lunedì 29 ottobre 2012

"Preppy-tennis meets skater-cool-girl"

X-GIRL. HERE, THE STORY OF KIM GORDON AND DAISY VON FURTH'S SHORT-LIVED CLOTHING LINE.

Avevo deciso di non scrivere niente a propostio di quanto sono diventato insofferente verso certe forme di sciatteria nella scrittura, come ad esempio l'ultimo articoletto sugli Anni Novanta pubblicato da VICE (no link, grazie). Perché a me sta bene leggere l'opinione di chi sostiene che è insignificante un certo revival, anche quando si tratta del revival di qualcosa a cui sono in maniera ambigua, conflittuale e faticosa affezionato. Ma se mandi tutto in vacca dopo tre parole, parole che non sai mettere assieme né scegliere (mentre si capisce che vorresti essere divertente), allora no, tutto l'ambiguo e il conflittuale dentro di me svaniscono e divento un talebano, e posso sostenere a spada tratta anche i Novanta, MTV e perfino il grunge.
E poi stamattina mi capita davanti questa foto, mi risveglia qualche neurone e risalgo a un articolone dello scorso agosto su Papermag. E mi tuffo per qualche minuto nella storia (effimera e snobbissima finché volete, ma esemplare nel suo Zeitgeist) della X-Girl, la linea di moda creata a New York da Kim Gordon e Daisy von Furth e durata una manciata di stagioni. Una roba che più Novanta di così non si può proprio immaginare. E alla fine mi dico che: 1) il revival di un certo spirito oggi è definitivamente impossibile; 2) i Novanta "sfigati"? Boh, ne avessi oggi di sfiga così.

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