domenica 30 settembre 2012

Tutto Molto Bello 2012

Tutto Molto Bello 2012
Una partita di calcetto come rimedio contro l'hangover è il classico consiglio che potrebbe darti uno di quelli che si ritroverà oggi pomeriggio al Locomotiv Club di Bologna, in occasione del Torneo per Etichette Indipendenti TUTTO MOLTO BELLO 2012. Ed è per questo motivo che mi troverete là, in pantaloncini corti, nimesulide e la fiera maglia della mia squadra, il collettivo We Were Never Being Boring.
La seconda edizione dell'evento sportivo e musicale messo follemente in piedi da Trovarobato si annuncia strepitosa. Oltre ai padroni di casa, si sfideranno sul campo 42 Records, La Tempesta, Urtovox, Unhip, IRMA Records, To Lose La Track, Libellula/, Garrincha Dischi, La Fabbrica Etichetta Indipendente, Bomba Dischi, Woodworm, OTR Live, Foolica Records e Promoter All Stars.
Ma non sarà solo bel giuoco e sudore: tra una partita e l'altra troverete un sacco di banchetti di merchandising e anche un po' di concerti, con Jennifer Gentle, Peppe Voltarelli, L'orso e Honeybird & The Birdies.

Questo è l'evento facebook e c'è anche l'hashtag ufficiale #tuttmoltobello per seguire in tempo reale via twitter.
Portate striscioni e bandiere in Via Serlio 25 (anche in caso di pioggia) a partire dalle 15. Ci si vede a banco!



venerdì 28 settembre 2012

Il penultimo fake

Fake P

Immagino che l'altro giorno abbiate tutti scaricato (al prezzo di un tweet) Eggs, la canzone che anticipa l'album "postumo" dei Fake P, The True Fake. In attesa dello streaming integrale da lunedì su DLSO e del successivo download gratuito, oggi ho il piacere di regalarvi un altro brano in anteprima. Si tratta di Conversation Piece, proprio la canzone che apre la raccolta. Nel resto dell'album troverete pezzi anche più carichi e schiettamente rock, ma mi piaceva salutarli con questo, quasi in chiaroscuro. Tiro tranquillo un po' folk rock, chitarre acustiche in aria di Grandaddy o DCFC, a cui si accostano arrangiamenti di fiati e tastiere, filo rosso di tutto il suono dell'album. E in più quella naturale vocazione per la melodia, come sempre è stata riconosciuta alla band veronese. The True Fake doveva essere il loro secondo lavoro, dopo l'omonimo debutto uscito nel 2008, ma la band si è ufficialmente sciolta prima di riuscire a pubblicarlo. Quel fertile collettivo, tra Fake P, Canadians, House of All, Lava Lava Love e chissà quanti altri progetti paralleli, ci ha lasciato comunque una valanga di belle canzoni. E questa è una di quelle:

(mp3) Fake P - Conversation Piece

martedì 25 settembre 2012

Focus on an empty page

TOY

La prima volta che ho ascoltato l'album di debutto dei TOY non ho potuto fare a meno di trovarlo antipatico. Credo fosse per quel suo presentarsi come una collezione di dischi e riferimenti musicali talmente esibiti da andare oltre il consueto "prendere a prestito" ispirazioni. Già alla terza canzone avevo la certezza che fosse davvero un lavoro messo assieme non per piacere a un ipotetico pubblico (qualunque significato abbia ancora questa parola), ma per permettere a chi ne avrebbe dovuto scrivere di ritrovarsi sulla pagina una recensione automatica che comprendesse in ordine sparso: psichedelia, Sonic Youth, My Bloody Valentine, kraut-rock, Syd Barret... Un pastiche ruffiano, insomma, e ruffiano in primo luogo proprio verso il suo essere pastiche.
Oh, quanto gratuito cinismo, quanta disinvoltura.
Poi l'estate è passata e qualche giorno fa, in bicicletta, mentre l'aria si faceva scura già presto, mi è partita in cuffia Heart Skips A Beat. Il fasto di quell'attacco di archi aveva un'eleganza decadente che non avevo notato prima. Il colore del pomeriggio annunciava pioggia. La voce nasale di Tom Dougall, con quella freddezza di fondo anche nel dramma, ora mi sembrava riuscire a raccontare tutta la marcia malinconia di una fine. Trovavo, proprio lì dove non l'avevo cercata, una sensualità grandiosa alla Suede che mi spiazzava. Era l'autunno che mi arrivava addosso, soffiava un vento sottile alla Cure che mi faceva sentire inadeguato. E alla fine è cominciata davvero la pioggia.
Così ora sto riascoltando questo disco, e alla fine mi piace, e non mi importa più se è una roba da giornalisti o da blogger, o se è furbo. Se mi ritrovo addosso una musica in questa giornata qualcosa vorrà dire, e non soltanto a proposito di me. Ripenso alla bella intervista a Carlo Bordone su Bastonate: è vero, siamo circondati da "impiegatucci dell'indie rock", e posso anche essere d'accordo che "la pigrizia nell’utilizzo delle categorie da parte degli addetti ai lavori è direttamente proporzionale alla pigrizia della musica nell’evolversi", ma dall'altra parte riconosce che con il "simonreynoldsismo" e il "lesterbanghismo" non si va molto lontano, cioè esattamente dove siamo adesso. Mi stavo perdendo il puro e semplice piacere di questi 4 minuti e 23 secondi per cosa? Per cedere all'orgoglio di non ritrovarmi a pensarla come NME? Ma pensa piuttosto a riempire bene la tua pagina, la musica suona meglio di così.

(mp3) Toy - My Heart Skips A Beat
(mp3) Toy - Motoring (Peaking Lights remix)
(mp3) Toy - Dead And Gone (Andrew Weatherall remix)

lunedì 17 settembre 2012

MAP - Music Alliance Pact #48

Music Alliance Pact

Dopo una pausa nel mese di agosto (la prima nei quasi quattro anni di mia partecipazione) eccoci di nuovo al consueto appuntamento mensile con il progetto MAP - Music Alliance Pact: la bellezza di 38 blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una nuova band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Un ottimo modo per scoprire nuova musica in modo non convenzionale. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.

Questo mese una delle migliori playlist degli ultimi tempi. Mi sono piaciuti in particolare modo: gli australiani Bad Dreems, giustamente accostati al suono pigro ma seducente dei Twerps; la languida sud-coreana Big Baby Driver, gran voce e bossanova che non può sbagliare; voce altrettanto notevole quella della danese Indianna Dawn, ma qui al servizio di folk più tradizinale; i super Fifties portoricani Dandy And The Walkers che rinverdiscono i fasti delle prime Pipettes; i brasiliani Dibigode che sembrano quasi innestare del prog partendo da una base pop e molto melodica; il pezzone house primordiale del messicano Eddie Mercury, a tratti esasperante, com'è giusto che sia; lo straniante lo-fi infuso di India dello svizzero Fai Baba; la travolgente sinfonia elettronica degli irlandesi Forrests; gli spagnoli Naturalesa Salvatge che sembrano una specie di incrocio tra Real Estate e certe cose delle Electrelane.
Poi ci sono anche un paio di nomi che conoscevamo già e che fa piacere ritrovare: gli statunitensi Seamonster, sempre suggestivi, e soprattutto gli indonesiani Brilliant At Breakfast, al meglio della forma.

Gli italiani di questo mese sono i Go Dugong, in realtà progetto solista di Giulio Fonseca, già bassista nei piacentini København Store, vecchia conoscenza di queste pagine. Il lavoro che presenta con la nuova denominazione si sposta totalmente in territori elettronici, comunque assolati e ipercolorati. A tratti può ricordare certe cose dei Welcome Back Sailors, e non è un caso che la canzone che apre il White Sun EP veda proprio una collaborazione con la band reggiana. Una sinergia quanto mai apprezzata.

Questa è la playlist di Settembre, compresi gli mp3 e il link per scaricarla tutta in un colpo solo.

