giovedì 31 marzo 2011

You'll always be Talulah


Non sono un gran collezionista di vinili, e quindi alle notizie sul Record Store Day mi capita di dare a volte un'occhiata (purtroppo) distratta. Condivido la buona causa, ma poi nei fatti non è che faccia molto.
Così qualche settimana fa mi ero perso la bella novità per le Talulah Gosh: in occasione dei festeggiamenti del prossimo 16 aprile, l'etichetta britannica Damaged Goods darà alle stampe il primo demo (anno di grazia 1986) registrato dalla seminale band di Amelia Fletcher insieme a Gregory Webster dei Razorcut. All'epoca ne furono realizzate solo dieci copie, e il master di questa ristampa viene proprio da quella conservata dalla stessa Fletcher. Anche il 7'' comunque sarà a tiratura limitata, 500 esemplari, chissà che stavolta non riesca a prenderne uno.
E non è tutto: per l'estate è in arrivo una nuova compilation intitolata Grrrr che raccoglierà tutto quanto incluso nell'antologia del 1993 Backwash (da tempo esaurita) "plus lots more", e con le note introduttive di Everett True. Insomma, una vera festa per ogni indiepop fan che si rispetti.

Questa la scaletta del Demos EP:
1. Steaming Train

2. I Told You So

3. Mmm Mmm He's So Dreamy

4. Sunny Inside

(mp3): Talulah Gosh - Talulah Gosh

mercoledì 30 marzo 2011

Collezione primavera



Scandinavian crush


L'estate scorsa, ascoltando i primi demo che i Craft Spells avevano postato su Bandcamp, ebbi pure l'imprudenza di fare dell'ironia sulla musica che al giorno d'oggi passa così in fretta signora mia, blah blah blah. Ovvio che poi la band di Stockton, California, non è affatto sparita, anzi, ha debuttato ieri con un album intitolato Idle Labor su Captured Tracks, ovvero una delle label con più hype degli ultimi anni. Non me lo aspettavo, ma sono contentissimo così. Il disco è una di quelle cose piccole, all'apparenza esili e trasparenti, capace però di cambiarti la giornata come una mattina di sole.
I Craft Spells hanno ripulito il loro suono: se prima potevano ricordare i loro (ora) colleghi Wild Nothing, qui c'è meno malinconia e più luce scandinava (Scandinavian Crush è uno dei titoli più ruffiani della stagione), New Order a valanga (i New Order di Ibizia, chiaro) e un tocco di eleganza Pet Shop Boys (levate i riverberi chillwave alla voce di From the Morning Heat e immaginate quella di Neil Tennant, oppure ditemi se la fantastica After The Moment non è la versione Tumblr-con-le-foto-sfuocate-e-i-vestiti-stretti di Domino Dancing).
Resta qui e là qualche indizio smithsiano: The Fog Rose High sembra una cover di Reel Around The Fountain rifatta dagli Embassy, e Your Tomb contiene il verso “When you rise from the dead / I’ll love you again” che suona abbastanza morrisseyano. Ma in generale credo che un po' tutte le recensioni tireranno in ballo, a ragione, i Cure (vedi You Should Close the Door).
Idle Labor è una brezza, di quelle che quasi senza accorgertene ti hanno appena accarezzato un sorriso.

(mp3): Craft Spells - The Fog Rose High

martedì 29 marzo 2011

The prison of my mind

Eternal Summers - Prisoner
Il loro album di debutto Silver è stato uno dei miei dischi dell'anno del 2010, e ora finalmente tornano a farsi sentire gli Eternal Summers! Il duo di Roanoke darà alle stampe il prossimo mese un nuovo EP intitolato Prisoner, pubblicato da Kanine Records insieme a Forest Family. Ad anticiparlo, ecco la title track: due minuti secchi e tirati nella stessa vena del loro fulminante singolo Pogo, con la voce di Nicole Yun in primo piano, chitarra e batteria a pestare bene, e tutto all'aria ancora prima del ritornello.

(mp3): Eternal Summers - Prisoner

Polaroids From the Web

"Castagne emo" edition

Daria polaroid

- «Siamo partiti nel tempo delle castagne e siamo arrivati nel tempo in cui se non riesci a guadagnare con quello che sai fare ti toccherà farlo con quello che non sai fare»: Alessandro Baronciani intervista gli Ex-Otago su Rockit.

- Sul Village Voice "A Musical Guide to Japan Benefits and Valiantly Intentioned Fundraising Efforts, Featuring Thrill Jockey and Rebecca Black".

- Tutto quello che avreste voluto sapere sulle canzoni degli LCD Soundsystem e anche deppiù su Pitchfork.

