lunedì 30 aprile 2012

Handmade Festival rimandato! :(

Handmade Festival
I ragazzi dell'Handmade Festival comunicano: "Purtroppo viste le terribili previsioni meteo e anche i consigli dell'Arpa regionale abbiamo deciso di rimandare il festival a Domenica 3 Giugno. Potevamo provare a farlo domani, ma le previsioni sono veramente terribili e il posto che merita particolarmente non reggerebbe molta pioggia, vista anche la probabile affluenza, il mercatino ecc. Abbiamo quindi fissato il 3 giugno, tutte le band sono disponibili, aiutateci a spargere la voce".

update: comunicato ufficiale qui.

Talk about the past

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Di tumblr belli (e nostalgici) come vecchie fanzine ce ne sono tanti, ma uno su cui mi capita spesso di perdere un sacco di tempo, almeno per googlare quello di cui parla, è Talk About The Past, che mostra una selezione davvero ben curata, e alcune piccole sorprese (almeno per me) come la foto qui sopra.
La canzone dei TVP invece non c'entra quasi niente, ma la riascoltavo ieri e mi sembra sia adatta qui.

(mp3) Television Personalities - I Was A Mod Before You Was A Mod

sabato 28 aprile 2012

She Said Destroy!

She Said Destroy

Anche quest'anno l'Handmade si conferma uno dei festival più belli in Italia, e il cast è come sempre stellare. Ma se, da una parte, non vedo l'ora di ritrovare dal vivo Gazebo Penguins, Karibean o Mojomatics, gente che sopra un palco non delude mai, dall'altra c'è un nome in mezzo alla scaletta, forse ancora poco conosciuto ma che già mi ha fatto sobbalzare il cuore, e che aspetto curioso di vedere live.
Lettrici e lettori di polaroid alla radio, è con grande piacere che vado a publicare la prima intervista alle She Said Destroy!, ovvero il duo basso batteria composto da Ste e Emy. Da qualche tempo girano in rete un paio di loro demo (tra cui una furibonda cover di Gwen Stefani), e all'Handmade presenteranno il loro primo ep Conflicting Landscapes.

(mp3) She Said Destroy! - I Fell In Love


Partiamo dalle presentazioni: da chi è composta la band e come si è formata?
Ste: Cercavo un batterista da mesi e per caso ho trovato un annuncio su internet della Emy: la descrizione era perfetta, ho subito pensato che le sue influenze musicali fossero complementari alle mie. La band è nata un po' per caso in realtà, entrambe avevamo intenzione di lasciare l'Italia ma alla fine il progetto ci ha tenute unite e in pochi mesi siamo riuscite a costruire una scaletta e a programmare i primi live.

Un duo basso batteria che fa un rumoroso lo-fi punk: che tipo di suono avete in mente?
Ste: Inizialmente pensavo a un progetto a due perché volevo fare qualcosa di molto minimale, con un impatto diverso da quello che si vede e si sente in giro di solito. L'idea del suono lo-fi è venuta progressivamente dopo svariate prove e registrazioni, per rendere il complesso molto più potente e graffiante, prendendo come riferimento moltissime band tra cui Wavves e Sleigh Bells.
Emy: Il nostro suono è l'incontro naturale e un po' schizofrenico di due personalità musicali opposte. A dire il vero, l'idea del progetto è di Stefania, e io ho cercato di inserirmi contribuendo con una parte delle mie influenze: Beat Happening, All Girl Summer Fun Band, Black Lips, Raincoats e moltissimi altri.

Vedo il vostro nome presente a eventi come un paio di Ladyfest, in Germania e Austria, e in una compilation Rrriot Girl dal titolo "This Is What Feminism Sounds Like": vi sentite vicine a queste tematiche? Si riflettono nelle canzoni che fate?

Ste: Ci sentiamo sicuramente legate a questo tipo di tematiche, ma non penso ci rispecchino al 100%. La nostra è più un'attitudine, non vogliamo etichettarci in nessun tipo di categoria, e quindi ci piace prenderne parte ma solo in contesti con una motivazione autentica.
Emy: Sicuramente le donne non se la passano tanto bene, soprattutto in Italia, e per questo è impossibile non essere sensibili a questa tematica. Però la questione per me più urgente è il rispetto dell'identità di genere delle persone, dove il maschile e il femminile diventano molto relativi. Detto questo, i nostri testi non sono particolarmente impegnati, raccontano storie ordinarie e stati d'animo che descrivono la quotidianità.

