giovedì 24 marzo 2011

Passive aggressive


Il mese scorso è uscito Passive Aggressive, doppio cd che raccoglie singoli e b-side (molti ormai fuori commercio) pubblicati tra il 2002 e il 2010 dai Radio Dept. La cosa che mi ha colpito di più, ascoltandolo e sfogliando il libretto con le foto d'epoca, è stata la coerenza nell'idea di musica che la band svedese è riuscita a esprimere in questi anni. Mentre noi parlavamo ogni volta di shoegaze o Pet Shop Boys, della loro laconicità o di come perdevano occasioni (la XL, la colonna sonora di Sofia Coppola...), i Radio Dept. andavano avanti per la loro strada, costruivano canzone dopo canzone i Radio Dept. che avevano in mente. "Portavano avanti un progetto", come si suol dire semplificando, con una determinazione che forse non era sempre stata chiara, anche perché loro - molto scandinavi in questo - non hanno mai fatto molto perché lo fosse.
Ripenso a come, ogni volta che i Radio Dept. pubblicavano un nuovo album o un ep o andavano in tour, e che invariabilmente deludevano qualcuno, qualcuno "si aspettava di più", io mi affannavo a cercare di capire come fosse soltanto un ulteriore modo per farsi amare in quella loro maniera complicata. Non so se ne valeva la pena, non ci provo nemmeno a essere obiettivo, con loro è sempre una questione un po' personale, I Don’t Need Love, I’ve Got My Band, gli anni e molti ricordi.
Questa sera i Radio Dept saranno in concerto al Bronson di Ravenna. Torno a rivederli e spero ci sia un bel po' di gente, ma so anche che probabilmente non faranno le mie canzoni preferite, che qualcuno farà commenti acidi sui suoni o sulla loro simpatia, e probabilmente durerà tutto troppo poco. Ma come si fa a non volergli bene. Ecco, se volete farci un po' di filosofia, è un po' come quella famosa battuta di Io e Annie:
Cè una vecchia storiella. Due vecchiette sono ricoverate nel solito pensionato per anziani e una di loro dice «Ragazza mia il mangiare qua dentro fa veramente pena.» e l'altra «Sì è uno schifo, ma poi che porzioni piccole!». Bè essenzialmente è così che io guardo alla vita: piena di solitudine, di miseria, di sofferenza, di infelicità e disgraziatamente dura troppo poco.

Ci si vede a banco.

update: Ma dove ho la testa? Stasera di spalla ai Radio Dept. suonano anche i Welcome Back Sailors!

(mp3): The Radio Dept. - The One

4 commenti:

anna ha detto...

disgraziatamente anche quel primo maggio durò troppo poco (2004, ndr) e stasera ce ne ricorderemo!

Anonimo ha detto...

I was there. Indimenticabile.

Anonimo ha detto...

e aggiungo: i nuovi dischi non mi hanno mai deluso.

brugo ha detto...

stavo ascoltando Summer Is Such A Majestic Feeling. vengo qui per scrivertelo e trovo un post sui Radio Dept. in un universo parallelo, io e te stiamo insieme dalle medie.