mercoledì 30 giugno 2010

polaroid alla radio: Se09 season finale

The Ian Fays

Ultima puntata questa sera per la nona stagione di "polaroid alla radio - e qualcosa da bere". Nella fascia Thermos di Città del Capo Radio Metropolitana, dalle 21 alle 22.30, tra i consueti dischi e brindisi avrò il piacere di avere di nuovo come ospiti live in studio le Ian Fays, in Italia per registrare il prossimo album. L'appuntamento è sui 96.3 e 94.7 in modulazione di frequenza (con annesso streaming) con la promessa che prima o poi metterò in pari anchge il podcast di Vitaminic.

(foto di Lucio)

martedì 29 giugno 2010

I'll be there

 Welcome Back Sailors
Su WWNBB continuiamo a farci e a farvi dei regali per il nostro primo compleanno, e oggi finalmente arriva questo morbidissimo I'll Be There, singolo in free download per Welcome Back Sailors: se non li avete già ascoltati o letti da queste parti, potete fare un giro su The Fader o Transparent. Tre canzoni per sentirsi già in vacanza.
Don't tell me that you plan to hide


Un disco di remix può essere un buon modo per tenere desta la sempre più labile attenzione dei fan tra un tour e un futuro album. Devono averlo pensato anche le Au Revoir Simone che stanno per pubblicare Night Light, compilation che rivisita l'album dello scorso anno Still Night, Still Light con remix di Neon Indian, Aeroplane, Your Twenties e altri.
Gira da qualche giorno questa magnifica versione curata niente meno che da Jens Lekman, che trasforma Shadows in un sentimentale valzer Anni Sessanta degno di una puntata di Studio Uno.

>>>(mp3): Au Revoir Simone - Shadows (Jens Lekman remix)

sabato 26 giugno 2010

Fan! Fun! Tra fanzine e editoria indipendente


Ha inaugurato ieri sera allo Spazio Gerra di Reggio Emilia Fan! Fun! Tra fanzine e editoria indipendente, rassegna dedicata alla free press e alla scena artistica indipendente organizzata da Youthless Fanzine. Questa sera alle 18, tra un live painting di Alessandro Baronciani, una proiezione di Luca Lumaca e una mostra con tutti gli illustratori della fanzine (tra cui appunto Baronciani, Ester Grossi, Lanzillotta, Vitti e altri) avrò il piacere di partecipare a una tavola rotonda dedicata agli incroci tra parola scritta, musica e Web, che vedrà la partecipazione anche di Martina Testa (Minimum fax), Luca Frazzi (Rumore e molto altro tra cui la storica fanzine Do The Pop) e come moderatore Paolo Bardelli (Kalporz webzine). Io farò la parte dell'ascoltatore seduto dalla parte sbagliata del tavolo, ma in ogni caso credo sarà proprio un appuntamento interessante e quindi ci si vede a banco.

venerdì 25 giugno 2010

Summer is such a majestic feel
Il nastrone di polaroid per l'estate 2010

Summer is such a majestic feel - Il nastrone di polaroid per l'estate 2010

Questo è il primo fine settimana dell'estate, e oggi non mi importa del tempo, del calcio e di ogni altro legittimo impedimento. Questo è il primo fine settimana dell'estate, per qualcuno è tempo di festeggiare Midsommar e per qualcuno è anche la prima estate. Questo è il primo fine settimana dell'estate, qui è dove comincerà questa sera, qui c'è tutto questo mio nastrone e questa estate sarà epica.

01. His Clancyness - Summer Majestic
02. Wild Nothing - Summer Holiday
03. Breakfast of Champions - Summer Lovin
04. Viola - Popsicle Summer
05. Magic Kids - Summer
06. Wavves - King Of The Beach
07. Hot Spa - Kiola Beach
08. Golden Grrrls - The Red Sea
09. Beach Fossils - Vacation
10. The Fresh & Onlys - August in My Mind
11. Deer Tick - Sun Street (Katrina & The Waves Cover)
12. Bart & Friends - A Summer's Dream
13. Welcome Back Sailors - In My Home Last Summer (Now It's Better) - demo
14. Teen Daze - Gone For The Summer (Part Two)

giovedì 24 giugno 2010

"There's lights and sounds and stories / Music's just a part"

James Murphy
«Things are happening later in people's lives. They're kind of living lives and then creating things about the lives they've lived. Rather than being an artiste at an early age and coming out with a ball of fire. That energy has been co-opted because you haven't immunized yourself yet against media. It's easier to get swept up things then take a couple of years to get over your, like, indie rock hangover.» [Pitchfork]

«At the end, the reason why I yell all the band names, is because I suddenly realized that this is what you do when you know things. Knowing things, knowledge, or your attachment to things, your self-association with other bands, or books, or whatever. It’s often like this weird amulet that protects you. Like “No, I am serious, look at my library, listen to this!” I can list all the books I’ve read, and now you know I am a serious person.» [NPR via Perpetua]

«I think people equate emotionalism or romanticism with being “real,” or being the core of somebody’s person, and observation or ruminating as coming from a distance. If you know me particularly well, you can see that’s not necessarily how I’m built. I’m more emotionally attached to these observational things.» [AV Club]

Dopo sei anni, questa sera a Ferrara torno a vedere gli LCD Soundsystem di James Murphy, questo curioso personaggio che starei ad ascoltare e leggere tanto quanto ritrovarlo in azione sopra un palco, e forse anche di più.
E più passa il tempo, più sono convinto che This Is Happening sia il suo album migliore, inteso proprio come album, come idea e discorso compiuto con una consapevolezza che è capace di trascinarsi dietro comunque anche un bel po' di divertimento e sudore.

>>>(mp3): LCD Soundsystem - You Wanted a Hit (Soulwax remix)
Who the world belongs to


La storia della giovane cantautrice francese Clemence Freschard meriterebbe un piccolo film indipendente: dall'infanzia nella fattoria in Borgogna alla caffetteria di Parigi dove incontra Andre Herman Dune, dalla tappa a New York fino all'approdo berlinese. Sempre accompagnata da una chitarra e da quella sua voce a volte un po' imbronciata, a volte più malinconica, e spesso in coppia con artisti come Stanley Brinks e David Tattersall.
La benemerita label londinese Where Is At Is Where You Are ora pubblica un suo nuovo singolo in free download, molto consigliato.

