"I think we should destroy the bogus capitalist process that is destroying youth culture"
Dobbiamo rendercene conto: i
Radio Dept. non sono più da un pezzo quelli di
Where Damage Isn't Already Done o di
1995.
Ha fatto la sua comparsa in rete una nuova anticipazione di
Clinging to a Scheme, l'atteso con trepidazione e di continuo rimandato terzo album della band svedese.
Heaven's On Fire, ancora più del singolo
David, sembra fatta apposta per disattendere ogni ingenua aspettativa che un vecchio ammiratore potrebbe riporre nei Radio Dept.
Si parte con un campionamento della voce di Thurston Moore dei Sonic Youth (dal documentario
1991: The Year Punk Broke) e si finisce con una sezione di fiati da Club Tropicana che nemmeno il più balearico dei Jens Lekman. Nel mezzo, un ritmo assolutamente baggy (nel 2010!) con un riffettino funky disidratato, un pianoforte freddissimo, e come sempre la voce di Johan che canta da una cabina telefonica lontana e sperduta.
La melodia sembra cercare le strade consuete ma la mappa intorno ora è del tutto cambiata. Questa canzone è fatta apposta per disorientare il distratto ascoltatore da feed reader, che non riconosce l'indirizzo "shoegaze + JMC + Sweden" e skippa oltre. La malinconia si è fatta astuta. La canzone dice "when I look at you" ma non fa nulla per incrociare il tuo sguardo.
No, i Radio Dept. non sono più quelli di
Against the Tide (che pure qui viene quasi citata per un istante), e nemmeno quelli di
I Don't Need Love, I've Got My Band, ma forse il messaggio è proprio che nemmeno noi dovremmo essere più quelli che si rinchiudono in un
Lesser Matters di comodo. "We should destroy", dicono, o qualcosa del genere. E io intanto ascolto e riascolto questa nuova
Heaven's On Fire, mi lascio dondolare dal suo passo spedito, mi accorgo che mi lascio emozionare comunque, mi viene da sorridere e cerco di capire da che parte cominciare.
>>>(mp3):
The Radio Dept. - Heaven's On Fire