domenica 31 ottobre 2010

Wild Halloween


Lo scherzetto scemo della domenica pomeriggio è stato ispirato da due foto di Giulia.
Per il dolcetto invece aspettiamo il signor Jack Tatum in persona, ovvero Wild Nothing, sperando che ce ne porti parecchi nel suo imminente tour italiano: sabato 20 novembre, Bologna @ Covo; domenica 21, Varese@ Twiggy; lunedì 22, Roma @ Circolo degli Artisti; martedì 23, Gambettola (FC)@ Treessessanta.

>>>(mp3): Wild Nothing - Golden Haze (Thunderlust remix) (da qui)

venerdì 29 ottobre 2010

Not so much to be loved as to love


Neanche a farlo apposta, proprio ieri Everett True metteva come canzone del giorno sul suo blog un vecchio demo di Morning Of Our Lives di Jonathan Richman. E ne approfittava anche per raccogliere una serie di scritti disseminati negli anni tra fanzine, web e riviste, tutti dedicati al cantautore di Boston.
Jonathan had such a voice, such a way round a low key melody and turn of emotive phrase. When he sang, it seemed like you could hear the tinkle of magic from somewhere outside the grimy windows and grey skies, the promise that not all pop stars were arrogant, self-loving bores. When he sang, it suddenly made it OK to be male and sensitive. It was fine to find beauty in the insignificant details.
E se addirittura mister True ci tira la volata, noi ci alziamo sui pedali e seguiamo a ruota: questa sera Jonathan Richman, in compagnia di Tommy Larkins alla batteria, sarà in concerto al Bronson di Ravenna. Non c'è bisogno che lo dica, ma un anno fa fu decisamente memorabile.
In apertura suoneranno i Camillas (l'accoppiata non poteva essere migliore) e a seguire avrò l'onore di mettere un po' di dischi anch'io.
Ci si vede a banco.

>>>(mp3): Jonathan Richman - Così veloce
>>>(mp3): Jonathan Richman - Roadrunner
L'Arte contro il Contenuto


"We look to art for escape from our everyday routines, but we turn to content because it fits so seamlessly into our everyday routines."
È da una settimana che cerco le parole giuste per commentare l'articolo Living in the Age of Art vs Content, scritto su MBV da Matt LeMay (firma di Pitchfork e già cantante dei Get Him Eat Him). Il pezzo è forse una delle riflessioni più interessanti intorno allo stato attuale della musica lette in giro negli ultimi mesi, se non anni. Certo, le cose sono sempre più complicate e non si può condensare tutto in una formula, ma il passaggio dalle battute ironiche da Hipster Runoff (che pure ci piacciono) al ragionare intorno ai cambiamenti del consumo (e della produzione: vedi lo studio di registrazione sponsorizzato Converse) è necessario.
Se accettiamo che "brand" o "virale" siano ormai parole utili a comprendere il presente più di "indie" o "artista", quali sono le conseguenze? Per esempio, nei commenti all'articolo di LeMay la Asthmatic Kitty Records può affermare tranquillamente che "each person is now his own brand, and justifiably needs a life soundtrack to personally identify and reinforce that brand", e la cosa passa senza clamori.
Insomma, vedo in giro queste cose e noi qui, che passiamo più tempo sui feed reader che nei negozi di dischi o ai concerti, dovremmo essere capaci di formulare un'opinione sensata. Io almeno volevo provarci, giuro, poi ieri (su segnalazione di Nur) mi è capitato di leggere questa cronaca sul "Rapporto Economia della Musica in Italia 2010", e mi ha messo una gran tristezza. Numeri a parte, mi sa che certe riflessioni qui non servono, riguardano proprio un'altra forma di vita, un pianeta che segue altre orbite, e che in Italia resteremo nei secoli a discutere di X Factor, di "un ritocco alla legge sul diritto d'autore" e di tavoli con le Regioni, concludendo che "l'esperienza Radiohead sul download gratuito si è rivelata tragica".

giovedì 28 ottobre 2010

Polaroids From the Web
Some Swedish revival

from a distance pt.2


Negli ultimi giorni ci sono state finalmente un po' di novità interessanti per l'indiepop scandinavo. Ve le riassumo in breve:

- Su Tram7, il nuovo singolo degli Acid House Kings Are we lovers or are we friends?

