giovedì 30 giugno 2011

Osservatorio Retromania (5)

What’s interesting is that for so many the innovation issue is not considered urgent. “Is this innovative?” is not a question that people are asking so much. So with Vivian Girls and the Pains of Being Pure at Heart, or the Vaccines in the UK, what’s striking is that these groups have their supporters who don’t seem to regard their derivativeness to be a blemish. You couldn’t even talk about apologists for those bands because they’re not in the least apologetic: the absence of innovation doesn’t bother or embarrass them.

Simon Reynolds intervistato da PopMatters a proposito di Retromania: must read.

mercoledì 29 giugno 2011

Up, up, up!



"It is hard to overstate the wonderfulness of Graceland, a record that made American pop out of South African township music and transformed Paul Simon from a 60s wunderkind into a middle-aged pop innovator with 13 million album sales. A few years ago, fellow New Yorkers Vampire Weekend turned Graceland into an indie-rock phenomenon de nos jours. This infatuation continues with a new band called Givers, currently causing a stir Stateside since their appearance at South by Southwest (they sound like Arcade Fire playing Vampire Weekend)." [Guardian]
Aggiungiamo pure un tocco esotico-light di Animal Collective e Grizzly Bear, un po' di melodie appiccicose Mistery Jets, una spruzzata di synth MGMT, quei cinque o sei cambi di tempo che se non li metti in ogni pezzo fai proprio la figura del poveraccio e non facciamoci mancare il gioco delle voci maschile / femminile. Ecco, i Givers hanno tutto per prendersi l'estate 2011.

(mp3): Givers - Up, Up, Up
(mp3): Givers - Up, Up, Up (Ruen & Ryan Evans remix)

You know I was trouble from the start

domenica 26 giugno 2011

Alcoholic / melancholic


Continuo a seguire e segnalare passo dopo passo le uscite degli Spaghetti Anywhere perché mi piace tantissimo il loro modo di suonare indiepop, un tocco stralunato alla Pastels ma con una malinconica leggerezza in più. Domani sul loro bandcamp ("while you wait for our debut follow up, which should be ready preeetty soon") sarà in free download il nuovo ep Doolally, che si apre con questa deliziosa Super Special. Scaricate!

(mp3): Spaghetti Anywhere - Super Special

sabato 25 giugno 2011

Osservatorio Retromania (4)

“The problem with retro culture is that it is utterly immersed in the past, but it is increasingly ahistorical. Retro is the exploitation of the past – its history-making exploits all the hard work that was put into creating new forms – in a way that never ceases to be dependent on history but that doesn’t illuminate it or reactivate it in a way that gives it any kind of renewed relevance in the present. It’s just simulation, a replication that is depthless, all about surface stylization.”
Five minutes with Simon Reynolds - FACT Magazine

(Dopo essermi bloccato qualche tempo fa alle prime pagine, in questi giorni sto finalmente leggendo Retromania: c'è molta, forse troppa carne al fuoco, con uno stile che a differenza delle opere precedenti sembra più sinuoso, meno rigido e più "in prima persona". Però l'idea che il presente, musicale e non solo quello, sia in qualche modo "ingolfato" e impantanato mi affascina e mi coinvolge. Se vi è capitato di leggere la rubrichetta che ogni mese cerco di scrivere su Rolling Stone giro proprio intorno a quei discorsi lì - fatte le debite proporzioni, ovvio).

venerdì 24 giugno 2011

La baita degli Wham, covo di Provenzano


Se non vi è mai capitato di vederne uno su Youtube, i Literal, o "literal music video", sono delle parodie di videoclip ufficiali "in cui i testi vengono sostituiti con parole che descrivono alla lettera ciò che il video sta mostrando in quel momento".
Il meme circola da almeno tre anni e ora, grazie al collettivo Literal Italia arriva anche nel nostro Paese. Sul loro canale ne hanno già postati diversi, tra cui quelli per Jovanotti, Gianna Nannini e i Lunapop. Ma quello molto spassoso fatto su Costa Rica degli Ex-Otago, che tra l'altro vede la collaborazione dello stesso Pernazza, a detta di Andrea Pomini dovrebbe essere il primo in assoluto in ambito indie tricolore. Bravi.

