venerdì 29 luglio 2011

I'm gonna walk to the sea, I'm gonna jump right in

Il nastrone di polaroid per l'estate 2011

Il nastrone di polaroid per l'estate 2011
Tutto quello che riesco a pensare in questo momento lo dice già il titolo del nastrone, che poi è anche il primo verso del primo pezzo.
Qui c'è il link per scaricare lo zip, con copertina instagrammata fai-da-te e tracklist. Insomma, è un piccolo nastrone per augurarvi buone vacanze.
Quindi, sì, buone vacanze.


1) Sonny And The Sunsets - I Wanna Do It
2) Triptides - Spirit Flows
3) Kids On A Crime Spree - Trumpets of Death
4) Bart & Friends - Who Am I to Say No
5) Real Estate - Barely Legal (The Strokes cover)
6) Little Gang - Evert's Song
7) Black Lips - Time
8) Brilliant Colors - How Much Younger
9) Bleached - Think of You
10) Karibean - Gregorian Spring
11) TV Girl - Lizzy Come Back to Life
12) Tashaki Miyaki - All I Have To Do Is Dream (Everly Brothers cover)


Yes / Sun


E poi non dite che noi del We Were Never Being Boring collective non pensiamo alle vostre vacanze: quale suono migliore dei nostri cari Welcome Back Sailors vi può accompagnare quest'estate?

... Era il tramonto sulla Bassa Padana, è l’alba a Ibiza. Dalla provincia reggiana i Welcome Back Sailors arrivano con un sorriso sulla spiaggia, i riflessi del sole sull’acqua come coriandoli o forse farfalle sui synth. Una voce scivola da lontano sui riverberi e sulle onde...


Questo è il nuovo video di Fortune Teller Song, l'album Yes/Sun lo trovate qui.

The Empire of Retro and the Hipster International

Retromania disco dell’anno, ok, però anche se sembrerà un po’ snob, non posso dirmi del tutto soddisfatto dall’ultimo saggio di Simon Reynolds (in uscita in Italia a settembre su ISBN). Forse sono poco generoso nei confronti del critico inglese, ma il mio problema è che avevo creduto alla promessa della domanda iniziale: cosa succede quando una cultura arriva a riciclare il proprio passato in un loop sempre più pervasivo e indifferente? Cosa succede quando tutto si schiaccia in un velocissimo e ristagnante presente, dove ogni idea, opera o stile sono diventati accessibili? Credevo che Retromania avrebbe illuminato angoli nuovi là dove altri mi mostrano solo piattume, ma è stato un po’ inquietante scoprire che anche Reynolds alla fine non riesce a uscire dalle due dimensioni dell’oggi.
Tra la premessa e le conclusioni dell’ultimo capitolo c’è una lunga digressione storica, che da un lato serve ad avvalorare la tesi del progressivo e crescente recupero del proprio passato da parte del Rock, ma che dall’altra lascia sensazione di un’eccessiva sintesi. Basta aver letto anche libri non proprio da specialisti come Please Kill Me di Legs McNeil, per la parte sul punk, o qualche testo di Paolo Hewitt, per la parte sul movimento Mod, tanto per citare due casi, per avvertire che Reynolds sta prendendo qualche scorciatoia di troppo.
Tanto è lunga (dispersiva?) la parte centrale, tanto è sbrigativa, in confronto, l’ultima.
Per esempio, mi sembra poco credibile che non sia quasi toccato l'argomento Rete e social network da un punto di vista pratico, dato che è lì che passa la quasi totalità del nostro rapporto con la musica oggi. Lo stallo del presente viene descritto, ma certe sue possibili proiezioni restano sospese (come si rapporta con la Storia chi è adolescente oggi? Quali conseguenze ha sul creare/diffondere musica?). La "fashionizzazione" della cultura Pop, pur essendo una chiave di lettura interessante, viene tirata via in due pagine. C’è una specie di happy-end appiccicato a un certo punto, e poi finisce all’improvviso.
Mi è piaciuto il taglio molto più personale che stavolta Reynolds ha dato alla propria scrittura, e quasi a ogni pagina ci sono riflessioni brillanti che già da sole varrebbero cento citazioni. Reynolds sa puntualizzare con una lucidità e una competenza che hanno pochi pari i nodi concettuali decisivi per la nostra epoca (stavo scrivendo "Scena"). Ma, insomma, alla fine mi resta la sensazione che Retromania mi abbia ripetuto domande che mi faccio già da tempo, documentandole storicamente in abbondanza, ma lasciandomi di nuovo solo di fronte alle risposte.