- One Moment: c'è un nuovo singolo dei Motorama in free download, ed è ancora una volta molto bello (della band new-wave russa si era parlato qui).

- "Parker Lewis and Playground Music is in a relationship. They'll release the first single from the new album in april. The new album is coming out post-summer 2011. It's all in swedish though, sorry bout that. Love!" (via Parker Lewis facebook)

- E se la rinascita del formato "album" avvenisse grazie all'iPad? Interessante news sulla startup ROBA Interactive, via Billboard.

- I Let's Wrestle hanno un nuovo Tumblr. Intanto aspettiamo il loro nuovo album Nursing Home in uscita su Merge Records il prossimo mese di maggio. La prima anticipazione è questa Dear John che li vede sempre più trasformarsi nei cuginetti giovani dei Pixies: "it’s about pitching an idea for a film you know could be great and it constantly falling on deaf ears. That’s a lie".



lunedì 28 marzo 2011

Impressions of a city morning


Dopo un paio di ep decisamente ben accolti, sono arrivati all'album di debutto i Brown Recluse, band di Philadelphia con la fissa per certi Sixties psichedelici e languidi, e che rivela anche belle affinità con Clientele (Wooden Fingers), Belle & Sebastian (At Last è praticamente un plagio di Photo Jenny) e qualche bel tocco bizzarro alla Of Montreal.
Evening Tapestry su Slumberland scorre morbido e piuttosto solare, grazie soprattutto alla voce di velluto di Timothy Meskers, e mi piace di più quando insegue un pop classico alla Zombies (Impressions of a City Morning) ed evita gli incensi da mercatino della Montagnola (Paisley Tears). La musica dei Brown Recluse si muove sul filo del barocco e dell'autunno, ma suonerà bene anche in questa primavera che dopotutto arriverà.

(mp3): The Brown Recluse - Monday Moon

giovedì 24 marzo 2011

Passive aggressive


Il mese scorso è uscito Passive Aggressive, doppio cd che raccoglie singoli e b-side (molti ormai fuori commercio) pubblicati tra il 2002 e il 2010 dai Radio Dept. La cosa che mi ha colpito di più, ascoltandolo e sfogliando il libretto con le foto d'epoca, è stata la coerenza nell'idea di musica che la band svedese è riuscita a esprimere in questi anni. Mentre noi parlavamo ogni volta di shoegaze o Pet Shop Boys, della loro laconicità o di come perdevano occasioni (la XL, la colonna sonora di Sofia Coppola...), i Radio Dept. andavano avanti per la loro strada, costruivano canzone dopo canzone i Radio Dept. che avevano in mente. "Portavano avanti un progetto", come si suol dire semplificando, con una determinazione che forse non era sempre stata chiara, anche perché loro - molto scandinavi in questo - non hanno mai fatto molto perché lo fosse.
Ripenso a come, ogni volta che i Radio Dept. pubblicavano un nuovo album o un ep o andavano in tour, e che invariabilmente deludevano qualcuno, qualcuno "si aspettava di più", io mi affannavo a cercare di capire come fosse soltanto un ulteriore modo per farsi amare in quella loro maniera complicata. Non so se ne valeva la pena, non ci provo nemmeno a essere obiettivo, con loro è sempre una questione un po' personale, I Don’t Need Love, I’ve Got My Band, gli anni e molti ricordi.
Questa sera i Radio Dept saranno in concerto al Bronson di Ravenna. Torno a rivederli e spero ci sia un bel po' di gente, ma so anche che probabilmente non faranno le mie canzoni preferite, che qualcuno farà commenti acidi sui suoni o sulla loro simpatia, e probabilmente durerà tutto troppo poco. Ma come si fa a non volergli bene. Ecco, se volete farci un po' di filosofia, è un po' come quella famosa battuta di Io e Annie:
Cè una vecchia storiella. Due vecchiette sono ricoverate nel solito pensionato per anziani e una di loro dice «Ragazza mia il mangiare qua dentro fa veramente pena.» e l'altra «Sì è uno schifo, ma poi che porzioni piccole!». Bè essenzialmente è così che io guardo alla vita: piena di solitudine, di miseria, di sofferenza, di infelicità e disgraziatamente dura troppo poco.

Ci si vede a banco.

update: Ma dove ho la testa? Stasera di spalla ai Radio Dept. suonano anche i Welcome Back Sailors!