(Non vorrei ripetermi, ma l'ultimo album della band genovese, Mezze stagioni, secondo me è uno dei migliori dischi usciti in Italia quest'anno)

giovedì 23 giugno 2011

Some of us don't want to be saved / The music will save us again

HOWL OF THE LONELY CROWD - THE NEW ALBUM BY COMET GAIN
Oh, be young, be someone,
be someone rebel, vicious and dumb


L'ingannevole consuetudine dei giorni di correre avanti e indietro senza luce, in un affannoso spreco di energie, tempo e bellezza, a volte toglie il respiro e la voglia di continuare a tenere in piedi tutta la recita. Sette lunedì alla settimana, parola chiave: update. Non avrai indietro i tuoi anni perduti, ma ormai non hai più bisogno di farne una tragedia romantica di seconda mano. Altre volte, però, ti suonano dentro canzoni capaci di tornare a pomparti sangue nelle vene, di passarti un braccio intorno alle spalle e restare insieme a te "after midnight, after it's all gone wrong". Le canzoni dei Comet Gain sono così. La fuga nei propri sogni e la tenacia di restare a combattere e difenderli. La desolazione urbana e il piccolo personale pantheon in bianco e nero che ti salva. Sul loro nuovo album, intitolato Howl of the Lonely Crowd , è stampato il motto “we could be a glorious failure”. Mentre un verso della portentosa traccia di apertura Clang Of The Concretes Swans recita "you can't hide your hate forever": doppio salto mortale, perché rimanda al loro storico singolo You Can Hide Your Love Forever, che a sua volta ribaltava il titolo del primo album degli Orange Juice. E guarda caso, alla produzione di questo album arriva proprio Edwyn Collins, assistito tra gli altri da Ryan Jarman dei Cribs e Alasdair MacLean dei Clientele. Questa volta i Comet Gain spingono parecchio sul loro lato più arrabbiato. Un po' meno indiepop e Motown e un po' più Dexys e Velvet Underground. La quota di Television Personalities è sempre stabile, ovvero molto alta. E quale altra band potrebbe dedicare un pezzo alla tastierista della prima formazione dei Fall (Yoona Baines)? E poi tutto il resto non riesco più a dirlo a parole, perché non si scioglie il nodo tra un titolo come Some Of Us Don't Want To Be Saved e il ritornello della canzone successiva, "the music will save us again". I Comet Gain restano sempre loro, un "atheist glimpse of heaven", sempre pronto ad accoglierci.

(mp3): Comet Gain - Clang Of The Concretes Swans

venerdì 17 giugno 2011

RCDC Summer Party @ Bolognetti On The Rocks!


Inaugura questa sera Bolognetti On The Rocks, la rassegna musicale estiva ospitata dal quadriportico di Vicolo Bolognetti, quest'anno curata da chi a Bologna propone la nostra musica preferita: Locomotiv Club e Covo Club, in collaborazione con Osteria Dell'Orsa.
Ad aprire le danze, tutti i dj di Città del Capo Radio Metropolitana, che si alterneranno al mixer e ai piatti per un RCDC Summer Party che si annuncia già formidabile.
Si parte alle 19, mi trovate lì ovviamente all'ora dell'aperitweevo. Ci si vede a banco!

Has the world changed, or have I changed?