>>>(mp3): Clemence Freschard - Me+Depth=2
"Modernist architecture ages badly"

Pram Town, l'ultimo album di Darren Hayman, è stato uno dei miei dischi dell'anno scorso. L'opera ruotava intorno all'architettura modernista delle città di provincia, raccontando piccole storie importanti nel consueto e formidabile stile dell'ex cantante degli Hefner. In occasione del London Festival of Architecture 2010, Hayman è stato intervistato proprio sul tema delle connessioni tra l'architettura e il suo modo di scrivere canzoni. La potete ascoltare qui, insieme a una versione acustica della title track dell'album (c'è anche una chiacchierata con Robyn Hitckcock).

mercoledì 23 giugno 2010

"Robot.ini: i mondi della comunicazione 2.0 in musica"

Questa sera, a partire dalle 7, mi trovate alla Veranda dei Giardini Margherita. Solo dal buon Damir Ivic (giornalista e responsabile del settore "nuovi suoni" del mensile Muccchio Selvaggio) potevo accettare l'invito a partecipare a una tavola rotonda dal titolo "I mondi della comunicazione 2.0: una profonda rivoluzione è in atto". Per fortuna ci saranno anche Matteo Trifirò di Musicaoltranza.net ed Edoardo Mazzilli, responsabile comunicazione del roBot Festival, che immagino farà un po' gli onori di casa, dato che l'incontro è una delle prime anticipazioni della terza edizione del festival. Qui trovate una breve presentazione della serata e qui l'evento su facebook. Io ce la metto tutta, ma se venite magari mi suggerite anche qualcosa di intelligente da dire, grazie!
DJ di un certo livello


Il Locomotiv Club, in collaborazione con La Scuderia, Unhip Records e Città del Capo Radio Metropolitana, curerà la programmazione musicale estiva di Piazza Verdi. Il programma si intitola "Honky Tonk Club" e tutti i mercoledì vede al proprio interno la rassegna "Buskers di un certo livello", con concerti gratuiti in cui le varie band sono state invitate a esibirsi come fossero artisti di strada, con set ad hoc completamente in acustico.
In calendario per ora Hugo Race (Australia) questa sera, il 30 Giugno The Zen Circus, il 7 Luglio i Comaneci + Be My Delay (Marcella Riccardi Dei Blake/E/E/E), il 14 Luglio Le Luci Della Centrale Elettrica (TBC) + Le-Li, il 21 Luglio A Classic Education + Buzz Aldrin e il 28 Luglio i My Awesome Mixtape.
Prima e dopo i live, ogni settimana ci saranno anche i dj set dei conduttori di Radio Città del Capo. Ci si vede a banco, in Spiaggia Verdi.

martedì 22 giugno 2010

We were never birthday boring



Non mi sognerei mai di andare in giro a dire che ho un etichetta discografica, né parlerei troppo a sproposito di DIY. Però, insomma, è passato un anno da quando con un po' di amici si decise di unire le forze per pubblicare le cose che ci piacevano e cercare di fare qualcosa di bello. Siamo contenti dei passi fatti finora con il We Were Never Being Boring collective e oggi soffiamo sulla nostra prima candelina. Per tutto il mese proveremo a farvi un po' di regali e sorprese. Si comincia con il free download delle fatine My bubba & Mi, in assoluto il best seller del nostro catalogo, spalleggiate dal valoroso His Clancyness. Tanti auguri!
Ecco dove l'avevo vista!

I Blame CocoSalve a tutti, mi chiamo Valido e non scrivevo su Polaroid da almeno sette blog-anni. Per cui vi perdono se non vi ricordate di me. No giuro, non mi offendo.
In tutto questo tempo sono stato lontano dalla rete, ma anche abbastanza lontano dalla musica indie. Sono circa sette blog-anni che, su consiglio del medico per una rara condizione genetica di cui non vi voglio annoiare con i dettagli, sopravvivo solo a MEEEETAAAALLLLRRRRGHHHH!!!!! e Allman Brothers Band. Sto bene, non vi preoccupate, è un po' pesante agli inizi ma poi ci si abitua e presto diventa normale routine.
Vi scrivo perché ho appena visto sul tumblr di "Kekkoz" il video di "I Blame Coco".
Dovete sapere che il giorno 16 aprile in occasione del Record Store Day, ho ottenuto qualche ora di libera uscita (accompagnato) e sono andato alla Rough Trade a un orario a caso a vedere gente a caso.
E quando sono arrivato ho beccato un duo fuori scaletta intento a montare le proprie cose sul palco.
Lui è uno normale, uno di quelli che dalla faccia vedi al volo che il solo fatto di suonare in duo con una ragazza è sufficiente per vantarsi al bar di essere il nuovo M Ward.
Lei è un disastro. Una cosa inguardabile. Mai visto niente di più clamorosamente e costosamente junk-chic in vita mia. Magrissima. Atteggiamento incagabile. Occhi spenti/misteriosi. La maglietta non la ricordo. Le scarpe da uomo orribili le ricordo. Short shortissimi. E poi loro: le gambe più brutte e devastate che io abbia mai visto in vita mia, film di Romero inclusi. Completamente viola. Vene disegnate da Todd McFarlane. Stavo per offrirle un brodo caldo, poi ho capito che per un look così ci poteva essere una sola spiegazione: doveva per forza, PER FORZA essere figlia di qualcuno molto ricco e molto famoso.
Passai tutto il pomeriggio a tirare ipotesi dimenticando soltanto quella che poi si rivelerà azzeccata, ma prima facciamo un passo indietro: i due soggetti impiegano mezz'ora di orologio a montare controvoglia due microfoni e due chitarre acustiche e infine, senza annunciarsi (o forse mi sono distratto proprio sul più bello a cercare la più vicina tavola calda o tenda dell'Avis), dichiarano che suoneranno un pezzo solo. Una cover, per di più. Di Neil Young. Questa:



P.S.: salta fuori che lui è Fyfe Dangerfield dei Guillemots (lo dico così, come se sapessimo chi sono) - (NB: in archivio qualcosa c'è)

P.S. 2: sì, le scarpe orribili sono quelle che compaiono al minuto 3, e sì, quando gira i video ovviamente le riparano le gambe prima (o dopo)... e sì, Coco è una cara amica di Pete Doherty e papà Sting non è contento.

P.S. 3: se la conoscevate già tenetevelo per voi, grazie. Il dottore non sarà contento di rivedermi in questo stato.


>>>(mp3): Coco & Fyfe - Only Love Can Break Your Heart (Neil Young cover)
Avoidance = maturità

Tra i temi della maturità di quest'anno c'era una traccia dedicata a "funzione, scopi e usi della musica nella società contemporanea". Suppongo fosse una trappola della SIAE o qualcosa di simile per gli studenti più ingenui.
Comunque mi ha fatto tornare in mente una vecchia vignetta di Techno Tuesday:

Techno Tuesday - Avoidance
Una volta qui era tutta Svezia

- Tornano i Twig con un nuovo sette pollici su Fraction Discs. Hourglass / Scattered Dreams presenta eleganti sonorità ancora una volta in bilico tra Orange Juice e Smiths (non a caso vede anche la partecipazione di Ville Hopponen dei Cats On Fire). La prima delle due tracce è in streaming sul MySpace della label.

- Nuovo singolo per i Sambassadeur, tratto dal loro terzo album European, pubblicato come sempre da Labrador. Il disco mi era piaciuto, e l'ho trovato all'altezza dell'esordio, ma devo dire che è stato uno di quei classici casi in cui l'ho ascoltato tanto appena arrivato, e poi l'ho un po' perso in mezzo a tutto il resto. Vediamo se questa nuova uscita prevista per il 7 luglio mi rinfresca la memoria. Intanto su Stereogum si può anche vedere il video girato da Philip Ekström dei Mary Onettes.
>>>(mp3): Sambassadeur - I Can Try

- Per restare in casa Labrador, dei Pallers non mi ero mai interessato molto, ma ogni nuovo segnale di vita dai Suburban Kids With Biblical Names mi riempie di gioia. Eccoli alle prese con il remix (ma è una vera e propria cover) dell'ultimo singolo:
>>>(mp3): Pallers - The Kiss (Suburban Kids With Biblical Names remix)

- Le adorabili gemelline Taxi Taxi hanno registrato una suggestiva sessione acustica per la serie They Shoot Music al Fürstenhof Hotel di Vienna. Tre video assolutamente da vedere.

- E infine, grazie a MAPS scopro questi ottimi Symfoniorkestern con il loro raffinato folk pop. Il loro ultimo delicato ep Den Lilla Flykten è in free download e merita davvero un ascolto.
>>>(mp3): Symfoniorkestern - Dagar För Dig

- Per chiudere, dato che la notizia svedese di questi giorni è stata il matrimonio della principessa Victoria, niente male il commento di Jens Lekman nel suo diario "smalltalk", con toni simili a quelli del Morrissey anti-monarchico Anni Ottanta:
As the simple peasant I am, I have no objections to the idea of a monarchy. Just as long as I don't have to pay for these bozos with their dark family history and sometimes frightening opinions to travel the world and represent me on official missions and ribbon cutting ceremonies in the world. It's hard for me to see the monarchy as a harmless institution since everytime they open their mouths they manage to sell a couple of fighter jets.

venerdì 18 giugno 2010

I pariolini di 18 anni sono romantici
Intervista a I Cani


Quando ho ricevuto la loro mail, la schiettezza del tono mi aveva fatto pensare lì per lì a qualche fake o a uno scherzo. Poi ho visto che ne parlava anche Enver e che nel frattempo su Facebook stava nascendo un piccolo caso.
I Cani, con I pariolini di 18 anni, hanno indovinato uno dei probabili tormentoni della mia estate. Ritmo serrato, melodie che sembrano trasandate ma che poi non se ne vanno più dalla testa, e soprattutto un cantato in italiano che, senza rincorrere chissà quali poesie, racconta qualcosa di interessante.
Dopo due canzoni è presto per dare giudizi, ma se il buongiorno si vede dal mattino, questi ragazzi di Roma promettono molto bene. E dato che in giro non si trovano ancora molte informazioni su di loro, ho pensato di rivolgergli qualche domanda.



State facendo girare il nome con un passaparola via blog, facebook e soundcloud: pensate di sfruttare l'anonimato solo come rampa di lancio o tutto il progetto dei Cani resterà in qualche modo avvolto nel mistero? Per esempio, farete mai concerti?
L'anonimato lo vediamo più come un'omissione che come una scelta attiva: non ci piace molto il modo in cui la maggior parte dei gruppi italiani, emergenti o meno, gestisce la propria immagine. Abbiamo deciso di aggirare il problema evitando del tutto di comparire o rivelare la formazione della band. Il mistero non ci dispiace, ma ciò non toglie che nel momento in cui dovessimo, ad esempio, fare un live (che comunque non vediamo come una prospettiva immediata), non avremmo problemi a mostrarci.

La prima volta che ho sentito I pariolini di 18 anni, e ancora di più Wes Anderson, non mi sono venuti in mente riferimenti synth-pop oppure Anni Ottanta, quanto piuttosto ho pensato a una vecchia canzone dei Belle & Sebastian, Electronic Renaissance, che mi ha sempre affascinato perché rappresentava l'approccio di un gruppo indiepop all'elettronica a bassa fedeltà. È qualcosa che in qualche modo avevate presente anche voi? Quali sono gli altri nomi che mettereste nella vostra lista di influenze?
Effettivamente i paragoni con il synth-pop anni '80 ci hanno un po' sorpreso perché non era l'immaginario che avevamo in mente: il pezzo dei B&S che citi è un riferimento molto più calzante, almeno secondo noi. Nella produzione "sporca" abbiamo tenuto conto di roba come Times New Viking o Wavves, che a sua volta deve molto alla scena shoegaze: per quanto riguarda l'aspetto italiano-cantautoriale due nomi che mi sento di citare sono i Diaframma e Max Gazzé.