(mp3): The Radio Dept. - The One

Love & honesty


Niente di troppo nuovo per ora, ma i demo da cameretta degli Youth Castles (in free download sul loro Bandcamp) convincono abbastanza da farci aggiungere un nuovo nome alla lista di band che amano mescolare rumore e melodie. L'atteggiamento introverso e shoegaze, e i riferimenti tradizionali come My Bloody Valentine e Jesus & Mary Chain saranno anche ormai moneta abusata, ma quando il duo di Brooklyn si lascia andare (vedi Hangover Kid), e magari gioca di più sulle due voci, mi stanno proprio simpatici.

(mp3): Youth Castles - Love & Honesty

mercoledì 23 marzo 2011

Tornano in Italia i Crystal Stilts

Crystal Stilts

Manca ancora qualche settimana all'uscita ufficiale del nuovo album dei Crystal Stilts In Love With Oblivion, ma già oggi c'è una gran bella notizia. La band di Brooklyn verrà infatti a presentarlo dal vivo in Italia per due date nel prossimo mese di giugno:

- Venerdì 10 @ Hana-bi - Marina di Ravenna
- Sabato 11 @ Vinile 45 - Brescia

Nel frattempo i Crystal Stilts avrebbero fatto un nuovo video, ma non lo posto perché non ho capito se è uno scherzo oppure no.

(photo by Josh Voynovich)

In the meantime

LiechtensteinLe Liechtenstein stanno preparando il secondo album, uscita prevista per l'estate, ma intanto ci regalano un nuovo video e un nuovo singolo su Fraction Discs. In Meantime l'austerità della band svedese (nel frattempo divenuta un quintetto con l'ingresso di un chitarrista maschietto, ahi!) si fa in qualche modo più sbarazzina, tra battimani e addirittura un accenno di passi di danza. Ma il severo chiaroscuro di certi toni e occhi bassi resta inconfondibilmente loro.

(mp3): Liechtenstein - Meantime


venerdì 18 marzo 2011

"Tu dimmi come si fa, a trent'anni"

Ex-Otago - Mezze Stagioni
La primavera arriverà in anticipo, e questa sera finalmente avremo le nostre Mezze Stagioni, il nuovo capolavoro degli Ex-Otago. La band genovese sarà infatti in concerto al Covo, e non ci si vede a banco, ma sotto il palco per alzare le mani quando il Pernazza passerà in stage diving.
L'album è anche in streaming su Vanity Fair con il player più scomodo del mondo, praticamente un invito a lasciar perdere la tecnologia e a venire a sentirli dal vivo.

Roma Popfest 2011


Questa sera a Roma vi sembrerà di stare a San Francisco, Londra, New York, Madrid e in molti altri posti: parte infatti il Roma Popfest, fantastica edizione tutta italiana dei vari festival indiepop che si svolgono in varie parti del mondo. Le fanciulle di Frigopop, per il secondo anno di fila, occupano il quartiere di San Lorenzo, organizzando una formidabile due giorni di concerti, dj-set, mercatini e molto altro, invadendo non un solo locale, bensì due, il Mads e Le Mura.
Il cartellone è fittissimo: Eux Autres (US) - Allo Darlin' (UK) - Non Voglio Che Clara - Virginiana Miller - Colapesce - Young Wrists - Mamavegas - I Quartieri - I Demoni - Marcello e il mio Amico Tommaso.
E a mettere dischi, prima e dopo i concerti, Indieforbunnies, Any Given Monday e il nostro Federico La Belle Epop.
Tutte le info qui oppure su Facebook.

E se proprio non riuscite ad arrivare a Roma, il Mattatoio Club di Carpi (MO) sarà "gemellato" con il Popfest, dato che sabato ospiterà il concerto di Allo Darlin' e domenica quello degli Eux Autres.
Ci si vede a banco!

Brave Irene


Anni fa, le Softies mi avevano incuriosito per via di una meravigliosa copertina disegnata dal fumettista Adrian Tomine. Solo in seguito avrei imparato a riconoscere la voce di Rose Melberg, e da lì sarei poi risalito ai ben più aggressivi Tiger Trap (sempre su K Records). C'era poi un side project, i Go Sailor, con la Melberg e Amy Linton delle Aislers Set, più tutta una serie di lavori da solista. E intanto, l'altra metà delle Softies, Jen Sbragia, era andata a fondare le All Girl Summer Fun Band. Insomma, stiamo parlando proprio del sussidiario dell'indiepop americano degli ultimi vent'anni.
Ora Rose Melberg, che nel frattempo si è trasferita dalla California a Vancouver, ha un nuovo gruppo chiamato Brave Irene, un quintetto ancora una volta tutto femminile, e stanno per pubblicare un ep omonimo su Slumberland. Ritmi sostenuti, molte armonizzazioni, molte tastiere, una vaga aria psichedelica e quel tipo di suono pieno che può aver ispirato band come le Vivian Girls. Otto canzoni, quasi tutte sotto i due minuti, perché quando hai questo talento non è il caso di starci a girare tanto intorno.

(mp3): Brave Irene - Longest Day

Music Alliance Pact #30

 MAP - Music Alliance Pact
Eccoci al consueto appuntamento mensile con il progetto MAP - Music Alliance Pact: una trentina di blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una band interessante del proprio Paese, regalandovi una canzone.
Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.
Tra le mie personali highlights di questo mese: l'hardcore vecchia scuola dei peruviani Futuro Incierto, la delicatezza del duo sud-coreano J Rabbit, l'accozzaglia psichedelica dei neozelandesi Orchestra Of Spheres, l'irruenza degli olandesi Blues Brother Castro.
Poi vabbè, per gli Stati Uniti c'è Cloud Nothings, e ciao.
Gli italiani di questo mese sono i Casa del mirto. Avevo già scritto qualche settimana fa come il loro suono polveroso e fluttuante mi avesse conquistato. Nel frattempo la band trentina è finita anche nella prima compilation della Keep It Yours Records, in mezzo a nomi come Teen Daze, We Are Trees e i nostri Porcelain Raft, His Clancyness e Death In Plains. Bel colpo. Da queste parti li rivedremo dal vivo il primo maggio per il prossimo Handmade Festival.
Questa è la playlist di Marzo, compresi gli mp3 in streaming e il link per scaricarla tutta in un colpo solo.

(mp): Casa del mirto - Faces

giovedì 17 marzo 2011

"Ma un universo da guardare"

So che oggi rischia di essere abbastanza antipatico sembrare poco meno che euforici per il tricolore, i 150 anni, l'Italia tutta. E di cose serie e importanti ce ne sono da dire, da discutere e condividere. Però quando vedo una foto come quella dell'astronauta Nespoli, quando vedo tutte queste bandiere alle finestre, nei cortili, nelle vetrine e lungo le strade, è più forte di me: mi torna sempre in mente quella vecchia strofa dei Lomas, "io non ho bandiere da piantare"...

(mp3): Lomas - Red Shift 2 / Bandiere

lunedì 14 marzo 2011

Allo Darlin in tour in Italia!


Parte questa sera da Milano il primo tour italiano di Allo, Darlin', band indiepop londinese guidata da Elizabeth Morris che l'anno scorso ha dato alle stampe l'ottimo album omonimo su Fortuna Pop!.
Se amate la manusica dei Lucksmiths o dei Camera Obscura, se non sapete resistere a una fanciulla che canta canzoni dai titoli come Henry Rollins Don't Dance o My Heart Is A Drummer, se passate il pomeriggio a imparare a suonare l'ukulele, non dovete mancare per nulla al mondo.
Su Vitaminic potete provare a vincere un biglietto per la prima tappa. Queste le altre date:

Lunedì 14 - Milano @ Ligera w/Jules Not Jude
Martedì 15 - Brescia @ Lio Bar
Mercoledì 16 - Bologna @ Radio Città del Capo / MAPS / h.16
Mercoledì 16 - Forlì @ Diagonal Club
Giovedì 17 - Genova @ La Claque – Teatro La Tosse
Venerdì 18 - Roma @ Popfest
Sabato 19 - Carpi (MO) @ Mattatoio Club

(mp3): Allo, Darlin' - The Polaroid Song

Hunger VS possibilities


Qualche giorno fa, un post di Kyle Bylin su Hypebot notava come nella "rivalità" tra magazine musicali e web alla fine quello che ci ha rimesso è stato il Mito, ovvero quella "licenza di sparare balle" per raccontare meglio una band che era da sempre stata concessa alle riviste, e che sarebbe venuta meno nell'epoca dei feed, di Twitter e Facebook. Risultato: le riviste sono sempre più deboli, e noi siamo sempre più affamati di aggiornamenti senza profondità.
Più o meno un anno fa, i giovani Frankie & The Heartstrings mi stavano simpatici. Il loro sound sanguigno tra Jam e Dexys Midnight Runners mi suonava sincero e forte. Questo mese è uscito il loro album di debutto, Hunger, tra l'altro prodotto da Edwyn Collins, che già basterebbe come garanzia. Ma le lodi sperticate lette su diverse testate britanniche, sempre in cerca dei nuovi eroi nazionali post Libertines, mi sembrano un po' eccessive. Te li fa quasi sembrare più antipatici. Hunger è un buon disco, una serata molto divertente in un pub pieno dei tuoi amici, tutto qui.
E quindi? Sono solo diventato cinico io? Un classico caso di backlash? Mi è mancato "il mito" creato dalla stampa? O questo è quel che vale davvero per me la band di Sunderland?