Come siete arrivate alla scelta di fare una cover di Gwen Stefani così stravolta?
Ste: Avevo in mente di suonare una cover, ma ero stufa delle solite Blitzkrieg Bop o Rebel Girl, volevo trovare una cover che (quasi) nessuno avesse fatto e che potesse essere reinterpretata da zero: essendo totalmente devote al pop, Bubble Pop Electric di Gwen Stefani ci sembrava particolarmente indicata, e dalla prima prova l'abbiamo subito sentita nostra.

Dalle foto sembrate piuttosto giovani, ci sono altre band più o meno coetanee (non per forza italiane o di Bologna) che considerate vostre affini e con cui siete in contatto?
Ste: È difficile, suoniamo veramente da poco e in Italia entrare nel giro non è così immediato. Anche se recentemente abbiamo aperto i concerti di Heike Has The Giggles e Brothers In Law, con cui ci siamo trovate subito bene e con cui siamo rimaste in contatto.
Emy: Di recente abbiamo apprezzato molto anche il dj set di Les Plastic Madames e la loro selezione molto eclettica, emozionale di pezzi cult e sconosciuti.

All'Handmade Festival presenterete il vostro primo EP, come'è nato e come lo avete realizzato?
Emy: È un EP di quattro tracce registrato al Dunastudio di Russi (RA), ci abbiamo messo molto a registrarlo perchè la ricerca del suono è stata davvero accurata e non abbiamo voluto accontentarci dei primi risultati. Abbiamo deciso di chiamarlo Conflicting Landscapes come richiamo alla seconda traccia, The Way To Romania, perchè troviamo si addica molto bene alle nostre personalità così diverse tra loro.


venerdì 27 aprile 2012

My head gets screwed on tighter every year

The Wave Pictures
Poche altre band potrebbero cominciare una canzone con un verso come "There is too much salt on these crackers!" e cavarsela bene. Ma la scrittura dei Wave Pictures ormai ha raggiunto una sintesi così nitida di semplicità e accuratezza, una poesia composta in parti uguali di magia e oggetti quotidiani, che penso si possano permettere licenze di ogni genere.
Long Black Cars è il quarto album in tre anni (ancora una volta su Moshi Moshi), senza contare i precedenti sette o otto autoprodotti, i progetti paralleli e le collaborazioni. Davvero diventa quasi superfluo scriverne e parlarne ancora, e infatti non mi pare di avere visto in giro recensioni memorabili. Meglio le interviste, o meglio ancora prendersi il libretto dei testi che accompagna il disco e leggerselo come una piccola raccolta di racconti. Quel "A pirate on a pirate ship throws confetti to the wind" della title track è un attacco fulminante, degno di qualche ingegnoso scrittore sudamericano, mentre il ritratto dell'uomo allo specchio che si fa la barba cantando felice, nonostante la sua vita vada a rotoli, è quasi carveriano (Cut Them Down In The Process). La lettera d'amore Never Go Home Again o la figura della disoccupata Tessa Buckman sono commoventi. 
Detto questo, non vorrei far sembrare l'aspetto musicale secondario. Certo la formula chitarra basso e batteria in questo lavoro resta sempre molto scarna, e l'obiettivo è stato perseguito dai Wave Pictures consapevolmente, comprimendo le registrazioni in quattro giorni. Ma ciò non impedisce alla band britannica di suonare dylaniana (vedi gli inserti di armonica di Hoops) o richmaniana (Give Me A Second Chance) in maniera formidabile, entusiasmante. E come forse ho già detto, David Tattersall è una delle poche persone al mondo capace di farmi sopportare un assolo di chitarra di cinque minuti (per non parlare della sua voce scintillante), per cui benvengano anche tutte le influenze blues che Long Black Cars mette in primo piano forse più di altri album. Non ce n'era bisogno, ma comunque una grande conferma.

(mp3) The Wave Pictures - Long Black Cars

mercoledì 25 aprile 2012

RESISTENTI

RESISTENTI

Oggi "polaroid alla radio" festeggia il 25 Aprile insieme a "Resistenti", organizzato da Friction a Spilamberto (MO).

martedì 24 aprile 2012

My life as a trashcan

Amida

My Life As A Trashcan è appena il quarto ep in quasi sei anni di carriera per gli Amida, e dicono che pur non arrivando ai venti minuti sia la loro opera più consistente. Mi piace lo stile di questi ragazzi di Manchester.
Dopo essere passati per Plastilina, WeePop e Fika Recordings, il nuovo lavoro uscirà sulla storica Jigsaw Records. Dalle prime due anticipazioni, la veloce title track e la strepitosa Starstruck Forever And Ever, mi sembra che i suoni siano ancora una volta quelli giusti. Certo, appena una band mette in mostra un minimo di indolenza subito si tirano in ballo i Pavement, e anche se per gli Amida forse non sarebbero un riferimento troppo remoto, credo che qui si resti più dalle parti di certo pop energico alla Wedding Present, fatto con molto divertimento, come potete sentire dai due pezzi qui sotto:

(mp3) Amida My - Life As A Trashcan


Un PopFest alla radio

RomaPopFest
Che siate stati così fortunati da aver partecipato al fantastico RomaPopFest lo scorso fine settimana oppure no, nell'ultima puntata del podcast di "polaroid alla radio" trovate comunque un sacco di bella musica e di brindisi, anche grazie a Ramona, una di quelle mattacchione di Frigopop!

Seguite il link, iscrivetevi al feed oppure scaricatelo su iTunes!

(photo by Nur__)

domenica 22 aprile 2012

A lovely boy

Wolther Goes Stranger

Un ragazzo adorabile. Anche se ogni tanto ti sussurra nell'orecchio inviti irripetibili. "Suona osceno, ma so che tu lo sai fare". Gioca così, tra seduzioni in chiaroscuro ed energica cassa in quattro, il nuovo ep di Wolther Goes Stranger intitolato A Lovely Boy. Proprio come la musica che si muove dentro un'elettronica gelida, quasi austera, pur essendo capace di suonare calda e palpitante con l'innesto delle voci (in italiano e in inglese, alternati come in uno scioglilingua) o di certi pianoforti liquidi.
Wolther è il progetto di Luca Mazzieri, già chitarrista di A Classic Education, insieme a Massimo “Colla” Colucci e ora la formazione si è allargata a trio con l'arrivo di Linda Brusiani. L'ep viene pubblicato da La Barberia in 100 cassette fatte a mano e da domani in free download. Questa sera sarà presentato a Modena con uno di quei soliti meravigliosi concerti dentro un negozio di barbiere di cui avevamo già parlato qualche tempo fa.
Se volete avere un'idea di cosa vi aspetta, basta dare un'occhiata alla lista di band citate nella presentazione "track by track" su DLSO: Hype Williams, Diaframma, Joy Orbison, Luca Carboni, The Drums, Sciscma... Beh, non importa quello che viene a sussurrarti all'orecchio: uno con questi gusti musicali è proprio un ragazzo adorabile.

(mp3) Wolther Goes Stranger - Money (The Drums cover)


venerdì 20 aprile 2012

Beta Test @ Velvet!

Beta Test - Velvet Rimini

Saranno passati almeno quindici anni (ma è solo un modo per non dire quasi venti) dalla prima volta che mi portarono al Velvet Club di Rimini. Non saprei dire che serata fosse, forse i Marlene Kuntz al primo tour, forse gli Stereolab, i Delgados, i Supergrass o forse una delle mille date dei Motorpsycho tra quelle mura amiche. O magari era solo una serata dove si ballava con il veterano Thomas Balsamini al mixer.
Così, è con un po' di emozione che stasera, grazie ai Moscova Dreamers e ai ragazzi di Stereo:Fonica avrò il piacere di mettere anche io un po' di dischi insieme a loro nello storico locale della Riviera.
L'occasione poi è speciale: arrivano per la prima volta in Italia i Big Sir, nuovo progetto della vocalist Lisa Papineau (M83 / Air) insieme a Juan Alderete, bassista di Mars Volta. Presenteranno il loro nuovo lavoro Before Garden After Garden, pubblicato dalla Rodriguez Lopez Productions, label di Omar Rodriguez degli At The Drive In. Ad aprire le danze ci sarà la nostra Maria Antonietta, cantautrice che dal vivo conferma tutta la grinta e le qualità sentite nel suo recente e chiacchierato album di debutto.
Appuntamento sulla salita di Via Sant'Aquilina verso le dieci e mezza: ci si vede a banco!

“I’m not afraid of catching your cold”

Evans The Death

La prima cosa che mi aveva colpito degli Evans The Death è stato il modo in cui il loro suono mi ricordava i primi singoli dei Long Blondes, quelli più ruvidi, dove il sofisticato, amaro, ironico spleen di Kate Jackson si graffiava con più durezza nelle chitarre. Una durezza che si ritrova anche nella voce di Katherine Whitaker degli Evans The Death, anche nelle canzoni più malinconiche.
Al tempo stesso, le differenze sono evidenti: l'immediatezza della giovane band proveniente da South London li porta ad andare sempre dritti al punto, senza molti giri di parole. “I have emotional problems” dichiarano in I’m So Unclean, e insomma, come analisi potrebbe anche essere un po' più approfondita. Però delle dodici tracce, quasi tutte sui due minuti, del loro debutto su Fortuna Pop apprezzi proprio questo, il loro essere sanguigne, quell'anima britannica così familiare, di stile e di strada in un solo gesto.
Se ancora non l'avete fatto, date un ascolto all'intero disco qui sotto:

Tennis Bafra

Tennis Bafra
Ad ascoltare distratti Abulia Jubilee, uno potrebbe credere che i Tennis Bafra siano l'ennesimo gruppo di ragazzi che rispolvera certe chitarre pesanti Anni Novanta, revival di un'epoca che non hanno fatto in tempo a vedere eccetera, un po' alla Yuck o Cloud Nothings, giusto per citare due nomi che passano di frequente anche qui a polaroid. Invece vai a leggere e per prima cosa scopri che la band di Uppsala è in giro da 18 anni, e quindi certi suoni fanno parte del loro DNA. Seconda notizia, e questa ti colpisce ancora di più, questo è il loro album di debutto. I ragazzi se la sono presa comoda. Non passa indifferente, infatti, tanta sicurezza e disinvoltura sopra una materia tanto ruvida. Ma d'altra parte non è da tutti permettersi omaggi a un suono così apertamente Sonic Youth, per non parlare della voce di Johan B che pare campionata da Daydream Nation, vedi il nuovo singolo qui sotto Nascar Eyes oppure Albatross. Anche nelle digressioni più grunge (e forse più piatte) come Uninformed Uninformed non perdono mai di vista le melodie, ma è il modo in cui le seppelliscono di noise e riffoni (Halal Haircut) quello che gli riesce meglio e rende Abulia Jubille davvero divertente.



mercoledì 18 aprile 2012

polaroid blog ♥ RomaPopFest!

RomaPopFest
Questo fine settimana a Roma è di scena il RomaPopFest, magnifico festival dedicato al meglio dell'indiepop italiano e internazionale, giunto ormai alla terza edizione. Anche quest'anno sono in cartellone un sacco di belle band: Electricity In Our Homes, Maria Antonietta, Gross Magic, Karibean, Brothers In Law, L'orso, Nicolò Carnesi, Horrible Present, Edipo, The Sasquatch e Wildmen.
Purtroppo non potrò partecipare, ma "polaroid alla radio" supporta comunque il bell'evento dedicandogli la puntata in onda questa sera su Città del Capo Radio Metropolitana. Ad accompagnarmi ai microfoni ci sarà Ramona, già penna di Frigopop, il blog promotore del festival, che quindi ci regalerà uno sguardo "dal backstage" e smezzerà con me birrette e playlist.
Appuntamento alle 21 sui 96.3 e sui 94.7 in modulazione di frequenza,se siete da queste parti, oppure comodamente in streaming!

Making Marks in Italia!

Making Marks
Making Marks è il titolo dei dischi più sottovalutati (almeno da me) usciti l'anno scorso. Eppure lo descrivevo come "un dolcissimo indiepop venato di folk, pieno di candidi cori". Lo firmava una band norvegese chiamata Mylittlepony e che ora, in seguito a un cambio di formazione, ha deciso di cambiare ragione sociale, prendendo il nuovo nome proprio da quell'album. Le intenzioni restano comunque le migliori: "Mylittlepony was constantly likened to Belle & Sebastian, and Making Marks have no intention of losing that reference".
La notizia è che a partire da oggi i "nuovi" Making Marks sono finalmente in tour in Italia, grazie agli sforzi di Headphonesman, braccio operativo di WWNBB, che l'anno scorso aveva orgogliosamente distribuito il disco di cui sopra.
Queste le date, e un paio di canzoni:

mercoledì 18 - Roma - Unplugged ai Monti @ Black Market
giovedì 19 - Vittorio Veneto @ Spazio Mavv
venerdì 20 - Brescia @ Carmen Town
sabato 21 - Padova @ La Mela di Newton
domenica 22 - Bologna @ House Show



(mp3) mylittlepony - Stories About Love

Classics at night

Horrible Present
Al numero 54 di Montpelier Road, zona sud est di Londra, ha abitato Nicola Donà, conosciuto come Horrible Present, già voce di Calorifer Is Very Hot. A quell'indirizzo, nel recente passato, ha registrato un sacco di canzoni, subito diffuse in Rete, e molte le avete già ascoltate qui sul blog e in radio.
Ora, proprio in concomitanza di un nuovo tour italiano per Horrible Present, l'etichetta portoghese Cakes & Tapes ha pubblicato una cassetta che raccoglie oltre alle tracce già note anche due inediti (tra cui l'ottima Classics At Night qui sotto), qualche b-side e un remix bomba dei Welcome Back Sailors. Tocca sbrigarsi, perché la cassettina è in edizione limitata a 50 copie!