(MP3) Go Dugong - White Sun (feat. Welcome Back Sailors)

venerdì 14 settembre 2012

"The race to the bottom"


«I love long-form journalism, and I’ve seen some very encouraging stats from the Economist and Neiman Labs, which sort of back up our finding when commissioning things like this epic Bjork piece …I sort of think mobile devices will make more of this longer journalism possible, but there isn’t really the way to justify investing in it, when you could just run a single sentence and a video embed and generate the same revenue… I’m just not ready to join in the race to the bottom and start doing that and putting money before the quality of our editorial. It really saddens me to know that some of my favourite writers spend so much of their time rehashing press releases and writing pithy descriptions of songs they don’t particularly like because their publisher feels it’s important they have as much streaming content up as possible. I don’t think it’ll be long before more of the labels start reigning in what people fill their websites with, as it doesn’t seem sustainable for anyone if there’s an endless supply of so much free music that you could listen all day or shy away from it completely due to feeling so overwhelmed, that you just switch on the radio or go back to records you already know you love.»

Da una bella intervista a Sean Adams di Drowned In Sound.

(instagram by Drownedinphotos)

They say there is a light that never goes out

Making Marks

Qualche mese fa li avevamo visti dal vivo qui a Bologna, in un fantastico concerto acustico e "domestico". Il loro suono delicato e al tempo stesso appassionato si adattava alla perfezione a quella domenica pomeriggio, facendo leva su incantevoli armonie vocali. Ieri hanno inaugurato un nuovo tour inglese, e mi sento di fare un grosso in bocca al lupo ai Making Marks. La band indiepop norvegese presenta l'ultimo singolo Ticket Machine, in uscita su Fika Recordings, e io spero proprio che il prossimo album e qualche altro live in Italia non si facciano attendere troppo.
Qui sotto il nuovo video e il player per ascoltare in streaming anche la b-side:


Making Marks - Ticket Machine from Fika Recordings on Vimeo.



mercoledì 12 settembre 2012

Remix of the animals

Derby Sunshine

Avevamo tenuto a battesimo Derby Sunshine, progetto musicale del fotografo Luigi Buccarello, romano trapiantato a Londra, proprio su queste pagine, nell'ultima compila di Natale, e quindi ogni sua uscita mi incuriosisce parecchio. Dopo il bel singolo di un paio di mesi fa The Milky Way, già più electropop rispetto ai primi passi, ora Derby Sunshine si cimenta nel remix, e prende uno dei pezzi più estivi di questo 2012, Pepita, Queen of The Animals dei Vadoinmessico (da poco reduci, tra l'altro, da una nuova puntata in Italia). E ne è uscito davvero un bel lavoro, portando il multiforme collettivo britannico verso territori Postal Service, parecchio divertenti, molto più mossi rispetto all'oroginale, pur mantenendone la forza melodica .
Ed è pure in free download:

lunedì 10 settembre 2012

Christopher Owens per Saint Laurent!

Christopher Owens by Hedi Slimane for Saint Laurent

Se vi stavate chiedendo cosa ne sarebbe stato del geniale Christopher Owens dopo il  tristissimo scioglimento dei fantastici Girls, ecco, oggi è arrivato un primo indizio: la nuova campagna pubblicitaria di Saint Laurent curata da Hedi Slimane lo raffigura così, in questo bianco e nero intenso e sofferto.
Nel caso siate proprio degli appassionati, nei forum di moda la notizia non sembra aver suscitato molte reazioni. In compenso, parecchi si lamentano del fatto che finora la campagna non mostra i vestiti.
Non è la prima volta che Slimane ritrae il cantautore di San Francisco, avendolo già inserito nel suo libro-mostra California Song nel 2011. Tutto molto bello Chris, ok complimenti, ma adesso non sarebbe tempo di tornare a pubblicare nuova musica?

domenica 9 settembre 2012

Lost And Lonesome in free download!

