lunedì 28 febbraio 2011

Young hearts


E mentre aspettiamo Hall Music, Emil Svanängen ovvero Loney Dear, senza dir nulla se ne esce con questo video puccissimo. Non è chiaro se si tratta di una canzone presente in questa versione nell'album, ma in ogni caso, ci piace a prescindere.

Husband


Gianlorenzo, meglio noto come "Giallo" dei Buzz Aldrin, da qualche tempo partecipa anche a un altro progetto, gli Husband. Meno "muro del suono" e meno rumore puro ma identica passione per i ritmi ipnotici e i suoni ossessivi. Ora stanno per debuttare con Love Song, un dodici pollici sulla label inglese Robot Elephant e il mese prossimo saranno proprio in tour in Gran Bretagna a presentarlo. Nel singolo sono presenti anche diversi remix, tra cui uno di Wolther Goes Stranger. Qui sotto in streaming un paio di assaggi in anteprima:



(photo by Giulia Mazza)

domenica 27 febbraio 2011

(Folk) punk's not dead


Quella dei concerti domenicali all'ora dell'aperitivo è ormai una buona tradizione da queste parti. A Ferrara questa sera alle 6, allo spazio Sonikart Exhibition, un appuntamento che definirei classico: il folk emozionante di Bob Corn dal vivo, a presentare il suo nuovo album The Watermelon Dream, e in apertura i Same Old Song, il furibondo progetto punk della Mara delle Black Candy e Fabrizio dei Sumo (régaz, quando esce questo 7 pollici?). A seguire il dj set di Amarezza per "shakerare il vostro culo". Ci si vede a banco!

(mp3): Bob Corn - Love Turns Around (Don't Look Back)

venerdì 25 febbraio 2011

"We're falling apart again, she took my cardigan"


La prima volta che ascoltai i Ringo Deathstarr rimasi abbastanza sorpreso che non fossero britannici. Anche mettendo da parte il discorso del revival di genere, non era proprio immediato immaginarsi questi suoni tanto shoegaze nel mezzo del Texas. Ma poi le loro canzoni volavano bene, e non importava da dove venissero.
Nel loro album di debutto Colour Trip le voci della chitarrista Elliott Frazier e del bassista Alex Gehring si incrociano sotto una coltre di nebbia di feedback, i toni oscuri vengono rischiarati da melodie sognanti, e non mancano inserti di synth acidi, mentre la batteria di Daniel Coborn ciondola in preda all’autismo.
Derivativi? Mah, sì. Però credo che decidere se un album così fedele al suo genere (ecco un attacco preso dai My Bloody Valentine, ecco una strofa dei Jesus & Mary Chain, ecco un ritornello dei Ride...) sia per forza noioso o divertente, a questo punto diventi inessenziale. Anche perché bisogna riconoscere che tutti i nomi citati sono spariti da un paio di decenni, mentre evidentemente di questi suoni c’è ancora un certo desiderio, e in giro si possono ascoltare eredi ben peggiori. E comunque nel disco non mancano intuizioni di possibili nuove strade per la band, come la conclusiva Other Things.
I Ringo Deathstarr saranno in Italia questo fine settimana per tre date, e così li vedremo finalmente alla prova dal vivo:

- sabato 26 @ Covo Club, Bologna
- domenica 27 @ Mattatoio Club, Carpi (MO)
- lunedì 28 @ La Sacrestia, Milano

(mp3): Ringo Deathstarr - Kaleidoscope
(mp3): Ringo Deathstarr - So High (worriedaboutsatan remix) - [*]

Sitting at the piano disappearing


Secondo me un gruppo che debutta con un album intitolato Et Tu Fluffy? parte già col piede giusto, senza aggiungere che l'anno scorso hanno anche pubblicato il singolo natalizio James Brown Died on Christmas Day. Sono gli Hands and Knees, vengono da Boston e nel frattempo sono arrivati al terzo lavoro, Wholesome. Continuano a scrivere fantastiche canzoni pop folk con tanti cori sparati in cielo (The Moonlight is Wicked potrebbero essere dei Nana Grizol, o Sitting at the Piano Disappearing degli Spoon), ma le influenze si allargano, e in questo disco c'è anche tanto blues, tanto suono del Sud e trova spazio pure un walzer. Poi arrivano i pezzi killer come Dancing On Your Tears o Close Your Eyes e davvero mandano all'aria tutto.