Ieri The Queen Is Dead, il terzo epocale album degli Smiths, ha compiuto 25 anni. Sarà che la celebrazione del decennale mi era sembrata più sentita (oh, a me piace anche la compilation tributo The Smiths Is Dead), sarà che il ventennale cadeva già "nell'epoca di internet", e quindi tutto perdeva un po' di spessore, ma il quarto di secolo del "ragazzo con la spina nel fianco" e del nostro double-decker bus preferito mi ha coinvolto piuttosto poco. Ormai gli Smiths sono diventati un cliché del nostro Nuovo Mondo Indie, e non mi è sembrato nemmeno di leggere in giro troppi articoli interessanti.
Poi stamattina Francesco mi ha segnalato il bello speciale di una quindicina di pagine su Mojo di aprile, compresa un'analisi di Jon Savage sulla portata politica del disco: trovate tutto scansionato per bene sul forum "Morrissey-solo".

giovedì 16 giugno 2011

Teenage tide


Tornano a farsi vivi i californiani Letting Up Despite Great Faults, che un paio di anni fa avevamo suonato parecchio e avevano raccolto non pochi consensi da queste parti. Allora la segnalazione era arrivata da Colas, il quale citava come riferimento principale i Radio Dept.
Le cose sono un po' cambiate ma non troppo, e ad agosto arriverà un nuovo ep, intitolato Paper Crush e pubblicato da Old Flame Records. La prima anticipazione è questa Teenage Tide, che sembra spostare l'equilibrio del suono verso una maggiore predominanza delle chitarre sognanti. Insomma, meno glitch e indietronica, e più Pains Of Being Pure At Heart. E può andare anche bene così.

(mp3): Letting Up Despite Great Faults - Teenage Tide

NOFest! alla terza edizione


Io lo segnalo tutti gli anni anche se poi non riesco mai ad andarci. Però mi piace supportare nel mio piccolo il NOFest! di Torino, "festival dedicato alle varie realtà indipendenti in campo musicale e non", giunto alla terza edizione e con un cast, come sempre, spettacolare.
L'appuntamento è per questo fine settimana, 17/18/19 giugno allo Spazio 211. E ora ricopio la parte paracula del "comunicato paraculo", perché comunque mi sembra significativa:

In tre giorni sul palco si alterneranno quasi quaranta gruppi, senza ripere un solo nome delle edizioni precedenti, in un evento che non si esaurisce nel binomio musicisti-pubblico, perché il NOFest! non è un festival palcocentrico, piuttosto un luogo in cui perdersi, oscillando tra un concerto ed una birra nella spiaggia urbana, l'acquisto di un disco e un incontro inatteso, una partita a calcio e una braciola.
Due palchi, uno esterno e uno indoor, showcase ai banchetti delle label, Dj Clash al venerdì, il ritorno di Taboo al sabato, reading notturni (Guido Catalano, Domenico Mungo, Marco Philopat, Andrea Scarabelli), Comic Battle e la grande grigliata con concerti acustici alla domenica.
Il tutto pagando quanto si ritiene giusto per un evento simile (secondo la filosofia up2you) e senza che l'organizzazione usufruisca di sponsor o finanziamenti.


Il NOFest si definisce "un progetto ambizioso e perdente", ma proprio per questo ci piace. Ci si vede (in spirito) banco!

Line Up 2011:

A Classic Education
Aspec(t)
Blind Beast
Captain Quentin
D-Alone & the Giant Moloch
Daniele Scardarelli
Dj Minaccia vs Zagor Camillas
Franti
Gala Drop
I Fasti
Iosonouncane
In Zaire
La Moncada
Joe Lally
Johnny Mox
Karl Marx was a Broker
La Quiete
Lili Refrain
Manzoni
Mombu
MoRkObOt
Newtone 2060
Nonlinear
OneFuckOne
Ronin
Ruggine
Squadra Omega
Splinter vs Stalin
The Death of Anna Karina
The Rippers
The Secret
Titor
Vernon Sélavy
Zona MC

Reading notturni:

Andrea Scarabelli
Guido Catalano
Marco Philopat
Naked Mungo

Dj-set:

MOTORCITY DJS CLASH
TABOO

MAP - Music Alliance Pact #33

 MAP - Music Alliance Pact
Eccoci all'appuntamento di metà mese con il progetto MAP - Music Alliance Pact: oltre una una trentina di blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.
La scaletta di questo mese è più eterogenea del solito, ma come sempre trovo qualcosa di davvero curioso e stimolante: lo svedese Bitrobot, con una specie di ninnananna tra Morr e Il Tempo Delle Mele, lo spagnolo Fur Voice, tra shoegaze e Grizzly Bear, gli irlandesi Ghost Estate, dalle parti degli Hot Chip, i norvegesi Ihab, perfettamente emo-Novanta, gli australiani Mildlife, con un pezzo elettronico che mi ha ricordato qualcosa del primo Patrick Wolf, i francesi Mondrian (anche se ho il sospetto che questa possa non essere la loro migliore canzone), i sud-coreani Pigibit5 che dicono di suonare "kitsch twee pop".
Gli italiani di questo mese sono i marchigiani Karibean: il loro bell'ep di debutto Love, Tears & Spiritual Blessing (in free download), tra Beach Boys e Vampire Weekend, mi ha accompagnato nei primi giorni di questa estate e mi sembrava bello farlo suonare un po' in giro.
Questa è la playlist di Giugno, compresi gli mp3 in streaming e il link per scaricarla tutta in un colpo solo.

(mp3): Karibean - We Need The Sun

Osservatorio Retromania (3)

Something's happened to time – time itself has changed in some fundamental way. There's something about being on a computer… you can just flit around in time in a way you couldn't before, and it's really, really weird to look at a performance of the Rezillos on Top Of The Pops, doing the song 'Top Of The Pops' in 1978, that I can remember, but now I can refer to it and I can see that it looks a lot like my memory of it. And that's a really freaky state of affairs.
And I wonder what it does to people who don't remember The Rezillos, but might see that and think 'Wow, that's cool'. I think it's a really strange situation for creativity and musical culture to operate in and I think the last five, six, whatever years people have been sorting through that, and I think maybe everyone's a bit overwhelmed… a bit shell-shocked, especially my generation. But maybe your generation or people a bit younger than you are looking at how to deal with it, and maybe they are going to come up with something really amazing in these new conditions.

Bella e non scontata intervista a Simon Reynolds su The Quietus a proposito di Retromania, in cui il procedere della conversazione e della riflessione porta anche a scambiare per un attimo intervistatore e intervistato.

lunedì 13 giugno 2011

Now your smile comes over in your voice


Accogli le parole della canzone come un battesimo. Le ripeti a mente quando stanno per arrivare. Lasci che la loro forma sia uno stampo della tua ancora prima di afferrarle fino in fondo. "You said you wanted a white wine in red wine weather". No scusa, ripetimi. Sono i Wave Pictures e non hai ancora capito quale sia il loro trucco con te, ma funziona ogni volta.
Il loro nuovo disco, Beer In The Breakers, è forse il loro ottavo o decimo, senza contare i vari progetti laterali, e nonostante non sposti di molto quello che già sappiamo di loro, si ascolta e si legge con la stessa meraviglia, con la stessa stupita commozione della prima volta.
A partire dal verso iniziale, "I swam out to greet you" di Blue Harbour, è tutto un gettarsi in avanti, cercare braccia, perdere tempo, trascinare un fardello di ricordi, entrare in case nuove, sorbire caffè la mattina presto, dispiegare l'intero precario catalogo del quotidiano e vivere i giorni senza aspettarli.
La scrittura di David Tattersall è come sempre accuratissima, la musica Richmanianamente scarna, Velvetianamente asciutta (il disco è stato registrato in due giorni a casa di Darren Hayman) qui e là si colora di blues (la title track) e di soul più del solito (Walk The Back Stairs Quiet). Quei poveri di spirito di Pitchfork hanno scritto che "the Wave Pictures' arrangements are basically deserted, little more than sprightly Stratocaster chords and a polite rhythm section that could easily hold residency at a local coffee shop". Portatemi una volta in questi bar, e poi vediamo. Portateci il vostro cuore, e poi vediamo.
A me lasciate tutto l'elenco a rotta di collo di Little Surprise, lasciatemi la faccia che domanda "Who are you to say that I look depressed? / You wouldn't know it but when I'm at my best", lasciatemi tutti gli sconsolati assoli di chitarra, nessuno escluso, e sono proprio io a dirlo, che non li sopporto, lasciatemi il battimani di Rain Down, e soprattutto, soprattutto, lasciatemi quelle Pale Thin Lips, secondo me devono fare il paio con la "thin skin" di Instant Coffee Baby, e qui si ama la luce di giugno, sentirsi leggeri come una piuma, luminosi come la luna, "your pale thin lips / smiling at me".

