mercoledì 27 gennaio 2010

27 teste ragioneranno meglio di una...

I'm From Barcelona
Vi avevo già anticipato un mesetto fa il trailer dell'ultimo folle progetto degli I'm From Barcelona: il nuovo album 27 Songs from Barcelona contiene una canzone scritta da ciascuno dei membri, ovvero in totale fanno 27 canzoni raccolte sia in triplo vinile (già acquistabile on line), sia pubblicate in free download - una al giorno - sul sito della band.
Bene: il calendario è partito oggi 27 gennaio e andrà avanti fino al 22 febbraio. A inaugurare le danze ci pensa il chitarrista della band svedese Daniel Lindlöf, con Lower My Head, canzone che sembra spostare il pop corale a cui ci hanno abituato gli I'm From Barcelona verso ambientazioni più epiche, e con un incalzante tappeto elettronico. C'è già anche un remix da scaricare.
Staremo a sentire a chi toccherà domani.

>>>(mp3): I'm From Barcelona (Daniel Lindlöf) - Lower My Head
Best Kept Secret... too well kept

Best Kept Secret
A pensarci bene, è stato molto in stile Best Kept Secret, etichetta sempre piuttosto defilata e discreta, venire a sapere da un blog americano che la tape label di Vicenza chiude i battenti. Dopo dodici anni di carriera e centocinquantadue uscite, proprio mentre un certo revival del supporto magnetico sta prendendo piede, Alessandro ha deciso di sospendere le attività.
Personalmente sono contento che tra le ultime cassette in catalogo abbia fatto in tempo a esserci anche quella dei nostri Calorifer Is Very Hot!, ma d'altra parte mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di più in questi anni di radio per supportare le varie pubblicazioni. Vedremo di rimediare nei prossimi giorni almeno con una piccola intervista qui sul blog.
L'ultimo album targato BSK è Sky Station Cloud di Mike Downey, cantautore dell'Illinois trapiantato a Stoccolma, già membro di Mathlete e Wolfie. Indiepop tra bassa fedeltà e attitudine slacker molto Novanta, tutto sommato un bel modo per salutarsi. E che sia un arrivederci!

>>>(mp3): Mike Downey - Winter Ghosts

martedì 26 gennaio 2010

Max

Max

Questa è una delle due sole fotografie di Max che ho trovato nel mio computer. Nell'altra si vedono lui e Ferruccio dei CUT con le facce piuttosto affaticate, abbagliati da un flash impietoso. Sarà stata scattata all'ora di chiusura del Covo, chissà quando. Questa mi piace di più perché Max guarda per un secondo nell'obiettivo ma è mosso, mi guarda ma per metà sta già uscendo dall'inquadratura.
Max non lo conoscevo quasi per niente. Neanche all'epoca in cui andavo al Covo due o tre volte la settimana, neanche quando mettevo i dischi lì accanto a lui siamo mai riusciti a condividere più di poche parole su qualche band, una battuta su qualche concerto o su quel che succedeva in pista. E mi dispiaceva molto, perché era un personaggio che ti poteva stare a raccontare storie per ore. Questione di carattere: la sera in cui lui portò Pete Doherty all'Estragon, io ero al Covo a vedere i Suburban Kids With Biblical Names. Una volta mi spiegò questa differenza come fosse un rimprovero. Poi quella stagione di Viale Zagabria passò, altre ne arrivarono ed era tutto più o meno normale così.
Quando qualcuno muore, una delle prime reazioni è quella di mettere in relazione chi è scomparso con la nostra vita. I ricordi che ci hanno legato, gli incontri, una trama per tenere assieme tutti quegli anni. Giovanni ha scritto delle parole molto belle, ed è un buon modo per capire di cosa stiamo parlando. Ma quando ho saputo della morte di Max mi è scesa addosso una tristezza ottusa, un vago senso di precarietà che fatico a scuotere via e che non comprendo bene, perché sento che la notizia non mi coinvolge soltanto a livello personale. Tocca anche qualcosa che conta di più, un "noi" che non so esprimere ma che c'è, una parte di questa città che sento ancora vicina e per la quale Max aveva fatto cose belle e importanti.

venerdì 22 gennaio 2010

"I think we should destroy the bogus capitalist process that is destroying youth culture"