martedì 17 aprile 2012

School Knights

School Knights

Quando ho aperto la mail li stavo confondendo con i Knight School, band indiepop di New York (a proposito, che fine avrà fatto?), poi ho spinto play ed è venuta fuori una chitarrona che sembrava Cloud Nothings e allora ho controllato meglio il comunicato stampa. Tutt'altra roba. Si chiamano School Knights, provengono da Boulder, Colorado, e in effetti qualche connessione con la band di Dylan Baldi ce l'hanno, avendo condiviso con lui sia svariati concerti che qualche uscita sull'etichetta indipendente Bridgetown Records. Ora sono in una nuova formazione a quattro, il suono si è fatto più pop e meno lo-fi, e hanno in uscita un nuovo singolo Present Tense / Bender che si è guadagnato paragoni con nomi tipo Surfer Blood e Fang Island:

(mp3) School Knights - Present Tense

"Ghetto pop songs"

Sat. Nite Duets
Solo al pensiero che di là c'è il nuovo podcast di "polaroid alla radio" viene voglia di mettersi a ballare, non è vero?

Vedi alla voce Cats On Fire The Sunbathers The Wave Pictures Skaters Thee Holy Ghosts Jaill Casa del Mirto Arcade Fire Soulwax Maria Antonietta Sat. Nite Duets mylittlepony Strawberry Whiplash!

MAP - Music Alliance Pact #43

 MAP - Music Alliance Pact
Un giorno di ritardo, ma non può mancare anche questo mese l'appuntamento con il progetto MAP - Music Alliance Pact: la bellezza di 35 blog di tutto il mondo hanno selezionano per voi una nuova band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Un ottimo modo per scoprire nuova musica in modo non convenzionale. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.
Curiosamente, forse per la prima volta, penso che la scaletta (almeno quella scaricata in ordine alfabetico) funzioni già abbastanza come un buon nastrone, per quanto sempre piuttosto eterogeneo. Tra i nomi da segnarsi in agenda che mi hanno colpito di più: innanzitutto il sedicenne maltese MegaFun, con il suo lo-fi bedroom punk parecchio accattivante; i portoghesi Walter Benjamin, che sembrano muoversi dalle parti dei Tindersticks; Winterhalter, da Singapore, con il suo pop stratificato, colmo di citazioni; e infine gli austriaci A Thousand Fuegos, che sembrano una strana via di mezzo tra certe cose gelide dei Notwist e altre invece pastorali alla Loney Dear, davvero bello.

Gli italiani di questo mese sono i Drink To Me, il loro nuovo album S è una casa grandissima e non sai mai cosa potrai trovare aprendo ogni porta. Alla fine non ti importa nemmeno tanto di uscire, vuoi continuare a perderti. Nonostante le radici di questa idea di musica siano abbastanza riconoscibili (soprattutto da un pubblico non solo italiano come quello del MAP), a conti fatti il risultato resta superiore della somma delle parti.

Questa è la playlist di Aprile, compresi gli mp3 in streaming e il link per scaricarla tutta in un colpo solo.

(mo3) Drink To Me - Future Days

sabato 14 aprile 2012

An introduction to vulcanology

VULCANOLOGY

Domenica pomeriggio alla Tenda di Modena esploderà un nuovo e curioso vulcano emiliano.
A camminare sul fuoco ci saranno A Classic Education, ED, Angus Mc Og, Rashomon e Setti.
“An Introduction To Vulcanology” è il nome dell'evento e i ragazzi che lo accenderanno si sono riuniti nel collettivo Vulcanophono. Uno dice che dalle nostre parti non si muove mai niente, e invece guarda qui c'è un sacco di gente che si dà da fare. Trovate una bella intervista che spiega idee e intenti del Vulcanophono su Emilia Mixtape.
Domani poi, oltre ai live (che iniziano verso le cinque), non mancheranno un sacco di banchetti di etichette indipendenti e un'area di mercatino vintage, giusto per non tornare a casa a mani vuote dopo tanta bella musica. Ci si vede a banco!


A tender trap

Joel Alme
La Fagotta non è più ai microfoni di polaroid alla radio ma le sue segnalazioni sono sempre preziose: è in arrivo il nuovo album di Joel Alme, si intitolerà A Tender Trap e lo pubblicherà ancora una volta Razzia Records il prossimo 9 maggio. La prima anticipazione è questo video per la title track. Il cantautore di Göteborg si conferma un maestro nel trattare atmosfere d'altri tempi, trascinanti e traboccanti di pathos. Ci aspettiamo il consueto profluvio di orchestre, balli stretti in abito da sera e ultimi bicchieri lanciati da alte scogliere all'alba.