(mp3): The Wave Pictures - Blue Harbour

I gruppi hipster indie hardcore


I Cani, Velleità - live @ MiAmi Festival, 12/06/2012
(video by Kekkoz)

venerdì 10 giugno 2011

Crystal Stilts live @ Hana-bi!


"Rain or shine, come sempre", questa sera saremo sulla spiaggia dell'Hana-bi di Marina di Ravenna per il concerto dei Crystal Stilts (di spalla i romani Ancien Régime). Mi raccomando, si comincia presto, verso le nove e mezzo meglio essere lì.
Quanto io ami la band newyorkese e quanto mi sia piaciuto il loro ultimo album In Love With Oblivion l'ho già scritto in lungo e in largo. Qui ribadisco soltanto che anche dal vivo spaccano, mescolando jangling pop e spinte garage con la loro anima più oscura, abbandondandosi spesso a lunghe digressioni psichedeliche. Imperdibili. Ci si vede a banco.

(mp3): Crystal Stilts - Shake the Shackles
(mp3): Crystal Stilts - Through The Floor (demo)

Life is karaoke



«Twenty-first-century life is karaoke - a never ending attempt to maintain dignity while a jumble of data uncontrollably blips across a screen.»
(Douglas Coupland, Marshall McLuhan - You Know Nothing Of My Work! - p.16)


[le vecchie foto di Bill Murray ubriaco al karaoke
vengono da Daily What]

giovedì 9 giugno 2011

I will put an English face on this


I Let's Wrestle sono un po' come il tipo nella vostra compagnia che continua a ripetere le battute delle scuole medie anche se siete ormai padri di famiglia, e tutti vi guardate un po' in imbarazzo. Ecco i Let's Wrestle sono i miei campioni dell'imbarazzo, per un attimo li vorrei abbracciare, e un attimo dopo mi sembrano dei piccoli sbandati punk che non vorrei mai incontrare la sera nella stazione della metro. I Let's Wrestle sono tutti i maglioni sbagliati che tua madre ti comprava da bambino e tu quando uscivi sentivi che c'era qualcosa che non andava.
Il loro nuovo album Nursing Home è prodotto da Steve Albini, ma a dire il vero non saprei dire quale sia stato il suo vero apporto. Rispetto al precedente e fenomenale In The Court Of The Wrestling Let's si avverte forse una maggiore coesione, e i pezzi aggressivi sono ancora un po' più aggressivi (Bad Mammaries e il singolo Dear John), puntando ancora di più verso suoni alla Pixies / Dinosaur Jr / Weezer.
Ma per il resto, la band inglese conferma la sua poetica un po' surreale e un po' slacker, con quel forte elemento di malinconico humour, che li porta a cantare in maniera unica la perplessità cosmica della post-adolescenza. Un ritornello dice "I'm so lazy I can't sleep" per intenderci, e un altro "I'll always be there for you, but I maybe will be a few hours late". For My Mother è una specie di autistica elaborazione del lutto, mentre il personaggio di I'm Useful dopo essere stato lasciato si mette ad aggiustare casa.
E poi c'è Suburbs, canzone per cui mi sento di spendere l'etichetta di "inno generazionale" pur sapendo che ben pochi ci si riconosceranno, in cui la voce di Patrick Gonzales sembra quasi implorare: "I feel so safe here". La scena potrebbe apparire banale: nascere in provincia, stare sempre in giro con i tuoi amici, tornare a casa, cenare con tua madre e poi giocare al computer tutta la sera. E allora perché a un certo punto arriva quell'allarmante verso "I'm travelling away from myself, and I know I'm far from home"? Era tutto soltanto un ricordo, un'allucinazione, uno dei tanti sogni che ricorrono spesso nelle canzoni dei Let's Wrestle ("One day I’d like to find a rockstar in my room, but they wouldn’t want to stay, they’d want to leave soon"). Forse la Nursing Home del titolo è quella in cui ci troviamo oggi, l'immagine con cui i Let's Wrestle, nel loro meraviglioso modo inappropriato, inelegante e frenetico, o-tutto-o-niente, ci raccontano il presente.