A giudicare da queste prime due canzoni, il vostro modo di scrivere sembra cercare un equilibrio tra uno sguardo più malinconico ("Io, che ho un po' più di anni, non so che cosa invidio") e un certo ironico disincanto ("Vorrei vivere in un film di Wes Anderson: inquadrature simmetriche, e poi partono i Kinks"). È questo momento sospeso che vogliono raccontare I Cani?
Penso tu abbia individuato perfettamente il nostro sguardo sulle cose: crediamo che disincanto e sincerità estrema siano due facce della stessa medaglia. La scelta di non affidare questi pezzi a una produzione intima o cantautoriale, ma "nasconderli" dietro a un suono pop (per quanto lo-fi), ne rappresenta in un certo senso la logica conseguenza musicale.

L'ultima domanda è forse la più scontata: al di là del "tormentone estivo", perché mai questi pariolini di 18 anni, che dipingete anche con una certa lieve ferocia, sarebbero "gli ultimi veri romantici"?
Sono convinto che chi, come i protagonisti della canzone, ha questo approccio rapace alla vita (specialmente a diciott'anni) sia di fondo un inguaribile sognatore. Io ad esempio non avrei potuto prendere parte ai filmini citati nel brano senza essere sopraffatto dall'ironia della situazione.

No-Tago


Segnalazione davvero last minute, me ne scuso, ma almeno come ogni buon last minute contiene un'eccezionale e imperdibile promozione. Questo fine settimana e il prossimo si svolgono due festival che insieme rappresentano uno specchio importante della scena musicale indipendente italiana (e quando servono davvero usiamole queste parole, dai).
Il No-Fest di Torino (allo Spazio211) e il TagoFest di Marina di Massa (al Tagomago), oltre alle affinità musicali e di attitudine, regalano entrambi tre giorni di musica a offerta libera. Infatti il prezzo è "up to you", come si dice in questi casi, e ognuno può supportare come meglio crede. Quindi credeteci.
Poche parole ancora per presentarli, basta dare un'occhiata alle due fenomenali line-up:

a partire da questa sera a Torino: I treni all’alba, The Otot Zafrol Duo!, Buzz Aldrin, Dub Pigeon, Dvdisk, Father Murphy, Fauve! Gegen a Rhino, Lush Rimbaud, Movie Star Junkies, X-Mary, Vulturum, No Thanx Dj Set, His Clancyness, Mr. Occhio, Nurse!Nurse!Nurse!, The Shipwreck Bag Show, Eniac, Canadians, Inferno, Jumpin’ Quails, Lento, Luminance Ratio, Miranda, Wolther Goes Stranger, Soulful Dj Set, Hobocombo, King Suffy Generator, Stefano Pilia Roncea, Ronin, Skulla e Mr Green Aucan, Be Maledetto Now!, Dogs for Breakfast, Last Minute to Jaffna, Lucertulas, Musica per Bambini, R.U.N.I., Zeus!

il prossimo fine settimana a Marina di Massa: Above The Tree, Aspec(t), Bologna Violenta, Cani Sciorrì, Fuh, HysM?duo, June Miller, Kobayashi, Lili Refrain, Luminance Ratio, Luther Blisset, Musica per Bambini, Nicola Ratti/Attila Faravelli, Paolo Spaccamonti, Paui, Pietro Riparbelli/K11, Rella the Woodcutter, Ronin, Speedy Peones, St.Ride, Stefano Tedesco, The Crazy Crazy World of Mr.Rubik, The Great Northern X, Andrea Tich, Trouble vs Glue, VipCancro, Zeno Gabaglio
MAP - Music Alliance Pact #21

 MAP - Music Alliance Pact
Nuovo appuntamento mensile con il progetto MAP - Music Alliance Pact: ancora una volta una trentina di blog di tutto il mondo selezionano per voi una band interessante del proprio Paese e vi regalano una canzone.
Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.
La scaletta è come ogni volta bella eterogenea, ma quelle che mi sono piaciute questo mese hanno qualcosa in comune. Sopra a tutti: gli svedesi Montevert si confermano band da tenere d'occhio, gli islandesi Feldberg (tra Kings Of Convenience e Postal Service?), il semplice ma essenziale folk acustico degli argentini Springlizard, gli ipnotici giapponesi Kafuka, lo strano lo-fi epico e da cameretta al tempo stesso dell'americano Oberhofer, e i neozelandesi Thieves, veramente Novanta. E poi che bello ritrovare gli indonesiani Mocca, vecchia conoscenza dei lettori di Indiepop.it!
Gli italiani che ho scelto a questo giro sono le Mange-Tout, band che in realtà è italiana solo per metà (o per due terzi, contando anche il nuovo ingresso ormai in pianta stabile Samu) e del cui bell'album di debutto avevo già parlato qualche giorno fa.
Questa è la playlist di giugno, compreso il link per scaricala tutta in un colpo solo.

>>>(mp3): Les Mange-Tout - Weak Week

giovedì 17 giugno 2010

For ex-lovers only

 Black Tambourine
Capisco che con tutte le uscite che ogni giorno affollano i nostri blog stare dietro anche alle ristampe è problematico e poco cool. Ma l'omonima antologia dei Black Tambourine è qualcosa che tutti quelli che oggi ascoltano i vari Pains Of Being Pure At Heart, Crystal Stilts, Vivian Girls e simili dovrebbero possedere.
Certi suoni arrivano da lontano e hanno una loro storia in bianco e nero che merita di essere recuperata con pazienza e amore. La cover delle Dum Dum Girls che ho postato un paio di settimane fa mi ha ricordato che la manciata di canzoni lasciata dalla band di Washington tra il 1989 e il 1991 resta più che mai attuale e importante, almeno nel piccolo mondo indiepop. E non è un caso che questa raccolta esca su Slumberland, etichetta fondata vent'anni fa proprio da Mike Schulman dei Black Tambourine, che negli ultimi anni ha contribuito a rilanciare questi timbri in maniera determinante.
Basta riascoltare la perentoria apertura di For Ex-Lovers Only e come la voce di Pam Berry ci si posa sopra arrivando da chissà dove. O la tremante perfezione di Throw Aggi Off The Bridge, che implora a Stephen Pastels di abbandonare la sua storica ragazza e compagna di band. O ritrovare dentro l'austerità di We Can't Be Friends generazioni intere dei gruppi twee più rumorosi.
Oltre alle registrazioni complete, in scaletta ci sono anche alcuni inediti, tra cui una cover di Buddy Holly e una dei Suicide. Se aggiungiamo la già nota versione di Can't Explain dei Love, ci si può fare un'idea dei riferimenti eterogenei ma assolutamente amalgamati che i Black Tambourine seppellivano sotto gli abrasivi riverberi importati dall'Inghilterra dei Jesus & Mary Chain e del C86.
Molto divertenti anche le note del libretto curate da Tim Sendra (Veronica Lake / AllMusicGuide / Village Voice) e scritte da vero fan: "inspirational, almost miraculous".

>>>(mp3): Dream Baby Dream (Suicide cover)
>>>(mp3): For Ex-Lovers Only (+ video)

lunedì 14 giugno 2010

"I think it's time to score"

Cat Claws

Ok, ci siamo: la birra è in frigo, il telefono è spento, il telecomando tv e quello dello stereo per alternare Rai e radiocronaca della Gialappa sono collaudati e pronti, la via dal divano alla porta del balcone è accuratamente sgombra.
Stasera gioca l'Italia ai Mondiali.
Eppure sento che in qualche misura ha ragione Akille. Questo Campionato sembra ancora un po' distante (e a me manca guardare le partite al bar della bocciofila sotto la sede del PCI di Borgo Panigale).
Proviamo allora a lasciarci convincere dai Cat Claws e dalla loro 90 Minutes, "inno indie per i Mondiali" pubblicato da 42Records che cita Madonna tanto quanto i cori da curva.
I Cat Claws per l'occasione collaborano con il produttore elettronico Rodion, possibile segnale di svolte future per la band romana, in attesa del secondo album che verrà registrato proprio quest'estate.
Intanto vediamoci la partita e godiamoci questo singolo: sempre meglio dei White Stripes.


<a href="http://42records.bandcamp.com/track/cat-claws-90-minutes">Cat Claws - 90 Minutes by 42 Records/24</a>

venerdì 11 giugno 2010

"Take me to one of those bars..."
Parker Lewis VS Zuni: ultimo round

Parker Lewis

Quest'anno va così: si apre l'estate e chiudono i posti. Dopo il Mattatoio di Carpi anche lo Zuni di Ferrara ci saluta. Il locale proseguirà le attività ma difficile ora dire se resterà come lo abbiamo sempre conosciuto. Il piccolo club di Via Ragno è stato per anni un rifugio, con i suoi classici concerti della domenica sera, un'ottima cucina che non ti abbandonava mai a qualunque ora, le rassegne dei tanti artisti e quel bancone dove ho bevuto il primo martini e vodka della mia vita.
Ultimo weekend di programmazione live: si comincia questa sera con Parker Lewis, da Stoccolma, e si conclude domenica con le Ian Fays, da San Francisco. Entrambe le band sono in Italia per alcune date ma soprattutto per registrare i rispettivi nuovi album.
Ad aprire per le gemelline americane ci sarà la Pentolino' Orchestra, da Firenze mentre questa sera prima e dopo il concerto metteremo un po' di dischi Fede BellEpop e io per un sudatissimo djset d'addio strappacore.
"So raise the glasses..."

>>>(mp3): Parker Lewis - Save My Heart
(foto di Lucio)
Stimoli quotidiani esauriti

Federico Bernocchi e Costantino Della GherardescaQuando quasi nove anni fa cominciammo a fare la radio da dilettanti, Dispenser (all'epoca condotto da Matteo Bordone), era uno dei nostri dichiarati modelli di riferimento radiofonici. Il modo in cui alternavano servizi curiosi, segnalazioni di letture e selezioni musicali non convenzionali era qualcosa di bello e intelligente. Uso di proposito queste due parole semplici, perché "bello e intelligente" messi assieme oggi sembrano una roba scandalosa.
Qualche tempo dopo non ci sembrò vero che a condurlo fosse finito il nostro FedeMC. Un vero régaz che arrivava via etere dalle frequenze di Radio Rai: che ci fosse qualche speranza per questo Paese?
Non molte. L'altro giorno è arrivata la notizia della non meglio precisata esclusione di Dispenser dal palinsesto autunnale.
Qui trovate il commento dell'altro conduttore, Costantino della Gherardesca, e qui è già nata una pagina di Facebook per protestare contro la chiusura.
Queste per ora le parole della redazione, che comunque parteciperà a Radio Incontri il prossimo 19 giugno (e sarà interessante sentire se ci saranno novità):
Grazie a tutti. Siamo orgogliosi di aver fatto una trasmissione che ha lasciato il segno. È un privilegio di pochi. Al momento non sappiamo i motivi della chiusura. Come voi siamo dispiaciuti e amareggiati, anche perché veniamo da una delle più belle stagioni di sempre. Le petizioni non sono nel nostro stile, ma chi ha voce parli e continui a farlo. Finché potrà. Noi purtroppo, questa voce, non ce l'abbiamo più.

Ospite delle Mange-Tout

Les Mange-Tout
Ormai fa caldo per parlare di "ora del tè" o evocare domeniche pomeriggio con la pioggia alle finestre, eppure il progetto musicale delle Mange-Tout mostra di possedere proprio quella grazia lì, un po' crepuscolare e garbata, ma capace poi di spiccare il volo con sorrisetto vispo (Weak Week).
Canzoni di un folk affettuoso (Drawn Curtains, Subway Charm), il cui tratto principale è l'intreccio delle due voci di Nathalie e Germana sopra a chitarre acustiche essenziali, qualche glockenspiel, la melodica, poche percussioni e un contrabbasso, quello di Samuele Palazzi (The Calorifer Is Very Hot!), ormai entrato in maniera stabile nella formazione.
Le canzoni dell'omonimo album di debutto delle Mange-Tout (che arriva dopo un bell'ep uscito un paio d'anni fa per la gloriosa My Honey Records) sembrano cose piccole, come i bottoni colorati sulla copertina (artwork di Enrico Fontanelli degli Offlaga Disco Pax), pasticcini che quasi dispiace togliere dal vassoio.
A poco a poco, però, intuisci che le Mange-Tout hanno in realtà ben poco di lezioso. La cosa più bella di questo disco è per me il modo in cui riesce a disporre ogni elemento in ordine, separato e con proporzione. Una simmetria tra i suoni e il movimento della musica che racchiude la vera poesia delle band italo-francese. Le due parti di Phone Song ne sono uno degli esempi migliori, con quella coda che sembra passare una mano per stendere bene e appianare le increspature della melodia.
Se apparecchiare con cura una tavola per un ospite è un'arte e in qualche modo anche un gesto d'amore, dato che si comincia a pensare a qualcuno ben prima del suo arrivo, il modo in cui si viene accolti dalle fanciulle in questo disco è a dir poco incantevole. La primavera scorsa le Mange-Tout vennero a trovarci in radio per un live acustico. Con questo album mi sembra come se avessero ricambiato l'ospitalità, ma è ovvio che hanno fatto molto di più.
Accomodatevi pure.

>>>(mp3): Les Mange-Tout - Phone Song
>>>(mp3): Les Mange-Tout - The Fastest One Man Band in the World (live on polaroid)

giovedì 10 giugno 2010

I don't like you ('cos you don't like The Pastels)

This Many BoyfriendsCon un titolo brillante che sembra rubato a Ballboy, i This Many Boyfriends sanno come richiamare l'attenzione della piccola comunità indiepop. Eppure sulla pagina MySpace di questo quintetto di Leeds campeggia la scritta "WE ARE NOT TWEE".
Infatti, da quanto si può ascoltare per ora siamo più dalle parti di Hefner, Smiths o certi Television Personalities più pop, con un debole per incasinare e mandare all'aria ogni cosa di tanto in tanto, come degli acerbi Los Campesinos.
Il loro ep di esordio si intitola Getting a Life With..., lo pubblica la Thee Sheffield Phonographic Corporation e vi arriva a casa con tanto di adesivi e fanzine.
Mi piace come il pezzo di punta parta in quarta, con quella maniera irruenta ma al tempo stesso così British, e per un attimo mi hanno fatto pensare ai Let's Wrestle (ma i This Many Boyfriends non sembrano altrettanto sbragati), trovando spazio per i coretti-carini da una parte e l'assolo di chitarra dall'altra e alla fine il ritornello un po' ossessivo un po' insolente che deve avere ogni buon singolo.

>>>(mp3): This Many Boyfriends - I Don't Like You ('Cos You Don't Like The Pastels)

martedì 8 giugno 2010

Sostenere Città del Capo Radio Metropolitana

Watch live streaming video from rcdc at livestream.com

Da oggi fino a giovedì, Città del Capo Radio Metropolitana sarà in Campagna Abbonamenti Straordinaria per tre giorni. I tagli all'editoria hanno portato via dal bilancio dell'emittente 13.000 euro in un momento già difficile ("difficile per tutti, ce ne rendiamo conto" specifica comprensivo il comunicato). Proprio per questo parte una campagna di responsabilità per chiedere agli ascoltatori di sostenere la radio con l'abbonamento, ma non solo per tener botta e sopravvivere.
La cosa speciale è che stavolta la campagna si potrà ascoltare via etere ma anche vedere in diretta webtv. Nel corso dei tre giorni passeranno dagli studi di Via Berretta Rossa parecchi ospiti e amici tra cui i My Awesome Mixtape, Angela Baraldi, Gianluca Morozzi, Parker Lewis, gli ospiti del Biografilm festival e molti altri a sorpresa, tra live, interviste e ovviamente giochi a premi e telefonate.
Spero comunque che stacchino la webcam prima della puntata di polaroid alla radio di domani sera (a meno che non torni la Fagotta).

lunedì 7 giugno 2010

Imperial playlist


Elvis Costello, Randy Newnam, i Duran Duran, i National (!) e il resto scopritelo voi.
Stavo leggendo questa intervista del NY Magazine a Bret Easton Ellis a proposito del suo nuovo romanzo Imperial Bedroom, seguito del suo debutto Meno di zero 25 anni dopo ("Not being able to find meaning can be just as powerful as finding meaning"...), quando ho scoperto che sul sito ufficiale dello scrittore ci sono le playlist "tratte" dai libri. Ecco risolta la colonna sonora per la mattinata.

domenica 6 giugno 2010

Un'onda di mutilazione intorno al mondo

Pixies
Questa sera a Ferrara sotto le stelle arrivano in concerto i Pixies e per celebrare l'evento (già sold out) i ragazzi di Ciccsoft hanno pensato di creare una piccola fanzine da distribuire in Piazza Castello tutta dedicata al leggendario quartetto americano. Dentro ci sono le parole di Vasco Brondi, di Accento Svedese, di Francesco Locane, di Livefast e anche queste mie.
Se non avete la fortuna di essere a Ferrara questa sera potete scaricare il pdf qui.

"Come descriverei i Pixies? Confusi". Non sono io a dirlo, ma Black Francis, voce della storica banda di Boston. Immagino sia stato quello a catturarmi la prima volta. La confusione che diventava bellezza. Che giovani. Di quanti gruppi ricordate l’esatto momento del primo ascolto? Black Francis ha sempre dichiarato di non dare molta importanza alle parole delle canzoni che scriveva. Gli appunti sui tovaglioli, le sillabe messe in fila per caso nella vasca da bagno. Non ci ho mai creduto fino in fondo. Ero seduto sul sedile del passeggero di una vera Ford Taunus TC1 e quella sera di un giorno feriale la fortuna era dalla mia parte di minorenne. Mentre mi facevo portare in giro in quella maniera sontuosa cercavo le stazioni tra le manopole della radio e trovai Planet Rock: “one more time / I will ride / all over the world”. Non capivo niente. Ad ogni cambio di tempo credevo fosse finita e invece la canzone risorgeva. Chi erano? Bisognava aspettare, rallenta, non perdiamo la frequenza! “All my thoughts are all I am”: senti, anche filosofi... La luna cosa c’entra? Non so perché Bossanova sia sempre stato considerato il peggior disco dei Pixies. Io che li ho scoperti in ritardo, tutti in una volta e quando ormai si stavano per sciogliere, ho sempre sentito una forte coerenza tra i loro lavori. Per esempio, a quella folgorante All Over the World mi viene spontaneo collegare Wave Of Mutilation, da Doolittle, dell’anno prima. Sempre di morte in qualche modo si tratta. La c’è una cavalcata tutto intorno al mondo, qui una macchina che si inabissa negli oceani e sparisce via. Le canzoni dei Pixies tengono la Terra in mano, ne fanno una cartografia un po’ terrificante e un po’ ridicola, con certi nomi scritti in uno spagnolo mostruoso e un vago senso di beffarda disperazione. Sono un aldilà raccontato con insolenti nonsense, a volte con poesie nascoste sotto grida disperate e parecchio sesso. E al tempo stesso sono la vita di tutti i giorni, quella che affronta con pazienza e disincanto le sue normali ossessioni, aspettando che il cielo si rovesci e arrivino questi famosi alieni. I Pixies saranno pure confusi, come sosteneva Black Francis, ma le loro canzoni, laceranti e sconvolte, lucide come ferite aperte, restano ancora oggi, dopo tutti questi anni, e tutti questi anni di reunion, di una formidabile limpidezza.