mercoledì 27 luglio 2011

Non ritornerò, penso, per un po'


Strepitoso video live di una band che strepitosa dal vivo lo è più o meno sempre, i Gazebo Penguins, qui ripresi sul palco dell'Italian Party di Umbertide. Legna, il loro ultimo disco, è una gran botta, pieno di canzoni che ti costringono a puntare l'indice al cielo e a sgolarti.
Bonus track: cinque alto a Sollo (quello che canta e non ha i capelli rasati) per la maglietta della Hell Yeah.

Hard to explain

Con tutto il rispetto, Stroked, il tributo al disco di debutto degli Strokes messo insieme da Stereogum, NON SI PUÒ SENTIRE.
Gli unici che portano a casa una cover decente sono i Real Estate, che fanno sembrare Barely Legal una canzone in tutto e per tutto del loro repertorio, calda e languida anche quando dovrebbe suonare più rabbiosa, e loro sono magnifici in questo.
Sufficienza risicata per i Morning Benders (obiettivamente avevano il compito più difficile), che trasformano Last Nite in un remix dei Phoenix, e per Owen Pallet, che tira fuori della musica classica da Hard To Explain, e sarebbe da pelle d'oca se non ci cantasse sopra con quella voce.
Tutto il resto, anche no, grazie.

(mp3): Real Estate – Barely Legal

martedì 26 luglio 2011

Maniac


Arriva via Stereogum un'altra anticipazione di Hysterical, il prossimo disco dei Clap Your Hands Say Yeah atteso per il prossimo 12 settembre. Si intitola Maniac (ma è un concept album?), si dibatte frenetica contro un synth ostinato, mentre la voce di Alec Ounsworth sale nervosa ma si ferma prima dei suoi storici falsetti, e alla fine mi restano addosso ancora più aspettative per il terzo lavoro della band newyorkese.
Il fortunato Colas ha già ascoltato il disco e mi permetto di rubargli un commento a caldo: "Same Mistake / Hysterical è un'apertura 'forte'. Per ora mi sono fatto l'idea di un disco molto più riflessivo, soprattutto nel modo di cantare. Molti pianoforti, ottoni, un paio di pezzi quasi in odore di Snow Patrol (ho detto quasi) e un quasi plagio di The Crystal Lake che ovviamente mi piace tantissimo".

(mp3): Clap Your Hands Say Yeah - Maniac

"Do you still feel younger than you thought you would by now?"


Scusate, magari lo avevano già scritto tutte le riviste tre mesi fa, ma non sono più un assiduo lettore di riviste, e sui blog che frequento di solito non mi pare di averlo visto. Inoltre, ammetto di non essere stato mai travolto dal fascino degli Arctic Monkeys, e così solo da quache settimana mi sono ascoltato il loro ultimo Suck It And See. Bello! Ma nessuno mi aveva detto che suona come un perfetto album tributo al Morrissey solista di metà Anni Novanta, epoca Vauxall An I oppure Your Arsenal (poli opposti ma complementari), il mio Moz preferito.
A parte i due tre momenti più ruvidi che ti aspetti da Alex Turner e soci (Brick By Brick, Don't Sit Down...) e che skippo abbastanza volentieri, ci sono alcune limpide ballate di un romanticismo virile così determinato e al tempo stesso per nulla precipitoso che rivelano un'eleganza non comune. Sarà per questo che il tono di molte recensioni tendeva a liquidare il disco con un "vabbè, bravi ma non sono più i régaz di una volta". Pitchfork ha scritto addirittura "[this] is not music to blog to". Ma che cazzo.
Il modo paziente, quasi premuroso, amorevole, con cui la melodia si curva sui quei suoni di chitarre nella title track, o in Reckless Serenade, o soprattutto in Love Is A Laserquest, mi ricorda da vicino quello di The More You Ignore Me The Closer I Get o We Hate It When Our Friends Become Successful. Insomma, per me sa un po' di classico. Poveri Arctic Monkeys, non credo sia un buon segno per loro.