- Dal sito della Labrador, torna anche l'altra band di Johan Angergård, i Club 8 con Closer Now.

- Via Matinée Recordings, il nuovo scintillante, sette pollici dei Northern Portrait, più smithsiano che mai, Life Returns To Normal (mp3).

- Su PSL una bella session live unplugged di Robert Svensson (ex Mixtapes & Cellmates). Lo preferisco così rispetto al pop glassato del suo ultimo album You're a Wasteland, Honey.

- Nuovo ep per You Say France & I Whistle, si intitola Angry Boy e lo anticipa questa Animal (mp3).

- Su Frigopop, tutte le informazioni sul ritorno dei Le Future Pompiste.

- Per lanciare il loro nuovo album, i Concretes hanno creato il tumblr WYWH (ovvero "Wish You Were Here") dove raccolgono le foto che catturano il momento perfetto dell'estate spedite dai fan della band di Stoccolma. Ne conosco un paio che non vedranno l'ora di partecipare.
>>>(mp3): The Concretes - WYWH

- È uscito ad agosto ma io l'ho ascoltato soltanto in questo ottobre già agli sgoccioli, eppure è quanto mai appropriato: The Long Wait Champion, album di debutto di Bedroom Eyes è una magnifica raccolta di pop dolce e limpido, con arrangiamenti lussureggianti, con grazia in bilico sulla malinconia ma molto più energico di quanto mi aspettassi, con momenti trascinanti (Manifesto of a Midair Alliance) e struggenti (The Skywriter). Il motto sul suo sito è un po' goffo, "This is pop music from the heart - to the feet", ma alla fine tocca riconoscere che è vero.
>>>(mp3): Bedroom Eyes - Hand-in-Hand Grenade

(photo by La Belle Epop)

mercoledì 27 ottobre 2010

Nice hair / nice titties


Non riesco quasi mai ad ascoltare tutta la nuova musica che mi ritrovo ogni giorno nella casella di posta, e mi sento sempre un po' in colpa. Cerco almeno di leggere i comunicati di presentazione, e ieri sono bastate queste due righe per incuriosirmi: "my band Sex Beet, from London, have just been asked by Best Coast to support them on their UK tour". Poi vedo che supporteranno anche Wavves, sono già passati su VICE e hanno registrato un live per BBC6. Faccio partire l'mp3 del nuovo pezzo Sugar Water e dopo un'intro di smancerie synth a tradimento vengo investito da una massa di chitarre accartocciate e melodie seppellite dal rumore. Eppure, a giudicare da quanto si trova in rete, questa è la cosa più pop messa insieme dal giovane trio inglese, più propoenso a un sound garage grezzo e tirato. La mia preferita è Scarecrow, ma vi metto Nice Hair / Nice Titties per essere più Google-friendly.

>>>(mp3): Sex Beet - Sugar Water
>>>(mp3): Sex Beet - Nice Hair / Nice Titties

martedì 26 ottobre 2010

Caledonia Dreaming

Per celebrare l'uscita di Coals to Newcastle, il cofanetto definitivo sugli Orange Juice, la Domino segnala Caledonia Dreaming, magnifico documentario della BBC sulla storia del pop scozzese, con le origini della Postcard Records e di tutte le band che hanno creato la leggenda di quella scena, dagli Orange Juice, per l'appunto, fino a Franz Ferdinand e Belle and Sebastian. Visione consigliatissima (e abbastanza esaltante).


lunedì 25 ottobre 2010

Hell, Yes!
Intervista a Marco Rapisarda


Nella rubrica su Rolling Stone di questo mese ho voluto parlare della Hell, Yes!, piccola label indipendente che stampa fighissimi vinili a tiratura limitata. La gestisce Marco Rapisarda, 29 anni, tra la provincia di Venezia, Londra e gli Stati Uniti. Questa è la versione "breve" dell'intervista andata in stampa, qui sotto invece vi metto quella integrale a ruota libera.

Prima osservazione, abbastanza scontata: un'etichetta italiana che, per suoni, grafica, stile, non ha nulla di italiano...
Ho sempre viaggiato molto, incontrando un sacco di gente. Alla fine la maggior parte delle band che escono per l’etichetta sono proprio band di amici, gente che conosco, con cui ho passato del tempo assieme. Tutto il progetto è nato un po’ seguendo i miei spostamenti: ho vissuto un po’ a New York e ho fatto uscire gruppi di New York, ho vissuto un po’ a San Diego e ho fatto uscire gruppi di San Diego, quand’ero più ragazzino avevo la passione per i gruppi svedesi... e poi i gruppi italiani, tipo Mojomatics, Movie Star Junkies... con i Mojomatics siamo cresciuti assieme, sono i miei migliori amici da quando avevo dodici anni.
L’idea della Hell, Yes! è nata come etichetta, ma poi si è allargata anche ad altre cose. Ho cominciato a fare fotografie quando stavo a New York, e da lì è nata questa passione. Non è solamente un’etichetta: è più quello che mi piace fare, quello che mi va di fare. In questo momento è per lo più far uscire dischi, stampare maglie, poster serigrafati eccetera, ma potrebbe ampliarsi in altri campi. Non voglio rimanere "soltanto" un’etichetta. Come vedi, anche nel sito, piuttosto che la biografia di ogni gruppo o la presentazione da comunicato stampa scrivo come ci siamo conosciuti, com’è nata l’idea grafica... Sono sempre io che seguo foto, uscite eccetera. Per esempio, la canzone sul sette pollici delle Dum Dum Girls parlava di un ipotetico fidanzato morto, e così quando è venuta a trovarmi Dee Dee siamo andati nel cimitero del mio paese e abbiamo pensato di fare delle foto qui. Per i Vermillon Sands ho usato una foto che avevo fatto a Manhattan quando ero andato a trovare mia sorella, ed è molto piaciuta a loro.

Hai anche suonato la batteria con i Crocodiles, com'è andata con loro?
Con i Crocodiles ci ho passato un anno in tour e quindi è nata un’amicizia particolare. Poi il cantante dei Crocodiles è il marito della cantante delle Dum Dum Girls, per cui alla fine è una cosa abbastanza di famiglia, bene o male alla fine è così per tutti i gruppi Hell Yes. Non escludo di poter ricevere dei demo di un gruppo nuovo e pensare che mi piacciono e li faccio uscire, però finora non è capitato. Finora è stata una cosa concentrata intorno a un giro di amici, anche perché si possono contattare le persone in modo più diretto, ci si può scrivere, eccetera. Ho notato che le band preferiscono conoscere una persona, il suo modo di lavorare, piuttosto che sapere cose tipo quanto è grossa un’etichetta. La band vuole gestire la cosa. E questa un po’ è stata anche la mia formazione. Ho sempre militato in band punk hardcore e ho sempre preferito lavorare con gente che conoscevo piuttosto che con gente che magari ti stampava più copie, però non sapevi com’era gestito il progetto. Ho sempre fatto mio un atteggiamento do it yourself.

Rende anche dal punto di vista economico?
Dal punto di vista economico, non sono a quei livelli da “sopra un tot di copie comincio a pagare studi di registrazione” eccetera. Stampo completamente io i dischi e do una percentuale di copie alle band, poi se le band ne ha bisogno di altre gliele vendo a prezzo di costo, un po’ come fa qualsiasi etichetta. L’unico aspetto “negativo” nel lavorare in questo modo, se proprio vogliamo trovarlo, è che non ci sono molte pianificazioni e scadenze per le consegne. Si lavora sempre all’ultimo minuto: arrivano i pezzi nuovi, le grafiche, andiamo in stampa.
In Italia, ma direi anche in Europa, al momento Hell Yes non ha molta concorrenza, nel senso che non ci sono molte etichette che producono qualcosa di simile. Alcune eccezioni sono ovviamente Rough Trade a Londra, con cui collaboro e mi dà una mano a distribuire dischi, e poi l’ambiente più orientato al garage rock, come Alien Snatch o Voodoo Rhythm, anche se le etichette tedesche sono più concentrate sul panorama locale. Per quanto mi riguarda più del 70% dei miei dischi finisce in Inghilterra e in America, non è che riceva tutti questi ordini dall’Italia. In Italia preferiscono comprarsi magliette che dischi, e poi magari scaricare i pezzi. E bisogna aggiungere che manca anche la cultura del negozio di dischi.

