mercoledì 29 febbraio 2012

La verità è bisestile (come i Chewingum)

ChewingumVorrei essere capace di raccontarvi qualcosa del nuovo disco dei Chewingum nella stessa maniera in cui il nuovo disco dei Chewingum racconta il proprio mondo. Ma non ci si riesce: il trio di Senigallia sembra restare inafferrabile dietro gli aggettivi da comunicato stampa tipo "sghembo" o "stralunato". Credi siano soltanto un po' naif, pensi di intravedere un sorriso in una melodia dolcissima, ma l'imprevisto di un accento spostato in fondo alla frase semina il dubbio, non inquadri bene l'immagine di Neorealismo del lunedì, e "sentirsi in Quaresima al bar" finisce per confonderti del tutto.
Userò allora questo 29 febbraio come un alibi, giorno fatidico e fantasma, il più adatto per riprendere il filo del discorso e farci un bel fiocco. Pubblicato da Garrincha Dischi, Nilo è un fiume di parole: sembrano restare attaccate una all'altra per caso, fradicie, e a volte suonano come quelle frasi che pronunci mentre non sei più sicuro se sei sveglio o sogni già, ma nessuna si abbandona, non divagano, si tengono strette e dopo un po' capisci che hanno ben chiaro dove andare a parare. In quasi tutte le canzoni di questo disco compare qualche allusione al concetto di vero o al suo contrario. "La verità è la favola del nostro tempo", cantano i Chewingum, e forse quel tocco surreale ma soffice, sempre in bilico sul nonsenso, che muove le loro canzoni è l'unico modo per non farsi fregare.
Mescolate le radici indiepop degli esordi in ritmi funky e reggae, farciti di elettronica e campionamenti in abbondanza, Nilo si diverte a scappare canzone dopo canzone, sgusciare via da ogni idea che ci siamo appena fatti. Per esempio, dopo la cassa dritta, dopo la voce di Pasolini, a metà scaletta arriva una ballata acustica, Anna è una scintilla, suonata in punta di piedi, la chitarra che accenna soltanto ma non vuole disturbare, spazzole discrete sulle pelli, e tutto si tiene insieme solo con quel suono di organo dietro, come aria che entra da una finestra dimenticata aperta. Da nodo in gola. Tutto poi scoppia un'altra volta, il rock di Oregon ghiacciai con la voce di Maria Antonietta a bruciare dentro: "ieri sera ho visto almeno due espressioni sul tuo viso". E come se niente fosse, si passa a una samba sensuale ma dolente sulla spiaggia, Sambamara che profuma l'aria. E infine c'è L'assunzione della vergine, quasi una preghiera travestita da canzone d'amore, che fa venire in mente De Gregori e cita Bright Eyes, aprendosi con un'invocazione: "proteggimi dai come sto e dalle falsità a ruota libera". Proteggici.

(mp3) Chewingum - Atlantic City

1 commento:

Anonimo ha detto...

intriganti come e più di prima. mi piacciono proprio perchè sfuggenti. per la perizia con cui maneggiano la musica pop, sospetto che ne abbiano in qualche modo scoperto il segreto (e non è da tutti!)...
complimenti.
io lo compro!

dj nepo