>>>(mp3): Pixies - All Over the World

venerdì 4 giugno 2010

Dance myself clean

James Murphy
Non ero pronto quando cominciò a girare il leak qualche mese fa, non ero pronto quando uscì per davvero, non ero pronto quando lo comprai e non ero pronto quando mi arrivò a casa. Non lo ascoltavo sul serio, tanto ne parlavano tutti, era come se. Poi, alla fine, qualcosa è successo e da qualche giorno This Is Happening, terzo album di LCD Soundsystem, è arrivato addosso anche a me. Non ci provo nemmeno a cercare di mettermi a scrivere una recensione, e di certo non una tanto coinvolta. Mi limiterò a fare un elenco di tutte le cose che mi piacciono da matti di questo disco, così, almeno per tenermele a mente.

1) l'incrollabile fede nella redenzione attraverso il ballo, anzi, attraverso la "dance" (Dance Yrself Clean - "dance with me until I fell alright"...) che non è cosa da poco da parte di un quarantenne sommerso da tutte queste basi disco e campanacci. Voglio dire: James Murphy Motivazionale!

2) le continue frecciate all'Amore: "love is an astronaut: it comes back but it's never the same" - "people who need people are just people who need people / I don't think we will be pleased with this" - "be honest with me, honestly, unless it hurts my feelings" - "love is an open book to a verse of your bad poetry"...

3) la maniera tutta Heaven 17 / Depeche Mode in cui Murphy canta One Touch;

4) l'orgia analogica dell'intro di One Touch: come prendere trent'anni di "già sentito" e farti venire ancora i brividi;

5) la magnifica All I Want, tutta in discesa da Bowie / Cars / Strokes. Se gli Strokes ne facessero una cover verrebbero loro perdonati in un istante tutti i peccati di un decennio sprecato;

6) il misterioso trucco per cui il minutaggio delle canzoni (dai 5 ai 9 minuti) non è mai un problema e ogni cosa fila via spedita (tranne in You Wanted A Hit, la più debole in scaletta, forse anche perché quella più apertamente auto-riflessiva);

7) il modo in cui Pow Pow comincia quasi come una roba improvvisata, tipo mettiamo delle percussioni, un filtro sul charleston e intanto io blatero e blatero, qualche blogger ci troverà un senso... e poi c'è qualcosa che prende il sopravvento, precipita, un'ansia spinge tutto in avanti, come quando ti dici che è talmente tardi che ormai non vale più la pena di andare a dormire;

8) Somebody's Calling Me è oggettivamente abbastanza brutta ma, non so perché, a un certo punto me la sono immaginata cantata da Krusty Il Clown come finale di un suo show e da allora mi sta simpatica;

9) il fatto che Home chiuda i conti di un disco dove il "tornare a casa" è uno dei fili conduttori (VS "andarsene da questa casa di pazzi"?). Se qui davvero si conclude anche una fase della carriera degli LCD come li abbiamo conosciuti finora, mi pare un modo eccellente. Quel "home / home / home" sospirato prima della prima strofa, come un sogno o forse una richiesta di aiuto, che poi si risolve in...

10) ... "if you're afraid of what you need, look around you, you're surrounded, it won't get any better", che ovviamente suona molto ambiguo ma senza dubbio, messo assieme alla centrale I Can Change, dà l'idea di un Murphy in piedi e combattivo, pronto a tenere il passo della sua musica. Da Losing My Edge fino a qui: continuare a crescere con la musica, nella musica. E non so, quando ho realizzato questa cosa mi è sembrato che This Is Happening si trasformasse mentre lo ascoltavo, ed è stata una gran botta.

>>>(mp3): LCD Soundsystem - One Touch
These words are too small

Bart and Friends 'Make You Blush'Sembra una specie di piccolo All Star Game dell'indiepop: Bart Cummings dei gloriosi Cat's Miaow rispolvera dopo quasi un decennio il suo progetto Bart & Friends e questa volta si fa accompagnare da Pam Berry (Black Tambourine - quante volte abbiamo citato questo nome negli ultimi tempi?) e dai due ex Lucksmiths Mark Monnone e Louis Richter.
Make You Blush si presenta come "dreamy, jangly and sublime" ed è un ep di 8 canzoni per quindici minuti. Stando a quanto se ne legge in giro e a quello che l'adorabile Lost & Lonesome Records ci regala in anteprima, sembra si tratti di musica di prima qualità.

>>>(mp3): Bart & Friends - These Words Are Too Small

giovedì 3 giugno 2010

Bologna ride


Bologna ride, o forse rideva. Comunque oggi pomeriggio alle 18, alla Fetrinelli sotto le Due Torri, presentano questo volume pubblicato da Minerva Edizioni e oltre agli storici nomi del Gran Pavese Varietà come Vito, Malandrino e Veronica, i Gemelli Ruggeri eccetera, saranno presenti anche alcuni membri dei Banaloidi e dei Lino e i Mistoterital.
Oltre ai curatori Eraldo Turra e Lorenzo Arabia è prevista anche la partecipazione di Roberto Freak Antoni e Dandy Bestia in versione Skiantos acustici.
Michael Stipe Picture Show


YouTube davvero non perdona nulla del tuo passato.
Per superare l'imbarazzo ora pretendiamo dai REM una cover del tema del Rocky Horror Picture Show.
C'est quinze fois


Ci potranno ancora essere, nell'estate del 2010, pezzoni killer di quello che una volta si chiamava punk-funk? A giudicare da quanto ci fanno sentire e vedere i Breton con questa dirompente 15X sembra proprio di sì.
Dalle nostre parti li conoscevamo per aver realizzato il video dei DID Hello Again, ma il collettivo londinese, che si muove tra progetti musicali, visual e remix, ha lavorato anche con Hatcham Social, Penguin Prison e 80's Matchbox B-Line Disaster.
Il nuovo ep Sharing Notes (secondo di una trilogia) esce il prossimo 12 luglio su YouWillBeFollowing e nelle sue copie fisiche sarà composto da un circuito fatto a mano per un mini-synth analogico, proprio quello che costruiscono nel video.
Il titolo della canzone suppongo si riferisca a quante volte la si mette in repeat prima di riprendere fiato.