(mp3) Joel Alme - A Tender Trap


giovedì 12 aprile 2012

Collegiate metal freak

Sat. Nite Duets
Tiratela fuori voi la Retromania, la nostalgia, la noia del tutto già visto e risaputo. Se una band di giovani scardinati di Milwaukee mi fa un disco che sembra l'incrocio tra Crooked Rain Crooked Rain e il Blue Album, con un tocco sudista alla Silver Jews, beh io non mi tiro certo indietro: quello è il nostro indie rock e sono già lì sotto a sudare la maglietta braccia al cielo.
Loro si chiamano Sat. Nite Duets, un nome che a quanto pare non significa nulla ma che hanno scelto perché è l'anagramma di United States. Bravi ragazzi, così attaccati alla bandiera. Lo vedi anche da come su tutte quelle copertine di precedenti singoli ed ep sono finiti nudi a ridere fradici di birra.
Si respira in effetti una grande aria di festa dentro il loro LP di debutto Summer Of Punishment: sarà che sono tutti amici dai tempi della high-school, dove sono nati fondendo due band, sarà che non c'è un vero e proprio frontman, e le voci nelle canzoni si alternano con disinvoltura. Ma il risultato è a dir poco coinvolgente, con punte di divertimento assolute come Of Age, tutta incespicante, oppure Off The Chain, che butta nel calderone anche una linea tromba a tentare di tenere in qualche modo salda la melodia.
L'equivoco sta nel confondere un suono sporco e slacker con un'analoga attitudine trascurata, cosa che i Sat. Nite Duets non mostrano mai di avere, misurando con grande naturalezza il livello del rumore, le derive psichedeliche e il cazzeggio puro. Come hanno dichiarato loro stessi "It’s kind of anything goes, as long as it’s catchy", e davvero non so trovare formula migliore per questa musica. Sì, è il nostro indie rock e io sono ancora lì sotto a sudare la maglietta braccia al cielo.
Summer Of Punishment viene pubblicato su Bandcamp secondo la formula del "pay as you want" (e quindi anche zero) oppure se preferite (e secondo me dovreste preferire) esce in vinile per Unhinabitable Mansions, la stessa etichetta dei Radical Dads (side project di Robbie Guertin dei Clap Your Hands Say Yeah).
Grazie a Fabio Merighi per uno dei migliori consigli musicali della stagione.

(mp3) Sat. Nite Duets - Of Age

Couchmaster

woouf
Non sei veramente hipster se in casa non hai il divano a forma di Moog, magari abbinato al cuscino a forma di Marshall.

[Visto su Apartment Therapy - thanks to Padda]

mercoledì 11 aprile 2012

Beringia! [video première]

Spakkiano
Chi l'avrebbe detto che Federico Oppi, l'incisivo batterista di A Classic Education e prima ancora di Settlefish, potesse coltivare un amore per certa elettronica dai toni cupi e un po' straniante. Con il suo progetto Spakkiano ha già diffuso in rete diversi brani, e dopo il precedente Macadam arriva ora un nuovo video, Beringia. Alle divagazioni del suono si accompagnano inquietanti immagini di deserti e canyon, dove qualcuno evidentemente si è perso o fa perdere le proprie tracce, la linea del sequencer diventa ossessiva mentre il caldo è sempre più opprimente, la sete stringe la gola e il tempo scorre inesorabile. Spazi così aperti che suonano così claustrofobici.

"You're in my magazine / Are you talking to me?"

chickfactor
It’s easy to set up a false dichotomy between zines and blogs and assume that the Internet killed chickfactor—but that wouldn’t be the whole truth. [...] Like much of ’90s zine culture, chickfactor’s influence is paradoxical: Looking back, they may seem secondary to the music they boosted. But their editorial DNA lives on in the long-form interview style and enthusiastic, buttoned -down tone of sites like Pitchfork (for which I write), Stereogum, and the Quietus, whose impact is far greater than chickfactor’s ever was.
For Ex-Zinesters Only: on chickfactor’s Influence in the Digital Age

Everything was loud, fast, and feedback-strewn. About 5 percent of the audience was absolutely flipping out. Seventy to 80 percent was mostly flipping out, but with less flailing. "We’ve practiced three times in a row, which is three more times in a row than we’d ever practiced before,”
chickfactor’s Anniversary Shows at Artisphere: What We Learned