Lost And Lonesome Sampler 2012-2013

Domenica mattina faticosa? Che sia semplice hangover o malinconia da fine stagione, eccovi un piccolo regalo per provare a tirarvi su di morale: una bella compilation in free download della nostra cara Lost And Lonesome, l'etichetta australiana curata da Mark Monnone degli indimenticabili Lucksmiths. Il Label Sampler 2012​-​13 raccoglie alcune delle uscite più recenti della L&L (Wedding Present, Deerhoof, Sonny & The Sunsets, Still Flyin'...), oltre che ad alcuni inediti, tra cui le adorabili Icypoles e una nuova (finalmente!) canzone dello stesso Monnone Alone, dal sound più Comet Gain che mai.

venerdì 7 settembre 2012

WWNBB Party @ Hana-bi!


Io non so bene perché, magari me lo hanno anche scritto e me lo sono dimenticato, mi capita sempre più spesso, comunque alla fine stasera vado a un evento definito "Experimental pop beach party". E a scrivere impunemente questa definizione è proprio quella piccola specie di etichetta fai-da-te alla quale avrei ancora l'onore di, uhm, "collaborare" (in realtà credo mi tengano lì in un angolo tipo il nonno dei Simpsons).
Comunque la cosa bella alla fine è che questa sera il collettivo We Were Never Being Boring festeggia un anno davvero magnifico, lo fa in una delle location più belle per godersi la musica (e non solo!), ovvero l'Hana-bi sulla spiaggia di Marina di Ravenna, e lo fa insieme a tre delle band che più ci scaldano il cuore: Karibean, Death in Plains e Le Man Avec Les Lunettes. Poi tra un concerto e l'altro ci sono anche io a mettere due dischi ("nonno, vieni a fare uno dei tuoi dj set!"), e l'ultima cosa da aggiungere è che ci si vede banco!


giovedì 6 settembre 2012

Contronatura Festival: "roba per quattro gatti"

Contronatura Festival


Domani sera a Melpignano, in provincia di Lecce, si terrà la prima edizione del Contronatura Festival, e vorrei tantissimo essere là. Primo, perché in calendario ci sono "tre grandi anteprime di valore internazionale in data unica in Italia", proprio come dice il comunicato. Guardate infatti che bella sceletta: Young Dreams (Norvegia), Weird Dreams (UK), Elliphant (Svezia), Eels On Heels (IT) e The Holidays (IT). Il tutto poi a 5 euro! E secondo, perché mi piace questa idea di proporre un programma assolutamente "alternativo" in un territorio che di solito si immagina interessato soltanto a taranta e ragamuffin.
Perciò sarebbe bello supportare Contronatura in tutti i modi, meglio se sotto al palco. Non potendo essere là di persona, mi sembra il minimo dare un po' di spazio su questa paginetta ai ragazzi di Odelay che hanno messo in piedi questo bell'evento:

Contronatura ha una line-up da far invidia a un prestigioso club di una capitale europea, con band giovani e di talento, ma di certo non ancora sulla bocca di tutti: qual è lo spirito che ha portato a far nascere un festival del genere nel cuore della Puglia?
È dai primi del 2000 che proviamo a portare musica nuova qui in Puglia, nel Salento in particolare. Un tempo facevamo il "Give Me Indie!" festival. Per anni ci siamo dovuti accontentare di budget ridicoli, quindi ci siamo limitati a chiamare artisti italiani, quelli che ci piacevano di più e che qui a Lecce nessuno si filava. Poi grazie a San Nichi Vendola è uscito questo bando regionale, “Principi Attivi”, che ci ha dato la possibilità di gestire 25000 euro: quindi, mantenendo lo stesso spirito, ci siamo potuti permettere finalmente delle band straniere, come dici tu, giovani e di talento. Abbiamo cercato di non fregarci i soldi come si fa di solito e di fare le cose per bene. Speriamo.

Come sono andate le cose tra l'associazione Odelay e l'amministrazione comunale che supporta l'evento?
Odelay è una classica associazione culturale. Volevamo una bella piazza salentina per l’evento. Abbiamo pensato subito a Melpignano e loro, che sono dei grandi amministratori, quasi ci hanno steso il tappeto. Questo minuscolo comune ora è famoso per la Notte della Taranta, ma in tempi non sospetti, quando Salento era sinonimo di Barbagia, era l’unico pioniere che portava un po’ di alternative rock in Salento. A cavallo tra anni ’80 e ’90 ci furono CCCP, Litfiba, Ustmamò, Disciplinatha. Se consideri che qui non è l’Emilia, stavano veramente avanti e noi vogliamo che ritornino così. Tuttavia anche ora che è la capitale della pizzica, se giri per strada trovi le targhe con Manu Chao, Battiato, vabbè anche Jovanotti ma va benissimo. Come direbbe Bartezzaghi, un comune... poco comune.

Quali sono stati i criteri di scelta delle band e come avete le contattate?
Siamo appassionati di musica, ci teniamo aggiornati sulle nuove uscite, seguiamo i festival internazionali (più dal pc per la verità). Quindi sappiamo più o meno cosa gira, cosa va, cosa potrebbe catturare l’attenzione di quei quattro gatti che seguono l’indie qui da noi, anche se si tratta di nomi sconosciuti. Poi abbiamo avuto il grande aiuto dei booking. Tipo Elliphant l’abbiamo scoperta grazie all’agenzia. Invece gli altri prima li abbiamo visti su Pitchfork, poi li abbiamo visti nei roster e subito abbiamo fatto “questo qui!” col dito. Per pochissimo non prendevamo nomi come Real Estate, Frankie Rose o Washed Out. Peccato, ma va strabene uguale.

L'immagine del Salento è costellata di luoghi comuni, soprattutto musicali: pensi ci sia spazio per una proposta di questo tipo?
Ehehe... Come dicevo, seguono queste cose in quattro gatti. Perciò la risposta è non credo. Chi ci ha provato prima di noi si è un po’ bruciato e ora è costretto a ripiegare su cantautorato italiano o sul reggae. Con l’elettronica c’è il Day Off Festival che sta osando molto, quest’anno con Major Lazer. Con l’indie il Contronatura e il Lottarox festival. Noi ce la mettiamo tutta ad evangelizzare. Abbiamo fissato il prezzo del biglietto a 5 euro apposta per far venire non solo appassionati di indie music, ma anche tutti quei cazzoni che più di 5 per un concerto non li spendono manco se glielo regali!

Sound of silver

James Murphy & Canon

E doveva arrivare il giorno in cui avremmo visto anche James Murphy presentare una televendita.
Il leader degli ex LCD Soundsystem sembra avere parecchia carne al fuoco al momento: il documentario che glorifica lo scioglimento della band newyorkese Shut Up and Play the Hits è uscito in estate, è appena arrivato anche in Europa, strappando ottime recensioni e fiumi di lacrime. Nel frattempo sta prendendo sempre più corpo l'idea della collaborazione al prossimo album degli Arcade Fire. Qualche mese fa avevo letto che doveva pure aprire un bar. Insomma ci sta che Ron Howard telefona a James Murphy e lo invita a realizzare un cortometraggio (ovviamente user generated, ci mancherebbe) all'interno del Project Imaginat10n lanciato dalla Canon. Ok, va bene tutto.
Ma nel video di presentazione ci sono quei pochi, goffissimi secondi in cui Murphy, l'uomo che ha scritto e cantato cose come Losing My Edge e All My Friends a un'intera generazione, prende in mano una macchina fotografica e dice "eh, this is my first camera", tac, primo piano, ma non mi dire: era proprio una Canon.



(mp3) LCD Soundsystem - You Wanted a Hit (Soulwax remix)

mercoledì 5 settembre 2012

Centipede virgola quattro

Lady Gaga - The Fame Monster

Rihanna - Loud

Animal Collective - Centipede Hz

never 4get


Mi meraviglio che Hipster Runoff non ci abbia già fatto almeno un paio di post, lanciando meme come se piovesse. Il fatto è che da ieri sono prevedibilmente scoppiate in rete reazioni furibonde alla recensione del nuovo album degli Animal Collective scritta da Stuart Berman sulle pagine di Pitchfork, "colpevole" di avere dato solo un 7.4 al disco e di avere usato frasi come "Centipede Hz feels like someone throwing a burrito on your windshield". Basta farsi un giro tra i commenti sul facebook della webzine americana o magari su una delle numerose discussioni su 4chan (non certo un punto di vista raffinato ma molto "di pancia").
Berman su Twitter ha osservato con sarcasmo che "Republicans got nothing on AnCo fans when it comes to blind partisanship", ma in effetti è divertente leggere post in cui si parla della fine della storia d'amore tra P4K e la band, oppure vedere chi conclude sconsolato "end of a fucking era", mentre cominciano a circolare assurde gif.