>>>(mp3): Breton - 15X

martedì 1 giugno 2010

Musica Nelle Valli 2010: The Gecco's Diary

Anche quest'anno ho il piacere di ospitare qui sul blog Gecco, ovvero DJ Minaccia, con il suo report tutto matto dal super festival Musica Nelle Valli.
Accaparratevi un Cartoccio di Ugo, mettetevi comodi e si parte:


Dopo l'epica avventura dell'anno scorso non potevo mancare all'edizione di quest'anno di Musica nelle Valli, il noto festival organizzato da Tizio (Bob Corn) in un posto dove le valli sono lontane centinaia di chilometri. Devo dire che da quando si è spostato dal tendone da circo di Finale Emilia al Barchessone Vecchio di San Martino Spino la cosa si è un po' ridimensionata, calando dal punto di vista dei gruppi musicali, ma è cresciuta tantissimo dal punto di vista umano.
Io, come al solito, facevo il roadie di qualcuno, quest'anno il roadie dei Camillas (anche se in realtà mica ho fatto niente per potermi fregiare del titolo di roadie). È noto che viaggiare coi Camillas è una delle esperienze migliori che uno possa fare, cominci a ridere da quando li incontri e poi smetti di ridere dopo che li hai salutati, ma molte ore dopo.
Ma tralasciando questo: siamo arrivati al Barchessone Vecchio, che ho prontamente taggato su Foursquare, verso l'una circa, e subito sono partiti i saluti di rito. Ma, più importante dei saluti di rito, è partita anche la campagna di sensibilizzazione a favore di Dj Minaccia, studiata dai Camillas stessi. Vista la mia, temporanea, carenza di money avevo deciso di dedicarmi allo gnocco fritto in sfavore dell'acquisto di dischi e cd in cui mi prodigo di solito in questi eventi.
Dopo la performance di Bob Corn nello stand dello gnocco fritto, condita dai suoi soliti aneddoti che ci piacciono tanto, i concerti si sono spostati dentro il Barchessone con Claudio Rocchetti che, giorni prima, avevo erroneamente archiviato sotto la categoria "rock" nel gestionale del Plastic. Claudio Rocchetti, di cui non sapevo nulla fino a ieri, praticamente suona un mixer con dei droni di roba ambient
e di inneschi e di rumori vari che a tratti era fighissimo e a tratti noiosissimo. Sono uscito dal tunnel di quella roba anni fa.
Poi ha suonato Lina Paul, cantautoressa che... beh sono uscito sull'erba dopo due pezzi circa. E a seguire i genovesi Blown Paper Bags con pezzi nuovi, e anche un disco nuovo, che hanno un po' spaccato tutto. Poi i Voom, che secondo tizio hanno vinto il festival e in effetti forse è stato proprio così. A seguire ha suonato Art Of Flying ma io ero tipo stanchissimo e mi sono semplicemente steso sull'erba a dormire, rievocando le mie imprese dell'anno precedente.
Mentre dormivo mi è anche caduto un bambino addosso mentre giocava a pallone.
Al mio risveglio ho trovato accanto a me un volantino sulle scie chimiche.
Dopo essermi ripreso non proprio del tutto sono tornato ai tavoli a fare public relations insieme al jet set della scena in cui un appassionato di name dropping avrebbe fatto faville. Nel mentre stavano suonando i Love Boat, sardi rimasugli dei Rippers ma con molta botta di scazzosità in più rispetto ai Rippers. I Ripeprs mi
facevano cagare, questi no. Musicalmente sono quasi uguali.
Mentre mi siedo a fianco a vedermi i Rippers arriva da me Ruben Camillas e mi fa segno col pollice alzato e un sorrisone... Avevo già capito tutto. Ed ecco arriva il loro momento: impeccabili come al solito, con nuovi brani che ammiccano alla dance o al primo Vasco Rossi, e poi, nel momento in cui Zagor comincia a dire "egle egle egle egle egle" al microfono che prendo subito dalla tasca il mio ipod (che fa anche i video) per fermare su una memoria a stato solido quel momento epico. I Camillas, che da anni ironizzano sui Massimo Volume, suonano un pezzo con Egle Sommacal, dato il suo noto passato con la band bolognese. Il momento è storico, quasi più dell'incontro dei Camillas con Mimì. Egle poi si rivela un tipo tranquillissimo. La sua performance musicale di sola chitarra e fiati, successiva ai Camillas, non mi convince troppo, risultandomi forse un po' troppo intellettuale ma, comunque, sembra la conclusione perfetta per il festival.
A seguire ben due gnocchi fritti e chiacchiere a iosa coi presenti. I ricordi delle chiacchiere li terrò per me visto che comunque a raccontarli non renderebbero allo stesso modo.
E ora una lista in ordine sparso per i fanatici del name dropping: Tizio, Matteo Casari e la Genova Bene di Disordedrama, Fabrizio dei Sumo, la Mara delle Black Candy (e ad un certo punto credo di aver incrociato anche l'Alice), il bassista dei Three In One Gentleman Suit, uno dei Rosolina Mar, Onga Boring Machine, Davide Brace e anche altri voti noti di cui però ignoro il nome.
Ed ecco un elenco di momenti da ricordare: Egle che ride, Fabrizio/Sumo che parla in romanaccio agli americani, il tizio dei Love Boat che sputa con cattiveria sulla sedia che mi si era rotta sotto il culo, il bambino che mi cade addosso, Tizio che fa la cover dei Nomadi, il dialogo sulle rane bue.
Bellissima giornata, mi dispiace di essermi perso i Red Worms Farm, Musica Da Cucina e forse anche i Tunas... per il resto tutto bellissimo.