(mp3): Hand and Knees - Dancing On Your Tears
(mp3): Hands and Knees - Close Your Eyes

There are tigers in the bedroom


Una cover aiuta (quasi) sempre ad attirare l'attenzione, e quella piccola piccola ma carina che ho trovato nella mail questa mattina è arrivata al momento giusto, in un venerdì di sole dall'inconsueto buonumore. I Love In October, duo di Chicago formato dai fratelli svedesi Widman, prendono un noto singolo di Beast Coast e lo suonano come se fossero in spiaggia di notte, cosa tra l'altro sempre piuttosto appropriata con le canzoni di Bethany Cosentino.
I Love in October hanno anche un paio di ep e qualche singolo in free download, fanno indie rock e mettono assieme un sacco di influenze: in alcuni pezzi si muovono bene tra Yeah Yeah Yeahs e Tokyo Police Club, in altri vanno più verso i Death Cab For Cutie.
E poi niente, c'è questa foto del gattone felice, e non ho resistito.

(mp3): Love In October - Happy (Best Coast cover)
(mp3): Love In October - Paper Heart

mercoledì 23 febbraio 2011

Mercoledì weekend

Stasera mi sa che in radio si finisce in anticipo. Bisogna correre al LAB16 (Via Zamboni 16), che ci sono i Weekend in concerto.
La band proveniente da San Francisco suona un post-punk cupo e saturo di rumore, e ha pubblicato lo scorso novembre su Slumberland Sports, un album che ha fatto tirare in ballo paragoni con Jesus And Mary Chain, Joy Division, PIL, Echo And The Bunnymen e anche Killing Joke. L'altra sera li ha visti pure Colas e dal vivo li ha trovati assolutamente potenti.
Ad aprire la serata i nostri Last Europa Kiss, ormai vicini al debutto su sette pollici.

(mp3): Weekend - Coma Summer
(mp3): Weekend – Monday Morning/Monongah, WV (Water Borders remix)

It's nice to be nice


L'anno scorso presentando gli Spaghetti Anywhere avevo scritto che la metà italiana del duo londinese, ovvero Valerio Cerini, era alla voce. E invece mi ero confuso, a cantare era il coinquilino Francis Cullen. Ma cambiando i fattori il risultato non cambia: gli Spaghetti Anywhere continuano a scrivere fantastico indiepop, tra Belle & Sebastian e Pastels, con qualche innesto di elettronica. Come in questo nuovo Arrochar EP, pubblicato in free download. Cullen lo presenta così: "These two songs are a bit of a departure from our usual sound. While working on our next record we realised that they were not going to fit in with the rest of our material. Both songs have a common theme and are based on some of my experiences growing up, good and bad".

(mp3): Spaghetti Anywhere - It's Nice To Be Nice

martedì 22 febbraio 2011

Dream Diary


Prendere in giro una band che suona come una versione ammorbidita dei Pains Of Being Pure At Heart è facile quanto fare gli snob sui Radiohead. Ma la recensione di You Are The Beat, l'album di debutto dei Dream Diary, scritta da Larry Fitzmaurice su Pitchfork mi sembra davvero troppo crudele, e pure un po' sessista. Insiste soprattutto sulla voce di Jacob Danish Sloan: "his thin-lipped, super-affected delivery makes the entire Slumberland batting order look like a bunch of Pavarottis".
Ok, la band di Brooklyn non brilla per originalità (non mi pare che oggi sia chissà quale colpa). Però a me sembra che proprio l'uso delle voci potrebbe diventare una delle chiavi di volta per rendere il loro suono più incisivo, lasciando perdere qualche leziosità, staccandosi dal modello Smiths e puntando su belle armonie alla Teenage Fanclub. Qui e là nel disco lo fanno e riescono bene.