The Radio Dept. - Clinging To A Scheme
Dobbiamo rendercene conto: i Radio Dept. non sono più da un pezzo quelli di Where Damage Isn't Already Done o di 1995.
Ha fatto la sua comparsa in rete una nuova anticipazione di Clinging to a Scheme, l'atteso con trepidazione e di continuo rimandato terzo album della band svedese. Heaven's On Fire, ancora più del singolo David, sembra fatta apposta per disattendere ogni ingenua aspettativa che un vecchio ammiratore potrebbe riporre nei Radio Dept.
Si parte con un campionamento della voce di Thurston Moore dei Sonic Youth (dal documentario 1991: The Year Punk Broke) e si finisce con una sezione di fiati da Club Tropicana che nemmeno il più balearico dei Jens Lekman. Nel mezzo, un ritmo assolutamente baggy (nel 2010!) con un riffettino funky disidratato, un pianoforte freddissimo, e come sempre la voce di Johan che canta da una cabina telefonica lontana e sperduta.
La melodia sembra cercare le strade consuete ma la mappa intorno ora è del tutto cambiata. Questa canzone è fatta apposta per disorientare il distratto ascoltatore da feed reader, che non riconosce l'indirizzo "shoegaze + JMC + Sweden" e skippa oltre. La malinconia si è fatta astuta. La canzone dice "when I look at you" ma non fa nulla per incrociare il tuo sguardo.
No, i Radio Dept. non sono più quelli di Against the Tide (che pure qui viene quasi citata per un istante), e nemmeno quelli di I Don't Need Love, I've Got My Band, ma forse il messaggio è proprio che nemmeno noi dovremmo essere più quelli che si rinchiudono in un Lesser Matters di comodo. "We should destroy", dicono, o qualcosa del genere. E io intanto ascolto e riascolto questa nuova Heaven's On Fire, mi lascio dondolare dal suo passo spedito, mi accorgo che mi lascio emozionare comunque, mi viene da sorridere e cerco di capire da che parte cominciare.

>>>(mp3): The Radio Dept. - Heaven's On Fire

giovedì 21 gennaio 2010

Spaghetti dappertutto


Non vi segnalo gli Spaghetti Anywhere perché sono in pausa pranzo, ma perché penso proprio che dovreste ascoltarli: potrebbero rivelarsi anche per voi una bella sorpresa.
Band residente in Gran Bretagna ma che vede alla voce l'italianissimo Valerio Cerini. Oltre alla chitarra del coinquilino Francis Cullen, non ho capito bene se è ancora in formazione il batterista Lewis Baker, già negli Help She Can't Swim. Ve li ricordate? Bene, non c'entrano niente con il sound degli Spaghetti Anywhere, che piacerà a chi ascolta Belle & Sebastian e Kings Of Convenience, ma che ha richiamato anche paragoni con i Pastels. Per me è stata un'infatuazione al primo ascolto.
Restate sintonizzati, nelle prossime settimane cercheremo di conoscerli meglio.

>>>(mp3): Spaghetti Anywhere - Super Special
"Although I like you anyway, check out your haircut"


La classifica delle migliori frangette dell'indie rock pubblicata da Spin è una roba piuttosto modesta, veramente da blog del 2003, tipo Scopri quale personaggio di O.C. sei. Però avevano messo questa divertente foto di Zooey Deschanel, poi ho letto che viene da questo blog, e allora niente, così, come cantavano i They Might Be Giants "bangs are that on which the world hangs".

>>>(mp3): They Might Be Giants - Bangs

mercoledì 20 gennaio 2010

C'mon!

The Soft Pack
Quello che dà anima alle canzoni dei Soft Pack, e che mi cattura facendomi mettere il disco in repeat, non credo si possa intendere come la consueta "energia" che spinge il rock'n'roll. Sì, le loro canzoni sono dirette, veloci, nervose, a volte grezze, "punky but not punk" come ha scritto Paste Magazine. Ma in mezzo al rumore del loro rock, in mezzo allo sfrigolare delle chitarre e al ritmo convulso di basso e batteria, la voce dell'improbabile frontman Matt Lamkin continua a sembrarmi sfiorata da un accento di noia e indifferenza che finisce per rendere il loro suono alienato, introverso e ossessivo (sì, mi sto ripetendo) ma anche dannatamente affascinante.
Ed è questo a sembrarmi il migliore risultato del loro nuovo album, anche meglio di certe melodie indovinate e spontanee (tipo la travolgente C'mon o Down On Loving). Come dire, sappiamo che è solo rock'n'roll ed è già il 2010, ma vedete: non ci possiamo fare niente, ci siamo fissati qui e adesso dobbiamo continuare a pestare. E secondo me pestano bene.