(mp3): Frankie & The Heartstrings - Possibilities

venerdì 11 marzo 2011

A B C, easy as 1 2 3


Questa sera all’OFF di Modena (Via Morandi 71) tre live che sono in realtà una festa.
In ordine alfabetico: A Classic Education, Be Forest e Calorifero.
Tutti e tre i concerti sono in qualche modo speciali: quello degli A Classic Education è l’ultimo live prima della trasferta di oltre un mese negli Stati Uniti, i giovani Be Forest presenteranno il loro attesissimo album di debutto, Cold, mentre il Calorifero avrà in anteprima il suo nuovo ep, Mind Warp e poi si trasferirà oltreoceano (info e pre-order per entrambi qui).
A seguire, avrò il piacere di mettere un po’ di dischi insieme al Salotto Buono del Mattatoio Club, e garantito che si ballerà fino a tardi.
Se volete entrare gratis, su Vitaminic e oggi pomeriggio in onda su MAPS regalano un paio di biglietti.

Crush the flowers


Fate attenzione perché questo è un post ad alto tasso di name dropping, link e date. In occasione del prossimo Record Store Day (16 aprile) la nostra amata Captured Tracks ristamperà due 45 giri della storica band di Glasgow The Wake, attiva tra il 1980 e il 1995. Se il nome degli Wake non vi è molto familiare, vi basti sapere che pubblicarono i loro dischi su due label fondamentali come Factory e Sarah Records, furono fondati da Gerard "Caesar" McInulty, membro degli Altered Images, e ci militò anche Bobby Gillespie come bassista, prima di andre a pestare i tamburi nei Jesus & Mary Chain.
Captured Tracks farà uscire di nuovo l'autoprodotto On Our Honeymoon, loro esordio assoluto (1981), e Crush the Flowers, che fu il loro primo singolo su Sarah (1989). Ad accompagnare questi due vinili, un terzo contenente due cover di classici degli Wake ripresi da Beach Fossils e Wild Nothing. E questo è un vero tributo coi fiocchi.
Ma non è finita. Il collettivo di Porland Wooden Lens ha realizzato un fantastico video (dopo quasi vent'anni!) per Crush the Flowers, utilizzando sequenze di un film danese del 1984, diretto da Bille August e ambientato nel 1963, intitolato niente meno che Tro, håb og kærlighed.
Mi sembra la ciliegina sulla torta. E in più mi sto riascoltando un sacco i Wake, e sono ancora formidabili.

(mp3): The Wake - Crush the Flowers

"Tent, video camera and condoms"


Comincia oggi a Austin, Texas, la venticinquesima edizione del festival SXSW (ne parla anche Il Post). Il network IFC, quello di Portlandia, ha arruolato Alex Blagg di BajillionHits.Biz per una serie di reportage chiamata Stratlandia, e finora non ho capito molto ma sembra una via di mezzo tra il Saturday Night Live e Hipster Runoff. Il video inaugurale qui sopra promette bene.
Intanto noi facciamo in bocca al lupo alla bella delegazione italiana in USA: A Classic Education, Calibro 35, His Clancyness, The R's, Tiger Shit Tiger Tiger e Second Grace (dimenticato qualcuno?).

mercoledì 9 marzo 2011

"I'll be there"

Less tv presents: Handmade Festival '10 - 4th Edition
from Less tv on Vimeo.


Proprio mentre vengono diffusi i nomi delle band in programma per la prossima edizione dell'Handmade Festival, il buon Pietro Borzì di LessTV ci regala un magnifico video che documenta la magica giornata dello scorso primo maggio.
Come ogni anno, Maple Syrup Gigs e i ragazzi del Cleb si sono dati parecchio da fare per portare a suonare in quel fienile nella Bassa reggiana una bella fetta della migliore musica italiana e non solo.
Intanto che mi si asciugano le lacrime dopo queste immagini, ecco i nomi in calendario per l'Handmade 2011 (in ordine alfabetico):
A Classic Education, Altro, Be Forest, Casa Del Mirto, Cut, Movie Star Junkies, Quakers & Mormons, Smart Cops, Snailhouse, Welcome Back Sailors e Young Wrists.
Pare inoltre che siano in arrivo altre sorprese. E la sera prima del festival, ovvero il 30 aprile, al Mattatoio Club di Carpi (MO), una serata di warm-up con i concerti di Husband e (M+A).