(mp3): Arctic Monkeys - Suck It And See

Enjoying



Ma da veri hipster non dovrebbe essere il contrario?
"Stop enjoying things I enjoy right now", no?

sabato 23 luglio 2011

Monnone Alone


Vi ricordate? Ai concerti dei Lucksmiths c'era sempre uno che anche dopo le canzoni più sentimentali era capace di sdrammatizzare l'atmosfera con una battuta. Era il bassista Mark Monnone, infaticabile party boy, quello che non a caso è poi entrato anche nella formazione degli Still Flyin. Dopo lo scioglimento della band australiana Monnone si è dedicato a tempo pieno all'etichetta Lost And Lonesome e al suo progetto solista, e ora esordisce con un 7 pollici a nome Monnone Alone.
Con un suono dalle parti dei primi Pastels ma con un tocco di sole in più, Pink Earrings anticipa sorniona un album le cui prime registrazioni sono cominciate in primavera tra San Francisco e New York, con la partecipazione anche di membri di Ladybug Transistor, Aislers Set e Architecture In Helsinki. Il disco probabilmente uscirà a inizio 2012, e non vedo l'ora di sentirlo, ma chissà che in Italia non ci sia qualche sorpresa anche prima.

(mp3): Monnone Alone - Pink Earrings

venerdì 22 luglio 2011

My heart, what have I done to you?


La serenità pastorale della musica di Loney Dear è una di quelle certezze che periodicamente tornano a confortarci. Dopo la ristampa di Loney, Noir su Sub Pop tre anni fa, il cantautore svedese è passato su Polyvinyl, che nel 2009 ha pubblicato l'eccellente Dear John. Il prossimo 4 ottobre uscirà Hall Music, e ad anticiparlo ora è arrivata questa My Heart, pop orchestrale come sempre dal tocco raffinatissimo.

(mp3): Loney Dear - My Heart

giovedì 21 luglio 2011

Vomit


Come ha commentato l'etichetta True Panther su twitter, "per chi credeva che non saremmo mai riusciti a tirare fuori un set di termini più problematici da cercare su Google di Girls e Album ecco qui Girls + Vomit". Si intitola proprio così la prima anticipazione da Father, Son, Holy Ghost, il secondo album della band di San Francisco. Una canzone tesa, piena di chiaroscuri e momenti di rabbia, e che a un tratto si illumina glam, rasserenata, sprigionando una inattesa spiritualità, tra organi e cori quasi gospel.
Christopher Owen dei Girls l'ha presentata così: "I wrote Vomit before Girls was even a band or an idea, this is one of the first songs I ever wrote along with Substance and Headache. What you’re hearing in Vomit is someone who is at life’s lowest, seeing the light, and becoming a songwriter".

(mp3): Girls - Vomit

An argument with myself

«I know now that what I called “quitting music” before is simply a natural way of dealing with the emotional overload of going through the release of a record and spending your life traveling around playing the songs from it.»

Quasi l'unica buona notizia che mi ha tenuto in piedi nelle ultime ventiquattro ore è stato l'annuncio del ritorno di Jens Lekman. Uscirà infatti il prossimo 19 settmebre un nuovo EP intitolato An Argument With Myself, con cinque "nuove" canzoni (anche se da tempo sono nelle scalette dei live), tra cui la amata Waiting for Kirsten e New Directions.
Sul sito della Secretly Canadian c'è un'intervista come sempre abbastanza aperta rilasciata da Lekman in esclusiva al "prestigioso" Walla Walla Washington Union Bulletin, dove il cantautore svedese spiega che dentro questo EP sono finite canzoni che non trovavano posto nell'album ancora in lavorazione ma che stavano bene assieme, "a little taste of what’s not to come".

martedì 19 luglio 2011

My Bubba and Bob


Potevo mettervi l'mp3 da scaricare, il Soundcloud da ascoltare in streaming o linkare il bandcamp. Ma quando hai un video con le My Bubba And Mi che cantano il loro nuovo singolo BBQ Bob, mentre le cicale friniscono in mezzo al bosco in una giornata di sole, non serve davvero nient'altro.
Il disco potete comprarlo qui su WWNBB.

Solo chewingum


Avrà un "suono di iPod frullato" il prossimo disco dei nostri cari Chewingum, e uscirà in autunno per Marinaio Gaio e "forse altre realtà indipendenti con le quali ci piacerebbe fare la festa". Ancora non c'è un titolo ma una scaletta sì, e vede alcuni titoli che conosciamo già dagli ultimi live della band marchigiana, come L'alba di Roma est e Sambamara. E poi, quasi per scherzo, in sala prove è saltata fuori una cover di Solo tu dei Matia Bazar, e i Chewingum hanno deciso di metterla in free download nella sezione "pesce fresco" del loro sito: "magari se la ballano a fine serata sulla spiaggia".