(mp3): Dream Diary - Is He Really Mine?

venerdì 18 febbraio 2011

Intervallo


Limbs VS limbo

In questi giorni ho poco tempo per aggiornare il blog, non è certo un problema, ma farlo parlando proprio dei Radiohead e del loro nuovo album The King Of Limbs secondo me è un sintomo di vecchiaia preoccupante.
Vabbè, almeno non è Sanremo.
[continua su Wired...]


ps: ecco, c'è il video di Lotus Flower. Cavolo, mi piace come balla Yorke. Non è che adesso comincerò anche a rivalutarli?

mercoledì 16 febbraio 2011

Mostri feroci


Se vi piace il pop orchestrale dalle tinte folk e il respiro epico, un po' alla Fanfarlo per intenderci, dovreste già conoscere i californiani Fierce Creatures. Il loro ep di debutto dell'anno scorso, intitolato I Mostri Feroci (proprio così, in italiano), era un buon esempio di ricchezza di arrangiamenti e al tempo stesso immediatezza e freschezza. Ora tornano con un nuovo singolo molto bello, Ships to Shore, che gioca sulle due voci maschile e femminile e aggiunge un tocco più languido e Sixties. Sarà che sono amici dei Tennis e hanno suonato assieme l'anno scorso?


bonus track
(mp3): Fierce Creatures - The Brute and the Beast

martedì 15 febbraio 2011

Music Alliance Pact #29

 MAP - Music Alliance Pact
Eccoci al consueto appuntamento mensile con il progetto MAP - Music Alliance Pact: una trentina di blog di tutto il mondo hanno selezionato per voi una band interessante del proprio Paese, regalandovi una canzone.
Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.
Molte le mie personali highlights di questo mese, nonostante una scaletta eterogenea come poche finora: la chillwave degli australiani aBillion, il bel folk limpido del norvegese Jonas Alaska, la delicata ninnananna dei peruviani Kanaku & El Tigre, il sorprendente diciassettenne irlandese MOTHS, il paesaggio sognante degli americani New Animal, i gioiosamente rumorosi Nikoo dall'Olanda e i neozelandesi Popstrangers, tra shoegaze e noise.
Gli italiani di questo mese sono i Green Like July. Da qualche giorno è uscito su Ghost Records il loro secondo album Four-Legged Fortune, registrato ad Omaha (qui c'è un bel souvenir di quella trasferta) insieme ad A.J. Mogis, produttore di casa Saddle-Creek. L'album ha infatti un tocco caldo e "Brighteyesiano", con una bella attenzione per gli arrangiamenti (quelle languide slide guitar, quell'organo che illumina lo sfondo delle melodie). Ma soprattutto si apre con questo singolo, quasi un omaggio a Dylan, e conquista sin dal primo ascolto, facendo incontrare sonorità country e leggerezza pop, con un finale davvero strappalacrime. Da segnalare anche la copertina dell'album molto bella, curata da Olimpia Zagnoli.
Questa è la playlist di Febbraio, compresi gli mp3 in streaming e il link per scaricarla tutta in un colpo solo.

(mp3): Green Like July - Flying Scud

lunedì 14 febbraio 2011

"Secondo noi c'è ancora qualcosa di buono in questa città"

Covo Records
Un paio di settimane fa, con uno strepitoso concerto al Covo, i Tunas hanno presentato il loro ultimo sette pollici, The Ritual Bath / Give The Frog A Kick. L'occasione era speciale, perché segnava anche il debutto della Covo Records, nuova label nata proprio dallo storico club bolognese. Abbiamo quindi chiesto a Daniele Rumori, direttore artistico del Covo e fondatore della indimenticata Homesleep, di raccontarci l'inizio di questa nuova avventura sotto le Due Torri.

Cominciamo dalla formazione: ci presenti i convocati della nuova squadra Covo Records?
Prima di parlare della formazione, credo sia il caso di fare un accenno alla categoria nella quale competeremo. Abbiamo fatto un po' come la mia Ancona Calcio, che nel giro di un anno è passata dalla lotta per tornare in Serie A al campionato regionale denominato Eccellenza. Per fortuna, però, nel nostro caso non c'è di mezzo un fallimento, ma una scelta di vita... Però anche io riparto da una categoria inferiore, dove ci sono valori, obiettivi, impegni decisamente diversi. A differenza di Homesleep, Covo Records parte senza l'ambizione di conquistare il mondo. Sarà un'etichetta molto piccola e principalmente legata al territorio o comunque al nostro Club. Produrremmo solo vinile limitatissimo (300/500 copie), non avremo distributori, i nostri prodotti si troveranno solo ai concerti dei gruppi, al Covo e presso qualche mailorder/negozio molto selezionato. Quello che rimane invariato è sicuramente l'entusiasmo con cui affrontiamo questa nuova avventura.
La squadra, invece, è quella del Covo. I capitani siamo io e Marzio (The Valentines, nda). Quello di fare un'etichetta era un qualcosa che avevamo in mente da un po' di tempo, finalmente l'anno scorso abbiamo deciso di far partire questo progetto.