“I’m not a fan of the label — not because it’s pejorative, which it largely is, where I live — but because it’s a terribly inaccurate description of most bands I see being labeled with it, Black Tambourine included. I don’t think of us (or the Pains, or a million other bands that get called 'twee') as being affectedly cute or sickeningly sweet or purposefully charming. I think people might use 'twee' when they mean 'nerdy' or 'indie' or 'jangly' — I’m not sure how it came about that noisy guitar bands ever got labeled 'twee.'”
Talking Tunes, Zines, & More With Pam Berry Of Black Tambourine

- La foto qui sopra viene da Brightest Young Thing, che ha anche un reportage della serata molto bello, quasi commovente, se avete presente i nomi che vengono citati, o anche solo la canzone da cui prende il titolo questo post.

(mp3) Black Tambourine - Throw Aggi Off The Bridge

martedì 10 aprile 2012

Skaters

Skaters
Da un gruppo di musicisti newyorkesi che hanno suonato con Little Joy e con Adam Green, che hanno aperto per gli Strokes e ai quali si è poi aggiunto il britannico Joshua Hubbard, già chitarrista nei Paddingtons, ti aspetti un bel suono rock a briglia sciolta, capace di equilibrare ruvidezze e melodie a presa rapida. E bisogna dire che ogni tanto fa piacere anche ricevere piene conferme alle proprie aspettative. Il progetto prende il nome di Skaters e sul loro sito si può trovare il loro Schemers EP in free download.

(mp3) Skaters - Are We Just Doomed

“polaroid – un blog alla radio” – S11E20

GRIMES (particolare)
Wedding Present Dot Dash Exlovers Lightships ANT New Candys La Donna di Prestigio Grimes Adam Black Black Tambourine Violens Best Friends Giardini di Mirò Parker Lewis:
tutto qui (compreso il feed, e anche la pagina su iTunes).

giovedì 5 aprile 2012

Parker Lewis tillbaka i Italien!


Parte questa sera da Roma il nuovo tour italiano di Parker Lewis, il cantautore svedese che ha sempre un posto speciale nel cuore di polaroid. Emil scenderà con una inedita formazione allargata a sei elementi per presentare il suo ultimo album Pengar & Lenden, forse il suo lavoro più rock fino ad ora. Queste le date:

giovedì 5 - Unplugged in Monti @ Black Market, Roma
venerdì 6 - Morgana, Benevento
sabato 7 - Beat Café, Vasto (CH)
domenica 8 - Mattatoio Club, Carpi (MO) + Welcome Back Sailors
lunedì 9 - Fermata 23, Camposanto (MO) + Brothers In Law

(mp3): Parker Lewis - Via Emilia

"An obsession with the new"


Piccolo ma interessante scambio di battute su Twitter tra Sean Adams di Drowned in Sounds e Simon Reynolds che mi è servito per trovare questa intervista su Evolver.fm a proposito della "morte degli mp3-blog" (argomento sollevato qualche giorno fa da Casey Newton e ripreso anche da Matthew Perpetua).

"È un'altra primavera"


Fine Before You Came feat. Metroman - Capire Settembre

(via The Breakfast Jumpers)

mercoledì 4 aprile 2012

Thee Holy Ghosts

Thee Holy Ghosts
Difficile ascoltare l'EP di debutto (ma la lunghezza è quella di un vero album) dei Thee Holy Ghosts senza avere voglia di infilarsi un giubbotto di pelle, salire su una motocicletta e partire lasciandosi dietro un nuvolone di polvere. Provengono da Gainesville, Florida, nome che è già una garanzia, e suonano un garage rock in bianco e nero, fedele al canone ma che trova il giusto equilibrio tra rabbia e melodia. I Can't Take It e Cops sono una macchina del tempo per piste da ballo, Ghetto Pop Songs potrebbe essere una canzone di Sonny & The Sunsets o degli Strange Boys, e Sand In My Beer è appiccicosa come brillantina. Dimenticavo: l'ep è in free download. Subito nel vostro juke-box!