(mp3): Chewingum - Solo tu (Matia Bazar cover)

sabato 16 luglio 2011

MAP - Music Alliance Pact #34

 MAP - Music Alliance Pact
E nonostante il caldo, non manca neanche questo mese l'appuntamento con il progetto MAP - Music Alliance Pact: una trentina di blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.
Questo mese mi sono piaciuti: la cantautrice cinese Fan Shiqi, con la sua voce morbidissima, la cover di Box Elder dei Pavement fatta dalla finlandese Astrid Swan, il pop folk irruento dei francesi Hold Your Horses (ve li ricordate?), i tedeschi soft.nerd, "really into analog synth", il pop glassato dei neozelandesi Sleepy Age e l'indiepop dei russi Patience, che mi ha un po' ricordato - ma tu guarda - i Belly.
A questo giro, a rapprsentare l'Italia c'è Giorgio Tuma, che proprio ieri è anche finito sul Guardian. Il suo nuovo album In The Morning We'll Meet, pubblicato dalla storica label spagnola Elefant Records, con il suo mix di Brian Wilson, Stereolab, colonne sonore italiane Anni Sessanta, canzone francese e jazz, è perfetto per adagiarsi pigri e sensuali nell'estate.
Questa è la playlist di Luglio, compresi gli mp3 in streaming e il link per scaricarla tutta in un colpo solo.

(mp3): Giorgio Tuma - New Fabled Stories

venerdì 15 luglio 2011

Volume Summer Festival



Se questa sera siete dalle parti di Bra, c'è il Volume Summer Festival, e soprattutto c'è una di quelle feste come sanno organizzare i ragazzi lassù. Quelle che si prende tutto il centro, lo si chiude, lo si riempie di bella gente, molti brindisi e buona musica, e il resto viene da sé. Ci sono i Casa del Mirto e gli Iori's Eyes in concerto, in apertura suoneranno anche Kash e Dance! No Thanks, e dopo avrò il piacere di mettere un po' di dischi insieme a Mastroianni e al Signor Lombardo, che i più emotivi di voi ricorderanno per i suoi reportage da Stoccolma sulle pagine di Indiepop.it.
Non so a che ora finiremo, qui c'è l'evento Facebook, per tutto il resto ci si vede a banco!

Sonny & The Sunsets live @ MAPS


Sul finire della primavera Sonny Smith, meglio noto come fondatore di Sonny & The Sunsets è passato a Bologna, e quella sera, in mezzo a tanti amici, si respirava aria di San Francisco e di rock'n'roll. Godetevi il live unplugged a Radio Città del Capo per MAPS e la bella intervista su LessTV, con la collaborazione del nostro Aurelio Pasini.
Tra le facce rapite al concerto all’Elastico non mi si vede, non sono abbastanza fotogenico, ma devo ammettere che con un po' di imbarazzo mi sono riconosciuto nell'urlo finale. Vabbè, dai, eravamo nel roghenroa.

Polaroids From the Web

"Feed reader's digest" edition

Uno va via dal blog un paio di giorni e quando torna il feed reader sembra la lavatrice che ti ha allagato la casa. Sono uscite mille anteprime da mille dischi dell'anno (quelli che durano almeno una settimana). Lasciatemi fare qui un breve e parziale riassunto, almeno per me:


- "I want to buy you something, but I don't have any money!" cantano più smithsianamente che mai i Drums in Money, prima anticipazione dal secondo atteso album Portamento, in arrivo a settembre su Moshi Moshi / Cooperative. Forse è lunga un minuto di troppo, forse suona troppo Hatful of Hollow Will Tear Us Apart, ma si balla che è un piacere e a me sembra proprio che prometta bene.
(mp3): The Drums - Money


- Santa Slumberland (1): tornano con un secondo album anche le Brilliant Colors da San Francisco, trio dall'indiepop frenetico, che a questa prova smussa gli angoli, si fa meno nervoso ma continua a suonare C86 abrasivo e a presa rapida. Dopo Introducing di due anni fa, ecco Again and Again, anticipata da How Much Younger, quasi Talulah.
(mp3): Brilliant Colors - How Much Younger