E quindi torniamo un po' alla domanda iniziale: perché un’etichetta italiana si mette a pubblicare un sette pollici, per esempio, delle Dum Dum Girls? Perché è una cosa figa, chiaro, ma magari non è che tutti nel nostro Paese lo capiscono...
Chiaro. Ma io alla fine ho sempre fatto e continuo a fare uscire quello che mi piace. Faccio un confronto di dimensioni tra Italia e California. Là il panorama è molto più vasto, c’è più concorrenza ma è molto più facile girare, prendere un furgone, prendere la strumentazione e fare date. In Europa una band americana passa attraverso l’agenzia europea, che di solito è inglese, la quale a sua volta rivende le date al promoter italiano che le vende ai club. Aggiungi che in Italia costa parecchio la benzina, costano parecchio le autostrade, la gente ultimamente va meno ai concerti, e che se fai date al Sud poi c’è il mare, e non un altro Stato dal quale puoi passare, come magari in Germania... Senza nulla togliere ai promoter, anzi per fortuna che alcuni esistono, con alcuni collaboro benissimo, ma la situazione alla fine è un po’ questa.
Quando gestivo l’etichetta a New York era tutto più facile. Metti la comodità di uscire di casa a piedi e andare a ritirare i dischi direttamente dallo stampatore, portarle direttamente in negozio. Qui ti tocca spiegare alle band americane che cos’è la SIAE. Da noi si spende più per spedire un LP in Italia che non in Europa...

E quindi ora, quali sono i prossimi passi?
Mi piace il fatto che Hell Yes continui e vada avanti seguendomi nei vari spostamenti. Magari vado sei mesi in Inghilterra e proseguo da là a stampare dischi e maglie, senza problemi. La considero un'etichetta “portatile”. Al momento la gestisco da solo. A questo livello non mi posso permettere di pagare qualcuno che lavori per me. Ora parto in tour con Zola Jesus (di spalla a Fever Ray), tornerò a ottobre e ripartirò subito con Blank Dogs (35 date in 35 giorni): in quei pochi giorni a casa partiranno le spedizioni dei vari ordini e metterò avanti le nuove uscite.
In calendario: i canadesi Bitters, hanno già fatto diverse uscite per Captured Tracks e Sacred Bones, oltre a un lp per Mexican Summer. Ci sono dentro membri dei Fucked Up, dei Career Suicide e altri, gente del giro punk che anche in questo caso conosco da anni; Flight, tipo del Mississippi già uscito su Hozac e che pubblicherà per Zoo Music, l’etichetta di Dee Dee delle Dum Dum Girls e Brandon dei Crocodiles; un gruppo di Austin, i Love Inks, che suona un po’ alla XX; e poi un progetto per ora segreto, Psychic Dancehall, composto da membri di Londra e San Diego. E in primavera l’album della mia band, gli Smart Cops (punk hardcore, ma ora siamo più orientati verso il garage), uscirà su La Tempesta (www.latempesta.org).
Poi continuerà anche la produzione di maglie, sempre con foto mie. La prossima serie sarà dedicata a facce di persone anziane che ho incontrato in giro per il mondo. Poi non escludo che cercherò di organizzare anche delle mostre ed esposizioni di foto e grafica. Insomma, voglio ampliare un po’ Hell Yes, non voglio che resti una cosa soltanto musicale. Possiamo anche definirlo un progetto artistico a tutto tondo. Quando torno vorrei avere più tempo per dedicarmi anche ad altre cose, ma sono un comune mortale, quest’estate ho dovuto lavorare come tutti, ho fatto la stagione in un hotel qui dalle mie parti. Ho fatto per una decina d’anni il maestro elementare, ma con la nuova riforma sono rimasto tagliato fuori. Era un lavoro comodo, ma del resto sono anche contento di potermi concentrare su Hell, Yes!.


>>>(mp3): Dum Dum Girls - Stiff Little Fingers
A lost weekend in a hotel in Amsterdam

Lloyd Cole
Sull'Independent di ieri c'è un bell'articolo scritto con un certo understatement da Lloyd Cole (per i più giovani, ecco la voce su Wikipedia) che racconta gli alti e bassi della sua lunga carriera - prima su major e poi da "indie per cause di forza maggiore" - attraverso gli alberghi di ogni genere di cui è stato ospite. Una lettura istruttiva.

>>>(mp3): Lloyd Cole & The Commotions - Lost Weekend (7'' version)

sabato 23 ottobre 2010

Land and fixed: Blank Dogs in Italia

Blank Dogs - sxsw 2009

La produzione musicale di Mike Sniper, meglio conosciuto come Blank Dogs, è stata così frammentaria (tra vinili, cassette, edizioni limitate, album veri e propri...), abbondante e veloce che immagino molti come me si saranno persi diversi passaggi. Arrivare quindi al nuovo lavoro Land and Fixed avendo in mente solo gli ascolti di un annetto abbondante fa, insieme a una generica etichetta di "oscuro lo-fi", può risultare oggi un po' spiazzante.
Risposta perfetta a come si vive/consuma la musica oggi, Blank Dogs è (o appare) in perenne movimento, sempre un passo avanti sui nostri feed reader. Non è un caso che Sniper sia anche l'artefice di una delle label più rappresentative di questa stagione, la Captured Tracks.
Le canzoni di Land and Fixed sono tutto tranne che sommerse di riverberi pesanti e bui. Le chitarre servono a rendere più abrasivi i rimbalzi di sequencer e drum machine. La bassa fedeltà sembra soltanto polvere sopra un nastro di synth pop vecchio di tren'tanni, ritrovato in fondo a un cassetto e suonato nello stereo dei nostri genitori.
Se il primo riferimento restano in qualche modo ancora i Cure (vedi Longlights e Another Language), questa volta si va più verso i New Order che i Joy Division (Blurred Tonight). Piccola "provocazione" personale: due dei pezzi migliori in scaletta, Northern Islands e All Around, sono in puro stile Suburban Kids With Biblical Names, solo che se ve li avessero fatti gli svedesi non li avreste giudicati abbastanza cool.
Blank Dogs verrà a presentare il nuovo album in Italia con tre concerti abbastanza imperdibili: domani 24 ottobre al Treesessanta di Gambettola (Forlì-Cesena), lunedì 25 al Circolo degli Artisti di Roma e martedì 26 al Covo di Bologna. Segnalo tra l'altro che al Treesessanta suoneranno di spalla gli Young Wrists, per l'ultima volta in formazione a due, e mi troverete lì.

>>>(mp3): Blank Dogs - Northern Islands

(photo by Giulia Mazza)
Shout Out Louds discoveries


Per ora, più che un documentario, fa un po' l'effetto filmino delle vacanze, ma stando a quanto raccontano i nostri amati Shout Out Louds è soltanto il prologo di una serie di video chiamata Discoveries, dall'obiettivo tanto vasto quanto semplice: "we’ll show some of the things we come across". Non c'è bisogno di aggiungere altro, io li seguo.

>>>(mp3): Shout Out Louds - Fall Hard (Datadamen remix) - *

giovedì 21 ottobre 2010

"I Can't Go On. I'll Go On."

My Teenage Stride at Silent Barn

Da lungo tempo qui si vuole bene ai My Teenage Stride e al loro pop erede degli Orange Juice, anche se probabilmente la band di Jed Smith non farà mai il salto di altri compari come Pains Of Being Pure At Heart o Crystal Stilts.
La novità è che dopo l'ottimo singolo Creep Academy della scorsa primavera ci sono cinque nuove canzoni da ascoltare/scaricare in questa pagina del Free Music Archive, ed è una gran bella notizia, dato che mi ha fatto anche scoprire questo interessante progetto di "web libero" sostenuto dalla WMFU.
Tra l'altro i My Teenage Stride saranno in concerto domani sera al Charleston Club di Brooklyn insieme ai nostri Calorifer Is Very Hot! e A Classic Education, oltre che a Chris Leo, L'altra, e Sisters!

>>>(mp3): My Teenage Stride - Money Problem

lunedì 18 ottobre 2010

Hipster red & blue




Comunciamo la settimana con questa bella scossa elettrica firmata - nel lontano 1999 - da Amy Linton (Aislers Set / Henry's Dress) e Stewart Anderson (Boyracer), notevolissima accoppiata.
Ho ritrovato questa canzone come prima traccia del lato B di un fantastico nastrone (pardon, mixtape) che i Cinema Red and Blue hanno "pubblicato" per festeggiare l'uscita del loro album di debutto. Trovate tutte le info e il link per scaricarlo su SoundsXP.
Di questa collaborazione tra Comet Gain, Crystal Stilts e molti altri avevo già scritto brevemente qui, ma ne parlerò ancora: disco portentoso.

domenica 17 ottobre 2010

MAP - Music Alliance Pact #25

 MAP - Music Alliance Pact
Eccoci al consueto appuntamento mensile con il progetto MAP - Music Alliance Pact: 35 blog di tutto il mondo selezionano per voi una band interessante del proprio Paese, regalandovi una canzone.
Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.
Segnalo tra l'altro che da questo mese il MAP diventa anche una rubrica fissa sul Guardian, che partecipa come rappresentante dell'Inghilterra.
Quello che più mi ha incuriosito a questo giro: il robusto indie rock dei finlandesi Big Wave Riders, il garage punk degli australiani Bleeding Knees Club, i greci go.quiet che ricordano i Tindersticks, il contagioso rockabilly dei venezuelani Los Mentas, l'electro da passerella dei tedeschi MIT, lo shoegaze da cameretta del neozelandese Northwest States e l'elegante pop dei Typewriter, da Singapore, impossibile anello di congiunzione tra Fanfarlo e Coldplay.
Gli italiani di questo mese sono gli Havah, progetto di tenebroso post-punk di Michele Camorani (La Quiete), del cui album di debutto avevamo già parlato e di cui a breve arriva l'intervista, promesso.
Questa è la playlist di ottobre, compresi gli mp3 in streaming e il link per scaricala tutta in un colpo solo.

>>>(mp3): Havah - The Competition Dies

martedì 12 ottobre 2010

Douglas Coupland: A radical pessimist's guide to the next 10 years

Douglas Coupland
Sempre più ossessionato dalla tecnologia e da come la Rete incide sulla nostra personalità, Douglas Coupland elenca sul Globe and Mail i 45 punti di cui preoccuparsi per il prossimo futuro.
E non tralasciate l'annesso "Glossario dei nuovi termini per un futuro sfasciato".

lunedì 11 ottobre 2010

Have I told you lately that I loathe you

Holmes
Qui a Bologna abbiamo già visto dal vivo, nella primavera dello scorso anno, gli Holmes, band folk rock proveniente da Vänersborg, Svezia, e ricordo una serata bella intensa. Impossibile non citare Neil Young in qualsiasi descrizione del loro sound, dal vivo ancora più caldo. Il nuovo album, uscito a giugno, si intitola con un notevole calembour Have I Told You Lately That I Loathe You. E i ragazzi devono avere una certa passione per i giochi di parole, dato che il nuovo singolo estratto è Voices and Vices. Insieme alla b-side inedita è in free download sul loro bandcamp.

>>>(mp3): Holmes - Voices and Vices

domenica 10 ottobre 2010

Italian Embassy @ Zuni


Parte ufficialmente questa sera il calendario di Italian Embassy @ Zuni, una serie di concerti che l'infaticabile Enver organizzerà ogni due settimane nell'ormai storico locale di Ferrara. In programma nomi come Canadians, Welcome Back Sailors, Geneva Jacuzzi (USA, + Moontalk Dj Set), Space Barena e Manzoni.
A inugurare la rassegna, questa sera alle 19, i geniali Camillas, e davvero non saprei trovare modo migliore per aprire le danze.

>>>(mp3): I Camillas - Le fanfare

sabato 9 ottobre 2010

La notte d'oro


Questa sera, in occasione della Notte d'Oro di Ravenna, nella vetrina di Glue Clothings (in Via Paolo Costa 16) saranno in concerto due delle migliori nuove band italiane: Death In Plains e Young Wrists.
Il primo ha da poco messo on line un nuovo video, Colorful (realizzato proprio da Alberto degli Young Wrists), tratto dal suo ultimo ep Mustard Polo, mentre per i secondi, in attesa del 7 pollici di debutto su WWNBB, potete leggere una bella intervista su Frigopop.
Ci si vede a banco!
Polaroids From the Web
"Loose networks and niche markets" edition


- "We can probably spend a minute thinking about all the things that might be lost without the model of the album as a coherent statement - the same way we can worry about what happens if people rarely sit down for deep, focused engagement with something like a book. But you can't really deny that this ongoing-stream version of following music is a good match for how people experience life and consume information": su Pichtfork, fondamentale lettura dell'articolo di Nitsuh Abebe sulla "perdita di centro" dell'esperienza musicale.

- Altra lettura essenziale di questi giorni: Is It Possible to Sell Out in 2010? di Zach Baron sul Village Voice, riflessione intorno ai brand che si stanno sostituendo alle etichette discografiche.

- Sempre dal Village, aggiornamenti imprescindibili: ma ancora state alla witch house? Régaz, sveglia, adesso butta il rape-gaze.

- La lista delle Top 9 Reasons Why People Don't Buy Downloads poteva anche essere un'idea carina ma meritava più approfondimento. La cosa più intelligente l'ha scritta un commentatore: "Funny, but if you change the assumptioins and try to find out top reasons Why people do not download more music for free, as many as seven of the previous 10 top answers would still make sense".

- Comunque, di articoli sullo "stato di salute dell'industria musicale" ne escono quasi ogni giorno: questa volta è il turno dell'Economist, magari c'è da fidarsi di più.

- Anche se a me ricorda un po' Moira Orfei, Beth Ditto ha sfilato in passerella per Jean Paul Gaultier.

- Si parlava l'altro giorno dei No Age: su Drowned In Sound un tour dei loro posti preferiti di Los Angeles.

- Katy Goodman, quella della foto lì sopra, è meglio nota come "la rossa delle Vivian Girls", o anche "l'unica che buona parte del pubblico finisce per guardare durante i concerti". Ora ha pensato di tentate la strada solista con il nome La Sera. Il primo singolo è questa Never Come Around: tolti i feedback restano i cori sognanti, decisamente Sixties.
>>>(mp3): La Sera - Never Come Around

venerdì 8 ottobre 2010

"Un aggettivo è più che sufficiente"


Simone è davvero inarrestabile: non ho fatto in tempo a segnalare il post di Everett True con i 50 consigli agli aspiranti critici musicali, che lui l'ha già tradotto.
Il mio preferito è: "Se per scrivere hai bisogno di fare delle liste, forse dovresti fare delle liste e non dovresti scrivere".

giovedì 7 ottobre 2010

A worldwide mix tape

Steve Albini
(Steve Albini a Radio Città del Capo nel 2006
- photo courtesy of Unhip Records)

Quello che mi è sembrato più interessante dell'intervista a Steve Albini su GQ, citata da tutti perché "infama i Sonic Youth", sono stati invece i passi in cui parla della Rete come strumento e opportunità per le band. La sua posizione, per quanto positiva e ottimista, mi pare rimanga figlia del suo percorso di "eroe dell'indie", proveniente da un'altra epoca: "People put stuff on YouTube or torrent clients or whatever, not because they're going to make money off of it, which is the only reason the mainstream industry would do something, but because they think it's good. It's like a worldwide mix tape".
Sarebbe sciocco dare dell'ingenuo a uno come Steve Albini, però temo che parlando di questo "worldwide mix tape" (che è pur sempre un'immagine molto bella) abbia in mente un particolare tipo di ascoltatore più simile a sé stesso, con una formazione ben specifica, che non il comune, sfuggente, a volte vanitoso, spesso bulimico fruitore di musica via web di oggi.
Non a caso, poco più sotto, si lascia andare a una battuta forse rivelatrice a proposito del suo rapporto con il mezzo: "Q: Are you an avid consumer of media? A: Not avid. Funny cat videos on YouTube, that's about it".
Ma è quando porta l'esempio di John Peel ("His work ethic was absolutely incredible. He made it a point of pride to listen to every record that anyone sent him"), che Albini riconosce una sua sostanziale distanza - seppure lucida e soprattutto attiva e dinamica - da quel che succede e si fa con la musica oggi. Albini giudica che nell'epoca attuale non si potrebbe riproporre il ruolo di John Peel con quelle stesse caratteristiche, ma purtroppo nelle poche righe dell'intervista non spiega poi se ciò non è più possibile solo per una questione di "quantità", o magari non è più necessaria allo stesso modo.