(mp3): Let's Wrestle - In The Suburbs

martedì 7 giugno 2011

Hey there remixes


Segnalazione davvero last minute: tra poco più di un'oretta gli A Classic Education saliranno sul palco dell'Hana-bi, e come hanno scritto su Facebook, "kiss my ass rain". La segnalazione del concerto però mi offre il gancio per presentare una nuova bella uscita del collettivo We Were Never Being Boring, questa volta in collaborazione con la statunitense Lefse Records: la ristampa in vinile 12 '' di Hey There Stranger, l'ep pubblicato a fine 2010 dalla band bolognese, ora arricchito da cinque esclusivi remix a cura di Banjo Or Freakout, Visions Of Trees, Crimea X, Welcome Back Sailors e Death In Plains.
Qui sotto una prima anteprima, rarefatta e morbida. Il pre-order è già on line, le copie sono solo 300, affrettatevi!

(mp3): A Classic Education - Terrible Day (Banjo or Freakout remix)

Summer in the city

Oggi la stampa locale (Corriere, Repubblica, Resto del Carlino e se volete anche Telesanterno) ha dedicato ampio spazio alla presentazione del calendario dell'estate bolognese.
I toni sono un po' quelli soliti del "c'è crisi" e "si fa quel che si può", ma in realtà, nonostante gli annunciati i tagli al budget, a me sembra che sia uno dei migliori cartelloni degli ultimi anni, in cui non si concentra tutto in pochi eventi sproporzionati ma si coinvolgono molte realtà cittadine già attive sul territorio, arrivando a mettere un bel po' di eventi in agenda.
Oltre alle varie novità, da Villa Delle Rose al Baraccano, qui per ora segnalo le due rassegne che ci interessano più da vicino: il Botanique Festival, curato dall'Estragon nei Giardini di Via Filippo Re (con nomi come Perturbazione, Cristina Donà, Tre Allegri Ragazzi Morti, Ardecore, Wu Ming 2, Heike Has The Giggles e altri), e Bolognetti On The Rocks, che negli spazi storici del cortile di Vicolo Bolognetti vedrà unire le forze Covo Club, Locomotiv Club e Osteria dell'Orsa per un programma davvero niente male. Queste le date confermate finora:

Venerdì 17 Giugno - Festa di apertura con Città del Capo Radio Metropolitana
Sabato 18 - Offlaga Disco Pax
Martedì 21 - Il Pan del Diavolo
Giovedì 23 - Destroyer
Martedì 28 - Brunori Sas
Mercoledì 29 - Iosonouncane
Venerdì 1 Luglio - Forty Winks
Venerdì 8 - Badly Drawn Boy
Lunedì 11 - The Crocodiles
Giovedì 21 - Washed Out
Martedì 26 - Jessica 6
Giovedì 4 Agosto - The Thermals

lunedì 6 giugno 2011

Just pour me a drink


Così, all'improvviso. Una nuova canzone di Jens Lekman, per giunta in versione unplugged, soltanto chitarra e voce, è come un regalo prezioso che mi leva le parole e mi lascia gli occhi lucidi. L'ho trovata qualche minuto fa, l'ho riascoltata già quattro o cinque volte di fila, non so cosa dire, se non che è magnifica e mi rende ancora più impaziente per il suo prossimo disco.
Il cantautore svedee è stato di recente ospite di "Professor Blastoff", il podcast curato da Tig Notaro, stand-up comedian americana di recente messa sotto contratto dalla Secretly Canadian. Dato che il tema della puntata a quanto pare erano i sogni e il sonno, Jens ha suonato questa nuova Cowboy Boots, che in qualche modo parla del fatto di avere un sogno ricorrente e di cosa il sogno sta cercando di dirci.