- Santa Slumberland (2): l'etichetta di Oakland lancerà anche il debutto omonimo dei londinesi Veronica Falls. Qui sul blog me ne ero occupato già un paio d'anni fa, ma quando li ho visti in concerto lo scorso inverno mi era sembrato che dal vivo si scrollassero volentieri di dosso l'estetica lugubre dei primi singoli. Questa Come On Over, che ribolle e scalpita, sembra confermare l'impressione (c'è anche il video, ovviamente vintage).
(mp3): Veronica Falls - Come On Over


- Prime notizie di un nuovo album per i Real Estate, dopo l'eccezionale debutto omonimo del 2009. La band del New Jersey torna infatti con Days, registrato insieme a Kevin McMahon (il produttore dietro allo studio Marcata dei Walkmen) e pubblicato niente meno che dalla Domino. It's Real suona bella nitida, e il comunicato presenta il disco come un "next step". Non vedo l'ora di sentire il resto.
(mp3): Real Estate - Its' Real


- In tour insieme ai Real Estate quest'estate ci saranno i Dominant Legs. Dopo l'ep dell'anno scorso Young at Love and Life, che in radio avevano suonato un sacco, anche per loro è in arrivo un bell'album di debutto. Si intitola Invitation e lo pubblica Lefse Records. La band di San Francisco (fondata da Ryan Lynch, che abbiamo già visto alla chitarra con i Girls) continua nel suo stile un po' commedia Anni Ottanta e un po' lo-fi confidenziale. Me lo sarei visto bene in un film di John Hughes.
(mp3): Dominant Legs - Hoop Of Love



- A memoria d'uomo, non si ricorda molte volte il nome dei Belle and Sebastian associato alla parola remix. C'era stato una I'm A Cuckoo rifatta dagli Avalanches in salsa africana, ma non era riuscita proprio strepitosa. Ora la band di Glasgow torna con un 12' intitolato Come On Sister, che ne contiene tre, a cura di Cold Cave (forza Goldfrapp!), Richard X (forza Human League!) e Tony Doogan (la più "tranquilla"), più Blue Eyes of a Millionaire, già bonus track digitale dell'ultimo album Write About Love. Sono un po' perplesso ma a Murdoch e soci si concede sempre credito illimitato.
(mp3): Belle and Sebastian - I Didn’t See It Coming (Richard X mix)
(mp3): Belle and Sebastian - I Didn’t See It Coming (Cold Cave remix)

giovedì 14 luglio 2011

The 2011 Believer Music Issue


Con una strepitosa copertina disegnata da Charles Burns, è uscita l'edizione 2011 del "Music Issue" di The Believer. In sommario, una storia dei mangiadischi per automobili, un saggio che traccia un parallelo tra mashup e interventi urbanistici, tutto quel che volevate sapere sul pop coreano, un'indagine sui "misteriosi" Salem, interventi di Brian Eno e David Byrne, le rubriche di Nick Hornby e Greil Marcus, e un'imprescindibile analisi del ruolo storico-culturale del fagotto.

Freddo?


Sì, lo so, c'è conflitto d'interessi (disclaimer: ho dato una piccolissima mano a pubblicare il loro album d'esordio Cold), ma due parole per segnalare il nuovo video dei Be Forest ho comunque voglia di spenderle. Sono passati alcuni mesi dall'uscita del disco e sono sempre più convinto che i ragazzi di Pesaro siano una delle cose migliori nate in Italia negli ultimi tempi. Soprattutto dopo averli visti dal vivo, ho pensato con un pizzico di orgoglio che l'intera idea di mettere in piedi un'etichetta oggi, nonostante tutto, con loro avesse davvero trovato una sincera ragione d'essere, ovvero mettere semplicemente al mondo qualcosa di bello.
Le atmosfere cupe e al tempo stesso agitate della loro musica, "l'equilibrio perfetto tra la misura del freddo assoluto e la passione piena", nei Be Forest restano seducenti anche dopo tutte le analisi e le dissertazioni intorno a new wave, shoegaze, goth eccetera. Mi piace il modo in cui ogni cosa dentro questo disco, e quasi dal gruppo stesso, sembra fluire con naturalezza. Come una cosa semplice ma detta proprio bene, o che forse diventa semplice proprio perché detta bene.
Il video di Florence, una delle tracce migliori della raccolta, pieno di luce e colore (proprio quando ti aspettavi di associare il loro suono al gelo e all'ombra), sembra muoversi allo stesso modo, con la stessa semplicità, mentre i corpi che attraversano il paesaggio in assoluta leggerezza, a volte trasparenti, si lasciano andare e restano in apparente distacco da ogni possibile angoscia.

(mp3): Be Forest - Florence (lrnc)

Su MAPS trovate una recente intervista con Nicola, chitarra e in qualche occasione batteria dei Be Forest, poco prima del suo live per Area51.

lunedì 11 luglio 2011

Green Like July in free download


John Lennon e Big Star in due belle cover dei Green Like July. Il tutto in free download (con tanto di artwork a cura di Olimpia Zagnoli), grazie alla nuova collaborazione tra Ghost Records e Bad Panda. Scaricate!

Sleep forever


"Covo e Locomotiv in Vicolo Bolognetti hanno svolto un grande lavoro di mediazione con i residenti. Si sono affidati a veri tecnici del suono. È bello vedere ogni sera 1.500 ragazzi che ascoltano musica. Vicolo Bolognetti e Botanique sono due luoghi molto interessanti, i più orientati verso il pubblico giovane. E dimostrano che tanti stereotipi vanno abbattuti. Io invito tutti ad andare a vedere e sentire" (l'assessore alla cultura Alberto Ronchi, in un'intervista ieri su Repubblica).

Questa sera, per esempio, al Bolognetti arrivano i californiani Crocodiles, il cui ultimo album si intitola guarda caso Sleep Forever, e quello precedente, neanche a farlo apposta, Summer Of Hate. Nessuna provocazione, solo buon indie rock, tra shoegaze e viaggioni più psichedelici. Ci si vede a banco!

(mp3): Crocodiles - Summer of Hate
(mp3): Crocodiles - Nothing To Be Done (The Pastels cover)

sabato 9 luglio 2011

Looking out for summer


Esperanza


Matteo Lavagna, già nei Disco Drive e metà dei Peluche, ha un nuovo progetto elettronico chiamato Esperanza, insieme a Carlo Alberto Dall'Amico (Cécile) e Sergio Maggioni (Hot Gossip). La label tedesca Gomma ha pubblicato ieri un ep intitolato Sirena, e nella title-track ritroviamo la voce di Banjo Or Freakout, il momento più intriso di pop sognante della raccolta. Nei pezzi successivi emergono invece altre anime: quella più oscura di Ink, con un campionamento vocale che sembra Antony lanciato nello spazio profondo, e quella più solare (la mia preferita) di Aliante giallo, un pezzo già pronto per una rielaborazione in salsa balearico-scandinava alla Air France o Korallreven. A completare il quadro, due bei remix di Luke Abbott (secco e nevrotico) e Broke One (house liquida, da after-hours).

venerdì 8 luglio 2011

Area51 Summer Festival @ Hana-bi

"Have a drink, have a good time"


La notizia che Since I Left You, il folgorante album di debutto degli Avalanches, sta per essere ristampato in edizione deluxe in occasione del decennale alla fine non mi ha abbattuto come temevo. Anche sentirsi vecchi, nell'eterno presente dell'indie, diventa un po' più complicato. Tutto rimane sospeso intorno, mai troppo lontano. Sembra ieri, e la canzone che dà il titolo al disco era la sigla di chiusura della prima edizione di polaroid alla radio. Dopo il riepilogo (come eravamo ordinati!), quel "have a drink, have a good time" era il nostro commiato ideale. Sono passati dieci anni, gli voglio ancora bene, e le migliaia di campionamenti di quel disco sono probabilmente tornate ricombinate e riascoltate migliaia di volte, sospese, intorno, mai troppo lontane. L'ironia è tutta nel ritornello (rubato ai Main Attraction): "Since I left you, I found the world so new".
New?