(La sequenza delle immagini viene da qui)

domenica 2 settembre 2012

Cosa non è l'amore

Jens Lekman - I Know What Love Isn’t

E quando si spegne l'ultima nota del nuovo disco di Jens Lekman vorresti avere intorno tutte le persone a cui hai voluto bene nella tua vita, tutte le persone che hanno passato anche soltanto un minuto nel tuo cuore e a cui non hai detto tutto quello che era lì per loro; hai voglia di stringere mani, di abbracciare forte, perché la profonda, lucida tristezza di queste meravigliose canzoni, il loro incessante (mai estenuante) fare la spola tra il minuzioso racconto della fine di un amore e la consapevolezza che tu e il mondo andrete avanti comunque ti scaraventa in un cielo così alto e terso che non riesci proprio a tenerlo solamente per te. E tutti sono qui, entrano danzando, con un passo Motown riletto dai Belle & Sebastian come nella strepitosa I Know What Love Isn’t (l'altra faccia della medaglia di Opposite Of Hallelujah): oh no, non sai cos'è l'amore, ma ora sai cosa non è, torni a impararlo ogni volta eppure ogni volta ritorna. La morale del disco è presto detta: "You don’t get over a broken heart / You just learn to carry it gracefully". E quindi le cose che contano sono due: l'imparare, la fatica, il percorso, da una parte; la grazia e la leggerezza dall'altra. The World Moves On, la canzone in cui è contenuto questo verso, parte da un attacco alla Magnetic Fields, sembra tutto molto serio, e invece poi fiorisce in flauti e percussioni. In generale però la musica dà l'impressione di essere più raccolta rispetto a Kortedala. La limpidezza dei suoni, quel timbro elegante di Lekman che forse ormai non ha più senso riportare ad altri nomi, per quanto eccellenti, qui raggiunge uno dei vertici della sua produzione: riesce a spaziare dalla nuda e straziante chitarra e voce di Cowboy Boots (a volte vorresti che Lekman si ritrovasse più spesso dentro queste ballate folk), allo sfarzo di archi e fiati su The End Of The World Is Bigger Than Love, passando per il frastagliato e liquido ritmo di She Just Doesn't Want To Be With You Anymore e per melodie irresistibili come Become Someone Else's. E alla faccia degli stereotipi dell'indiepop, in un disco a tema "cuore spezzato" c'è anche lo spazio per cantare "No, I hate bands / It’s always packed with men spooning their girlfriends". Certo, ritrovare dentro questo album il consueto humour malinconico e intelligente dell'autore di Maple Leaves a prima vista può sembrare difficile, ma in fondo il filo conduttore di tutte queste canzoni non sembra l'essenza stessa di uno scherzo amaro e perfetto? "When you’ve had your heart broken / The world just shrugs its shoulders and keeps going".

(mp3) Jens Lekman - I Know What Love Isn't

[pubblicato in parte come recensione su Rolling Stone #107]

sabato 1 settembre 2012

"Part of the conversation"

Sasha Frere-Jones

«I also know that the nature of writing for The New Yorker is, the people who mostly move the units is Pitchfork and NPR. They sell records. I don’t sell records; people read The New Yorker and then they move on. They may read my article about Rick Ross or whoever, but they’re probably not going to buy the record. I don’t think there’s any case in which that’s really the deal. It’s just a thing that they read every week, so I’m part of that stream. There are other people who are much more part of actually making or breaking a record. It’s really just Pitchfork and NPR, and the rest of us are just part of the conversation».