>>>(mp3): Songs: Ohia - Steve Albini's Blues

ps: Steve Albini sarà in concerto a Bologna insieme ai suoi Shellac venerdì sera. La data è stata spostata dal Locomotiv Club all'Estragon. In apertura Bellini.

mercoledì 6 ottobre 2010

"polaroid - un blog alla radio": la decima stagione


Questa sera riparte "polaroid - un blog alla radio". È la decima, sempre più improbabile stagione del programma, e così celebro il piccolo avvenimento con questo promo fai-da-te di discutibile qualità ma che mi ricorda un bel po' di cose fantastiche successe negli ultimi anni. Le foto sono di Lucio, di Ehi!Uomo e della Fagotta, che ringrazio. La Laura invece disegnò la polaroid arancione per un antichissimo template del sito (però mi sono scordato il banner di Leonardo).
L'appuntamento è come sempre alle 21, nella fascia "Thermos" sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana (96.3 e 94.7 in modulazione di frequenza, se siete da queste parti, oppure in streaming).

E per cominciare bene, abbiamo subito un po' di ospiti dal vivo in studio, che non faranno proprio delle canzoni, non hanno fatto proprio un disco, ma hanno promesso di essere "molto indie" lo stesso. Non so cosa aspettarmi da Simone Rossi, dall'Elena Marinelli, da non so chi altro verrà a suonare, bere e leggere, e soprattutto dal loro Sbriciolu(na)glio unplugged, ma sono sicuro che sarà molto incasinato e divertente.
Go dancing


Stanno per tornare con un nuovo album gli Eux Autres, e se per caso non vi ricordate chi sia la band dei fratelli Heather e Nicholas Larimer (da un paio d'anni diventata un terzetto, con l'aggiunta di Yoshi Nakamoto, già nelle Aislers Set e ora negli Still Flyin'), potete rinfrescarvi la memoria con questa bella intervista che fece a suo tempo Salvatore su Indiepop.it.
Broken Bow, questo il titolo, uscirà sia negli USA con Bon Mots, che in Europa con WIAIWYA. La prima anticipazione che si può ascoltare è questa Go Dancing, ma fidatevi, anche il resto del disco regala belle sorprese.
E a proposito di sorprese: in primavera li vedremo in concerto anche in Italia!

>>>(mp3): Eux Autres - Go Dancing

martedì 5 ottobre 2010

I lost time


Enrico Boccioletti, aka Death In Plains​, realizza il video per I Lost Time, una delle mie canzoni preferite di Hey There Stranger, il nuovo ep degli A Classic Education pubblicato da Lefse Records.
Quando tutto esplode e crolla, e arriva la ballerina nella sua grazia, è stato come se lo avessi sempre saputo, e resta soltanto quel sorriso trasparente che si allontana.
Tutto sta nel mezzo


Quasi mi dispiaceva ammetterlo, ma i No Age mi hanno fregato di nuovo. Dopo l'esame live di un paio di anni fa, che aveva raggiunto una sufficienza stretta stretta, non avrei creduto che il duo di Los Angeles si riscattasse a questa maniera. Il loro terzo album, Everything in Between (secondo per Sub Pop) è un vero e proprio albero della cuccagna sonica per gli amanti dell'indie rock più robusto, pieno di lampi e chitarre abrasive, voci perse nel frastuono e pezzi che scheggiano via. Fever Dreaming o Depletion mi hanno ricordato i loro colleghi di etichetta Oxford Collapse per la stessa gioiosa energia nel fare casino. Valley Hump Crash sembra lottare contro sè stessa fino a diventare una conflagrazione Hüsker Dü. L'indolenza amara di Glitter prima suona come se i Cure fossero nati al sole della California, e aggiunge via via rumore a rumore, puntando direttamente ai Sonic Youth.
E anche quando nella seconda parte del disco i No Age indulgono a momenti più astratti (Dusted, Sorts), non sembra essere una posa, tutto fila e si tiene assieme, soprattutto perché alla fine arriva a travolgere ogni cosa Chem Trails, una delle più belle canzoni degli Anni Novanta uscite nel 2010. "I’m surrounded by what I feel is safe / I don’t need anything to come between".

>>>(mp3): No Age - Chem Trails