(mp3): The Avalanches - Since I Left You (Stereolab Remix)

I love girls

Girls - Father, Son, Holy Ghost
Ieri i Girls hanno annunciato l'uscita del loro secondo album Father, Son, Holy Ghost, in arrivo il prossimo 12 settembre su Turnstile. Ancora una volta Christopher Owens e Chet White buttano tutto il loro cuore dentro la loro musica: la prima cosa che salta all'occhio guardando la copertina (clicca l'immagine per ingrandirla) è quante volte compare nei testi la parola "Love".
E poi c'è quel verso, proprio nell'iniziale Honey Bunny, che riassume un po' tutta l'estetica dei Girls: "you will love me, for all the reasons everyone hates me". Qui se ne può ascoltare una vecchia versione dal vivo.
Ecco, se c'è un motivo al mondo per non vedere l'ora che arrivi settembre è questo disco.

mercoledì 6 luglio 2011

We (still) need the sun



Dei marchigiani Karibean avevo già scritto qualche settimana fa. Il loro ep d'esordio Love, Tears And Spiritual Blessing (in free download) mi è piaciuto un sacco e ora, grazie a Enrico Boccioletti (aka Death In Plains), la traccia più luminosa del disco We Need The Sun diventa un video. Niente di più lontano dalle atmosfere tra Vampire Weekend e surf della canzone, ma immagini così sature di colori da diventare quasi astratte, forme in movimento che sfuggono allo sguardo, proprio come le onde.

I want to see my family

New Order
L'anno scorso avevo trascurato il sette pollici I Never Happened dei Comet Gain, nonostante contenesse, oltre alla title-track, anche due collaborazioni con Love Is All e Crystal Stilts. Non so, non mi sembrava una canzone tra le meglio riuscite di Feck, e poi non sono un completista.
L'altra sera invece è saltata fuori da una playlist in shuffle e mi è tornata la curiosità. Quello che mi ero perso, ho scoperto solo ora, è che in fondo al lato B c'era una cover dei New Order, cosa che a dire il vero non mi sarei mai aspettato dai Comet Gain.
La loro versione di Love Vigilantes è molto sanguigna, con una bella grinta un po' Wedding Present, adatta al testo dolente con twist finale. A un rapido giro di Google ho anche trovato che esistono fior fiore di cover della stessa canzone, e alcune, come quella dei Comet Gain, sono all'altezza, se non meglio, dell'orginale.

(mp3): New Order - Love Vigilantes
(mp3): Comet Gain - Love Vigilantes (New Order cover)
(mp3): Laura Cantrell - Love Vigilantes (New Order cover)
(mp3): Iron & Wine - Love Vigilantes (New Order cover)

martedì 5 luglio 2011

Facciamo diventare "Tre cuori in affitto" una roba hipster


Non so quanto Zooey Deschanel sia ancora "new", ma so già che a settembre New Girl finirò per guardarlo.

"Hai letto il testo?" / "Sì, non ci ho capito molto"


Per celebrare la fine della loro prima stagione radiofonica, i ragazzi di Indiepatici hanno realizzato una compilation con un sacco di bei gruppi italiani. Tra i vari Porcelain Raft, m+a, Jules Not Jude, Casa Del Mirto e molti altri, c'è anche una nuova canzone dei nostri Le Man Avec Les Lunettes, una cover del classico dei Neutral Milk Hotel, Communist Daughter.
Eccolo qui sotto in streaming e download:



E guarda caso, giusto ieri Frigopop segnalava che anche gli Annie Hall si sono cimentati con una canzone della band di Jeff Mangum, In The Aeroplane Over The Sea King Of Carrot Flowers Pt.1.

(foto di Ebe Babini)

Tutto quello che ho letto di Biophilia

- Simon Reynolds: "Is Björk the last great pop innovator?"

- Luca de Gennaro: "Quelli come Bjork che ammantano un nuovo disco di documentari, app, progetti multimediali, non riescono più a scrivere una bella canzone."

sabato 2 luglio 2011

I feel low


Vengono da Londra e si chiamano Fanzine (vedi Twitter / Facebook / Soundcloud). Per farvi un'idea di come suonano, vi basti sapere che Max Bloom degli Yuck ha prodotto il loro ep d'esordio. Per diffonderlo, i Fanzine hanno realizzato per davvero una piccola e sgangherata fanzine, la potete scaricare in pdf qui e nell'ultima pagina trovate il link per tutte e quattro le canzoni.
La prima è questa Low, indie rock grattuggiato alla Dinosaur JR. e Teenage Fanclub, tutto il divertimento di cui si può avere bisogno in un sabato d'estate. Io non capisco niente d'inglese, e per di più qui la voce è seppellita dai feedback, ma davvero il ritornello dice qualcosa tipo "I've been feeling low since feeling low was boring out of style"? Potrebbe quasi essere una battuta di Hipster Runoff.

(mp3): Fanzine - Low