>>>(mp3): The Soft Pack - Answer To Yourself

(photo by farmer9999)

martedì 19 gennaio 2010

Don't die wondering

Don't Die Wondering
Comprare un disco dopo aver ascoltato soltanto una canzone. Comprare una compilation proprio perché non si conosce la maggior parte dei nomi in scaletta. Nel 2010 gli ultimi scampoli di fuga, nella satura nicchia di quello che una volta era l'indie, sono anche questi.
In realtà, la Don't Die Wondering Compilation Volume 1 non arriva proprio fuori dal nulla. Chi segue l'omonimo blog sa più o meno cosa aspettarsi: bassa fedeltà, elettronica da rigattiere, band che sembrano messe assieme un pomeriggio in garage e già dimenticate la sera, band che invece lavorano nell'ombra da anni, insomma una forte sensazione di straniamento.
A chi invece non l'ha mai sentito nominare, basti sapere che Don't Die Wondering è un blog, una serata mensile e una label, divisione della Merok Records, etichetta a sua volta fondata qualche anno fa da uno dei Big Pink e casa di nomi come Klaxons, Teenagers, Crystal Castles, Titus Andronicus e Soft Pack.
La presentazione ufficiale della compilation dice quel che serve. Il resto per me l'ha fatto la canzone dei Light Sleepers, trio di Brighton che suona uno shoegaze sporco e dolce allo stesso tempo. Una canzone sempre sospesa tra l'abbandono e la tensione, con quell'accelerazione finale che spinge e spinge e non esplode mai e viene risucchiata via.
This compilation that we've lovingly put together comes on an actual CD that you can cruise around with on your Discman, augmented by beautiful fold-out artwork made by our friends at Crabwolf illustration collective, as well as some personal notes by the artists themselves.
We’ve decided to focus on artists from the UK for this one, and like to view the tracks on it as offering an enjoyable sum-up of the multi-layered, often juxtaposed trends, tendencies and occasional hints of the future we were witness to in alternative UK music this year, as well as a taste of the work of many new and exciting acts, some I’m guessing we’ll be hearing much more of soon enough.
Altogether, I think it’s real nice, but then again anyone would say that after hand-packaging a couple hundred!

>>>(mp3): The Light Sleepers - Côte Disaster

lunedì 18 gennaio 2010

I was lonely but not alone

David Tattersall
I Wave Pictures continuano a mostrarsi quanto mai prolifici. Prima di Natale sono passati a casa di Darren Hayman (ex voce degli Hefner) per registrare un nuovo singolo che uscirà in split con i francesi Coming Soon.
Sul Flickr di Hayman potete ammirare un tremendo set di fotografie domestiche che documenta l'evento, con sfondo di panni stesi. Amo questi ragazzi.
Sempre Hayman, sul suo canale YouTube, questa settimana pubblica ogni giorno video inediti insieme alla band.
E intanto la voce dei Wave Pictures David Tattersall sta per pubblicare il suo primo album solista intitolato Happy For A While, scritto e registrato a Berlino insieme a Clemence Freschard e Stanley Brinks (Andre Herman Dune). Il disco uscirà ad aprile sulla vecchia Where Is At Is Where You Are. Nell'attesa è in free download il singolo title track, una ballata in stile Dust Off Your Heart che sembra non voler concedere troppo all'abituale sense of humour di Tattersall, ma che si consola con un lungo e rauco assolo di chitarra e alla fine si lascia abbracciare dagli ottoni.

>>>(mp3): David Tattersall - Happy For A While
When we embraced we couldn't see


Il Fargo può sembrare soltanto una piccola stanza nel centro di Ravenna: un bancone, qualche tavolo, le file di bottiglie ordinate, i vetri che danno sull'angolo di Via Rossi. Invece, grazie alla banda del Bronson, a volte lì succedono magie come questa, insieme a Micah P. Hinson la scorsa primavera.

>>>(mp3): Micah P. Hinson - When We Embraced (acoustic live @ Fargo, Ravenna - 2009/04/25)

domenica 17 gennaio 2010

MAP - Music Alliance Pact #16

 MAP - Music Alliance Pact
Primo appuntamento dell'anno nuovo con il progetto MAP - Music Alliance Pact: 34 blog di tutto il mondo (rientra la Spagna) selezionano per voi una band interessante del proprio Paese e vi regalano una canzone.
Per chi non ha idea di cosa sto parlando, queste sono tutte le puntate precedenti: 1 / 2 / 3 / 4 / 5 / 6 / 7 / 8 / 9 / 10 / 11 / 12 / 13 / 14 / 15.
Ormai la selezione è così vasta che puoi trovarci davvero di tutto, dal metal al trip-hop alla musica per film. Nomi che mi sono segnato dopo un primo ascolto: l'argentina Catalina Vin (bella voce da folk pop), i De Janeiros (i Crystal Castles cileni?), gli scozzesi Galleries (tra National e suggestioni primi Novanta), i Sacred Harp (mistici norvegesi) e la cover di Kurt Vwil dell'americano Vikesh Kapoor. Toccante l'ode al Quebec del canadese Leif Vollebekk.
Gli italiani che ho scelto questo mese sono i genovesi Port Royal perché il loro suono epico e stratificato mi sembra perfetto per questa selezione internazionale.
Questa è la playlist di gennaio, compreso il link per scaricala tutta in un colpo solo.

>>(mp3): Port-Royal - The Photoshopped Prince

sabato 16 gennaio 2010

Picture me under blood red moon

Wolther Goes Stranger
La Secret Furry Hole ci aggiorna su quanto sta bollendo in pentola per il suo 2010 e intanto ci fa un bel regalo: un remix degli XX curato da Wolther Goes Stranger, il progetto di Luca Mazzieri, già negli A Classic Education (di cui avevamo parlato a suo tempo).
Wolther lavora a irrobustire la struttura di Blood Red Moon, spingendo sulla ritmica e al tempo stesso, con l'innesto di percussioni ed echi (sembrano dissolversi le voci), la rende più distesa, raggiungendo un'atmosfera non molto distante da certe produzioni del cosiddetto balearico-scandinavo. Subito in playlist.

>>>(mp3): The xx - Blood Red Moon (Wolther Goes Stranger remix)

venerdì 15 gennaio 2010

I'm so glad to disappoint you


Secondo il tacito paradigma per cui ogni gruppo deve assomigliare a qualcos'altro di già sentito per essere apprezzato e (soprattutto) comunicato ai nostri pari, i Northern Portrait dovrebbero ritrovarsi sulla bocca e sui giradischi di tutti. Più probabilmente, finiranno per venire ascoltati dai soliti quattro gatti col cardigan del nonno. "Molto Smithsiani" in certi casi viene usato come lucchetto per buttare certi dischi nel dimenticatoio. Invece la band danese ha registrato una manciata di canzoni che meritano attenzione.
Con i colori scintillanti delle chitarre, alcune invenzioni melodiche belle fluide (la title track o l'apertura di The Münchhausen In Me), e una voce che, seppure di maniera, arriva al cuore, Criminal Art Lovers è uno dei dischi che senza clamori mi ha fatto più compagnia in queste giornate dal muso lungo.
E per quanto mi riguarda When Goodness Falls si avvicina parecchio a un'idea di perfezione Indiepop.

Noto tra parentesi che il nuovo anno sembra essere cominciato alla grande per la Matinée Records: oltre ai Northern Portrait, sono usciti il nuovo ep degli Strawberry Whiplash e la ricca compilation celebrativa Matinée Grand Prix, che presto passeremo di sicuro in radio.

>>>(mp3): Northern Portrait - When Goodness Falls

martedì 12 gennaio 2010

If you fall hard, I'll fall harder


Nuovo video per gli Shout Out Louds dall'imminente (e strepitoso, mi sbilancio subito) album Work.
Domani sera a polaroid alla radio cominciamo a suonarlo in anteprima.
"The future looks pretty Mergetastic and Wrestlerific!"


Una notizia piccola, abbastanza trascurabile nel via vai della "musica che conta", ma che mi ha messo un irragionevole buonumore questa mattina: i Let's Wrestle hanno firmato per la storica Merge Records e il loro album di debutto In the Court of the Wrestling Let's, niente meno che il disco dell'anno per il sottoscritto, sarà ristampato e distribuito negli States. Aspettiamoci dunque nuovi tour oltreoceano per il trio inglese, la scalata delle charts americane e l'imminente conquista del mondo.