Avete inaugurato il catalogo con una bella dichiarazione: un 45 giri dei Tunas, veri e propri "local heroes". Rappresenta un'indicazione di quello che intendete fare con l'etichetta?
I Tunas secondo me sono un gruppo davvero clamoroso. Sono stupito dal fatto che non abbiano mai avuto grandi riconoscimenti. Pur avendo un suono molto definito e preciso, ho sempre pensato che i Tunas siano un gruppo trasversale, nel senso che chiunque li veda dal vivo o li ascolti non può non innamorarsi di loro. Avrei già voluto farli uscire per Homesleep, ma quando c'è stata l'opportunità eravamo già arrivati al capolinea. Per questo, quando abbiamo deciso di fare questa label, loro sono il primo gruppo che ci è venuto in mente. Anche perché quest'etichetta nasce soprattutto per dare un supporto alla scena bolognese. Secondo noi c'è ancora qualcosa di buono in questa città a livello musicale.

La veste grafica, almeno per questa prima uscita, è austera e ridotta all'essenziale: una scelta che porterete avanti?
Sì, l'idea è quella di tenere la stessa copertina per tutte le releases. L'essenzialità è sempre stata una caratteristica del Covo, dal sito alla comunicazione. Abbiamo deciso di mantenere questo stile anche per la parte discografica.

Ovviamente, molti ti conoscono ancora come "Daniele della Homesleep": c'è una relazione tra quella storia, importante sotto tanti punti di vista, e questa? Cosa ti ha spinto oggi a mettere in piedi questa nuova label e quali esperienze di quell'epoca pensi che ti saranno ancora utili?
Un legame c'è, naturalmente quell'esperienza è stata una delle più importanti della mia vita. Negli ultimi anni di Homesleep, però, ero un po' stanco della routine dell'etichetta. Inoltre la nostra era diventata un'azienda, con tutti i problemi che hanno le aziende vere, che devono raggiungere degli obiettivi per rimanere aperte. Questa situazione era diventata un po' stressante, abbiamo tutti lavorato come dei pazzi per anni solo per la gloria e per pagare gli altri, visto che di soldi non ne abbiamo mai presi, purtroppo solo messi. Quando abbiamo chiuso Homesleep mi sono sentito come se mi fossi liberato di un peso. Però presto mi sono mancate le emozioni che Homesleep mi ha sempre regalato. Quindi ho subito pensato di partire con un nuovo progetto, e Marzio mi è sembrato l'interlocutore naturale per questa nuova avventura, visto che non facciamo altro di parlare di musica, di dischi, e di gruppi. Visto che entrambi ci occupiamo del Covo ci è sembrato logico legare anche questa etichetta al posto dove in assoluto passiamo più tempo nella nostra vita...

Ci puoi dare qualche anticipazione delle prossime uscite e delle prossime mosse della Covo Records?
La prossima uscita sarà un 7" di Last Europa Kiss, band che non ha ancora realizzato nulla di ufficiale a livello discografico, ma che in molti hanno avuto la possibilità di vedere dal vivo a Bologna in questi mesi. Il singolo verrà presentato al Covo (dove tra l'altro sono stati registrati i pezzi!) il prossimo 22 aprile, quando la band aprirà per le Dum Dum Girls. Poi dovrebbe essere la volta degli A Classic Education, anche qui si parla di un 7" in uscita a fine Settembre. Infine ci sono discorsi aperti per singoli targati Forty Winks, CUT, The Valentines... Poi teniamo gli occhi aperti su quello che succede in città... e chissà che prima o poi Covo Records non mi faccia lavorare di nuovo con qualche vecchio amico del giro Homesleep...

San Campesinos!


