervista molto bella a Jon Caramanica su Daily Swarm di qualche giorno fa, che riassume così la situazione: "'Commercially available' just isn’t a relevant metric anymore, not in the era of YouTube, DatPiff, SendSpace, and so on. The only thing that matters is: can you hear/see it?".
Caramanica si fa paladino della massima apertura della figura (estetica ma anche tecnica) del critico musicale: "I think younger readers/thinkers are already in that place. Publications can choose to play along or choose to perhaps be decreasingly relevant. Your brand should be an umbrella that can sustain all sorts of experiments". Tutto molto bello, ma in pratica, al di sotto del Critico, l'ecosistema dell'informazione musicale sembra sempre più un caos. Forse aveva davvero ragione Carles.

giovedì 11 ottobre 2012

Concerti e Megahe(a)rtz al Bentivoglio Club

Dimartino

Questa sera al Bentivoglio Club, in Piazza Verdi a Bologna (in pratica l'ex Scuderia) prendono il via due ottimi appuntamenti per l'agenda musicale della città: il nuovo calendario della rassegna Salotto Muzika, che inaugura ospitando il live di Dimartino e 33ore, e ad accompagnare l'aperitivo Megahe(a)rtz, appuntamento fisso del giovedì con i migliori dj-set curati dai conduttori di Città del Capo Radio Metropolitana.
Stasera al mixer trovate proprio la nuova improbabile coppia del Thermos del mercoledì, "polaroid alla radio", ovvero il sottoscritto insieme a Marta Fantin. Si parte alle 19, con un immancabile "ci si vede a banco!".

mercoledì 10 ottobre 2012

PUPS

PUPS

Rose Melberg sembra proprio essere una delle donne più indaffarate della scena indiepop: dalla recente reunion degli storici Softies a quella dei Go Sailor, dalle ultime collaborazioni con Brave Irene, al suo materiale più acustico da solista, alle celebrazioni per il ventennale della fanzine Chickfactor: qui trovate una bella intervista, e non soltanto piena di ricordi.
Da poco la Melberg ha lanciato un nuovo progetto in trio chiamato PUPS e questo è il loro ultimo singolo in free download (davvero carino, mi ricorda molto certe cose delle prime incantevoli All Girl Summer Fun Band):


lunedì 8 ottobre 2012

"polaroid alla radio": ecco il podcast!


Mi stavo quasi dimenticando di segnalarlo anche qui sul blog, ma da questa mattina è ripartito il podcast di "polaroid alla radio": iscrivetevi al feed o se preferite seguiteci su iTunes.
Chi non può ascoltare la diretta su Città Del Capo Radio Metropolitana (il mercoledì sera alle nove - anche in streaming e su app!) e non riesce proprio fare a meno delle nostre novità discografiche preferite, delle segnalazioni di concerti, dei brindisi, delle chiacchiere e delle smemoratezze varie, qui le trova tutte in un comodo mp3, quasi sempre puntuale.

Il ritorno dei Saturday Looks Good To Me

saturday-looks-good-to-me.jpg

Qualcuno potrebbe sostenere che la stagione degli occhiali da sole ormai è passata, ma credo che ai Saturday Looks Good To Me non importerebbe poi molto. Il loro nome è uno di quelli che puoi considerare abbastanza senza tempo dentro la scena indiepop. Sono in giro "soltanto" dal 2000 ma a me sembra di ricordare le loro magliette e le spillette in giro per concerti e festival praticamente da sempre.
Comunque la band del Michigan sta per tornare, e il nuovo album One Kiss Ends It All è previsto per la primavera del prossimo anno, di nuovo su Polyvynil dopo la parentesi K Records. Ad anticiparlo, questo freschissimo singoletto Sunglasses, che nonostante l'ennesimo cambio di formazione (alla voce ora c'è Carol Gray) porta l'inconfondibile e felicissimo marchio di fabbrica Sixties e gir-group della scrittura di Fred Thomas:



sabato 6 ottobre 2012

Natural progression

Boomgates

Ho l'impressione che nelle prossime settimane la parola "Australia" ritornerà spesso tra queste pagine e la radio. C'è una quantità di dischi nuovi e di nuove band "from down-under" davvero interessanti. Soprattutto, la cosa che mi entusiasma di più è che tutte quante condividono una certa estetica (dichiaratamente erede di Flying Nun, Go-Betweens ecc.), un suono "jangling" capace di spingersi sia verso l'elettricità garage, sia verso l'indiepop più melodico.
Il primo nome che mi piace segnalare è quello dei Boomgates, una specie di supergruppo dell'area di Melbourne che raccoglie membri di Twerps, Dick Diver e Eddy Current Suppression Ring (e ammetto di conoscere soltanto i primi, ma visti i risultati credo mi andrò a cercare presto anche gli altri). L'esordio Double Natural pubblicato da Bedroom Suck Records racchiude una poesia brusca, capace di dolcezze improvvise e scarti introversi. "All these things that make me nervous / I guess they’ve gone and served their purpose". Il contrasto scaturisce dalle due voci, quella maschile e nasale di Brendan Huntley e quella femminile, sensuale e svogliata di Steph Hughes. Ma anche l'asciuttezza delle chitarre e l'essenzialità (direi quasi la solitudine, se non temessi di essermi fatto troppo suggestionare) delle ritmiche disegnano un quadro senza ombre. Le canzoni all'inizio sembrano schizzi appena accennati, dai bordi taglienti, poi si prolungano, si distendono e alla fine riesci a vederne l'immagine completa, come un'inquadratura che si è a poco a poco allargata. “It's just a natural progression... to the end".

giovedì 4 ottobre 2012

Lady Gaga vista da lontano

Lady Gaga - Born This Way Ball Tour live in Milan Lady Gaga - Born This Way Ball Tour live in Milan
Lady Gaga - Born This Way Ball Tour live in Milan Lady Gaga - Born This Way Ball Tour live in Milan

Mai nella vita mi sarei immaginato di scrivere diecimila battute su Lady Gaga. E invece l'altra notte, dopo il concerto milanese della pop star, è successo. Le trovate su Rolling Stone, nonostante il mattone fosse stato scritto senza mai andare a capo, per tentare di rendere anche graficamente la pesantezza della serata.

mercoledì 3 ottobre 2012

polaroid - un blog alla radio / dodicesima stagione!


polaroid - un blog alla radio: dodicesima stagione!

Sì, con photoshop me la cavo ancora peggio che con la musica, però ci tenevo a postare questa mia piccola opera didascalica. In ogni caso, è per dire che ci siamo: questa sera più o meno alle nove parte una nuova (la dodicesima!) stagione di "polaroid - un blog alla radio (e qualcosa da bere)", ospitata come sempre nella fascia "Thermos" sulle frequenze amiche di Città del Capo Radio Metropolitana, in onda da Bologna sui 94.7 e 96.250 in modulazione di frequenza, nonché in streaming su www.radiocittadelcapo.it.
Abbiamo anche creato un evento facebook: dovrebbe far capire che si tratta di un evento vero.
Ma se continuo a parlare al plurale c'è un motivo, ed è che quest'anno ai microfoni (finalmente!) mi accompagnerà Marta Fantin, che già conoscete se seguivate il Thermos del buon Michele Restuccia, e così polaroid sarà di sicuro meno disordinato.
Non mancheranno poi i consueti e svariati collegamenti, più o meno imprevisti e più o meno impreparati (qualcuno avrà avvertito La Donna di Prestigio?), né mancheranno ovviamente i brindisi e le birrette.
Stay tuned!

lunedì 1 ottobre 2012

No one likes you when you’re as old as we are

Swearin'

Il disco di debutto degli Swearin' sembra il classico guilty pleasure per over 35 che tengono ancora un blog con la parola indie nel sottotitolo e insistono a passare le ferie in giro per festival. Chitarre esuberanti e riff spediti che potrebbero trovare un comodo posto in certe lontane cassette tra Breeders (vedi Kenosha), Dinosaur Jr. (Empty Head) e Hole (Hundreds & Thousands). Il nome che ricorre più spesso nelle loro recensioni è Superchunk, prendete le vostre misure. E la cosa curiosa, di cui mi sono reso conto solo dopo un bel po' di ascolti, è quanto le canzoni siano piene di riferimenti all'invecchiare e al gestire il tempo passato. Problemi da ventenni o poco più, ma è come se le canzoni, raccontando le loro storie post-adolescenziali, riflettessero anche sul loro essere indie rock fuori tempo massimo. "I collect the blurry past into my empty head": ritratto perfetto per una (nicchia di) generazione. Eppure tutto suona di una freschezza che mi riempie di entusiasmo. Dodici divertentissime canzoni in ventisette minuti che ti costringono a rimettere da capo praticamente subito. Ho esultato di cuore quando ho letto da David Greenwald che "the Swearin’ album is like the last decade of indie rock never happened in the best possible way".

(mp3) Swearin' - Movie Star