sabato 25 giugno 2011

Osservatorio Retromania (4)

“The problem with retro culture is that it is utterly immersed in the past, but it is increasingly ahistorical. Retro is the exploitation of the past – its history-making exploits all the hard work that was put into creating new forms – in a way that never ceases to be dependent on history but that doesn’t illuminate it or reactivate it in a way that gives it any kind of renewed relevance in the present. It’s just simulation, a replication that is depthless, all about surface stylization.”
Five minutes with Simon Reynolds - FACT Magazine

(Dopo essermi bloccato qualche tempo fa alle prime pagine, in questi giorni sto finalmente leggendo Retromania: c'è molta, forse troppa carne al fuoco, con uno stile che a differenza delle opere precedenti sembra più sinuoso, meno rigido e più "in prima persona". Però l'idea che il presente, musicale e non solo quello, sia in qualche modo "ingolfato" e impantanato mi affascina e mi coinvolge. Se vi è capitato di leggere la rubrichetta che ogni mese cerco di scrivere su Rolling Stone giro proprio intorno a quei discorsi lì - fatte le debite proporzioni, ovvio).

Nessun commento: