venerdì 30 aprile 2010

I'll be there

Handmade Festival 2010

Come canteranno i Welcome Back Sailors domani al loro esordio (ogni anno all'Handmade Festival c'è sempre qualche bell'esordio parecchio interessante), "io sarò ". Sottotitolo: ci si vede a banco.

>>>(mp3): Welcome Back Sailors - I'll Be There
re: Playlist #9

Inutile - opuscolo letterarioInutile - opuscolo letterario è un mensile autoprodotto che si trova sia in pdf sia su carta: un elegante A3 che piegato diventa più piccolo di una polaroid: da una parte rivista, dall'altra poster.
Come ogni mese, in mezzo ai loro racconti, recensioni e poesie, hanno pensato di mettere una rubrica di canzoni da scaricare per accompagnare la lettura, e hanno gentilmente invitato me e la Fagotta a scegliere la musica. Ecco la playlist di queste mese, con la mia consueta puntualità:

1) Stars - Fixed
Cuore, amore e Cure. Il nuovo singolo degli Stars di Amy Millan va a colpo sicuro.

2) Black Tambourine - Throw Aggi Off The Bridge
L'indiepop rumoroso e a bassa fedeltà non è nato con i Pains Of Being Pure At Heart, e la recente ristampa antologica dei Black Tambourine curata da Slumberland mostra quanto il loro formidabile sound sia ancora attuale.

3) Happy Birthday - 2 Shy
Un po' come passare tutta la sera a parlare della relazione tra bubblegum pop e glam rock con una ragazza troppo giovane per aver conosciuto i Teenage Funclub e non provare nemmeno a baciarla.

4) Aloe Blacc - I Need A Dollar
Sogno una primavera passata ad ascoltare esclusivamente dischi della Stones Throw Records, ma non vorrei risvegliarmi in estate convinta di essere negli anni '70.

5) Harlem - Friendly Ghost
Vieni giù nel mio garage: ti voglio mostrare il fantasma che ci abita. Non fare caso a questi miei amici che stanno suonando. Sì, sembrano sbronzi e sono coperti di polvere, ma ti assicuro che sono simpaticissimi.

6) Matt Pond PA - Brooklyn Fawn
L'indie rock che non esiste più.

giovedì 29 aprile 2010

For things that haven't come yet

Nana Grizol
Come il sapore salato di una lacrima all'angolo delle labbra mentre cominci, nonostante tutto, a schiudere un sorriso, e hai ancora gli occhi appannati e pesanti ma finalmente senti la forza di rialzarti in piedi. Esiste della musica che sembra capace di prendere in mano le cose, il cuore spezzato, il sogno fallito, il passato perduto, e riaggiustarle, rimetterle insieme senza fare all'apparenza molto di più quello che sapevamo già.
I Nana Grizol, da Athens, suonano un pop irruento, il loro background è folk e il loro sound è arricchito da quella che era la sezione fiati dei Neutral Milk Hotel. Tutto nasce da Theodore Hilton, che a sua volta faceva parte dei notevoli Defiance Ohio, assieme a qualche componente degli Elf Power. Ma si definiscono semplicemente "a bunch of friends having a whole lot of fun making the music they love with each other".
Ruth è il loro secondo album e se vi piacevano gli Okkervil River di qualche anno fa potreste ritrovare nei Nana Grizol quella stessa urgenza ed energia, con un impatto più ruvido ma non per questo meno efficace.
Queste canzoni sembrano una convalescenza che ristora. Raccontano tutte più o meno quel momento in cui si riporta a casa la propria vita, quando si passa metà del tempo a leccarsi le ferite e l'altra metà a domandarsi quale strada prendere ora. Si tengono ancora stretti ricordi e rimpianti, ma qualche lezione si è imparata, ed è ora di darsi una mossa: "cynicism isn't wisdom, it's just a lazy way to say that you've been burned". E intanto queste canzoni vibrano, fremono, erompono, ti strappano di dosso ogni tentazione di crogiolarti: "don't live your life like it's already gone".

Tra parentesi, segnalo che Ruth esce per Orange Twins, collettivo che non si dedica solo all'autoproduzione discografica ma è anche una sorta di comune, un vero e proprio villaggio fuori Athens, impegnato nella coltivazione della terra e nella conservazione dei boschi, come racconta lo stesso Hilton in una bella intervista a Paste. E quindi anche i miei 12 dollari del disco sono stati ben spesi.

>>>(mp3): Nana Grizol - Galaxies

martedì 27 aprile 2010

This time around

The Radio Dept.
Mi ha abbastanza impressionato il coro di lodi nelle recensioni per Clinging to a Scheme, il terzo album dei Radio Dept. Dopo Drowned In Sound, BBC, AllMusic Guide, NME, Chromewaves e PopMatters, da ultimo si è aggiunto ieri Pitchfork, che ha assegnato addirittura un 8.3 al trio svedese, appiccicando anche il bollino di "best new music".
Nel mio piccolo, l'unica cosa che sono riuscito a pensare è che amo il modo in cui ogni canzone dei Radio Dept. sembra sapere che li amo. Ma come ogni amore vero, non è meraviglioso né perfetto, né risponde ogni istante alle tue aspettative. Disattendere l'ascoltatore dei Radio Dept. mi sembra la prima cosa che fanno quasi sempre le canzoni dei Radio Dept. E questo non vuol dire che Johan e soci cerchino di spiazzarti, saltando di continuo da un genere all'altro, o che inventino chissà che. No, gli elementi della musica dei Radio Dept. sono ogni volta gli stessi. Ma è come se riuscissero a dire qualcosa di meno, a non riempire tutto, proprio loro che si erano fatti conoscere per quei feedback saturi. Sta tutto lì, allora, in quella distanza che a prima vista sembra freddezza, in quel passo che a poco a poco devi fare tu, se davvero ci tieni.
Un po' come la monotona drum machine di This Time Around. Ai primi ascolti la trovavo quasi fastidiosa, invadente. Il suo mulinare ripetitivo mi sembrava incongruo rispetto al resto della canzone. Ma quando la malinconica melodia mi è diventata familiare, quando ho imparato a riconoscere il suo passo in due direzioni, da una parte le parole di rassegnazione "all the things we hoped for, they're gone", dall'altra quel procedere verso l'alto, con un movimento di invocazione o supplica, e quindi di speranza, in quel momento la canzone mi ha rivelato qualcosa della sua bellezza, e il mulinare ripetitivo del ritmo era il ritmo circolare dei giorni al tempo stesso frenetici e immobili, gelidi e infuocati, come la musica dei Radio Dept.

>>>(mp3): The Radio Dept. - This Time Around
(foto by Lucio)

lunedì 26 aprile 2010

"A Karpi! A Karpi!"

Il 25 Aprile del 1995, Piddu, Biafra e io finimmo a Correggio un po' per caso e anche, bisogna ammetterlo, perché eravamo un po' tristi. Non è che ne sapessimo molto di quel "Materiale Resistente", se non che era una roba del Consorzio Produttori Indipendenti, ed era giusto esserci. Già queste parole scritte assieme così mi portano lontanissimo, come a un mondo di prima. Se riguardo quelle immagini devo fare uno sforzo per ripensarmi davvero in mezzo a quel campo e a quella gente, sotto quel cielo.
Ieri invece il cielo era terso, di primavera piena, faceva caldo e a Carpi, dentro le celebrazioni per il 25 Aprile, si ricordava in qualche modo anche l'anniversario di Materiali Resistenti. Ho sentito che dovevo andare, perché stavolta non ci finivo per caso, e la compagnia era nuova. Ho accompagnato mio figlio, e anche se ha pochi mesi mi faceva piacere che riuscisse ad ascoltare in tempo la voce di un partigiano, quello stesso che avevo ascoltato io quindici anni prima, senza sapere bene chi fosse, il Diavolo Nicolini. La grande piazza era piena, molti amici da ritrovare, molti bambini, molti studenti di Leonardo che lo chiamavano "prof" lungo la strada. Non è che nel frattempo io mi senta musicalmente più vicino a robe come i Modena City Ramblers, ma non importa, ancora una volta era giusto esserci, e in fondo mi è bastata I ribelli della montagna rifatta da Mara Redeghieri degli Ustmamò lieve come allora. I Giardini di Mirò purtroppo li abbiamo persi, ma quando Stuart ha intravisto Jukka dietro il palco lo ha salutato sollevando il pugno.
Questi quindici anni sono passati in un soffio; questi sessantacinque, invece, oggi sembrano tantissimi.

mercoledì 21 aprile 2010

Handmade Festival 2010: ecco la line-up

Handmade Festival 2010
Annunciata la line-up dell'Handmade Festival, praticamente il Coachella della Bassa Padana. Quest'anno il primo maggio tra le mura amiche del Cleb vedrà sul palco:

Tra un concerto e l'altro, a mettere un po' di dischi, le ragazze di Moontalk radio, Davidoff Kool Water e il sottoscritto.
Ci si vede un po' a banco, un po' nell'area kindergarten.

Link: MySpace / Facebook / LastFM
Twitter & The Death Of Rock Criticism II: Music is math

Christopher Weingarten
Christopher Weingarten (giornalista di Rolling Stone, Village Voice, SPIN e altri) dopo la partecipazione dello scorso anno torna sul luogo del delitto: la 140 Character Conference di New York.
Questa volta la sua relazione si intitola "Music is Math" e passa in rassegna la frenetica rincorsa all'update che è diventato il "parlare di musica" oggi (dico "parlare di musica" perché non mi azzardo a tirare in ballo concetti come Critica o Giornalismo Musicale).
Nonostante la sua oratoria faccia venire voglia di prenderlo a schiaffi dopo due secondi, credo sia un video assolutamente da vedere. La schizofrenia della "race to be first", l'impossibilità di prestare più attenzione a nulla o di conoscere e ascoltare, il sempre più vasto disinteresse per quello che viene scritto (le parole funzionano solo come keyword), la paranoia dell'esclusiva... sono tutte cose che conosciamo bene.
Ma i musicisti, dove finiscono in tutto questo? "It's not enough for a musician to be an artist, they have to be an internet hustler, they have to be the fucking Keyboard Cat".
Secondo Weingarten tutto questo ci sta portando velocemente a una conclusione: stiamo perdendo la capacità di giudicare oltre a quella di scrivere, e il suo (un po' moralistico) consiglio finale suona circa "fuck the numbers, fuck math and don't believe the Hype Machine".
The thing that haunts me from the past

Hillary and The Democrats
Qualche giorno fa, all'alba, mi è venuto un attacco di nostalgia fortissima, quasi disperata, senza motivo. Non capivo cosa fosse successo, andava tutto bene, la giornata davanti era ancora tutta da fare. Poi, all'improvviso, come una madeleine, mi è tornato in mente il taglio di luce scintillante delle sei di mattina in un bosco attraversato in bicicletta, anni fa. Brevi tappe, pigre, una ventina di chilometri appena ed eravamo già distratti. Campeggiavamo in riva a un lago, mangiavamo molti dolci alla cannella, la birra non mi faceva addormentare e la sera, in paesi mezzi vuoti, si compravano piccoli cavalli di legno dipinti di smalto rosso.
È stato uno di quei momenti in cui la nitidezza di un ricordo, slegata da tutto il resto, ti lascia senza fiato. Mi sono messo subito a cercare nella scatola delle fotografie (era un'epoca pre-digitale) per rivedere quel bosco, quella luce e quelle biciclette, ma non ho trovato nulla.
E oggi, il titolo di questa canzone degli Hillary and The Democrats, che suona così semplice ed Hefner, mi ha strappato un sorriso un po' aspro. Ritornello contagioso, immancabile para-pa-pa e una punta di malinconia che non si prende troppo sul serio per tutte le cose che avremmo voluto fare. Viene da un singolo in free download sul sito della gloriosa etichetta londinese Where It's At Is Where You Are.

>>>(mp3): Hillary and the Democrats - I Wish That I'd Taken More Photographs

martedì 20 aprile 2010

Rinviato il tour italiano dei Wave Pictures

E ovviamente le cose che desideriamo di più sono anche quelle che si fanno aspettare più a lungo: è stato rimandato il primo tour italiano dei Wave Pictures che doveva prendere il via questa sera.
Il vulcano Eyjafjallajökull ha paralizzato i cieli di mezzo mondo, ha costretto decine e decine di band ad annullare concerti e festival, non si può quasi nemmeno chiamare sfortuna.
La decisione per i Wave Pictures, con un vinile in uscita proprio nel nostro Paese da promuovere (ironia della sorte, il disco si intitola Susan Rode the Cyclone), è stata sofferta, ma il problema è che che seppure riuscissero nelle prossime ore a trovare un volo per l'Italia, rischierebbero poi di rimanere bloccati qui, cosa per loro piuttosto problematica, oltre che ovviamente dispendiosa.
Si parla di un rinvio delle date verso la fine di maggio, appena ci saranno aggiornamenti li pubblicherò. Sono un po' abbacchiato.
Dance Contest Winner

I Dance Contest Winner nascono da una collaborazione tra gli italiani Le Man Avec Les Lunettes e le svedesi Rough Bunnies. La strana coppia si era già vista in azione qualche anno fa, in occasione del tour italiano delle conigliette rudi, ospitalità poi ricambiata in quel di Emmaboda nel 2007. Questa volta i due gruppi si ritagliano un meritato posto nella compilation Between Two Waves, curata dal blog norvegese Eardrums.
La particolarità di questa compilation (tre volumi in free download!) è proprio quella di proporre 40 canzoni nate da altrettante collaborazioni, ovvero da 80 band. Perfino le copertine e i booklet dei tre volumi sono disegnati a quattro mani.

>>>(mp3): Dance Contest Winner - Loverboy

lunedì 19 aprile 2010

The Wave Pictures in Italia!


Questa settimana i Wave Pictures arriveranno finalmente in Italia per un tour di sei date. Come se non bastasse, la band londinese presenterà il nuovo Susan Rode the Cyclone, album che uscirà solo in vinile + mp3 in coproduzione tra la neonata etichetta italiana Interbang Records e la spagnola Acuarela.
Il tour partirà con il botto domani sera al Live Forum di Milano, con un evento organizzato da Vitaminic, in collaborazione con Rolling Stone Italia, Grazia Magazine e Frizzifrizzi, e con l'allestimento curato dal brand emergente Moustache Style.
Marina mi raccomanda di specificare che “allestimento” non vuol dire che ci sarà il solito mercatino con i banchetti: vuol dire che lo spazio del Live Forum sarà totalmente “pimpato” (non avrei mai messo la parola "pimpato" su polaroid, se non era per te, Marina), compreso il palco. Moustache Style infatti è un progetto di recupero di materiali, mobili, marchi e idee: tutto "eco-sostenibile, artigianale, unico".
Ad aprire per i Wave Pictures ci saranno i Green Like July, reduci dalla registrazione dell’album avvenuta ad Omaha (patria di Bright Eyes) e di cui riparleremo presto su queste frequenze. La serata milanese si preannuncia irripetibile.
Questo il calendario completo dei Wave Pictures in Italia:

Martedì 20 - Milano @ Live Forum
Mercoledì 21 - Pordenone @ Deposito Giordani
Giovedì 22 - Pescara @ Mono
Venerdì 23 - Ravenna @ Bronson
Sabato 24 - Molfetta @ L’Eremo Club
Domenica 25 - Ferrara @ Zuni

(Nelle date di Ravenna e Ferrara avrò anche il piacere di mettere un po' di dischi dopo i concerti, dividendo il mixer rispettivamente con Fabio "C'mon!" Merighi e con l'inestimabile France. Ci si vede a banco!)

>>>(mp3): The Wave Pictures - I Just Want To Be Your Friend (da Susan Rode the Cyclone)

domenica 18 aprile 2010

Better things to do


Mille robe in agenda questo weekend, ma come dice Sharon Jones "I got better things to do". Per concludere la domenica in scioltezza, stasera mi trovate a mettere un po' di dischi al Punt? Bar in Via San Rocco, e per l'occasione rispolvero la sobria etichetta Musica per AperiTweevi.
Appuntamento alle 19, ci si vede a banco!

>>>(mp3): Sharon Jones & The Dap-Kings - Better Things To Do
MAP - Music Alliance Pact #19

 MAP - Music Alliance Pact
Come ogni mese, eccoci all'appuntamento con il progetto MAP - Music Alliance Pact: ancora una volta trentacinque blog di tutto il mondo selezionano per voi una band interessante del proprio Paese e vi regalano una canzone.
Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.
La scaletta è come sempre bella eterogenea: a questo giro mi sono segnato i nomi dei danesi Let Me Play Your Guitar (folk alla Fleet Foxes), degli indonesiani Bottlesmoker (morbido electro-pop), degli svizzeri My Heart Belongs To Cecilia Winter (pop orchestrale) e dei neozelandesi The Renders (rock saturo di feedback con voce femminile), mentre gli americani Avi Buffalo ci erano già noti dalle cronache dell'ultimo SXSW.
Gli italiani che ho scelto questo mese sono i Record's perché il loro secondo album De Fauna Et Flora, come già detto, è uno dei dischi più divertenti usciti nel nostro Paese in questa stagione.
Questa è la playlist di aprile, compreso il link per scaricala tutta in un colpo solo.

>>>(mp3): The Record's - Rodolfo

venerdì 16 aprile 2010

Give Peace a chance (and a download)


Se passate oltre l'orrido banner e l'imbarazzante calembour del titolo del post, vorrei segnalarvi una bella iniziativa: il collettivo di dj e remixer Buffetlibre, in collaborazione con Amnesty International Catalunya, presenta PEACE, compilation che raccoglie ben 180 canzoni inedite di band provenienti dai cinque continenti. La compilation si può scaricare con un piccolo contributo che andrà ad Amnesty per sostenere le campagne dell'associazione per i diritti umani.
Alcuni dei nomi coinvolti: Micah P Hinson, Mogwai, Patrick Wolf, Apostle Of Hustle, A Place To Bury Strangers, Antlers, Tahiti 80, Someone Still Loves You Boris Yeltsin, Stereo Total, Vive La Fète...
Tra quelli a noi cari spiccano Darren Hayman, con una cover di If You Were Here dei Thompson Twins, un nuovo pezzo dei Voxtrot molto in vena Belle & Sebastian, un classico dei Pastels ripreso dai Crocodiles insolitamente calmi e i Lucky Soul che trasformano Rock The Casbah dei Clash in una specie di Into The Groove di Madonna.
Notevole anche la compagine italiana, con Amari, Amycanbe, Dusty Kid, Le Man Avec Les Lunettes e Perturbazione.
Non mancano poi gli svedesi I'm From Barcelona, che coverizzano niente meno che le Au Revoir Simone, coinvolgendole anche nel video.

>>>(mp3): Crocodiles - Nothing To Be Done (The Pastels cover)
>>>(mp3): Amari - Italo Tourist

Early warnings

Love Is All at The Guest ApartmentNonostante la solerte Polyvinyl mi abbia già recapitato il file, e nonostante il disco si trovi in rete da almeno due mesi, di questo Two Thousand and Ten Injuries, nuovo album in uscita per i Love Is All mi va di parlare con calma appena lo avrò tra le mani.
E così per oggi mi limito a fare finta che sia già primavera per davvero e salgo con loro su un terrazzo di New York: l'insolito mini-live acustico, con annessa intervista, è a cura di Baeble Music.

>>>(mp3): Love Is All - Kungen
Samuel Katarro + Der Maurer al Locomotiv Club


Doppietta tutta italiana questa sera al Locomotiv Club, e dietro non poteva che esserci l'organizzazione della Trovarobato: a partire dalle 22.30 release party per The Halfduck Mystery, secondo album del cantautore pistoiese Samuel Katarro, e in apertura il debutto di Der Maurer, ovvero il progetto soli(psi)sta di Enrico Gabrielli (Mariposa , Calibro 35, Afterhours, Vinicio Capossela e chi più ne ha più ne metta).
Samuel Katarro, dopo l'acclamato esordio folk psichedelico di Beach Party del 2008, ritorna con un album che pur continuando a prendere come riferimento i Sessanta di Syd Barrett, Beach Boys e Tim Buckley, suona più complesso e "pieno" e, stando a quanto mi scrive Michele Orvieti (e io mi fido), punta decisamente in direzione Canterbury.
Der Maurer invece presenterà brani del repertorio colto accademico, da Steve Reich a Stravinskij a Louis Andriessen, fino a risalire al compositore cinquecentesco Giovanni Gabrieli. L'album Der Maurer Vol. 1 uscirà fisicamente il mese prossimo, ma nel frattempo tutti i brani sono in free download dal sito di Enrico Gabrielli.

giovedì 15 aprile 2010

Pesce freddo, fantasmi nel televisore

TV Ghost
Stasera andiamo a darci una bella svegliata elettrica, che ne abbiamo un gran bisogno.
All'XM24, probabilmente sul tardi, TV Ghost in concerto, da Lafayette, Indiana, su In The Red Records.
Sound infernale e malato, garage rock decomposto e oscuro. La loro etichetta pensa di venderli al meglio così: "TV Ghost incorporates the licentious nuances of the earliest Cramps scuzz, No Wave cacophony and Suicideís terrifying throb alongside cavernous bellows from the depths of the third layer of hell". Il Village Voice definisce il loro genere "fuck-fi". Vedremo se dal vivo mantengono le promesse.
La band fa un po' di altre date in regione: il 18 al Mattatoio di Carpi (MO), il 21 all'Officina 49 di Cesena e il 22 al Veronika di Parma.

>>>(mp3): TV Ghost - The Recluse

mercoledì 14 aprile 2010

The story of Sarah Records


"1995 is missing buses", cantavano quelli, ma per me è stato anche perdermi la fine di una storia importante come quella della Sarah Records.
Ora Lucy Dawkins, videomaker di Bristol (suoi i video degli School), sta realizzando un documentario sulla storia di una delle più leggendarie etichette indiepop, e pare saranno coinvolti anche i fondatori Matt Haynes e Clare Wadd.
Qui trovate il myspace dell'iniziativa, questo è il twitter della Dawkins e potete leggere su Eardrums una sua bella intervista.
Il documentario dovrebbe vedere la luce per la fine di quest'anno.

>>>(mp3): The Sea Urchins - Pristine Christine (Sarah 001 - 1987)
"I hate sleeping alone"


Del suo primo singolo "sgraziato e fragile" avevo scritto: "mi piace perché suona come quando guardi il sole in faccia, a occhi chiusi, sdraiato a pochi metri dalla riva". Ora Bethany Cosentino, meglio conosciuta come Best Coast, ritorna con un nuovo video che conferma la stessa esatta sensazione e mi fa già fremere in attesa dell'estate.

>>>(mp3): Best Coast - When I'm With You

martedì 13 aprile 2010

"Listen to these amazing tunes, the sound is so cool"

Drink To Me
Il primo contatto con questo Brazil era stato il concerto visto il mese scorso al Locomotiv di Bologna, e devo ammettere che non era stata proprio un'ottima impressione. Per la prima volta, i Drink To Me dal vivo sembravano indecisi su quale direzione prendere. Tante buone idee, ma poca forza a tenerle assieme.
In tutta evidenza, dopo molti ascolti del loro secondo album, si è trattato soltanto di una serata storta, perché la potenza, la coesione e l'ambizione di queste dieci tracce sono notevolissime. Anzi: puntare al grandioso, al monumentale senza mezzi termini è uno dei pregi indiscutibili di questo disco.
Brazil è il classico ascensore che sale, continua a salire, prende velocità e sfonda il tetto del palazzo, fiondandosi in cielo con la dichiarata intenzione di bucare anche quello. Prendi ad esempio il disperato crescendo della seconda parte di David's Hole, da ascoltare possibilmente a bordo di un razzo terra-aria, o Amazing Tunes, che comincia facendoti credere di essere la hit carina e danzereccia di metà playlist e poi libera una muta di synth rabbiosi, oppure la tormentata B1, che si dibatte e cresce abnorme come un Tetsuo in forma di canzone, fino alla conclusione dell'ossessivo mantra "All alone with my new mobile, still waiting for an answer".
In mezzo ci sono momenti più nebulosi, alienati e kraut come The End of History o l'ipnotico finale dei sette minuti di Paul & Kate. E poi l'irrequieta We're Human Beings, forse la canzone che ricorda più da vicino i Drink To Me dell'esordio Don’t Panic Go Organic, e a un certo punto, all'inizio di B9, risuona per davvero anche il motivetto originale di Brasil. Ma forse nessuno saprà mai perché.