(mp3) Thee Holy Ghosts - I Can't Take It
(mp3) Thee Holy Ghosts - Ghetto Pop Song

martedì 3 aprile 2012

Tumble down

Terry Malts - Killing Time
Tra la prima e la seconda canzone di Killing Time una voce di ragazza un po' annoiata e un po' smarrita confessa "I'm so desperate for some fun". Credo che il motivo per cui l'album di debutto dei Terry Malts per me rappresenta ancora l'uscita più importante del primo trimestre 2012 sia tutta qui, in questa confessione all'apparenza ingenua, in questa plateale resa a una fame universale, inquieta, senza tempo.
Sulla copertina campeggia un adolescente buttato sul letto che fissa il soffitto, una maglietta con la scritta "Mental Reject", una birra sulla pancia e la tv accesa su nessun canale. I colori tetri della scena fanno a pugni con la scritta fluo. Tagli frantumano l'immagine in schegge disordinate.
Del resto, nel titolo dell'ultimo singolo la band di San Francisco dichiarava I'm Neurotic. E più avanti nel disco racconta "Man, I hate my job [...] where is the weekend? I'm gonna lose my head". Frustrazione, pensieri confusi e in mezzo improvvise illuminazioni (No Sir, I'm Not A Christian), e nemmeno i sentimenti stanno meglio. In un ritornello i Terry Malts implorano "I just want to be with you", in un altro fanno tutti gli aggressivi, "your love makes me nauseous", e poi finiscono per commiserarsi: I'm No Good For You.
Un'urgenza caotica che non sta ferma un attimo: I Do è uno dei momenti più impetuosi del disco. Il suono è abrasivo a livello di guardia, le canzoni sembrano suonate raccogliendo chitarra basso e batteria dal marciapiede del Rock dove li avevano gettati un attimo prima, ancora incandescenti, Buzzcocks, Ramones o Jesus and Mady Chain. C'è anche altro, una propensione quasi bubblegum per certe melodie appiccicose, e infatti la voce non è mai del tutto sepolta dai feedback che tappezzano ogni secondo della musica. Ma non c'è tempo per girarci troppo intorno: quattordici canzoni in 33 minuti sono una discreta media e tutte a ritmo parecchio, parecchio sostenuto, quasi furibondo (tranne forse la logorante Waiting Room, che racconta il tedio di un'attesa proprio giocando sulla reiterazione). Il resto è frastuono punk a rotta di collo, ma con dentro quell'eterna e nervosa insoddisfazione che il ragazzo sulla copertina conosce bene. E io ho voglia, ho bisogno di un disco così, che mi faccia fare le capriole al cuore, "tumble down pa pa pa pa..."

(mp3) Terry Malts - Tumble Down

lunedì 2 aprile 2012

La polaroid di un nastrone


Nuova "polaroid alla radio" in forma di nastrone: si scarica, si ascolta in streaming e ci si iscrive (via feed o iTunes) sulla pagina del podcast. Intanto beccatevi la playlist:

Lightships - Two Lines
Beach House - Other People
Field Trip - Give Me a Break
Allo Darlin' - When You Were Mine
Best Coast - The Only Place
No Monster Club - Be My Bone
Dead Angle - Malice In Your Words
Dive - Geist
Japandroids - The House That Heaven Built
Korallreven - The Truest Faith (CFCF Remix) - selezionata da La Donna di Prestigio
Dent May - Best Friends
Air France - It Feels Good To Be Around You (Memory Tapes remix)
Still Flyin' - Travelin' Man
The Ketamines - Skin Trade
The Blanche Hudson Weekend - Just Like Susan
Violens - Der Microarc
Young Hunting - Sweet Bird
Fanzine - Houses Fall

(Grazie della foto a groove_is_in_the_heart aka Life & Limb)

i cani non sono i pinguini non sono i cani

domenica 1 aprile 2012

Polaroids From the Web

"Urbani, cioè neo-provinciali" edition

Stalking Gazebo Penguins
- Federico Pucci su Chiuso scrive un ottimo pezzo sui nostri amati Gazebo Penguins a partire da Google Maps, gran bella idea. La differenza tra luogo e spazio in una prospettiva punk hardcore.

- Nell'ultimo Why We Fight, Nitsuh Abebe, in mezzo ad altre cose sull'alienazione dell'hipster, in pratica dice che il live di Fiona Apple è stato migliore di tutti quelli visti al SXSW.

- "Like waking up one day to find the math club out on the football field and winning": Joe Levy, editor in chief di Billboard, ha scritto per la sezione viaggi del New York Times la sua cronaca della Weezer Cruise, ma soprattutto cita numeri molto interessanti sul business delle crociere rock.

- Non avevo proprio idea che Mike Skinner aka The Streets avesse scritto un libro di memorie. Sullo Spectator c'è un'intervista interessante a tema letterario.

- Stereogum’s 25 Most Anticipated Albums For Spring/Summer 2012

- "L'idea di produzione di musica non è semplicemente appiccicare un logo, pagare le stampe ed effettuare la solita operazione di strozzinaggio che la maggior parte delle etichette italiane applica sui gruppi": su Breakfast Jumpers bella intervista a Giorgio Borgatti di Upupa Produzioni.