Non pensavo di mettere sul blog nulla che avesse a che fare con San Valentino, ma il video dei Los Campesinos! che preparano una cena romantica (tipo, uhm, un toast con gli asparagi?) non potevo proprio risparmiarvelo.

sabato 12 febbraio 2011

Kiss each other clean


Questa sera mi trovate al Locomotiv Club di Bologna, a mettere un po' di dischi insieme a Morra MC dopo il concerto di Iron And Wine. Il cantautore americano verrà a presentare il suo nuovo album, Kiss Each Other Clean, e se come me ve lo ricordate ancora soltanto barba e flanella sarà una bella sorpresa, visti gli echi Seventies di questo nuovo lavoro. La data, unica in Italia, è già sold-out. Speriamo almeno che Sam Beam si porti il pavone in tour, farebbe un figurone a banco.

(mp3): Iron And Wine - Tree By The River

venerdì 11 febbraio 2011

"Everybody's been singing the same song for 10 years"

Sottotitolo: "Here Before"

The Strokes
Ho sentito parlare per la prima volta dei Feelies abbastanza tardi, all'epoca del primo disco degli Strokes. Tirarli in ballo nelle recensioni di Is This It c'entrava fino a un certo punto, ma dava comunque un po' di prestigio meno scontato a tutta la faccenda. Ogni generazione si appropria di nuovo del passato e a modo proprio lo riscopre, e chi ha già visto quel film non può farci niente, magari sorride se sente i più giovani imparare a dire C86 oppure "part time punks", ma siamo stati così tutti, non ci sono maestri. Allora, una decina d'anni fa o poco più, mentre i negozi di dischi cominciavano a scomparire, facemmo scorta di tutti quei Velvet Underground, Stooges, Television, Blondie e Talking Heads in nice price, e si rivelarono preziosi.
Salto in avanti, febbraio 2011: il nuovo singolo degli Strokes, Under Cover of Darkness, è nella nostra vita ormai da ventiquattr'ore. Cosa ne pensiamo? Come stiamo? Cosa succederà adesso? Mettiamo giga di musica sul desktop ogni giorno, eppure è curioso leggere in giro tutti questi interrogativi, come se da quei 3 minuti e 55 secondi dipendesse chissà cosa. Nonostante (o per fortuna, visto il mediocre risultato) siano passati cinque anni dal loro ultimo album, e nonostante possano stare antipaticissimi per mille validi motivi, gli Strokes godono ancora di un credito quasi senza limiti. Il calcio d'avvio che hanno dato all'ingolfato decennio scorso è qualcosa di cui ancora gli siamo riconoscenti.
Under Cover of Darkness parte bene, il riff di chitarra e il ritmo sono quelli giusti, ma la voce di Casablancas non è quella del solito crooner, la melodia fa note troppo lunghe che lui regge poco, e non ha i soliti filtri che mi piacevano tanto. Soprattutto, nonostante sia da mettere nella stessa cartella di Last Nite, non sembra per ora appiccicarsi addosso come Last Nite, tutto qui. Per il resto è un'ottima canzone rock, si può ballare, ha pure un assolo bello Seventies, e quando ci sono i cori guadagna in robustezza. Butto lì i miei due cents: l'album sarà meno peggio di quel che io stesso temo, e alla fine gli vorrò bene uguale.
Ma la cosa che mi ha colpito più di tutte è stata che questa canzone uscisse negli stessi giorni del nuovo singolo dei Feelies. Shoud Be Gone anticipa il nuovo album, intitolato guarda caso Here Before, ed è il primo materiale nuovo da 19 anni a questa parte che i Feelies mettono assieme. Shoud Be Gone ha un umore molto sereno e rilassato, anche se va veloce. E la cosa è abbastanza notevole, se pensiamo che il loro marchio di fabbrica era proprio il frenetico e spigoloso nervosismo. Qui mi piace tantissimo questa mancanza di esitazioni. Ha una grazia da Go-Betweens, qualcosa di maturo, all'apparenza semplice ma inattaccabile. Fila via in un attimo, strofa ritornello cori e bridge, e vince. Dite quel che volete, REM, Teenage Fanclub, ok ok, ma vince. "Trying to recall / What was so great".

(mp3): The Strokes - Under Cover of Darkness
(mp3): The Feelies - Should Be Gone

giovedì 10 febbraio 2011

Awesome


Certe giornate sono proprio storte, tutto il contrario di "awesome".
E poi arriva questo nuovo video dei CUT ed è una sberla che dice di ripigliarti.
Awesome è tratta dall'album Annihilation Road, pubblicato alla fine dell'anno scorso da Go Down Records.