sabato 4 giugno 2011

Osservatorio Retromania (2)

The hipster underground is also where musical retromania intersects with the related phenomenon of vintage chic. [...] the trend that is most emblematic of our time-out-of-joint culture is the vogue for digital photograph apps such as Hipstamatic and Instagram, which give snapshots the period look associated with cameras and film from the 70s and 80s. (See also ShakeIt, an app that mimics the Polaroid and works faster if you actually shake the iPhone.)

Sempre sul Guardian, lo stesso Simon Reynolds presenta il suo prossimo libro e il background di riflessioni che lo ha spinto a scriverlo. Si citano di passaggio George Martin, i Tame Impala, Quentin Tarantino, le Vivian Girls, Rick Rubin, i Dexys Midnight Runners e un sacco, ma proprio un sacco di altra gente. Tutta a proposito.

Camillas live a Trame!



Della doppia mostra Ice Cream, I scream / Jalopy Faces abbiamo già parlato in radio un paio di settimane fa, in occasione del vernissage, insieme a Erica Preli (ricordate la strepitosa Erica A-Go-Go dei Tunas? Yeah!). La mostra è in corso fino a settembre alla Libreria Trame (Via Goito 3/c) e raccoglie due serie di illustrazioni dell'artista newyorkese Ray Ray Mitrano: ritratti di persone colte nell'atto di mangiare un gelato nell'estate di Brooklyn, e ritratti di musicisti di passaggio ogni mercoledì sera nel celebre Jalopy Theatre. Per l'occasione la Libreria Trame si è anche gemellata con la la gelateria "Il sogno di Walter" (Via Marsala 1/B).
A coronare l'evento e la rassegna "Vacanze da Trame" oggi pomeriggio saranno in concerto i nostri cari Camillas, che mi sembrano molto adatti se si parla di gelati, libri, estate e follie da palcoscenico. L'appuntamento è alle 18, per live più mostra con annesso aperitivo: ci si vede a banco!

venerdì 3 giugno 2011

We need the sun


Conoscevo già il nome di Enrico Carletti per via delle serate mensili Cosmic Love, appuntamento che tra dj set e ottimi live movimenta un bel po' le notti della costa adriatica meno scontata. Quando però qualche giorno fa mi ha spedito un link di Bandcamp lì per lì non avevo capito che avesse anche un gruppo.
E invece la sorpresa è stata grande. I Karibean rappresentano l'ennesima conferma che alcune delle cose più interessanti in Italia negli ultimi tempi stanno arrivando dalla nostra East Coast.
L'ep Love, Tears & Spiritual Blessing (in free download) si apre con una vibrazione Beach Boys, limpida e tranquilla, come arrivare in spiaggia la mattina presto, guardarsi intorno, respirare a fondo e avere voglia che sia una grande giornata. E poi parte We Need The Sun: gli Housemartins che scivolano sul surf, i Vampire Weekend a banco. Non manca nulla. Muovi un passo sulla sabbia ed è proprio così, molto semplice: tu - hai - bisogno - di - sole. C'è un'aria che soffia dal mare, sono le armonie vocali dei Karibean. C'è una brezza rock'n'roll che scompiglia le sei corde e i riflessi sull'acqua, si riempie di echi come nella perfetta Gregorian Spring, un'invito Sixties a cui non so dire di no.
Sorrido. Chitarre e melodie, che l'estate è arrivata.

