giovedì 25 febbraio 2010

L'area della consapevolezza

Questa sera, verso le nove e mezza, a Modo Infoshop Francesco Locane e Jonathan Clancy, ovvero i régaz di MAPS, presenteranno Consapevolezza, volume dedicato agli Area e Demetrio Stratos curato da Luca Trambusti e pubblicato da Arcana.
A rendere il programma della serata ancora più interessante, la presenza di Michele Orvieti (Mariposa / Trovarobato) e di Oderso Rubini (Italian Records / Harpo's Bazaar e chi più ne ha più ne metta). Non mancate!

lunedì 22 febbraio 2010

Forever dudes! (parte quarta)

Still Flyin' VS The Calorifer Is Very Hot!

Oh lo so che è tardissimo ma il business chiama e qui siamo in partenza per Milano.
We Were Never Being Boring Collective e Headphonesman Agency, in collaborazione con Vitaminic, sono lieti di presentarvi una festa davvero speciale. Sul palco della Casa 139 questa sera salgono gli Still Flyin', di recente invitati anche all'ATP Festival 2010 curato dai Pavement, e che vedono in formazione componenti di Lucksmiths e Aislers Set. Ad aprire le danze i nostri The Calorifer is Very Hot!, punta di diamante del collettivo che non si annoia (come sarebbe possibile con TCIVH!?). Una festa sgangherata e fatta in casa, dove ognuno di noi porterà qualcosa: per esempio il fantastico poster della serata (in regalo ai primi arrivati) ce lo hanno spedito da Copenhagen le My Bubba & Mi, band di prossima uscita per il collettivo. Oppure la musica prima e dopo il concerto che metteremo MarinaP e io, fino a quando la Casa non ci sbatterà fuori tutti.
Ci si vede a banco!

domenica 21 febbraio 2010

I'll pick up the pieces and mistakes


Che bel modo di cominciare una domenica di fine inverno piena di sole e promesse con un regalo dagli Shout Out Louds. Per festeggiare l'imminente uscita del loro terzo album Work ecco un "Summertime Radio Remix" del loro singolo Fall Hard curato dai Passion Pit, che fa già pensare ai mesi più caldi che ci aspettano. Beat più lento e dilatato, synth che ispessiscono il piano elettrico dell'originale, percussioni a profusione e un andamento che sembra inciampare apposta con indolenza per stemperare ogni urgenza della band svedese.

>>>(mp3): Shout Out Louds - Fall Hard (Passion Pit's Summertime Radio Remix)

sabato 20 febbraio 2010

Forever dudes! (terza parte)
Ovvero come preparare un'intervista agli Still Flyin' e dimenticarsela in diretta


Hi, since it's your first italian tour, would you like to introduce yourself and the band to the audience down here? What do we have to expect?
Hello, we are Still Flyin'. We are a party band that specializes in jamming it to the bone. If you want a reason to high five some people and dance and be with friends even if you might not know anyone there, this is what our concerts are about. We're a big group of friends traveling friends who want to have a good time and play some fun music. You can expect lots of sweat from us jamming it so hard, and hopefully lots of smiles from both the band and the audience.

Still Flyin has a huge rotating line-up: who is going to be on the party-bus this time?
We've never had the exact same lineup twice! This time we will have eight people - Marky Monnone from the Lucksmiths, Yoshi Nakamoto and Wyatt Cusick from the Aislers Set, myself and Brendude Mead from Masters of the Hemisphere, Big Lord Saucedo from Red Pony Clock, Thrill Horan from Maserati, and Licky Jedlicka who is new to playing in bands.

Many reviews of your debut album describe Still Flyin as a "party band" because your sound blends together reggae jams and indiepop influences: do you agree with it or do you think there is something more?
We do consider ourselves a party band because that's the main goal for us - to have fun and to make people happy. We call it "hammjamm" music, which basically means when a good time gets even better. That's really all we can ask for.

I remember a version on Never Gonna Touch the Ground about 30 minutes long, under the pouring rain, at Emmaboda festival back in 2006. Do you usually play it that way? Do you think we can beat that record on one of the next italian gigs (except for the rain)?
HAHAHAHA that was our first show outside of the West Coast of the US! It is still one of my favorite shows of my life. If it's the right moment, and the magic is happening, and the audience is frothing at the mouth for a MEGAJAM, then we will pull that one out. It's a very old song so we don't play it very much anymore, but if it's a show where everyone is going completely crazy, we pretty much have to do it. I do think 30 minutes is probably the longest version of that song, but now the gauntlet has been thrown: let's beat the record in Italy!

You've just been invited to the Pavement curated ATP festival: tell us about it. How did you feel when they called you?
This is honestly the coolest thing we have ever been able to do as a band. They were one of my favorite bands in high school, and that version of me back then would have never dreamed we'd be asked by Pavement to play their festival. We were on tour in Australia and Spiral Stairs saw us there and really liked us a lot. We've been friends ever since.

What's the meaning of Forever Dudes? Could it work as a sort of Still Flyin' manifesto?
Oh yes definitely! We have many manifestos and this is one of the most important. "Forever Dudes" means everlasting friendship. I have a group of friends from my college days and we always call each other our "forever dudes". The phrase has since expanded to people beyond just our circle of college pals and included people all over the world. The song is about those dudes, but it also works as an overall theme of the band since the main point of the band is friendship.


(photo by Lucio)

>>>(mp3): Still Flyn' - Forever Dudes (live on Thermos / Radio Città del Capo)
MAP - Music Alliance Pact #17

 MAP - Music Alliance Pact
Stava quasi per scapparmi l'appuntamento di questo mese con il progetto MAP - Music Alliance Pact, proprio quando veniva citato dall'Independent. Trentacinque blog di tutto il mondo selezionano per voi una band interessante del proprio Paese e vi regalano una canzone.
Per chi non ha idea di cosa sto parlando, queste sono tutte le puntate precedenti: 1 / 2 / 3 / 4 / 5 / 6 / 7 / 8 / 9 / 10 / 11 / 12 / 13 / 14 / 15 / 16.
Mie personali highlights in una scaletta come sempre fin troppo variegata: la supercarina inglese Jose Vanders, il supergruppo canadese Novels, gli australiani (ma potrebbero anche loro essere canadesi) Kite Club, il math-rock applicato all'electro-pop dei giapponesi LITE, l'indie rock classico del cileno Moreno, l'ipnotica elettronica del tedesco Napoli Is Not Nepal e il pop beatlesiano dal Perù di Rafo De La Cuba. Poi vabbè c'è anche Toro Y Moi ma quello è già di un'altra categoria.
Gli italiani che ho scelto questo mese sono i piacentini København Store tornati alla grande, epici più che mai, con il loro nuovo album Hi, prima parte di una trilogia in uscita su 42Records.
Questa è la playlist di febbraio, compreso il link per scaricala tutta in un colpo solo.

>>>(mp3): København Store - Strangers

venerdì 19 febbraio 2010

Forever dudes! (seconda parte)
Ovvero: come rimediare se mi sono perso gli Still Flyin' a Radio Città del Capo?




Mi sono persa la prima tappa dell'Operazione Forever Dudes. Al telefono, Enzo mi ha raccontato di una compagine affollatissima e timida ai limiti della tenerezza, riversatasi in via Berretta Rossa per impregnare le pareti degli studi di Città del Capo di gioia in levare.
Mi sono persa il live chez Polaroid (eccezionalmente ospitato di lunedì sera) degli Still Flyin', megaband di San Francisco autrice di uno dei dischi più ballati nel salotto di casa mia, nel corso dell'ultima primavera. E non dite sono cose, vorrei vedere voi nel ricevere mail che parlano di "Mark Monnone che lava i piatti" a casa vostra e rimanere impassibili.
Ma d'altra parte non c'è da meravigliarsi, se si è stati in grado, in quasi dodici anni di vita bolognese, di lisciarsi tutti i concerti di un gruppo come i Califone. Roba quasi da impegnarsi apposta.
Allora subentrano le forze nascoste di Polaroid alla radio e si mobilitano le braccia eccezionali dei Caloriferi, di Lucio, di Jonathan e (a distanza) di Alessandro: per avere un'idea di cosa è successo ecco alcune foto (di Lucio Pellacani) e le note, più di tutto.
Mi sono persa gli Still Flyin' e il loro set acustico ma il Demiurgo mi ama e per redimermi, me li porta in tour per sei date tutte italiane:
Giovedì 18 - Genova @ Teatro Della Tosse
Venerdì 19 - Cesenatico @ Retropop
Sabato 20 - Carpi @ Mattatoio
Domenica 21 - Ferrara @ Zuni
Lunedì 22 - Milano @ La Casa 139
Martedì 23 - Preganziol (Ve) @ Macaco

lunedì 15 febbraio 2010

Forever dudes! (prima parte)
Ovvero: come riusciremo a far entrare tutti gli Still Flyn' dentro Radio Città del Capo?


Parte questa sera quella che potremmo chiamare "Operazione Forever Dudes!", ovvero l'invasione della penisola da parte degli Still Flyin', collettivo di San Francisco che nei prossimi giorni sarà in tour in Italia insieme ai nostri The Calorifer Is Very Hot!, per presentare l'album Never Gonna Touch the Ground.
La numerosa e mutevole band, il cui sound mescola scanzonatissimo indiepop e influenze reggae, è stata di recente invitata anche all'ATP Festival 2010 curato dai Pavement, e vedrà in questa formazione anche componenti di Lucksmiths, Ladybug Transistor e Aislers Set.
In anteprima, li potrete sentire questa sera a partire dalle 21 per un set acustico e quattro chiacchiere sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana (anche in streaming). Hammjamm!

>>>(mp3): Still Flyin' - Forever Dudes
Non plus one


Perché sforzarsi di mettere assieme parole per un post sotto un video del genere quando basta fare un po' di name dropping tipo Gia Coppola, Kirsten Dunst, Jason Schwartzman, Coconut Records, Tracy Antonopoulos e Opening Ceremony? Magari si potrebbe giusto aggiungere una citazione dalla signorina Coppola, quando dice "We were influenced by 60s New Wave films and my uncle's house".
(grazie a LL per la segnalazione)


>>>(mp3): Coconut Records - Is This Sound Okay

sabato 13 febbraio 2010

Sovrapensiero


Ester Grossi
Spazio Gianni Testoni
Via D’Azeglio 50 – Bologna
Inaugurazione sabato 13 febbraio ore 18.30
con musiche di His Clancyness
e una live performance di Murder


>>>(mp3): His Clancyness - Nothig and Nowhere To Go

venerdì 12 febbraio 2010

It's a revolution winter! (oggi!)


Questa sera al Kalinka di Carpi torneranno per una volta ancora assieme sul palco le Black Candy. Ci saranno anche i TUNAS e i SUMO, e dopo i concerti gli 1+1 Many Djs che ospiteranno al mixer anche me, se non collasso prima. Ci si vede a banco!
"You can use violence instead of Situationism, but you'll never win the long-term war"


In un certo senso l'intervista ai Gang Of Four letta oggi su Artrocker è una collezione di molte cose che non dovrebbero trovarsi in un pezzo giornalistico. Eppure, dato che sia Tom Fawcett, direttore della rivista, sia ovviamente i Gang Of Four hanno un bel po' di cose da raccontare, è davvero un bell'articolo.

>>>(mp3): Gang Of Four - Love Like Anthrax
(avrei potuto piazzare lì una Damaged Good sempre riempipista, magari remixata, ma era troppo facile no? Questa era nel lato b del singolo del '78, ed è citata da Fawcett nell'articolo)
Indiepop, battimani e un po' di marketing


Il nome Antarctica Takes It! mi suonava famigliare, e poi ho ritrovato un piccolo post su polaroid di quasi quattro anni fa. Mi sono tornati in mente, mi piacevano un bel po' e li suonavamo in radio. Dylan McKeever, titolare del progetto, torna a farsi sentire dopo tutto questo tempo. Sta registrando un nuovo disco intitolato Constellations e per realizzarlo si affida a Kickstarter, una piattaforma che permette ai fan di sovvenzionare in anticipo la band che amano, e di ricevere poi dischi, merchandising e regali personalizzati in base alla quota di partecipazione. Questo qui sopra è il "video promozionale" di David.
In pochi giorni è la terza volta che vedo un'iniziativa del genere. Mi pare un'idea carina, soprattutto per i piccoli gruppi, ma se si diffonde troppo temo che perderà di fascino.
Comunque siamo qui per la musica, e quella degli Antarctica Takes It! continua a sembrarmi molto bella, tra i Camera Obscura più spensierati, qualche sfumatura folk acustica e il pop da cameretta che non ci stanca mai e ci fa battere le mani.

>>> Antarctica Takes It! - C&F

giovedì 11 febbraio 2010

It's a revolution winter! (- 1)


Fidatevi di DJ Amarezza:
venerdì sera tutti al Kalinka di Carpi.
Google gave and Google taketh away

Mentre eravamo distratti a cercare di capire a cosa ci servirà questo invadente Google Buzz, Blogger (di proprietà di Google) ha cominciato a cancellare blog musicali responsabili a quanto pare di pubblicare mp3 senza autorizzazione.
Non sto parlando delle solite notifiche (Web Sheriff o DMCA), o di cancellazione di singoli post (almeno una volta è successo anche a me, niente di troppo grave): qui si parla proprio della rimozione totale di un blog dalla piattaforma, immediata e senza nessun preavviso.
Tra le vittime anche il buon Pop Tarts Suck Toasted, che riassume così il brutto incidente.
Mentre si vedrà che fare (migrare a WordPress?), mi sa che appena ho un attimo è meglio salvare questi quasi 9 anni di archivi.

UPDATE: la risposta di Google (non del tutto convincente, e ancora meno rassicurante).

mercoledì 10 febbraio 2010

It's a revolution winter! (- 2)


Questa foto è piccola, chissà se da qualche parte ne esiste una copia migliore. Comunque si dovrebbe capire. A me fa ridere ogni volta che la riguardo.
E' stata scattata nella vecchia sede dell'Aquaragia di Mirandola. Si vede Amarezza crollato sotto la batteria, emergono soltanto le bacchette, ma probabilmente sta continuando a pestare. La Mara salta dietro il suo basso mentre l'Alice sembra divertita e forse non sa se suonare ancora.
Ecco, le Black Candy erano così, ma spaccavano.
Venerdì sera al Kalinka di Carpi faranno ancora un concerto assieme. Ci saranno anche i TUNAS e i SUMO", e poi il Many e signora che metteranno un po' di dischi, e gentili mi ospiteranno al mixer.
Non mancate.
La barbara usanza di dare voti ai dischi

I miei due cents su un paio dei dischi più belli che siano usciti in questo inizio di anno in ambito indie rock:


- Spoon, Transference (Anti / Merge Records)

Nonostante Britt Daniel e soci questa volta si producano da soli e raccontino che hanno voluto lasciare ai suoni di Transference un'impronta di non finitezza, una certa aria da “live in studio”, bisogna ammettere che quindici anni di carriera non sono affatto passati invano, e giunti al settimo album ormai si sa cosa aspettarsi dalla band di Austin. Ovvio, ascoltando pezzi come il singolo Written In Reverse o la scalpitante Troubles Come Running (che ripete la gioia di una indimenticabile Sister Jack) si può anche esclamare “per fortuna!”. Tralasciando un paio di momenti più stanchi (Goodnight Laura), sono certi riff stonesiani che coinvolgono dal primo ascolto, e certi tempi medi (Out Go the Lights) che gli Spoon piegano al loro stile suadente, da rock maturo, a farci amare ancora di più una delle più solide band indie rock di questi anni.

>>>(mp3): Written In Reverse


- Owen Pallett, Heartland (Domino)

Nel recente romanzo Generation A, Douglas Coupland insiste molto sull'idea che la maggior parte della gente abbia bisogno di immaginare la propria vita come una storia per poter tollerare di viverla. A lungo andare, però, si correrebbe un rischio, quello di diventare incapaci di immaginare storie diverse, e quindi altri modi di dare un ordine al mondo. Il cantautore Owen Pallett, guarda caso canadese proprio come Coupland, nel primo album a suo nome dopo l'abbandono del marchio Final Fantasy riesce a coniugare una vicenda del tutto personale, il nascere e morire di una storia d'amore, con la creazione di un universo poetico potente e sofisticato. Tutto si gioca sullo slittamento del punto di vista: le parole passano attraverso l'oggetto amato (“I've been in love with Owen”) e alla fine il personaggio si divincola dalle mani del suo stesso autore (“The author has been removed”). Pallett ci aveva abituati a narrazioni che mescolano piani diversi, da saghe di videogiochi di ruolo giapponesi a riferimenti musicali colti come Bartók e la tradizione celtica. Questa volta sfrutta un'intera orchestra, la Filarmonica di Praga “suonata come un vecchio synth modulare”, per raggiungere una densità visionaria di grande effetto emotivo. Riferimento principale restano i voli pindarici dei Beach Boys più orchestrali, ma l'innesto discreto dell'elettronica aiuta a non far perdere di vista una bella immediatezza pop: Lewis Take Off His Shirt ricorda molto Loney Dear, e dentro Tryst with Mephistopheles riecheggiano i sodali Hidden Cameras. Heartland non manca di pretenziosità, ma l'ambizione di raccontare bene una storia vince il narcisismo.

>>>(mp3): Lewis Takes Off His Shirt

martedì 9 febbraio 2010

It's a revolution winter! (-3)


Non fate spazientire la Mara.
Black Candy dal vivo, per una sera ancora.
Don't make me feel stupid
I'll do that on my own



Tom Sanders magari lo conoscete per essere il front man di Pete & The Pirates. Alla fine dell'anno scorso ha pubblicato il suo secondo album da solista, sotto il nome Tap Tap. Un disco non troppo differente dal suono dei Pirati, ma in qualche modo più introverso, con un'ombra di tormento in più sotto la veste di indiepop autunnale.
Bandstand Busking, uno di quei siti che mettono i musicisti a suonare in situazioni curiose, ora ha pubblicato questa sessione acustica in cui Sanders, accompagnato solo da una chitarra, reinterpreta quella che forse è la canzone più bella dell'album, la più toccante.
Half Moon Street sembra scritta di getto, alla fine di una notte passata in compagnia e finita da solo. C'è una donna che continua a parlare, e lui le guarda la bocca mentre si muove e "all of these noises they really mean nothing to me at all". Ci sono soldi altrui spesi in fretta, una corsa in macchina ubriachi, sensi di colpa da dimenticare, qualcosa che non importa pronunciare, "you want a polite man, that's not me".
Ecco, tutto questo nella asciutta versione di Bandstand Busking sembra solo un lontano ricordo. O la recita di un ricordo raccontato. Lo sguardo quasi assente di Sanders fa venire il dubbio che mentre canta stia pensando l'esatto opposto di quella donna, e che la canzone alla fine gli sembri un regalo fin troppo generoso.

>>>(mp3): Tap Tap - Half Moon Street

Grazie a Giovanna per la segnalazione dei video.
Hand in hand with the electronic Renaissance

Electronic sounds thus exist on at least two planes. On one level, they are common and saturate our most quotidian of listening environments. On another level, they are unwelcome because they do not fit comfortably into the Promethean rockist/poptimist narrative. Electronic music is laterally integrated, but differentially excluded.

Pieno di sentenze parecchio discutibili, eppure nel complesso interessantissimo, il piccolo saggio Electronic Music: The Invader and Infiltrator firmato da Timothy Gabriele oggi su PopMatters. Musica elettronica, contemporaneità e qualcosa di più, ancora da inseguire.

>>>(mp3): Belle and Sebastian - Electronic Renaissance

lunedì 8 febbraio 2010

It's a revolution winter! (-4)


Ok, non prendetemi sul serio, non ascoltatemi nemmeno: il concerto delle Black Candy di venerdì al Kalinka di Carpi non interessa a nessuno.
Prima però lasciatemi ricopiare questo grandioso titolo:
"Music That I Like - Everett True Recommends: Black Candy".
È fatta.
We counted on each other for love, survival and everything else

Surfer Blood
Qui non l'avevo ancora scritto ma il primo disco che ho comprato nel 2010 non è stato quello dei Vampire Weekend o degli Spoon, bensì quello dei Surfer Blood.
Qualcosa mi aveva catturato sin dal primo ascolto (l'impetuoso singolo Swim, in free download su Holiday Records l'estate scorsa) e poi mi sono rimasti addosso, senza che capissi bene nemmeno io come. Ritrovavo il loro nome ovunque, e il torrente dell'hype da lì a poco sarebbe diventato un fiume in piena. Da una trionfale invasione al CMJ al bollino "Best new music" di Pitchfork il passo è sembrato breve, quasi automatico.
Credo che Astro Coast per me sia un disco - banalmente - davvero molto bello perché funziona come un nastrone. E non uno qualunque, ma un nastrone che avrei potuto fare un pomeriggio intorno alla metà degli Anni Novanta, pieno com'è di riferimenti a Weezer, Pavement, Built To Spill, Yo La Tengo (Anchorage sembra citare addirittura Teen Age Riot dei Sonic Youth).
E al tempo stesso, i Surfer Blood riescono a brillare con una luce che è in tutto e per tutto di oggi: lo scintillio metallico di certi riverberi, certe melodie che si inerpicano alla Shins, a volte il tono scanzonato e intelligente da Vampire Weekend (Take It Easy o ancora di più Neighbour Riffs), anche se bisogna ammettere che i testi non sono proprio un punto di forza della band della Florida.
Il suono che i Surfer Blood disegnano ha dei curiosi effetti su di me. Le loro canzoni sembrano restare appese nell'aria intorno anche quando sono finite, e mi ritrovo a inseguire una melodia di cui non conosco le parole. In un genere ormai saturo come l'indie rock, in cui sembra davvero complicato esprimere qualcosa con la dovuta forza, i Surfer Blood hanno indovinato la formula per spingere al massimo il volume.

>>>(mp3): Surfer Blood - Fast Jabroni

(photo by Giulia Mazza)

domenica 7 febbraio 2010

It's a revolution winter! (-5)


Continuando ad aspettare il concerto di venerdì prossimo, eccovi DJ Amarezza party rock in full effect! Fu una memorabile serata con Black Candy ed Ex-Otago insieme per un live di beneficenza (ricordo bene? era il gattile di San Lazzaro o qualcosa del genere?).
Avevo già dato la caparra per tre attici a Cortina


Anche Attilio supporta gli Ex-Otago su Circospetto (via CMPSTR).
Un trailer di chewingum


Stano per tornare i Chewingum, vecchia conoscenza di polaroid, e questo è il trailer del loro prossimo singolo Tu devi morire, Lucignolo, in uscita il 19 febbraio per Gratis Produzioni. La canzone sarà accompagnata da un video che vede la collaborazione di vari musicisti come Il Moro e Il Quasi Biondo, i Camillas, i Dadamatto, Father Murphy e altri.
Sia il singolo che il video saranno disponibili sul sito La città di chewingum. A seguire uscirà, esattamente un mese dopo, un nuovo Eppì di quattro pezzi, in streaming e download dal sito: "sarà il primo di una serie di Eppì che i Chewingum pubblicheranno ogni 3 mesi. Niente più dischi, tutto si scarica dal sito-città. È in progetto l’uscita di un singolo in vinile per fine Marzo, sempre prodotto da Gratis Club Produzioni".

sabato 6 febbraio 2010

It's a revolution winter! (-6)

Black Candy a Radio Città 103 nel 2004
Aspettando l'imperdibile evento di venerdì prossimo, una polaroid delle Black Candy ospiti di polaroid negli storici studi di Radio Città 103, una delirante sera di un bel po' di anni fa (in cui fra le altre cose, anche Ferruccio Querceti dei CUT venne a festeggiare l'uscita dell'album di debutto, per mezzo minuto sembrò che le Black Candy dovessero cambiare nome, e dove Amarezza ci svelò il segreto del suono candifonico).
The way my heart beats


Sembra proprio che in giro nessuno abbia voluto spendere due parole buone per l'ultimo album dei Good Shoes. Per me il loro debutto Think Before You Speak del 2007 era stato fenomenale, e mi sono messo ad ascoltare questo No Hope, No Future con fiducia e una certa curiosità.
Anche se è probabile che i Good Shoes rimarranno una band che non dirà mai niente di nuovo nella storia del rock, a me tutto sommato il disco è piaciuto. Meno immediato, più ruvido e aggressivo, senza le melodie fulminanti e nervose che facevano da contrappunto alle loro spigolose chitarre. Ecco, No Hope, No Future è un disco in qualche modo più appesantito, meno agile, nonostante le mosse alla Rapture / Foals di Under Control o la spavalderia Art Brut di I Know. Dentro ci sono poi i suoni tipici dei Good Shoes, come l'apertura di The Way My Heart Beats, c'è il brit-pop, ci sono i Fall e c'è un po' di punk senza complimenti; c'è anche un tema ricorrente, che è il tormento per le aspettative disattese e un tempo ormai passato (la parola più ricorrente in queste canzoni è senza dubbio "time"), e il disco guadagna in coerenza anche da qui.
Qualcuno si è divertito a dire che in realtà il tempo passato è forse quello della band di Morden, vedi l'impietoso primo paragrafo della recensione di Drowned In Sound, ma io penso che tutto sommato i Good Shoes siano ancora una band capace di divertire e far ballare. Questa sera vengono in concerto al Covo qui a Bologna, vedremo se ci faranno sudare.

>>>(mp3): Good Shoes - Under Control

venerdì 5 febbraio 2010

It's a revolution winter! (-7)

Black Candy - live at Renfe 08-12-2003
Nel caso qualcuno se lo fosse dimenticato, manca una settimana a uno degli eventi musicali dell'anno: il ritorno sul palco delle Black Candy.
Sul loro vecchio blog scrivono: "ritorniamo ma per una data poi BOH comunque non è una reunion, non lo sappiamo neanche noi... na bota e po via, ragas".
Mi pare non occorra aggiungere altro. Appuntamento venerdì 12 febbraio al Kalinka di Carpi (Modena). Di spalla c'è "il garage in flanella dei TUNAS e l'HC (si proprio quello) in salsa DC dei gloriosi SUMO". Prima e dopo i live avrò l'onore e il piacere di mettere un po' di dischi insieme a 1-1 Many Dj's che faranno gli onori di casa. Ci si vede a banco.

giovedì 4 febbraio 2010

"Writing music" / "Scritti sulla musica"

Dato che lo consigliava qualche tempo fa anche Colas, ho letto questo nuovo Loops: non una nuova rivista musicale ma un "new journal of music writing", differenza piuttosto rilevante. L'iniziativa è stata lanciata lo scorso luglio in Inghilterra da Faber & Faber e Domino Records, e viene tradotta in Italia da Arcana (che pare non avere un sito web, nel 2010: régaz, chiamateci).
Con una serie di nomi in scaletta del calibro di Simon Reynolds, Jon Savage e Nick Kent, più alcuni contenuti esclusivi per l'Italia (Emidio Clementi, Maurizio Blatto, Luca Beatrice) era difficile mettere assieme qualcosa di meno che notevole. E infatti mi sono preso un sacco di appunti mentre leggevo.
Cose che non mi sono piaciute tanto: la grafica spartana; la carta patinata; la poetica di Nick Cave (ma lo so, è un problema mio); l'antipatico personaggio di James Yorkston raccontato da sé stesso; Maggoty Lamb tradotto in italiano che non è molto di più di un Complotto & Mezzo de noantri.
Poi ci sono state tutta una serie di cose che invece mi hanno fatto mettere un orecchio alla pagina:
- Hari Kunzru ha un modo di scrivere che spesso procede per suggestioni e che può risultare insopportabile, ma ogni tanto infila delle considerazioni illuminanti, come quella sull'odierno culto dell'assolutamente nuovo, che impedisce di sviluppare qualsiasi senso di appartenenza, anche storica, e si risolve nel pastiche (la cosiddetta "tragedia dell'hipster", pag. 21);
- l'analisi della patologia dei collezionisti di dischi condotta da Amanda Petrusich è molto spassosa, documentata e precisa al tempo stesso, e arriva a suggerire che, in realtà, lì si manifesti un potenziale controculturale e politico fortissimo (pag. 88);
- la mediocrità, o per essere meno aggressivi, la povertà di mezzi e conoscenze della critica di fronte alla musica elettronica e al suo rapporto con la tecnologia sottolineata da Matthew Ingram: "synth liquidi, synth galleggianti, synth cosparsi di polvere" eccetera... quante volte anch'io avrei potuto evitare certa retorica (pag. 131);
- la connessione tra la consapevolezza del Pop e i "cicli distruttivi del capitalismo" illustrata da Anwyn Crawford mentre cerca di parlare di femminismo (pag. 184);
- il modo in cui Reynolds riesce sempre a mostrarci come oggi abbiamo perduto la capacità di immaginare il futuro (pag. 192).

Direi che mi pare un sacco di roba. Sì, non si tratta di articoli che un magazine musicale, preso da altre logiche dell'attualità (mentre Loops è un semestrale), credo metta normalmente in sommario. Sono saggi: un genere letterario non del tutto gestibile né così leggero, ma io trovo che possa essere un punto a favore di Loops.
La prima obiezione che ho sentito in giro è stata "ma in Italia chi vuoi che spenda 18 euro per questa roba?". Ribalto il problema: se da queste parti nessuno comincia mai a diffondere questo tipo di scrittura intorno alla musica (e si resta appresso a quello che è la musica nelle pagine dei quotidiani), allora non sarà mai possibile provare a far crescere un gusto e una cultura diversi, magari più adulti, intelligenti, o semplicemente aperti.
E quindi, benvenuto Loops.
re: Playlist #7

Inutile - opuscolo letterario è un mensile autoprodotto che si trova sia in pdf sia su carta: un elegante A3 che piegato diventa più piccolo di una polaroid: da una parte rivista, dall'altra poster.
Come ogni mese, in mezzo ai loro racconti, recensioni e poesie, hanno pensato di mettere una rubrica di canzoni da scaricare per accompagnare la lettura, e hanno gentilmente invitato noi a scegliere la musica.
Ecco la playlist del numero di gennaio che mi stava quasi per scappare (anche se poi resta sempre lì, pronto per essere scaricato):

1) Shout Out Louds - Walls
Lo sapevi e lo sai: c'è un muro, e tu ci andrai proprio a sbattere contro. Un po' come per la band di Stoccolma: terzo album e terzo immancabile centro.

3) The Besnard Lakes - Albatross
Questa canzone l'avete immaginata almeno in tre decenni differenti ma arriva solo ora, da Montreal, sotto tre palmi di riverbero e amore.

3) Strawberry Whiplash - Picture Perfect
Il modo in cui Sandra ti dice che ti ama e non le importa, con quel sorriso e la primavera nelle chitarre.

4) The Soft Pack - Down On Loving
Io vedo tutto questo amore intorno e realizzo che i miei conti con l'amore sono in rosso, e non sopporto più la gente che passa e il sole in mezzo al cielo. Per fortuna mi rimane questo furioso rock'n'roll.

5) Charlotte Gainsbourg - Me and Jane Doe
Il blues secondo Charlotte Gainsbourg.

6) Laura Veirs - July Flame
Un personalissimo desiderio per questo 2010 è che si parli di questo splendido disco più del fantomatico nerdy charme della sua autrice.