martedì 8 marzo 2011

Through the years


Da un paio di giorni si può ascoltare in streaming una nuova anticipazione da In Love With Oblivion, il secondo (e da me molto atteso) album dei Crystal Stilts (ancora una volta via Slumberland e Fortuna POP!). Dopo il sette pollici Shake The Shackles dello scorso autunno, arriva ora questa Through The Floor, più tenebrosa e con una curva nella melodia che la fa quasi assomigliare a una cover Anni Cinquanta di Teenage Caveman.
Tra l'altro, se seguite le vicende della band newyorkese, la canzone non vi suonerà del tutto nuova. Oltre a essere una presenza fissa nelle scalette dei live, era infatti inclusa come "demo bonus track" nella versione digitale su Emusic del primo ep (2008), e inoltre era stata suonata dal vivo nella Daytrotter Session del 2009.
Questo è interessante, perché ci permette di vedere come i Crystal Stilts lavorano alle loro canzoni nel tempo. La prima versione insiste su una chitarra più ruvida e sporca, indulge in coretti con la voce che cerca anche passaggi più alti, mentre quella dal vivo è decisamente accelerata, nervosamente ballabile, con gli accordi abrasivi che sembrano citare Rock'n'Roll dei Velvet Underground. Infine, la versione dell'album lascia maggior spazio all'organo, che proietta la canzone lontano nel tempo e, come detto, rallenta il ritmo virando verso un umore più cupo, rinforzandola ancora di più.
Ok, se non si fosse capito, sto smaniando perché esca questo disco. Nell'attesa, ecco le tre versioni:

(mp3): Crystal Stilts - Through The Floor (demo)
(mp3): Crystal Stilts - Through The Floor (live - Daytrotter Session - 4/7/2009)

lunedì 7 marzo 2011

Those dancing years


Questa sera andiamo al Bronson di Ravenna per vedere se alle Those Dancing Days riuscirà il prodigio di riportarci a una remota primavera svedese in fiore. Nel frattempo le fanciulle di Stoccolma sono diventate grandi, e il loro ultimo album Daydreams & Nightmares le allontana ancora un altro po' da quel cocktail di indiepop, northern soul e spensieratezza che ce le aveva fatte conoscere. È un disco meno immediato, ma tenta più strade: il primo singolo Fuckarias sembrava addirittura cercare scosse alla Arctic Monkeys, e qui e là emergono influenze new-wave, per quanto filtrate da quel loro modo tutto particolare di lancirarti addosso i ritornelli. In fondo però alle Those Dancing Days in concerto non chiediamo molto, soltanto che tengano fede al loro fantastico nome.
Ci si vede a banco (che Google mi traduce "Se dig i baren", vedremo se funziona).

(mp3): Those Dancing Days - Keep Me In Your Pocket

We are all prostitutes

I ragazzi di MAPS e LessTV, in collaborazione con SentireAscoltare hanno messo a segno un altro notevole colpo: la prima intervista mondiale a Mark Stewart da quando ha rimesso assieme il Pop Group.
Chi era presente alle date italiane dello scorso settembre ha visto in azione una band compatta e ancora capace di suonare musica strepitosa, senza spazio per facili revival o malinconie da reunion. Stewart però è un personaggio che ha molto altro da dire, anche fuori dal palco, e l'intervista (e i frenetici retroscena) lo confermano

Caught in a whirl

Non so se capita anche a voi, ma da un po' di tempo io ho sempre meno pazienza di guardare il video di una canzone fino alla fine. Anche quelli dei gruppi che mi piacciono. Sarà che ce ne sono troppi, sarà che una voce maligna nella testa mi dice di correre a cercare sempre quello più nuovo, sarà che ormai mi interessano di meno.
Non so, però mi dispiace quando mi accorgo di non riuscire più a prestare attenzione. Mi sembra quasi di essere stato derubato, senza ricordare più di cosa.
Comunque, era solo per dire che nei giorni scorsi alcuni video invece mi hanno decisamente incuriosito, e così ho pensato di metterli assieme qui, come una mini-playlist.



Gaby arriva da Tijuana, Messico. Suona la chitarra, canta (in un certo senso) ed è sempre alla ricerca di un batterista. Sta per debuttare con un album su Nene Records che si preannuncia abbastanza lancinante. In questo video diretto Jaime Martinez (sì, quello delle .gif, già al lavoro con M.I.A.) non succede molto, ma mi ha colpito come sembra tutto "vero" e vicino, proprio quando la realtà va a singhiozzo.
(mp3): Mentira Mentira - Turnaway



I Gold Bears vengono da Atlanta, e dopo un 7'' su Magic Marker e uno su Cloudberry stanno per debuttare con un album su Slumberland. Un curriculum di tutto rispetto, soprattutto se dici di suonare "twee punk". Citano come prima influenza i Boyracer e già questo basta a farmeli stare molto simpatici. Il video diretto da Fredo Landaveri è il classico collage di filmati da Archive.org, ormai un rito di passaggio per ogni band, però c'è qualcosa nel montaggio e nel ragazzo in primo piano, nella sua inesplicabile relazione con gli insetti, che lo rende piuttosto inquietante.
(mp3): Gold-Bears - So Natural



Caught in a Whirl è la prima anticipazione di Dream Diary, il prossimo album di Jeremy Jay, in uscita ad aprile su K Records. Il video è di Jamie Harley, che come di consueto rielabora filmati vintage. Questa volta si tratta dell'elegantissimo cortometraggio Det Perfekte menneske (The Perfect Human) di Jørgen Leth, del 1969. Davvero non si poteva trovare un accompagnamento migliore di questa fotografia in bianco e nero e queste movenze soavi per la musica del cantautore californiano.
(mp3): Jeremy Jay - Caught In A Whirl


sabato 5 marzo 2011

Buon compleanno Glue!


Domenica pomeriggio si va a Ravenna, a festeggiare il primo compleanno di Glue Clothings (Via Paolo Costa 16). Ci saranno gli M+A dal vivo (finalmente li vedo!), e La Len e io metteremo un po' di dischi.
Ci si vede a banco!

venerdì 4 marzo 2011

The sound of waves inside me


Questa sera al Mattatoio Club di Carpi (MO) arriva in concerto la Casa del mirto, progetto musicale del trentino Marco Ricci, che negli ultimi mesi ha fatto il giro di blog, riviste e webzine di tutto il mondo grazie a un sound sintetico e morbido, dal carattere nebbioso e solare al tempo stesso. Se Washed Out e Neon Indian sono due riferimenti obbligati, nelle liquide canzoni di Casa del mirto scorre un'emozione più vicina, domestica, che ti sembra in qualche modo già familiare al primo ascolto.
Come ha dichiarato Ricci in un'intervista a Rolling Stone, «l'ultima etichetta che ci hanno dato è "disglo-fi". In realtà, a meno che tu non sia un hipster, non credo che tutti questi generi nuovi cambino il contenuto del disco. [...] La nostra musica è intima, da ascolto, malinconica. È all'apparenza elettronica, ma l'approccio è diverso».
Dopo una serie di consigliatissimi EP in free download (Acafulcro su tutti), Casa del mirto, che live è in formazione trio, verrà a presentare il suo nuovo album 1979, uscito per MASHHH! Records.

(mp3): Casa del mirto - Killer Haze

Quakers and Mormons


Vi ricordate Quakers and Mormons? Avevamo seguito sin dai primi passi il progetto all'epoca "segretamente solista" di Maolo dei My Awesome Mixtape, e ora, dopo molti live e qualche demo, vede la luce finalmente un album, dal fumettistico titolo Evolvotron, in uscita il prossimo 5 aprile per La Valigetta. La formazione intanto si è allargata e comprende anche il Mancio, che nei MAM suona il basso. Le radici musicali invece restano quelle: hip-hop sperimentale, tra Anticon e Anti-Pop Consortium. Ma queste undici tracce escono, se possibile, ancora più oscure e dense, caricate di fanfare minacciose, violini soffocanti, tutto un muro di suono che va anche verso certe cose dei TV On The Radio, con un'aria da noir inquietante, come se un sicario seguisse nell'ombra le rime fittissime del Maolo. Poi ovvio che ogni tanto il pop salta comunque fuori, come in The Prose, forse il momento più vicino alle cose dei MAM, anche se resta immersa in una foresta di percussioni, o in Speechless Sentence, insolitamente luminosa in questa scaletta. La mano di Rico (Uochi Toki) in fase di produzione si avverte, ed è un bel connubio. Quando ha carta bianca, come nell'apocalittico finale Taste Of Poland, viene da fantasticare quali nuove direzioni potrà prendere il progetto. In attesa di rivederli dal vivo, ecco intanto una prima anticipazione dell'album:

Fine for now


Il nuovo disco dei fiorentini The Vickers, Fine For Now, uscito per Foolica Records, è uno di quei dischi che di solito suscitano due tipi di recensioni: quelle che dicono "finalmente un disco da esportazione, che suona al pari di molte band inglesi e americane", e quelle che liquidano tutto con "derivativo". Come se, da una parte e dall'altra, venisse prima l'essere italiani che l'essere musicisti. A leggerne tante, per tanti anni, dopo un po' ci si annoia e ci si dimentica di ascoltare le canzoni. Sì, ok, in questo disco potete trovare il pezzo tirato alla Strokes, le chitarre brit alla Blur, i ritmi luminosi alla Vampire Weekend, gli stilish kids in the riot dei Libertines, le silhouette appuntite dei Franz Ferdinand e altro ancora. E quindi? Fine For Now io lo trovo molto divertente, di una leggerezza primaverile niente affatto scontata, ed è prodotto davvero bene. Poi se qualcuno ha dei problemi con l'essere italiano, io mi giro e metto su di nuovo Baby G.

(mp3): The Vickers - Baby G

ps: Se anche a voi piace molto la copertina, ne parlano nell'intervista a MAPS.

mercoledì 2 marzo 2011

Girls Names




Girls Names, da Belfast
Dead To Me, album di debutto in uscita ad aprile
su Tough Love Records e Slumberland


Girls Names - Seánce on a Wet Afternoon
by Slumberland Records

Standard Fare


Ma come ho potuto trascurare il debutto degli Standard Fare, The Noyelle Beat, la primavera scorsa? A ripensarci, è uno di quei dischi di indiepop capaci di suonare già "classici" al primo ascolto, pur non avendo richiami evidenti a certi suoni del passato (più alla moda). Niente lo-fi, niente shoegaze, niente C86, ma forse proprio perché non sembrava cercare molto clamore quel disco aveva alcuni momenti irresistibili, come Fifteen e Philadelphia.
Ora il trio di Sheffield torna con questo nuovo singolo, Suitcase, euforico e spigoloso al tempo stesso, merito della voce di Emma Kupa, dell'aspra sei corde di Danny How e del ritmo forsennato di Andy Beswick. Stavolta non mi scappano.

Like a champ


Proprio alla vigilia della sua partenza per il SXSW di Austin (suonerà il 19 marzo al Parish Underground), His Clancyness pubblica un nuovo 7'' con la label giapponese Sixteen Tambourines. La sognante What Fury Can't Say, impalpabile e luminosa, è perfetta per questa giornata di neve, ma la mia preferita resta la b-side, Like A Champ, che parte con un'aria vagamente New Order e poi fluttua via, un po' Panda Bear e un po' Anni Sessanta, come solo His Clancyness riesce a fare.
Oltre che con questo progetto solista, Jonathan Clancy sarà impegnato nelle prossime settimane anche con i suoi A Classic Education, per il tour americano che dopo il SXSW li vedrà di spalla ai British Sea Power, per una trentina date da una costa all'altra.

(mp3): His Clancyness - Like A Champ

martedì 1 marzo 2011

"Emotivamente stempiato"

Concerto per Tunnel Carpale: uno potrebbe anche pensare che Bucknasty abbia scritto "soltanto" un bel post in cui, come di passaggio, "si vede Bologna da fuori". Ma non è così. La rassegna Netmage in fondo è una scusa, una scenografia modesta per raccontare altro, la "musica esposta". Lì in mezzo, a recitare, ci sono molti personaggi: ognuno scelga il proprio.

... Il Netmage è la transposizione bolognese di questo concetto perfezionato dal milanesismo radicale. Un concetto che supera facilmente tutte le esegesi post-moderne più amichevoli. Non è una coincidenza, quindi, che i frequentatori più accaniti del Netmage — e di tutte le altre manifestazioni sue sorelle — siano, infine, quelli che non-sopravvivono scrivendo di musica. Gli mp3 blogger, in ansia da prestazione per gli accrediti rimbalzati ancora una volta; i wannabe-giornalisti musicali, in cerca di mani da stringere, in scimmia di contatti. I rispettabilissimi giornalisti da 30€ a botta, arroccati dal presenziare su ogni social network accessibile dall’Italia, amiciXlapelle di tutti i gruppi con all’attivo meno hits dei loro blog. Non sanno suonare, non sanno scrivere, sanno aggiornarti. Sanno partecipare. Anzi, fanno “networking”. L’evento bolognese è il bar mitzvah atteso tutto l’anno, l’occasione di farsi amputare il cazzo da gente che non ha mai saputo come usarlo. Il passo necessario per essere considerati adulti e produttivi. Perché alla musica esposta — il termine corretto da usare, invece di suonata — è stata infine rimossa quell’arrogante pretesa armonica, strumentale e di canto che taluni esigono durante un normale concerto...