(mp3): CUT - Awesome

Polaroids From the Web

"Purr purr purr purr purr purr" edition

- È nata la Trovarobato Netlabel e si presenta così: "In un tempo in cui il supporto fisico diventa sempre meno richiesto e la pratica del disco diffuso in rete diventa sempre più dispersivo, Trovarobato Netlabel si propone di restituire alle uscite digitali la rilevanza che meritano, grazie a produzioni studiate ad hoc per l'immensa libertà che questo formato consente". Prima uscita, l'album Caosmo, debutto di Zona MC, che avevamo già sentito all'opera nell'ultimo lavoro di Uochi Toki.
(mp3): Zona MC - Compluralizzazione

- Per chi come me purtroppo non poteva esserci, un modo molto bello per recuperare qualcosa dell'evento di domenica scorsa con Mark Kozelek alla Chiesa di Villanova di Castenaso è il report di Byronic pubblicato su Junkiepop.

- Non so se ho ancora l'età per comprare le magliette dei gruppi, ma quella nuova DOOMED dei Los Campesinos! è fantastica.

- Il LOL della giornata: Hipster Gandalf.

- Cloud Nothings ha pubblicato uno dei miei dischi preferiti di questo inizio anno ma faccio un po' fatica a capire i suoi video: qualche settimana fa quello di Should Have dove si mangiavano i capelli, adesso quello di Understand At All, con il vecchietto che fa arti marziali. Sono perplesso, ma il disco resta una bomba.

- Altered Zones porta un po' di chiarezza sul collettivo DIY del Mississippi Cats Purring (molto figo anche il tumblr pieno di foto), che ha tra i suoi promotori il nostro caro Dent May e vede la partecipazione di nomi come Bass Drum of Death e Dead Gaze.
(mp3): Tommy Toussaint - Feels Fine

- "Jens Lekman, Darren Hayman, Leaf Library, Horowitz, A Fine Day For Sailing, A Little Orchestra, The Sweet Nothings, The Give-It Ups, The Sunbathers, & special guests to be announced": questa la notevolissima line-up di Read and Shout 2011, evento nato per protestare contro i tagli alle biblioteche pubbliche in Gran Bretagna. Lekman non suona in Europa da un pezzo e sarebbe davvero il caso di valutare una trasfera a Lambeth (sud di Londra) il prossimo 19 marzo (nonostante sia il weekend del Roma Popfest!).

- Angolo vezness e letture della sera: nell'ultima edizione di Perfect Sound Forever ci sono alcuni clamorosi (come sempre) articoli, in particolare dedicati a Gram Parson, ai Meters e agli Zombies.

Ma "eehhh" cosa?


Vasco Rossi "doing it for the LULZ", e questa nuova Eh già ne regala a pacchi. Mentre Andrea ragiona sull'assurdo video, Colas lancia l'instant meme, e questo è il mio piccolo contributo.

martedì 8 febbraio 2011

Last minute buzz


Mi arriva la comunicazione last minute di un concerto dei Buzz Aldrin questa sera al LAB16 (ex Transilvania) in Via Zamboni 16/D.
Fate girare la voce!

(mp3): Buzz Aldrin - In Star City

Kids in my backyard


Tre ventenni di Dallas attaccano gli strumenti, gli amplificatori, alzano il volume e cominciano a fare pezzi dei Japandroids "and fucking them up". Nel giro di sei mesi mettono assieme una manciata di canzoni, alcune le potete scaricare (pay-what-you-want) dal loro Bandcamp, il resto è tutto da ballare. Signore e signori, ecco i Soviet, garage rock sbandato e ruvido, con quel tanto di ganci pop che si attaccano e non se ne vanno più. Kids In My Backyard è già un inno al primo ascolto. E poi non posso non lasciarmi prendere da una band che si presenta dicendo "Come see us live. It will all make sense then".

(mp3): Soviet - Wimbledon
(mp3): Soviet - Kids In My Backyard

Dominant Legs remix


Aspettando che la Lefse Records pubblichi La Lucha Constante, album di debutto del venezuelano Algodón Egipcio, arrivano un paio di suoi remix a scaldare l'ambiente. Questo è quello per i Dominant Legs, super primaverile e scintillante.