(mp3): Karibean - We Need The Sun

giovedì 2 giugno 2011

Go away


Oggi si parte per il ponte, e capita a proposito l'album di debutto dei Seapony, intitolato proprio Go With Me. Lo potete ascoltare per intero in streaming su Yours Truly.
Il disco, pubblicato dalla sussidiaria della Sub Pop dedicata a queste nuove band in bilico tra nostalgia e hipsteria, la Hardly Art, racchiude dodici canzoni in nemmeno 35 minuti. Se aggiungiamo che ogni canzone non impiega più dei tre proverbiali accordi, che tutti i testi sono variazioni della rima cuore/amore, e che la leggerezza del sound si trova a metà strada tra certi Beat Happening più sognanti e il tipico stile Sarah, senza mai concedersi eccessi di alcun genere, si capisce bene come il trio di Seattle si guadagni già un posto di rilievo tra le uscite indiepop dell'anno.
Eppure, nonostante sia di tutt'altro avviso, mi pare azzeccata anche la recensione di Matthew Fiander su Popmatters, che spiega come il "gioco al ribasso" di certa musica di oggi costituisca in fondo un'altra forma di presunzione e snobismo: "this basic approach takes on its own kind of pretentiousness. There’s something self-satisfied about the plainness of these tracks, so what starts as pop purity becomes pop music with blinders on".

(mp3): Seapony - Go Away

Osservatorio Retromania (1)

That's what he wants pop music to do; not to think of its past in terms of repertoire or standards, but as a series of chokes and shackles from which, in existential fashion, it must perpetually break free. Though far from being a Luddite, he worries about websites such as YouTube that clog the present with too many yesterdays: "History must have a dustbin, or history will be a dustbin, a gigantic, sprawling garbage heap."

"He" è ovviamente riferito a Simon Reynolds. Da queste parti è già fotta per Retromania, il suo nuovo libro in uscita questo mese. L'articolo del Guardian dell'altro giorno è un buon modo per entrare in argomento.

mercoledì 1 giugno 2011

Com'è logico che sia

La prevista valanga di articoli e post su I Cani è cominciata, e in questi giorni li trovate praticamente su ogni rivista e blog. La cosa buffa è che, nonostante tutto, loro continuano anche a portare avanti questa poetica dell'anonimato (bravi!), anche quando finisce per metterli in situazioni un po' surreali, tipo l'intervista simpsoniana con Federico Guglielmi. Chissà come faranno quando cominceranno a fare concerti (12 giugno al MiAmi a Milano e 3 luglio a Roma le prime date).
Intanto la notizia di oggi è che, in attesa di avere finalmente tra le mani il disco, Il Sorprendente Album D'esordio Dei Cani si può già ascoltare per intero in streaming su Rockit, così vi potete fare un'idea più precisa. In alternativa, c'è anche un mini-live acustico per Mucchio.it in cui, con una notevole autoironia, condensano tutte le loro canzoni in quattro minuti.
Per quanto mi riguarda, ho trovato molto divertente e istruttivo che la marea di commenti alla provocazione di Inkiostro si sforzasse di misurare se i Cani ce l'avessero più lungo degli Offlaga o più grosso dei Baustelle. Tutto "molto italiano", Stanis.
Mi tiro fuori dalla mischia, qui li si apprezza da tempi non sospetti. Quel poco che avevo da dire sull'album l'ho scritto qualche settimana fa su Saturno. Mi sembra non sia troppo appropriato paragonarli ad altre figure del passato cantautoriale italiano, e quello che mi piace delle loro canzoni è proprio l'implacabile aderenza al presente, il tentativo di farci della poesia cercando una strada diversa tanto dalla nostalgia quanto dal lirismo più intellettuale. Se volete vederci soltanto "un prodotto costruito a tavolino", buono appena per i voyeurismi della Scena, portatemi qualcosa di meglio dei vari "si stava meglio ai miei tempi". I tempi sono questi, ci siete in mezzo anche voi, e bisogna raccontarli.