>>>(mp3): Let's Wrestle - We Are The Men You'll Grow To Love Soon (acoustic live at Maps)

lunedì 11 gennaio 2010

Metallo (non molto) pesante


Parte domani da Bologna il nuovo tour italiano degli Hellsongs, il trio svedese che "ruba" le migliori canzoni alla storia dell'heavy metal e le porta in dono al pop acustico più soft ed emozionante.
Dopo un album (Hymns in the key of 666, uscito a fine 2008) pieno di cover di mostri sacri come AC/DC, Iron Maiden e Metallica, gli Hellsongs sono tornato con un ep intitolato Pieces of Heaven, a Glimpse of Hell e una nuova cantante.
La formula magica resta la stessa, perfetta per far scoprire e apprezzare agli amanti dell'indiepop un repertorio probabilmente sconosciuto (e aggiungerei anche ideale per far incazzare i metallari più bacchettoni).
Queste le date del tour, organizzato in collaborazione con VisitSweden.se:

Martedì 12 - BAR WOLF - Bologna
Mercoledì 13 - MAGNOLIA - Milano
Giovedì 14 - VELVET UNDERGROUND – Castiglion Fiorentino (AR)
Venerdì 15 - KALINKA – Carpi (Modena)
Sabato 16 - THE GRAPES – Pontremoli (MS)

>>(mp3): Rock the Night (Kiss Europe cover)
>>(mp3): The Evil That Men Do (Iron Maiden cover)

sabato 9 gennaio 2010

Losing hair as we lose hope


Arrivano questa sera in concerto al Locomotiv Club (Via Serlio 25) i Port-Royal, a presentare il loro ultimo album Dying In Time. La band genovese sembra rappresentare l'ennesima incarnazione del detto "nemo propheta in patria" (vedi le belle recensioni su PopMatters o su Exclaim). Ogni volta che mi sono trovato a un loro live sono sempre rimasto incantato. C'è da perdersi dentro quei suoni epici, tra IDM, shoegaze e ambient, malinconia digitale e beat pulsanti.
Qui potete leggere l'intervista che gli ha fatto Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò, mentre su Rolling Stone c'è tutto il disco in streaming.

>>>(mp3): Port-Royal - Nights in Kiev

(photo by anna positano)

venerdì 8 gennaio 2010

"Instantly more fun"

Lady-Gaga-Polaroid-Business-Card
La Polaroid è una vecchia compagnia che sembra continuare a non voler fare l'unica cosa i suoi clienti le chiedono di fare. Però bisogna dire che se ne inventa sempre di nuove. Da quando ho questo blog, ho perso il conto di quante volte ne è stata annunciata la morte e poi la rinascita. La notizia più recente, decisamente WTF, è che hanno assunto Lady Gaga come "creative director". Pare non si tratti solo di un modello con il marchio di Lady Gaga (un po' come la Polaroid Barbie di quando eravamo piccoli) ma che le affideranno realmente una linea di prodotti tutta da inventare. Mah.
Per gli appassionati, qui c'è un filmato della conferenza stampa con la presentazione dell'iniziativa.
E dato che si parla di accoppiamenti un po' bizzarri, mi pare il caso di lasciarvi tre mashup abbastanza tremendi:

>>>(mp3): DJ Lobsterdust - NirGaga (Nirvana VS Lady Gaga)
>>>(mp3): A Plus D - Don't You Want My Bad Romance (Lady Gaga VS Human League)
>>>(mp3): DJ Schmolli - Just Dancing In The Street (Lady Gaga VS Martha & The Vandellas)

giovedì 7 gennaio 2010

2010 ferite

Love Is All
Belle notizie con cui cominciare l'anno nuovo: tornano i Love Is All. E fanno pure un bel salto. Il loro terzo album, Two Thousand And Ten Injuries, uscirà infatti per Polyvynil, già etichetta di Architecture in Helsinki e Of Montreal.
Dopo Nine Times That Same Song e A Hundred Things Keep Me Up at Night continua l'ossessione per i titoli con i numeri della band di Göteborg.
L'album, registrato dalla stessa band nel proprio studio, è prodotto ancora una volta da Wyatt Cusick, già chitarrista negli Aislers Set, e soprattutto marito della cantante Josephine Olausson. A quanto pare una delle influenze principali nella scrittura di questo disco sono stati gli Zombies: "there is a lot of backing choirs". Un assaggio lo possiamo avere nella canzone che anticipa l'album, Kungen, "a true story about the time I spotted the king of Sweden in the street here in Gothenburg".

>>>(mp3): Love Is All - Kungen