(mp3): Dominant Legs - Clawing Out at the Walls (Algodón Egipcio Remix)

(photo by The Boss Hog)

lunedì 7 febbraio 2011

Ghosts before breakfast


Ghost Before Breakfast è una delle canzoni migliori dell'ultimo album degli Shrag, Life! Death! Prizes! pubblicato sul finire dell'anno scorso da Where Is At Is Where You Are. Tiro quasi punk-funk, urletti alla Love Is All (o se vogliamo essere più filologici, alla Slits o Raincoats) e un'atmosfera abbastanza sinistra che gronda da ogni accordo. Non per niente la label la presenta come "a pop song that sounds like a panic attack". Ora la canzone esce in singolo free download con due b-side inedite, Gutless Wonder e Heart Open/Mouth Shut, confermando lo stato di ottima forma per la band di Brighton, che rende al meglio quanto più suona ruvida. Come hanno raccontato in una recente intervista su Clash, "someone called us psycho-twee once, which kind of made sense. I’m always confused when people call us a twee band because there’s more of a brashness, a noisiness running contrary to that. The good thing about the indie pop scene is that it does seem to accommodate both ends of the spectrum".

(mp3): Shrag - Ghosts Before Breakfast

Sparks and scars


Avevo già parlato della compilation A Tribute To Club Tropicana, pubblicata in free download dalla net label francese Beko, citando i nostri Welcome Back Sailors. L'ultimo nome in scaletta su quella raccolta era Young Minds. L'indiepop da cameretta e la voce diretta di At Dusk mi hanno incuriosito e così mi sono messo a cercare che altro avesse fatto. Ho scoperto che è il progetto solista del ventitreenne Jim Hewitt, da Allston, Massachusett. Il suo primo e per ora unico EP si intitola Imago Demos ed è scaricabile da Bandcamp. In quelle canzoni mi sembra faccia un utilizzo maggiore di synth, la voce rimane più coperta, persa tra gli echi, e in certi momenti l'effetto ricorda qualcosa dei giovani Mixtapes & Cellmates. Non so se At Dusk rappresenti una nuova direzione della sua musica, spero di sì, preferisco questa sua versione, più spoglia ed efficace: suona più aperta, come se i Girls fossero stati svedesi e li avesse pubblicati la Sarah Records.

(mp3): Young Minds - At Dusk

domenica 6 febbraio 2011

Letture domenicali

Mi sembra doveroso rilanciare la segnalazione di Bastonate: se questa sera non sarete tra quelli che vedranno il concerto di Mark Kozelek alla chiesa di S. Ambrogio Di Villanova (già sold-out solo con le prenotazioni, altro che crisi delle vocazioni) in città si può andare a due (non più in contemporanea!) belle presentazioni di libri di musica: alle 19 al Modo Infoshop si parla dell'eccezionale Tutto qui - La storia dei Massimo Volume, e oltre alla band al completo (!) e al curatore Andrea Pomini ci sarà anche Manuel Giannini, componente degli Starfuckers e all'epoca produttore artistico di Stanze; allo spazio Dans la Rue invece alle 19 parte un aperitivo, e poi alle 21 si presenterà Storia ragionata dell’hip hop italiano di Damir Ivic, uno che senza dubbio conosce la storia e sa come ragionarci.
Entrambi i libri, opportuno ricordarlo, sono pubblicati da Arcana.

venerdì 4 febbraio 2011

Everybody says it's just a point of view


Gli Yuck si appropriano dell'estetica indie rock Anni Ottanta e Novanta non solo nel loro formidabile album di debutto (data di uscita ufficiale: 21 febbraio per Fat Possum, ne riparleremo), dalle parti di Dinosaur Jr e Sonic Youth, ma anche in questo nuovo video Holing Out. La band che ciondola in piedi con le proiezioni sullo sfondo bianco mi ha ricordato certe vecchie foto promozionali in bianco e nero dei Teenage Fanclub, il finto inseguimento nel bosco non so se fa più Bjork o Foo Fighters (in entrambi i casi, in video diretti da Michel Gondry), e quei colori saturi delle immagini da VHS disturbato in montaggio veloce sono così primi jingle di MTV, ma sono sicuro c'è anche dell'altro. E poi un bell'horror con le tette, come ci insegna Nanni Cobretti, funziona sempre.