>>> (mp3): Drink To Me - B1 / (video)

UPDATE: Francesco mi segnala che in realtà del perché di "Brazil" la band ne ha parlato a MAPS.
The kids are coming up from behind

Quello che viene chiamato "it's-all-about-me-journalism" può risultare a volte antipatico, ma su un argomento in fondo innocuo e leggero come i dischi per bambini possiamo soprassedere. Un breve e divertente articolo sull'Independent si domanda "Why do bands make albums for children?", se tanto poi i piccoli faranno comunque la loro strada? Sarà una fissa dei genitori? O delle band? Tra l'altro, nota l'autrice Fiona Sturges, sono proprio quelle di area indie a mostrare tale predilezione: Belle & Sebastian, Franz Ferdinand, Tindersticks e soprattutto i They Might Be Giants.

lunedì 12 aprile 2010

Tender is the night

Frankie & The Heartstrings
Sulla copertina del loro primo ep autoprodotto e del loro nuovo singolo campeggiano due fotografie che rimandano niente meno che allo sciopero dei minatori del 1984. E davvero risuona una voce ancora genuinamente proletaria dentro le canzoni dei giovani Frankie & The Heartstrings che me li ha resi simpatici al primo ascolto. Provengono da Sunderland, come un'altra band che ha fatto del suono energico e sanguigno il proprio marchio di fabbrica, i Futureheads.
Immagino che per molti questi Heartstrings saranno soltanto l'ennesimo nome da pochi giorni su NME, d'accordo, ma a volte io non posso resistere al ragazzetto da pub rock che c'è in me. E negli anni buoni, un pezzo come Tender, tuonante JAM e Dexys, avrebbe tirato giù la pista.
Nel progresso degli arrangiamenti tra la versione demo che circolava alla fine dell'anno scorso (mp3 qui sotto) e il singolo (nel video) puoi sentire una piccola band che sta maturando e diventando consapevole dei propri mezzi. Vedremo dove vanno.

>>>(mp3): Frankie & The Heartstrings - Tender is the Night (demo)

venerdì 9 aprile 2010

Punk as heart

Black Candy live
Per tutti quelli che non c'erano. Per chi c'era e vuole commuoversi ancora un po'. Le Black Candy hanno postato sul loro "sito postumo" un bootleg intitolato Last Shit Night e registrato al loro concerto di reunion lo scorso 12 febbraio al Kalinka di Carpi.
Ventidue euforici minuti di leggenda punk.

>>>(mp3): Automatic Lock (live)
>>>(mp3): I Get Drunk Like Pizzul After Italia Bulgaria But It' s Because I Love You Baby (live)

mercoledì 7 aprile 2010

Fuck the pain away

my_bubba_and_mi_-_by_bea_de_giacomo.jpg
In attesa che ci raggiungano in Italia verso le seconda metà del mese, le nostre My Bubba & Mi ci regalano un'altra cover, e ancora una volta mi sorprendono e mi lasciano incantato (e qui la suonano anche dal vivo).
Vi ricordo che l'album How It's Done in Italy è disponibile in cd e vinile 10 pollici via mail order dal sito del We Were Never Being Boring collective.

>>>(mp3): My Bubba & Mi - Fuck the Pain Away (Peaches cover)

(foto di Bea De Giacomo)
Very Truly Yours

Very Truly Yours
Se amate anche solo un poco il suono prezioso e sofisticato dei Camera Obscura, vi lascerete facilmente conquistare da questi Very Truly Yours, giunti all'album d'esordio su Skywriting Records.
Things You Used to Say raccoglie dieci tracce nella migliore tradizione "pop da ora del tè" e, nonostante la ricetta sia ben nota, bisogna dare atto alla band di Chicago di avere indovinato proprio il tocco leggero capace di dare consistenza a un disco del genere (e così "di genere"). Melodie in bilico tra una malinconia non troppo seria e una spensieratezza garbata, arrangiamenti color pastello e quell'aria da domenica pomeriggio che fa proprio per me.

>>>(mp3): Very Truly Yours - Puddles
>>>(mp3): Very Truly Yours - Things You Used to Say
De fauna et flora


Ma perché i Record's hanno scelto Mr. Hide come primo video estratto dal loro secondo album De fauna et flora? Il disco è una delle migliori uscite in ambito indie rock ascoltate in Italia in questa prima parte dell'anno e, a mio parere, è di tutt'altro umore, più pop, fresco e divertente rispetto a questo singolo. Su tredici canzoni, Mr. Hide, ottava, arriva dopo una doppietta assolutamente Bluriana come We All Need To Be Alone e Don't Go To Bed Angry, nella posizione buona per tirare fiato e ripartire poi verso la West Coast con Easy Way Out. Il resto dell'album, come è stato già notato, mostra anche altri colori, soprattutto estivi e in levare (I Love My Family, super Brit), fino ad arrivare a Rodolfo, che pare alludere ai Vampire Weekend in costume Sixties. Insomma, dopo il debutto di Money's On Fire di un paio d'anni fa, i Record's sembrano maturati un bel po', e forse questo video l'hanno scelto proprio per staccarsi da quei suoni, ma direi che il nuovo lavoro è consigliabile anche per molto altro.

>>>(mp3): The Record's - Rodolfo
Punker than you since '92

Dopo vent'anni di carriera e una discografia sterminata, i Boyracer si congedano con un messaggio abbastanza triste ma per nulla rassegnato.
L'ultima canzone è per Tallulah, con una piccola donazione alla Autism Society Of America.

<a href="http://boyracer.bandcamp.com/track/let-me-hear-your-voice">let me hear your voice by Boyracer</a><br />

martedì 6 aprile 2010

Twin Sister

Twin Sister

C'è ancora qualche giorno per il free download di Color Your Life, nuovo ep dei Twin Sister. Il quintetto newyorkese, autore di un pop abbastanza sognante che predilige ritmi ovattati e distesi, sta ricevendo critiche positive un po' ovunque e pare che anche dal vivo siano in netta crescita. Il loro suono viene paragonato a Cocteau Twins, Stereolab, Beach House e Blonde Redhead, e direi con buone ragioni. Di sicuro, come per queste band, gran parte del fascino sta proprio nella voce della frontwoman Andrea Estella, che sa tenere in equilibrio sensualità e certe sfumature malinconiche e pensose.

>>>(mp3): Twin Sister - Lady Daydream
La piccola tombola dell'indie blogger

Music Review Cliché Bingo
Sono sicuro che qualcuno ci aveva già pensato prima ma per ora ho trovato questa: prendete una recensione a caso di Pitchfork, Blow Up o di qualunque blog, distribuite le cartelle del "Music Review Cliché Bingo", usate le spillette al posto dei bottoni e cominciate a leggere. Sempre si vince.

venerdì 2 aprile 2010

A classic calorifer is very polaroid
E anche un po' Lunettes

A classic calorifer is very polaroid

ACE + TCIVH! + LIO
Ci si vede a banco!
You're my best friend
(but then you die)

The Drums - photo by Giulia Mazza
Nuovo singolo (con due inediti), nuovo video (sempre un po' assurdo) e nuova intervista della nostra Marina (con le foto di Giulia Mazza: anche qui e qui!), ma niente collaborazione con Florence & The Machine per i sempre più lanciati Drums. Aspettando l'album, speriamo in tempo per l'estate.
Comunque io voglio imparare a ballare così:



>>>(mp3): The Drums - Best Friend
>>>(mp3): The Drums - Best Friend (Olympix Mix)
Tiger


Ammetto che il loro ultimo Poweri mi aveva coinvolto di meno rispetto alle loro precedenti prove, ma questo ambiziosissimo trailer di Tiger sembra abbastanza clamoroso e mi fa venire voglia di tornare ad ascoltare l'album degli Amari con più attenzione. Un unico dubbio: sarà stato un pesce d'aprile?