(mp3): Yuck - Holing Out

We don't want to get in line!


Uscirà il 23 marzo Forever Today, il terzo album dei nostri amati I'm From Barcelona. Il disco sarà pubblicato dalla Mute e conterrà 10 canzoni. Ad anticiparle, da un paio di giorni il collettivo svedese ha messo in free download Get In Line, che oltre agli immancabili cori e battimani aggiunge un basso funkeggiante e dei synth più Eighties che mai.
Qui si possono ascoltare anche un paio di remix a cura del canadese Montag e del francese Flairs. Si preannuncia una nuova festa.

(mp3): I'm From Barcelona - Get In Line

mercoledì 2 febbraio 2011

Good life


Come noto, l'operazione dei Dirtbombs nel loro ultimo album Party Store consiste nel riprendere vecchie canzoni techno della stagione d'oro di Detroit, a cavallo tra Anni Ottanta e Novanta, e rileggerle in chiave rock e post-punk. L'idea è geniale: dalla Detroit di allora alla Detroit di oggi, facendo però tutto il giro, e confondendo un bel po' le carte in tavola, soprattutto ai loro ascoltatori. Il risultato invece è un po' altalenante, e anche se si finisce spesso dalle parti di ESG e James Chance, o magari per citare qualcosa di più attuale, di certa roba DFA, non ci si diverte sempre allo stesso livello.
Però i Dirtbombs sanno di mettere in scaletta una serie di pezzi che non arriveranno solo alle orecchie e alle gambe, ma anche al cuore, specie di quelli non più tanto giovani. Il colpo basso per me è stato sentire di nuovo Good Life degli Inner City (Kevin Saunderson! Da qualche parte a casa dei miei genitori devo aver lasciato un vinile tutto segnato), messa giù "alla Chk Chk Chk", senza forma, grassa e freddissima allo stesso tempo. Che botta, no more rainy days, only good life.

(mp3): The Dirtbombs - Good Life (Inner City cover)

martedì 1 febbraio 2011

Savage night at the Opera


Non voglio spendere troppe parole inutili per il nuovo album di Destroyer. Daniel Bejar fa dischi da quindici anni e ancora passa per un "best kept secret" dell'undreground. Nonostante abbia fatto parte dei New Pornographers e abbia avuto i Frog Eyes come backing band, ancora si fa fatica a mettere a fuoco la sua discografia. Forse perché cambia pelle quasi a ogni disco, forse perché non è abbastanza glam, non so. Però Kaputt, che al primo ascolto sembra tranquillissimo, quasi fin troppo felpato, è in realtà un lavoro complesso, non solo dal punto di vista dei suoni (ne parla lo stesso Bejar con Matthew Perpetua, mentre in questa intervista descrive la "pointlessness of writing songs"). Delle tante e lunghe recensioni che ho letto in giro (compreso il gran pezzo "The Sublime Creations of Destroyer" sul Village Voice), voglio segnalare quella di Drowned In Sound, che mi pare molto approfondita e chiara. Però oltre a tutti i riferimenti soft-rock Anni Settanta, io aggiungerei anche un altro nome, quello dei Broken Social Scene, quelli più distesi e celestiali, che saltano fuori soprattutto in momenti come questa stupenda Savage Night At The Opera.

(mp3): Destroyer - Savage Night At The Opera

"Fuga da MySpace": e se il prossimo fosse...

Ne abbiamo già parlato qualche giorno fa: oramai chiunque, band, blogger o giornalista, si è lamentato di quanto sia superato e insopportabile MySpace. Da ultimo, stamattina leggevo anche l'appello su The Stranger, con i prevedibili infuocati commenti. Però è anche vero che siamo nel 2011, sarebbe ora di guardare avanti...

I left my head and my heart on the dancefloor



Su questo blog non ci siamo praticamente mai occupati di Lady Gaga e direi che si può anche andare avanti così. Questa però è molto carina, anzi, quasi "Di Prestigio", e merita una segnalazione: "Andrew Kolb turned the Lady Gaga song Telephone into a vintage children’s book".
(via Tweexcore).

(mp3): Pomplamoose - Telephone (Lady Gaga Cover)